my neighbor's daughter
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EteroPrime esperienze

Il desiderio

Cominciai a scrivere questi racconti cosi un po’ per gioco, un po’ per redenzione confessando ciò che ho fatto con degli sconosciuti.
Non mi sarei mai aspettata di avere un certo consenso leggendo e rispondendo a vari commenti che vengono scritti dai lettori. Interagire con i lettori è forse la cosa che più mi piace, parlare di sesso apertamente è liberatorio, e noto che essendo assistente di volo e spagnola accende molte curiosità e fantasie.

Così con alcuni di loro ho iniziato delle conversazioni private, è interessante sapere un po’ della loro vita, delle loro fantasie, ed anche dei loro problemi.
Tra i vari “ammiratori”, concedetemi di tirarmela un po’ 😉 , uno si è distinto dagli altri, lo chiamerò Davide.
Il fatto che mi colpì maggiormente fu che a 30 anni era ancora vergine, faceva una vita un po’ solitaria, poche relazioni sociali.
Così ho cominciato a dialogare con lui, per cercare di capirlo meglio, per capire la sua situazione, e con il tempo ho scoperto in realtà essere una persona molto sincera, timida, con molte paure “sociali”, di essere giudicato e rifiutato…

Nel mio piccolo avrei voluto aiutarlo in qualche modo, magari dandogli qualche consiglio, e magari spingerlo e guidarlo a fare qualche incontro.
Il caso volle che un giorno mi cambiarono un volo dandomene uno con sosta nel nord Italia, non lontano da dove vive Davide, così gli scrissi chiedendogli se volesse incontrarmi per un caffe vicino all’hotel in cui alloggiavo.
Arrivata a destinazione ricevetti un messaggio di Davide nel quale mi disse che sarebbe stato libero il pomeriggio, e che sarebbe stato felicissimo di poter prendere un caffè in mia compagnia.

All’ora prestabilita ci trovammo al bar, io ero vestita in modo abbastanza sobrio, indossavo un abito estivo turchese, lungo fino al ginocchio, niente scollatura. Lui, alto circa 1’75, robusto, era in camicia e cravatta, con i 30 gradi che facevano pensai stesse soffrendo molto.
Ci sedemmo al bar, lo vedevo teso, emozionato, e cercai di farlo rilassare, cominciando a conversare del più e del meno, per poi giungere a parlare un po’ di lui e dei suoi problemi nell’interagire socialmente soprattutto con le donne.
Era un fiume in piena, mi raccontò delle volte in cui era uscito con una ragazza, di qualche bacio, di come si sentiva sempre giudicato, di come questo lo avesse portato a chiudersi un po’ in se stesso.

Mi confessò che più del sesso, gli sarebbe piaciuto essere coccolato, magari fare un bagno con una donna, accarezzarla, sentire il suo corpo contro quello di lei.
Vidi tanta voglia di tenerezza in lui, e sentivo in me che dovevo fare qualcosa per aiutarlo, per dargli magari un po’ più autostima.
Ebbi un’idea, nella mia stanza d’hotel non c’era la vasca, solo la doccia, ma visto il caldo, pensai che magari avrei potuto proporgli di fare una doccia rinfrescante insieme, in modo da fargli un regalo.
Nonostante le sue parole tardassero ad arrivare lessi nei suoi occhi gioia e sorpresa, mi bastò guardarlo negli occhi mentre con la mano lo accarezzavo dolcemente per vincere le sue ultime resistenze per fargli accettare la mia proposta, volevo aiutarlo… così gli indicai l’albergo e il numero della stanza dicendogli di raggiungermi dopo qualche minuto.
Dopo 5 minuti sentì bussare alla porta, ed ecco Davide, tesissimo; entrò e si sedette sul letto in attesa.

