Bruttina

È alta, ha un bel corpo e porta spesso delle minigonne da urlo, ma onestamente è un po bruttina, e i ragazzi della zona non è che gli corrono dietro, anzi…….. La sento salire per le scale, sento i suoi passi avvicinarsi sempre di più al portone. Suona e gli vado ad aprire, mi chiede di mia sorella e gli dico che non c’è. In un giorno come tanti l’avrei lasciata andare, ma oggi no, ho bisogno di cambiare il colore di questa giornata. Sta per andarsene quando la prendo per un braccio e gli dico di entrare, lei mi fa un sorriso ed entra senza chiedermi niente. Sa quello che voglio, come io so che lei e da un sacco di tempo che non aspetta altro. La porto nella mia stanza e senza dire niente comincio a sbottonargli la camicia, gliela tolgo e rimane con un reggiseno nero, glielo sfilo e lo lascio cadere. Poi gli faccio scendere la lampo della minigonna che scivola per terra. E quasi nuda e sento il suo respiro pulsare di desiderio. Gli metto le mani fra le cosce sotto gli slip, comincia a bagnarsi, poi dalle spalle la spingo giù, lei capisce quello che voglio e scende piano piano, lo tira fuori che è gia duro ci gioca un po con le mani e se lo infila in bocca. Va dentro e fuori che è un piacere anche se ogni tanto sento i suoi denti stringere un po troppo. Non è una di quelle che di pompini ne fa tanti. Dopo un po sento che sto per venire e glielo dico ma lei continua a tenerselo fino a quando sente il liquido arrivare, lo tira fuori e raccoglie lo sperma in mano. Si pulisce con la camicetta che era scivolata a terra. La guardo negli occhi ed ha una espressione felice. A questo punto tocca a me lavorare, mi libero di quello che mi era rimasto addosso e ci buttiamo sul lettino, gli sfilo gli slip, lei divarica le gambe, ha una bella fichetta, pelosa, gli infilo un dito dentro, è bagnatissima. Gode e si sente come gode, mi parla mi dice di non fermarmi, non mi fermo. Ci posizioniamo col classico 69. Mentro continuo a esplorare la sua fessura, lei si occupa dell’uccello che piano piano riprende forza, mi giro, e glielo metto dentro tutto fino alle palle. Gli piace sentirsi il mio uccello dentro, non aspettava altro da un sacco di tempo, se lo gode tutto. La scopo, lei gode, sto per esplodere ma non le voglio venire dentro, non ho il preservativo e lei di sicuro non prende la pillola. Lo tiro fuori, glielo do in mano ed un momento dopo gli vengo sui seni. Mi sorride. Si ripulisce con la stessa camicia di prima. E felice, glielo si legge negli occhi, ha voglia ancora di giocare con l’uccello, la lascio fare, se lo tiene in mano se lo rimette in bocca, lo succhia che è un piacere, ma il coso questa volta ha bisogno di ancora più tempo per ricaricare. Lei capisce, se lo cura, parliamo di lei, mi dice che praticamente si masturba quasi tutte le sere, che ultimamente sentiva il bisogno di farsi sbattere più del solito. Sentiva che sarebbe successo quello che stava succedendo. Intanto giochiamo con i suoi seni sodi, si eccita facilmente, i suoi occhi dicono solo sesso, mi dice che gli basta poco per andare in orbita. Intanto l’uccellino riposante ricarica piano piano, e quasi pronto per un’altra danza. Gli chiedo di girasi di spalle questa volta, lo fa chiedendomi cosa voglio fare, gli dico che voglio il suo culetto. Mi dice prima di no, ma io insisto e lei si gira dicendomi che non l’ha mai dato a nessuno. Divarica bene le gambe, mi ha detto di no ma sa in che posizione mettersi perche gli scivoli meglio, un po’ di massaggi e il suo buchetto è bello lubrificato e pronto ad essere aperto delicatamente. Gli appoggio la cappella e spingo piano piano fino a infilarlo tutto. Da prima è un po’ rigida ma piano piano comincia a gustarsi quel coso infilato dentro il suo culetto, comincia gustarsi la nuova emozione. Se lo prende tutto con grande piacere, mentre spingo sempre di più, sempre più veloce. Sta per venire, sto per venire pure io, gli vengo dentro questa volta. E’ bello venire dentro una ragazza.

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