Aspettando il momento

Mi sono avvicinata ed appassionata al sesso abbastanza tardi, avevo 18 anni.
Non che prima non ci pensassi o non mi fossi masturbata, avevo già alle superiori sperimentato il sesso orale ma, il mio primo vero rapporto lo ebbi appena maggiorenne; proprio dopo la festa per i miei 18 anni.
Papà per l’occasione se ne era andato in montagna e mi aveva permesso di fare la festa in terrazza, ero andata all’ Esselunga per organizzare il buffet, ed una mia amica, Nadia, si era occupata dell’allestimento, delle luci, degli addobbi ed insieme a me, degli inviti.
Avevo da tempo già deciso che quella sera avrei perso la verginità ed anche con chi.
Alla festa saremmo stati una ventina, quasi tutti compagni di scuola, tre professori giovani, (veramente uno era un supplente).
Per l’occasione avevamo deciso che sarebbe stata una festa in black & white, le ragazze abito bianco o nero o tutti e due i colori, e gli uomini in smoking.
Alcuni devo dire erano ridicoli.
Io, la festeggiata, in rosso e sarei arrivata sul terrazzo quando tutti gli invitati erano arrivati, e così fu.
Avevo comprato un vestito bellissimo, mi fasciava il corpo, era senza spalline e valorizzava il mio seno, la scollatura dietro era molto profonda, insomma, un vestito da donna , avevo 18 anni ormai, non ero più una ragazzina. Trovai anche delle scarpette rosse con il tacco non troppo alto di 6 cm, per la biancheria, invece, solo dei minislip di pizzo di seta rosso, i capelli lunghi sciolti sulle spalle. La festa iniziò che erano circa le 22,30, feci il mio ingresso in terrazza.
Ci furono applausi, un brindisi e poi la musica ricominciò; tutti vennero a salutarmi ed augurarmi buon compleanno, anche il professore di inglese, la professoressa di italiano ed il supplente di francese.
Tutti ballavano mangiavano e bevevano, la festa era proprio ben riuscita; qualcuno dei miei compagni si era già appartato e limonava come un disperato.
Ad un certo punto vidi anche la professoressa di italiano ballare un lento con il prof di inglese e si baciavano.
Mio Diooooo, erano quasi le tre quando i primi cominciarono ad andarsene, seguiti dagli altri; mi diedero tutti un regalino.
Mentre salutavo Nadia sulla porta, vidi che il prof di francese, che in effetti era sparito e con il quale pensavo di aver fallito i miei propositi, era nello studio con un bicchiere in mano e stava guardando i libri di papà. Salutai Nadia e lo raggiunsi : “ salve prof, si è divertito?” dissi per rompere il ghiaccio.
Era un tipo alto più di me, magro con i capelli un po’ lunghi e ribelli, biondo/castano ed aveva due occhi verdi incredibili. Lo smoking gli stava da Dio.
Mi rispose “si Donatella, una bella festa, interessante la scelta di questi libri”.
Gli dissi che erano di mio padre e che ogni tanto ne prendevo in prestito qualcuno, volevo darmi un tono, in effetti ne avevo preso solo qualcuno ed erano tutti a fumetti, papà aveva la raccolta completa di Guido Crepax. Poi certo, in effetti alcuni erano particolari, papà aveva l’epopea dei savoia, mein kampf, la storia del partito comunista in Italia, insieme ai classici di omero e virgilio, alla divina commedia, e ad un sacco di romanzi vari che non sapevo neanch’io.
Lui riprese :” bella anche la casa, complimenti “, lo ringraziai e gli proposi di bere ancora qualcosa visto che il suo bicchiere era vuoto.
Accettò ed andai al buffet a rifornirmi.
Al mio ritorno vidi che era su uno dei divani intento a sfogliare proprio uno dei libri di Crepax.
Gli diedi il bicchiere poi con un calcio mi tolsi le scarpe, “ le spiace?” dissi
“non ce la faccio più con questi tacchi”
Mi fece un cenno con la testa ed io continuai “senta, anche questo vestito è scomodo, mi aspetti un attimo vado a cambiarmi” e lo lasciai lì in salotto.
