Appagata

Mi chiamo Annarita, ho 20 anni, vivo con mio padre ed i miei fratelli più grandi a cui praticamente faccio da sguattera.
Sono una ragazza carina ma molto minuta, coi seni piccoli e puntuti ed assomiglio più ad una bimba che a una donna e per questo la mia vita sessuale non è mai stata un granché, i ragazzi della mia età mi snobbano e preferiscono le ragazze più formose quelli più grandi o sono dei pedofili oppure non mi prendono neppure in considerazione.
Tutto questo fino a qualche mese fa.
Una mattina, andando al mercato mi sono imbattuta in due ragazzi di colore che vendevano le solite cianfrusaglie, mi hanno vista carica di borse e si sono offerti di accompagnarmi a casa.
Erano molto cordiali e sorridenti e mi sono lasciata convincere, poi hanno cominciato a farmi dei complimenti sempre meno velati, dicendomi che ero bellissima, che le donne come me erano una manna dal cielo e così via.
Per me erano parole dolcissime e poi i loro sorrisi erano una gratificazione.
Arrivati a casa mi sentii in obbligo di invitarli a pranzare con me, tanto sarei stata sola fino a sera, e loro accettarono volentieri.
Andai in camera da letto a cambiarmi ed indossai una vestaglia corta, molto scollata e leggera che mettevano in mostra le mie tettine.
Mi misi subito a cucinare per quei due ragazzi neri che mi furono subito intorno per aiutarmi ad apparecchiare la tavola ed ogni tanto, nel passare, si strusciavano sul mio culetto facendomi sentire i loro membri già duri.
Non mancarono le occhiate e le palpate sempre più esplicite alla mie tettine.
Io lasciavo fare erano anni che nessuno si interessava al mio corpo sessualmente parlando e le loro attenzioni mi facevano bagnare la figa come non mi era mai successo.
Mentre coceva la pasta continuarono a toccarmi il seno ed il culo sempre più esplicitamente sempre più spesso incoraggiati dal mio silenzio-assenso, anzi mi ritrovai anch’io a toccare i loro corpi ed i loro membri da sopra i pantaloni.
Ero eccitatissima e loro pure ma prima mangiammo un buon piatto di pasta e , mentre mangiavamo sentivo le loro mani frugarmi dappertutto ed infilarsi tra le cosce e insinuarsi nella figa ormai fradicia.
Prima della fine del pasto mi ritrovai praticamente nuda seduta al tavolo, mi avevano slacciato la vestaglia ed io mangiavo con le tette al vento.
Alla fine mi furono entrambi addosso, sentivo le loro mani dappertutto.
“Bella fighetta……..sei bella…..mi piaci……dai prendilo in bocca!!” disse uno mentre si slacciava i pantaloni e mi metteva in mano un cazzo enorme, nero, duro e lungo come mai ne avevo visti, con la cappella violacea grossa come una pesca.
Lo presi in mano e cominciai a segarlo, faticavo a chiudere le dita attorno all’asta, aveva delle grosse vene che lo percorrevano da cima a fondo e due coglioni grossi come mandarini.
Aprii la bocca e cercai di infilarmi la grossa cappella, dovetti sforzarmi ma riuscii ad accoglierla e cominciare a succhiare andando su e giù.
L’altro intanto mi aveva tolto il perizoma e si era infilato con la testa tra le mie cosciette cominciando a leccarmi la fighetta inserendo la lingua tra le grandi labbra.
“Mmmmh….che fighetta…….buona…….tutta bagnata!!” commentò mentre cominciavo già a godere.
Erano anni che non avevo una lingua maschile che mi frugava la figa ed il piacere prese il sopravvento.
“Siiiii…..godo….vengo….vengoooo!!” urlai togliendomi dalla bocca l’enorme cazzo del giovane.
A quel punto mi presero e mi portarono in camera da letto spogliandomi e spogliandosi completamente.
Anche l’altro ragazzo aveva un cazzo fuori misura trenta centimetri di carne dura e pulsante che cominciai a spompinare mettendoci tutta l’anima.
Finalmente avevo due cazzi a mia disposizione.
Intanto Malik, così si chiamava il primo ragazzo, si sdraiò sul letto invitandomi a salire sopra ed infilarmi il cazzo in figa.
In un lampo fui sopra di lui puntandomi la grossa cappella all’entrata della figa fradicia.
Non ero certo vergine ma la lunga mancanza di cazzo mi aveva mantenuto il buchino stretto e la penetrazione fu difficoltosa e dolorosa nonostante l’abbondante lubrificazione.
Alla fine però mi trovai con tutto il cazzo ben piantato in figa.