Mi avvicinai dicendogli di rilassarsi, in fondo era soltanto una doccia….
Mi sfilai lentamente il vestito e restando solo con l’intimo, il suo sguardo era tutto su di me, come se non esistesse altro al mondo mentre vedevo il sudore scendere dalla sua fronte.
Decisi di osare, mi avvicinai a lui, e gli chiesi se gli piacesse ciò che stava vedendo, balbettò un “si, molto”, di nuovo gli chiese se voleva toccare, non ebbi risposta ma le sue mani tremolanti si avvicinarono al reggiseno e cominciarono ad accarezzarlo molto delicatamente.
Esitante mi abbassò le spalline del reggiseno, stava prendendo l’iniziativa, e continuava ad accarezzarmi, prese un po’ di coraggio e fece uscire un seno dalla coppa, poi mi stupì, avvicinò il viso e delicatamente con il naso mi sfiorò un capezzolo, già bello dritto, e lo stesso fece con l’altro, una mossa inaspettata ma tenera come se volesse inebriarsi di me completamente.

Mi slacciai il reggiseno così da lasciarlo libero, mentre con le mani mi afferrò il seno per riaffondarci di nuovo il viso e respirare profondamente… sentii il suo battito cardiaco accelerare.
Cominciò a baciarmi il seno, e succhiarmi i capezzoli in modo molto soave, li insalivava bene.
Mi chiese se stava sognando, gli presi la testa e lo strinsi forte sul mio seno.
Doveva essere soltanto una doccia ma nonostante la sua inesperienza, la sua tenerezza era coinvolgente.
Lo allontanai prendendogli l’indice sulle labbra e, sinuosamente senza dire una parola, mi diressi verso il bagno, accesi la doccia, facendo scrosciare il getto d’acqua.
Mi sfilai lo slip e facendo capolino dalla porta, glieli lanciai addosso, chiedendogli se voleva venire ad insaponarmi.
Nel frattempo lui era ancora sul letto ancora un po’ imbambolato, rapito dal gioco di seduzione, mentre lo attendevo pensai che forse avrei potuto masturbarlo, e rendergli la giornata ancora più speciale.
Ero sto sotto la doccia, quando lo vidi arrivare, nudo che si copriva il basso ventre con le due mani, mi guardava come se si vergognasse di qualcosa; alla mia domanda rispose che toccarmi il seno gli aveva procurato una erezione.
Sorrisi, la sua tenerezza era così genuina, lo tranquillizzai dicendogli di non preoccuparsi che era normale e lo presi per mano per tirarlo nella doccia…..

“¡por dios!” dietro le sue mani copriva un membro di dimensioni fuori dal comune!
Rimasi shockata! wow! Non ricordavo di averne mai visto uno di quelle dimensioni dal vivo, non eccessivamente lungo ma largo….. non potei resistere alla tentazione, una volta nella doccia scesi con la mano destra, lo afferrai delicatamente e cominciai a masturbarlo lentamente; lui era come in trance, le sensazioni che stava vivendo stavano prendendo il sopravvento su di lui mentre io afferrai una spugna con l’altra mano e cominciai a lavarlo bene.
Feci scorrere il prepuzio per bene facendo esibire un glande pulsante e brillante, bellissimo.
A quel punto non resistetti, dovevo assaporarlo e lui non avrebbe fatto resistenza, avevo vinto ogni sua resistenza.

Mi inginocchiai dinanzi a lui, afferrai il suo membro alla base e cominciai a leccargli lo scroto, bello gonfio, con la lingua prosegui lungo l’asta, sempre aiutandomi con la mano, arrivai al glande, anche lui di un bel diametro, e con la lingua al meato urinario, chiusi gli occhi e lo avvolsi tra le mie labbra.
Me lo stavo gustando per bene, cercando di fare dei movimenti circolari con bocca e lingua, con le mani di massaggiarli i testicoli.
Presa dalla situazione non mi resi conto che forse la stimolazione che gli stavo dando era troppa, lo sentii gemere sempre di più, poi silenzio, il glande pulsava ed arrivò il primo fiotto di crema densa, uno schizzo forte, che mi arrivò dritto in gola, di nuovo gemette di piacere, un gemito lungo intenso, sta venendo come un idrante, lo tolsi dalla bocca, ma continuò a schizzare, una quantità di sperma che difficilmente avevo visto 4..5..6 schizzi mi arrivarono dritti sul viso, sul collo. Finalmente si era scaricato del tutto.