Mentre mi spogliavo in camera mia, pensavo : e adesso cosa faccio? Mica posso saltargli in braccio, e non posso neanche fare la parte della donna vissuta e affascinante, e allora?
Misi un paio di minishorts di jeans tutti strappati ed una maglietta corta che dava spazio al mio seno e mi lasciava scoperto il pancino. Feci un respiro profondo e tornai in salotto.
Mi accovacciai vicino a lui che stava sempre seduto sfogliando il libro di prima ed iniziai a commentare i fumetti ma, lui rispondeva a monosillabi, accidenti che fatica, è vero che era più grande di me ma neanche una decina d’anni ci separavano no?
E poi ero maggiorenne.
Ad un certo punto disse :” bene, è ora di andare, è stato davvero piacevole, Donatella”, ed io “ come prof, mi lascia da sola?
Papà tornerà solo domani sera, dai prof, mi faccia un regalo, resti un po’ ancora a farmi compagnia, e poi cosa mi ha regalato per il mio compleanno?” gli dissi.
Ero riuscita ad imbarazzarlo, lui a questo punto disse : “avevo pensato a dei fiori ma era tardi e…” stavolta fui prontissima, : “non si preoccupi, scherzavo, dai si fermi ancora qualche minuto”
Lui accettò e si risedette sul divano.
A questo punto andai in terrazza a prendere una bottiglia di prosecco e due bicchieri e li portai in salotto.
Misi un cd di Marco Masini e gli dissi :” mi aspetta un attimo?”
Andai in camera mia e, mentre mi ritoccavo il trucco, pensavo : non era scemo, aveva senz’altro capito qualcosa, altrimenti non si sarebbe fermato.
Ero sicura che la priva volta con lui sarebbe stato bellissimo.
Mi feci coraggio, tolsi la maglietta e gli shorts, tolsi i minislip e mi avvolsi in un lenzuolo da bagno, come se avessi appena fatto la doccia e tornai in salotto dopo qualche minuto.
“scusa ma avevo proprio bisogno di una doccia veloce” ero passata, consapevolmente, dal lei al tu. Lui sempre seduto sul divano mi guardò.
Mi accovacciai vicino a lui, dal lato opposto al tavolino con i bicchieri, poi gli passai davanti come per prendere il mio bicchiere strusciandomi sul suo petto, non arrivai al bicchiere, perché mi girai e lo baciai.
Dopo 3 secondi rispondeva al mio bacio, aveva labbra morbide e calde, la sua lingua umida avvolgeva la mia. Le sue braccia forti mi stringevano a se’, quando le nostre labbra si staccarono gli dissi, riprendendo fiato :” ecco, il mio regalo di compleanno sei tu” e lo baciai ancora.
Poi mi misi in piedi davanti a lui e lasciai cadere a terra l’asciugamano, strisciando con le mani sul suo petto e sulle sue gambe mi inginocchiai davanti a lui e gli misi una mano in mezzo alle gambe toccandogli il pene oltre la stoffa dei pantaloni.
Tra poco sarebbe stato dentro di me pensai.
Non sapevo quali sarebbero state le sensazioni che avrei provato, avevo come dei crampi al basso ventre.
Gli tirai giù la zip dei pantaloni ed infilai una mano estraendo il suo strumento già in leggera erezione.
Lo impugnai e comincia a baciarlo e leccarlo; gli mordicchiai il filetto, gli leccai la cappella la imboccai insalivandola. Si stava gonfiando e ingrandendo a vista d’occhio.
Si alzò quasi di scatto lasciandomi lì sul tappeto e si spogliò completamente.
Era davvero bello
” ecco troietta, adesso avrai quello che meriti”
A quelle parole mi eccitai tantissimo, le mie grandi labbra erano già gonfie.
Si inginocchiò sul tappeto vicino a me e mi spinse indietro.
Caddi sulla schiena.
Le sue mani allargarono le mie gambe, le sue dita pizzicarono le mie grandi labbra.
La sua bocca si poggio sulla mia fichetta desiderosa, sentii la lingua percorrerla tutta.
Leccava e succhiava, dandomi colpetti sul clitoride.
Ero in estasi ed in poco ebbi un sussulto, venendo.
Lecco il mio nettare avidamente poi, si stese sopra di me impugnando il suo arnese duro come il marmo.