“Bella figa……..ti piace il cazzone……..sei tutta piena….fino alle palle…questa troia è proprio profonda……adatta per i nostri cazzi!!” commentò
“Siiii…tutta piena…….tutto dentro siii….scopami….fammi godere!!” gli urlai cominciando ad andare su e giù su quel palo mentre Kayin mi porgeva nuovamente la sua asta da succhiare.
“Succhia…succhia bene…..che ti facciamo godere come una troia!!” era vero stavo godendo senza soluzione di continuità.
Da sotto Malik mi dava dei colpi tremendi arrivando ad urtare con la cappella il collo dell’utero che mi provocavano delle scosse che arrivavano al cervello.
Era instancabile ed io ero già venuta parecchie volte mentre il suo grosso cazzo mi apriva sempre di più.
Kayin allora si mise dietro ed aprendomi le chiappette cominciò ad insalivarmi il buchino del culo facendomi morire di piacere.
Non ero mai stata al centro delle attenzioni di due maschi, superdotati per giunta, ed il piacere aumentava di minuto in minuto.
Mi leccò il culo per parecchio infilandomi di tanto in tanto le dita nello sfintere per allargarlo e penetrarlo meglio con la lingua.
Godevo di quella lingua.
“Siii….leccami…..oooh…siii….che bello!!” urlavo.
Poi mi ordinò di tenermi le chiappe aperte con le mani ed io obbedii prontamente senza immaginare, ingenua, che volesse mettermi il cazzone nel culo.
Invece appoggiò la grossa cappella sul buco cominciando a spingere sempre più forte finché la cappella ebbe superato l’anello sfinterico.
Era le prima volta, ebbi paura e cercai di divincolarmi ma Malik mi tenne ben salda mentre l’amico spingeva il suo cazzo nel mio culo.
“Aaaaaaah……..che male…..noooo…….non farlo……sono vergine!!” urlai ma inutilmente.
Arrivato a metà lo estrasse completamente, sputò sul buco rimasto aperto e vi cacciò nuovamente dentro l’uccello spingendolo ancora più dentro.
Mi sembrava di essere aperta in due anche perché il grosso cazzo che occupava la figa rendeva il culo ancora più stretto.
Ripete l’operazione altre tre volte sfilando completamente il cazzo per poi infilarlo nuovamente sempre più in fondo lubrificandomi con lo sputo ed infine con un ultimo affondo si infilò fino ai coglioni che sentii sbattere contro le chiappe.
“Aaaaahhh……tutto dentro……..bel culetto…..l’hai preso tutto……..poche donne riescono……brava…..ed ora goditi questi due pali!!!”
Il piacere cominciava a montare nuovamente ed i due cazzoni che si muovevano in sincrono dentro di me mi mandarono in orbita.
“Mmmmmh…..siiii….godo……sfondatemi……..inculatemi………rompetemi tutta…voglio i vostri cazzi!!!
“Prendili bella vaccona……..prendili tutti….vedrai che poi ne potrai prendere quanti ne vuoi……anche due insieme!!”
Mi pomparono per un po’ poi vollero cambiare e mi ritrovai impalata sul cazzone di Kayin e col cazzo ancora più grosso, anche se un pochino più corto, di Malik nel culo.
Ormai non facevano più nessuna fatica a penetrarmi entrambi i buchi.
Malik andava e veniva dal mio culo come in una galleria, estraeva il cazzo mi guardava dentro infilandoci tutte le dita per poi tornare ad infilarci il cazzo fino ai coglioni.
Ormai non contavo più gli orgasmi e quando mi riempirono entrambi i buchi di sborra bollente quasi svenni dal piacere.
Quando si ritirarono dalla figa e dal culo restai in piedi mentre dai buchi ormai slabbrati scendeva un rivolo di sborra che continuò ad uscire per cinque minuti buoni.
Malik la raccolse in una bicchiere per poi ordinarmi di bere tutto cosa che feci ingoiando con estremo piacere.
Mi sentivo finalmente femmina ed appagata!!
I due, dopo quasi due ore di scopata, si rivestirono ed uscirono con la promessa che sarebbero ritornati l’indomani.
2

Ero completamente distrutta con la figa ed il culo che mi dolevano.
Mi feci una bella doccia e poi attesi l’arrivo di mio padre e dei fratelli come se nulla fosse.
L’indomani quando tutti furono usciti mi preparai accuratamente sperando nell’arrivo dei miei amanti, indossai un paio di calze autoreggenti a rete, uno string quasi inesistente, una gonna cortissima plissettata, una camicetta ed un paio di scarpe con un bel tacco alto e mi misi in attesa preparando il pranzo.
Era ormai quasi mezzogiorno e mezzo e temevo che non sarebbero più venuti ma improvvisamente suonarono al campanello.
Andai ad aprire e mi trovai davanti i miei due amanti Malik e Kayin in compagnia di altri due negri grandi, grossi e sorridenti.