Mi alzai e mi guardai allo specchio, avevo una maschera di crema colante mentre Davide ripresosi dalla trance era mortificato. Risi e di nuovo accarezzandolo lo tranquillizzai. Mi ripulii bene sotto la doccia, e uscii dalla doccia indossando l’accappatoio e riaccompagnandolo in camera dove ci sedemmo sul letto.
Gli chiesi come si sentisse dopo la sua prima esperienza sessuale, mi disse che era come se si fosse tolto un peso, che comincia a sentirsi più leggero. Gli sorrisi accarezzandolo la gamba, e notando che nonostante l’incredibile schizzata di qualche minuto prima il suo membro era ancora bello che eretto.
Si sa, l’appetito vien mangiando, e la vista di quel pene mi aveva fatto venire fame.
Cosi lo feci distendere sul letto, e mi misi a cavalcioni su di lui, incredulo per quello che aveva capito stava per succedere; sentivo il suo membro appoggiarsi sulle natiche e sulla parte bassa della schiena.

Lo guardai negli occhi mentre lo zitti di nuovo con l’indice sulle labbra: “Lasciati andare, ci penso io a te”. Con la mano destra lo afferrai, con un movimento lento lo massaggiai, per poi alzarmi un po’ sulle ginocchia e indirizzarlo verso l’entrata della mia micina, che senza neanche evidenziarlo era bagnatissima. È la terza volta che facevo sesso con un uomo vergine, ma l’ultima volta risaliva a quando avevo appena 18 anni.
Il glande si fece largo tra le grandi e piccole labbra, sentivo la pressione aumentare, e la micina stirarsi un po’, vista le dimensioni, ma piano piano lo feci entrare dentro di me, lo sentivo premere contro le pareti, ma era una sensazione incredibile, lo sentivo arrivare fino in fondo, quasi a ridosso dell’utero. Dava un po’ fastidio, ma allo stesso momento mi faceva godere da pazzi. Cominciai a cavalcarlo, ponderando bene le velocità e la profondità della spinta, iniziai lentamente, mentre Davide era di nuovo in trance, occhi socchiusi, credo si stesse godendo ogni istante, come la sottoscritta.
Gli presi le mani e portandole al seno, finalmente cominciava a giocarci, strizzandomi leggermente i capezzoli.
Lo cavalcai per circa 10 minuti, 10 minuti di puro godimento, un po’ al trotto, un po’ al galoppo.
Dopo poco, gli chiesi di cambiare posizione, mi misi a gattoni, lui dietro, lo aiutai con la mano a centrare l’entrata della mia micina.
Bersaglio centrato, ma adesso era lui a condurre il ritmo, cominciò a stantuffarmi per bene, ogni colpo lo sentivo arrivare fini in fondo, ad ogni colpo lanciavo un grido di piacere.
Mi afferrò i seni, che ondulavano ad ogni spinta, finalmente sentivo arrivare il mio di orgasmo, lungo, intenso, persi l’equilibrio e mi ritrovai sdraiata a pancia in giù e con Davide che non smetteva un attimo di montarmi. Si, decisamente si sentiva più leggero ahah

Sollevai un po’ il bacino per favorire la penetrazione, fino a che percepii che sta per venire di nuovo, gli disse di sfilarlo. Sentivo la sua crema calda atterrare sulla mia schiena, ancora una volta degli schizzi copiosi, la sentivo scorrere sulla mia pelle…
Sentivo la mia vagina pulsare ancora dal piacere, un po’ indolenzita per aver accolto il membro di Davide, ma felice.

Davide aveva un sorriso che gli andava da un orecchio all’altro, ultra contento per questa sua prima esperienza.
Dopo qualche minuto per riprendersi Davide si cominciò a rivestire, ringraziandomi continuamente per quella tanto inaspettata quanto piacevole esperienza.

Spero che questo gli abbia dato la giusta confidenza per cercarsi una compagna per poter continuare a godere del sesso e della vita.

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