Lo puntò all’entrata della mia fica fradicia di umori ed io :” fai piano per favore, non l’ho mai fatto e voglio che il primo sia tu”
Si fermò un attimo a guardarmi, il suo sguardo si addolcì e “ certo piccola, stai tranquilla, è un momento poi passa subito”
Le mie grandi labbra si schiusero al contatto con la punta del suo pene, lo sentii premere contro il mio imene e poi …….passò! Ero diventata donna !!!
Un sussulto, un respiro profondo, l’istinto improvviso di chiudere le gambe che trovarono il suo corpo, ed allora si avvinghiarono contro la sua schiena incrociandosi e sollevando il mi bacino da terra.
Ero completamente aggrappata a lui che immobile stava dentro di me, “va bene così piccola?” mi disse
“ si, si, ohh si” risposi mentre le lacrime mi bagnavano il viso
Senza ancora alcun suo movimento il piacere esplose dentro di me e …urlai
Sentivo quell’intruso nella mia intimità più profonda, mi aveva fatto male è vero ma, adesso mi piaceva.
Mi guardò stupito rimanendo però sempre fermo nella stessa posizione.
Con un po’ di fiatone lo tranquillizzai “ va tutto bene, benissimo” e cominciò il suo lento andirivieni dentro di me.
I suoi colpi erano lunghi lenti e profondi.
Mi fece mettere le gambe sulle sue spalle, “così lo sentirai meglio” disse, edera vero
Mio Dio se era vero
Continuò per qualche minuto in quella posizione, poi uscì da me
Mi fece mettere su un fianco e si mise dietro di me penetrandomi ancora.
Stavolta nessun dolore, con una mano solleticava il mio grilletto mentre aumentava il suo ritmo
Il mio corpo sussultava, stavo raggiungendo ancora l’orgasmo
Se ne accorse e si fermò permettendomi di godere di quel momento
Contrassi il mio ventre più e più volte, venendo con lui che ancora mi era dentro.
Poi riprese il suo lento su e giù.
Bordate di piacere mi sconquassavano corpo e mente, era bellissimo, più bello addirittura di quanto me lo ero immaginato.
Improvvisamente uscì da me, ed anche lui cominciò a schizzarmi il suo sperma caldo e denso sul corpo.
Poi si sdraiò al mio fianco e ricominciammo a baciarci.
Dopo qualche minuto si alzò, riprese i due bicchieri e mi portò da bere dicendomi “allora il papà torna domani?”
Ridendo gli feci cenno di si
Dopo aver bevuto si inginocchiò vicino a me, mi prese in braccio e mi portò in camera mia e lì il mio letto da bambina, anche se da una piazza e mezza, ci accolse per tutta la notte.
Ci addormentavamo abbracciati.
La mattina io mi svegliai per prima, quel corpo nudo statuario che aveva fatto di me una donna era ancora lì.
Presi il suo pene flaccido che ancora sapeva di me, lo presi in bocca e lui si svegliò con l’immagine di me che gli stavo facendo un pompino.
Era tornato durissimo.
Mi fece mettere carponi sul letto e, in quella posizione, da dietro, mi penetrò, sempre lentamente.
I bruciori erano spariti, provavo solo piacere, in quella posizione lo sentivo fino in fondo; con le mani mi toccava i seni stuzzicandomi i capezzoli. Avevo brividi di piacere in ogni parte del corpo.
Sentii anche un suo dito stuzzicarmi il culetto, senza entrare e, con quel piacere inaspettato venni copiosamente.
“lascio questo tesoro per qualcun altro” mi disse, e dopo poco uscii da me, versandomi il caldo del suo piacere sulla schiena.
Dopo facemmo la doccia stuzzicandoci ancora a vicenda e provando piacere poi, ci rivestimmo e si congedò da me.
Ero una donna adesso.
Ci vedemmo ancora qualche volta durante l’anno ma sempre nella sua stanza.
L’anno successivo non venne riconfermato e non ci vedemmo più, chissà che fine ha fatto.
Voglio ricordarlo però sempre come lo vidi quel giorno, alto in piedi sopra di me, nudo, muscoloso e…….bellissimo

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