Li guardai perplessa ma li feci accomodare precedendoli in cucina sculettando come una vacca in calore.
“Questi sono Mugambi e Themba due amici coi quali condividiamo la casa….ed altro!!” disse Malik strizzandomi l’occhio.
“Piacere…..Annarita…..benvenuti!!” risposi con un sorriso.
“La nostra bella è un’ottima cuoca e…….una grande puttana a letto!!” continuò Malik facendomi arrossire e, nel contempo, bagnare la figa.
Si accomodarono al tavolo e cominciarono a mangiare senza smettere di infilare le mani sotto la gonna e nella camicetta finché i ritrovai con addosso le sole calze e le scarpe con le loro mani nella figa, nel culo e sulle tettine.
“E’ proprio una bella troietta e cucina bene!!” commentò Mugambi mentre si slacciava i calzoni estraendo un cazzo di proporzioni incredibili.
Pensavo che il cazzo di Malik fosse enorme ma questo lo superava sia in lunghezza sia in larghezza in maniera impressionante, dovetti usare entrambe le mani per riuscire a circondarlo completamente e in bocca riuscii a malapena a metterci la cappella slogandomi la mascella, sembrava di avere in bocca un paracarro!!
“Mmmmh…..è brava……..succhia…succhia bella porcona!!”
Anche gli altri si spogliarono e vidi che anche Themba era un vero superdotato con un cazzo di trenta e più centimetri grosso e duro.
La figa mi colava come se ci fosse una doccia dentro ed anche il culo cominciò a contrarsi.
In un attimo mi furono addosso, mi misero a pecorina e a turno cominciarono ad infilare i cazzi nella figa arrivando fino in fondo facendomi sentire le grosse palle sul clitoride gonfio mentre continuavo a succhiare la cappella di Mugambi.
“Ehi ma questa è profonda….ci sta tutto!!” esclamò Themba che, come mi confidò più tardi, non aveva mia trovato una donna capace di prendersi tutto il suo enorme cazzo.
La mia figa, nonostante il mio fisico minuto, si adattava come un guanto ai grossi membri accogliendoli completamente, al posizione poi era la migliore da quel punto di vista.
Poi venne il turno di Mugambi che si mise alle mie spalle appoggiando la cappella al buco ben dilatato e lubrificato dai miei abbondantissimi succhi e spinse lentamente ma inesorabilmente il suo bastone nella vagina.
Nonostante fossi stata ben allenata dai cazzi degli altri la penetrazione fu comunque un po’ dolorosa, mi sembrava di sentire i dolori del parto con la differenza che invece di svuotarmi mi stava riempiendo di cazzo.
A metà lo estrasse quasi completamente e lo rimise dentro centimetro dopo centimetro fino quasi alla base, la cappella toccava l’utero e non sarebbe entrato più un centimetro.
“Finalmente!!!!….una figa come si deve……..!!” disse cominciando a scoparmi con colpi lenti e profondi.
Non vi dico la quantità di orgasmi che mi fece provare mentre i suoi amici si davano il turno a farsi succhiare le minchie.
Continuò a scoparmi per più di mezzora e poi mi riempì l’utero di una quantità industriale di sborra bollente ritirandosi subito dopo e lasciandomi con la figa oscenamente spalancata che colava sborra.
Malik si affrettò a raccoglierla e a spalmarla sul mio culo per poi infilare il cazzo dentro senza troppi riguardi.
“Ahi………ahi…….….mi fai male……..….piano…………così…..…..piano…..…mmmmh……….siiii…..dai inculami……spaccami l’ano…..riempimi di carne!!” mi trovai a gridare subito dopo.
Mi inculò per un po’ poi Themba prese il suo posto ed infine toccò a Kayin scoparmi il culo per riempirlo di sborra.
Quando anche gli altri due si furono liberati riempiendomi la bocca del loro nettare ci sdraiammo spossati sul letto.
“Sei grande Annarita…..tutte le troie che ho scopato volevano il cazzone poi quando lo mettevo dentro arrivavo fino a metà e loro urlavano di smettere!!” mi disse Mugambi accarezzandomi “Fra un po’ lo prenderai anche nel culo……è questione di tempo….prima i miei amici ti devono allargare bene….non voglio farti del male……sei una donna meravigliosa e non vogliamo perderti!!” era una dichiarazione d’amore a tutti gli effetti anche se fatta in cooperativa!!
Dopo un po’, dopo aver fatto la doccia, se ne andarono lasciandomi completamente distrutta ma felice, l’indomani li avrei rivisti.

3

Il giorno successivo arrivarono puntuali con un mazzo di fiori, mangiarono mentre a turno uno di loro mi scopava la figa e poi il culo tranne Mugambi che mi scopò solo la figa.
