trio
trio
Etero

Due uomini tutti per me

 

Due uomini tutti per me

Ho trascorso trent’anni della mia vita, senza avere la percezione di avere vissuto, come se non fosse mai accaduto niente di veramente importante, solo qualche storia che non è riuscita a darmi quei brividi, quelle emozioni che sono indispensabili per farti capire che stai vivendo. Un giorno parlando con una collega, mia coetanea assai disinvolta, ho appreso che esistono luoghi dove anche le donne possono appagare le fantasie più sfrenate e provare quelle emozioni irriferibili che riusciamo a immaginare solo nei nostri sogni più intimi. Mi sono fatta dare l’indirizzo di uno di questi club: dopo una settimana a macerarmi nella tentazione, mi sono decisa al grande passo. Suono il campanello. Un inserviente mi mostra i vari locali: sembra una via di mezzo fra la palestra e lo studio medico, lindo e molto ordinato. Infine arrivati ad un corridoio, limitato alle estremità da due porte, mi dice d i spogliarmi e di oltrepassare quella che mi si presenta davanti. Sono completamente nuda e con una comprensibile apprensione varco l’uscio, che si richiude con uno scatto alle mie spalle. L’interno della stanza è immerso nella penombra e nel silenzio, ma tendendo l’orecchio si percepisce un ansito proveniente dalla zona più buia e riposta. Passano alcuni minuti, senza che riesca a rendermi conto dell’origine degli strani rumori.
Si accendono le luci e davanti a me appare uno spettacolo sconvolgente: due uomini di colore, completamente nudi ostentano i loro fisici muscolosi, ma soprattutto le loro virilità che, in posizione di riposo, coprono circa metà della coscia. Sono turbata al pensiero di cosa potranno diventare quei membri in preda all’eccitazione…
In un attimo i due, senza una parola, si dirigono verso di me. Cerco di coprire disperatamente le mie nudità indifese, ho paura che v ogliano violentarmi, anche se vedo dalla posizione dei loro attrezzi, che non hanno ancora raggiunto il massimo dell’esaltazione sessuale. Uno dei due si fa più vicino e scosta delicatamente le braccia che tentano di nascondere le mie parti più intime, l’altro mi prende la mano e la dirige verso il suo ventre…vuole che lo tocchi. Il primo comincia a succhiarmi i capezzoli, le sue mani vagano indisturbate per ogni piega del mio corpo, in ogni morbida anelante fessura. Accarezzo lentamente il membro che ho in mano, soppeso i testicoli sodi, lo impugno…lo sento guizzare e gonfiarsi di eccitazione, si rizza… mentre lo masturbo più veloce, l’uomo si lamenta e mormora frasi incomprensibili nella sua lingua, poi con gesti inequivocabili, mi chiede qualcosa che mi lascia sbalordita. Con due dita unite mi tocca le labbra, poi si massaggia la virilità prepotente: mi sta chiedendo di avere un rapporto ora le.
Devo riconoscere che non so se riuscirò ad accogliere in bocca l’enorme mazza del negro, ma l’idea di provarci mi fa bagnare in mezzo alle gambe, sollecitata come sono dalle carezze del suo amico. Mi fanno inginocchiare davanti al sesso dell’uomo, lo abbraccio alla vita carezzandogli le natiche sode, lui dolcemente mi scompiglia i capelli sulla nuca e sulle tempie, poi con decisione indirizza il mio viso verso il suo ventre teso. Ho paura di rimanere soffocata da quel fallo gigantesco: prendo tempo, comincio a lambire la sommità rossa come il fuoco, poi faccio scorrere la lingua sull’asta coperta di vene fino a bagnargli i testicoli. Non ottengo altro che accrescere il desiderio dell’uomo che si inarca e mugola come un animale ferito.
Glielo prendo in bocca, mi spinge sul palato, comincio a succhiare ed a muovere il capo avanti… indietro, l’amico alle mie spalle, strofina il sesso sulla pelle calda della schiena, sui capelli, sulle guance, sulle pieghe del collo. Mi vengono in mente i miei primi incontri con i compagni di scuola e con i ragazzini del quartiere. Si cominciava con i baci sulla bocca e le fugaci palpatine alle parti intime, poi la mia mano inevitabilmente finiva li, a verificare lo stato della loro eccitazione. Spesso non facevo in tempo ad estrarglielo dai pantaloni che i ragazzi godevano nelle mutande, ma altre volte con quelli più grandi, capitava di riuscire a cavarglielo fuori, senza che godessero e perfino a fargli una pugnetta. Era uno spettacolo vedere quegli schizzi di sostanza biancastra che mi colpivano sul viso e sul seno, mentre il ragazzo era a disagio per la sua naturale debolezza.