Praticamente ero sempre piena di cazzo in figa o in culo!!
Al termine del pasto mi furono tutti addosso e provai nuovamente la doppia penetrazione anche se resa più difficoltosa dal fatto che nella figa avevo l’enorme palo di Mugambi.
Continuavo a godere, mi sentivo una enorme figa piena di cazzi!!
Trascorse così l’intera settimana durante la quale fui scopata in continuazione ed i miei buchi vennero allargati a dismisura tanto che mentre mi facevo il bidet riuscivo tranquillamente ad infilarmi l’intera mano sia in figa che nel culo traendone ovviamente molto piacere.
Il sabato e la domenica trascorsero troppo lentamente senza poter vedere i miei stalloni e fui piuttosto nervosa e scostante coi miei parenti.
Il lunedì ero eccitatissima, andai in un negozio e mi comprai, degli indumenti intimi degni di una troia e li indossai in attesa dei miei amici.
Arrivarono soltanto Malik e Themba che pranzarono coi loro cazzo sempre infilati in uno dei miei buchi.
Andavo avanti ed indietro per la cucina coi loro cazzi infilati nel culo o in figa ed anche quando lavai i piatti lo feci mentre Themba mi inculava come un treno.
Poi ci trasferimmo sul letto dove venni penetrata contemporaneamente e venni sbattuta per quasi un’ora durante la quale ebbi innumerevoli orgasmi.
Il giorno dopo arrivarono in tre senza Mugambi e tentarono di riempirmi il culo con due cazzi ma senza successo mentre nella figa non ci furono problemi.
Andammo avanti fino al venerdì quando venne finalmente anche Mugambi.
Quel giorno venni inculata ripetutamente mentre la figa non ricevette neppure uno sguardo, tutto questo perché era giunto il momento di prendere in culo anche il cazzone smisurato di Mugambi.
Tutti mi sborrarono in culo riempiendomelo fino all’orlo, così lubrificato ed aperto era in attesa di essere riempito da quel palo.
Mugambi si mise dietro e cominciò ad introdurre l’enorme cappella nel buco lubrificandola con la sborra poi cominciò a spingere ordinandomi di fare altrettanto come se dovessi cagare.
Quando il glande superò lo sfintere già enormemente dilatato fu come se mi avessero dato una coltellata e mi avessero aperto in due.
Lanciai un urlo ma non mi mossi, con le mani mi allargai le chiappe più che potei ma rimasi ferma. Anche lui si fermò un momento per lasciarmi abituare e poi riprese la penetrazione che a quel punto fu meno dolorosa del previsto.
L’enorme quantità di sborra che era dentro lubrificava a meraviglia il retto.
Lentamente affondando e ritraendosi più volte il mio bel negrone riuscì ad infilarsi completamente nel mio intestino cominciando a scoparmi sempre più velocemente e sempre più piacevolmente.
“Si……si…..si…..dai….inculami….inculami…..bel cazzone…rompimi tutta!!” urlavo presa dal piacere immenso di quella bestiale penetrazione.
Gli altri erano tutti attorno che mi accarezzavano le tette ed il clitoride per aiutarmi a godere anche se non ce n’era affatto bisogno!!
Mugambi era instancabile e continuò a svangarmi il culo per un tempo infinito, un paio di volte lo estrasse completamente ammirando la voragine che si era formata tra le mie chiappe per poi affondare fino ai coglioni.
Quando venne fu come sentire le cascate del Niagara entrarmi direttamente in culo!!
La settimana successiva continuammo a vederci tutti i giorni finché il mio culo e la mia figa non furono in grado di prendere i loro cazzi senza alcuno sforzo e a quel punto ci fu la svolta.
Non potevo più fare a meno dei loro cazzi e loro non potevano fare a meno della loro “patatina” così mi chiamavano.
Il sabato sera presi coraggio ed affrontai mio padre ed i miei fratelli raccontando loro ogni particolare.
Li lasciai li con la bocca aperta presi le mie valigie già pronte ed andai a vivere coi miei negretti cazzuti.
Mi accolsero in casa loro come una regina e fui la fidanzata di tutti, pulivo e mantenevo la casa, preparavo da mangiare sempre praticamente nuda e coi buchi quasi sempre pieni dei loro cazzi, facevano a turno perché uno di loro restasse sempre a casa e mi riempisse i buchi di cazzo in modo che non si stringessero troppo.
Dovevo essere sempre pronta a soddisfarli e soddisfare qualche amico che invitavano di volta in volta.
Ora vi scrivo seduta sul cazzo di Mugambi che mi detta.
Ho i buchi completamente aperti dove riesco tranquillamente a prendere due cazzi in contemporanea ma sono felice ed appagata.

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