Ho cominciato in quelle occasioni ad apprezzare il gusto dello sperma, quando mi colpiva le labbra lo leccavo tutto con la lingua. Poi ho deciso che forse era meglio perderne il meno possibile, per fare questo ho incollato la mia bocca all’organo del partner di turno: la cosa è tanto piaciuta al mio ragazzino che successivamente me la chiedeva, proprio come oggi ha fatto il negro. Il giovane non appena eravamo in intimità si abbassava la lampo, cavava fuori il pene e senza tanti preamboli mi ordinava di prenderglielo in bocca. Presto la fama delle mie prestazioni orali si sparse per tutto il circondario. Parecchi ragazzi volevano conoscermi attratti dalla mia fama di succhiatrice, che mi seguì perfino quando mi iscrissi alla facoltà di Farmacia. Venivano a trovarmi con la scusa di studiare, mi chiedevano di fargli qualcosa… gli facevo un pompino!
A distogliermi dal fiume dei ricordi una strattonata dell’altro negro che insolentemente reclama la sua porzione di godimento. Mi volto e, senza preliminari ne falsi pudori, glielo prendo in bocca. Ora è l’altro a lamentarsi, mentre succhio l’asta all’amico, sono costretta ad avvicendarmi nel baciare, quasi contemporaneamente, i due sessi dei negri che hanno assunto proporzioni davvero gigantesche. Sono prigioniera dei due corpi sudati e ansimanti che a turno, mi strappano i capelli per disputarsi le mie grazie. La bocca comincia a dolermi, ed ho le cosce bagnate dal torrente di liquido che continua a colarmi dalla vulva: sono colta in da continui spasmi che mi fanno tremare tutto il corpo. Mi accorgo che i due hanno deciso di possedermi in modo diverso; infatti uno dei due si è sdraiato supino con l’asta svettante nell’aria, l’altro mi aiuta a sollevarmi e a sedermi sul viso dell’amico, vuol e che mi faccia violentare dalla sua lingua aguzza.
Sono in posizione di sessantanove, la lingua nella mia vagina è una sola, ma i membri che si disputano la mia bocca sono due. Senza freni gli inondo il viso dei miei umori, sono presa da un orgasmo al limite dello svenimento. Poi mi fanno sollevare e capisco che mi vogliono scopare, perché uno dei due è rimasto sdraiato a terra e l’altro mi aiuta ad accomodarmi sull’enorme scimitarra dell’amico. Non ho alcuna difficoltà grazie ai liquidi versati in abbondanza scavalco il corpo del negro e dirigo con la mano il suo membro, verso la profondità delle mie cosce. L’uomo ha un sussulto e mi attira verso di se, mi abbraccia costringendo il mio viso a pochi centimetri dal suo.
Subito dopo ha una serie infinita di movimenti pelvici che mi sollevano, mi allontanano e mi avvicinano a lui, strappandomi sussulti di straordinario godimento… oscenità, frasi smozzicate:
– Si violentami, sono tua… sono tutta bagnata per te…mi fai godere come una porca…- Dopo un ultimo sussulto il nero esplode dentro di me, si calma, non si agita più mi abbraccia dolcemente, baciandomi sul collo e mormorandomi frasi tenere all’orecchio. Sono bloccata dal suo abbraccio, scossa da mille sussulti di godimento, sento che l’altro mi lecca in mezzo alle natiche, fino al più profondo recesso del buco del culo e poi di nuovo nella vagina, continuo a godere come una cagna in calore non ho ritegno, ma quei due tori mi fanno impazzire… Sento un dito morbido ricoperto di una sostanza lubrificante insinuarsi fra le natiche, va su e giù mi piace, non mi fa male, poi due mani forti mi prendono per i fianchi, mentre l’abbraccio di quello che ho sotto si fa più deciso. Riprende a parlarmi nell’orecchio, questa volta in italiano:
– Ora pro vedrai qualcosa che non hai ancora provato, ti faremo il culo…Ti piacerà vedrai, avere due uccelli tutti per te, uno nella vagina e l’altro in culo. Sono terrorizzata all’idea di essere sfondata, ma è troppo tardi per oppormi e non ho di sicuro la forza fisica per tentare una reazione, ma soprattutto sento dentro di me una strana voglia di voler provare questo piacere abominevole, di far godere sopra il mio corpo inerme, questi due animali che mi imbratteranno col loro seme rovente e appiccicoso. Mi accorgo di aver perso ogni ritegno ed ogni pudore, ora quello a cui tengo di più è di essere posseduta contemporaneamente da tutti e due.

Vota questo racconto

You may also like

Comments are closed.