Dentro il cesso

Una sera di fine novembre mi ritrovai a far ritorno a casa più tardi del solito. Ci furono i nuovi arrivi di giocattoli al magazzino presso cui lavoro e dovetti fare uno straordinario per poter sistemare tutti quegli scatoloni. Si erano fatte le 22 della sera, faceva un certo freddo, ero parecchio stanco e il mio unico pensiero era quello di buttarmi sotto una bella doccia d’acqua calda e mettermi a letto. Mi avviai verso la metropolitana. Non amo molto usare la metro in quegli orari, in giro c’è poca gente e quelle poche persone che si vedono sono spesso poco affidabili. Arrivato, vista la stanchezza mi siedo su una delle tante panchine, mi guardo un pò intorno per capire che aria tira. C’è un vecchio signore appoggiato al muro che fuma una sigaretta e più distante noto 5 uomini molto distinti, in giacca e cravatta, alcuni di loro con le tipiche valigette da lavoro. Mi tranquillizzo e capisco che è tutto tranquillo. Arriva la metro, entro e mi siedo in uno dei tanti posti liberi. Inizio a giocherellare con il cellulare per far passare un pò il tempo. D’un tratto ho la sensazione di essere osservato, alzo lo sguardo e noto che alla mia sinistra sedevano i 5 uomini di prima. Parlano in modo animato ma sottovoce, quasi indicandomi, come se la discussione fosse incentrata su di me. La cosa mi imbarazza non poco ma non mi sento infastidito dalle loro presunte attenzioni e cerco di far finta di nulla anche perchè guardandoli meglio mi accorgo che sono tutti e 5 molto affascinanti, sarà anche il loro abbigliamento che ho sempre trovato molto sexy ed erotico. Il tragitto da lavoro a casa stà quasi per terminare. Arriva il momento di scendere. La metro non è proprio vicina alla mia abitazione, quindi mi tocca fare un pò di strada a piedi. Mi rendo conto che ho una grossa necessità di urinare e anche se in malavoglia mi sento costretto ad entrare in uno di quei bagni pubblici.

Entro con una certa fretta, dentro non trovo nessuno, scelgo uno dei tanti bagni con le porte semi aperte. Come da copione trovo il cesso sporchissimo, piscio a terra e sulle pareti, carta igienica e fazzolettini ovunque, imbregnati di urina e merda. Socchiudo la porta e velocemente faccio pipì. Sento dei passi avvicinarsi, un rumore di tacchi, sembrano più persone, non sento nessuna voce. Penso siano donne, ma sono certo di essere entrato nei bagni degli uomini. Mentre stò per scrollarmi e rimettere l’uccello al caldo nei pantaloni sento il cigolio della porta del gabinetto aprirsi, non faccio in tempo a girarmi che mi sento acchiappare per i polsi e sbattermi a faccia contro il muro. Una grossa mano mi copre la bocca prima che io potessi proferir grido o un qualsiasi richiamo d’aiuto, sposto la testa verso la porta e mi ritrovo i cinque uomini in giacca e cravatta della metro. Uno è dientro di me che mi tiene ben fermo contro il muro e gli altri quattro che si affrettano ad entrare e chiudere la porta. Sono spaventato e incredulo per quello che stava accadendo. L’uomo che mi teneva fermo premeva il suo pacco contro il mio sedere. – Sei proprio un bel tipino sai? Ti abbiamo notato prima in metro e ci è venuta voglia di divertirci un pò con te, abbiamo pensato tutti che hai un bel faccino da puttanella – mi sussurra all’orecchio quello che mi tiene incastrato al muro. Con la coda dell’occhio vedo che gli altri intorno a me iniziano a toccarsi la patta dei pantaloni, mi rendo conto di quello che stà per accadere, vogliono violentarmi. Mugugno sotto la mano dell’uomo che preme alle mie spalle, i suoi movimenti che strusciano sul mio di dietro fanno indurire sempre di più il suo cazzo. Nel frattempo gli altri 4 compagni hanno tirato fuori la loro mazza e si masturbano guardandomi con aria lasciva. Sono tutti ben piazzati fisicamente, se non fosse per la situazione in cui mi trovo potrebbe anche piacermi ma ho troppa paura. Si avvicina al mio viso il tipo che stà al mio fianco alla sinistra, è rasato quasi a zero, pizzetto e occhi verdi, un bell’uomo quarantenne che mi dice: – Se fai il bravo e ti comporti bene il mio amico toglie la mano dalla tua bocca, se ti metti ad urlare però ti spacchiamo la testa a suon di mazzate e ti lasciamo crepare qui dentro. I miei occhi si fanno lucidi, stò per scoppiare in lacrime, mi rendo conto che non ho molte alternative, faccio cenno con la testa dando un ok. L’uomo lascia la presa, io singhiozzo e tremo come una foglia, mi gira e prendendomi per i capelli mi abbassa facendomi mettere in ginocchio. – Devi succhiare tutti e 5 i nostri cazzi, devi farceli diventare belli duri, muoviti! Inizio a leccare la cappella del primo, quello che mi stava dietro, il suo pene è grosso e venoso, è il più anziano frà tutti, me ne accorgo anche dal colore grigiastro dei peli pubici. -Devi succhiarlo troia, non è un gelato da leccare, devi infilarlo tutto in bocca. Dicendo questo con la mano lo sbatte dentro in bocca che viene completamente avvolta dalla sua grossa nerchia. Inizio lentamente a gustare quel pene eretto e turgido e mi impegno proprio come lui mi ha ordinato di fare. Resto fermo mentre fà avanti e indietro con foga, gli altri quattro sono tutti attorno a me, mi schiaffeggiano i loro peni sul viso che ora sono diventati ben duri mentre continuo a prendere in bocca quel grosso cazzo. Si fà strada un altro che dice: – Apri questa cazzo di bocca pompinara e succhia pure il mio. Faccio fatica a tenerli entrambi in bocca, oltre ad essere due sono molto spessi di circonferenza, il secondo che vule essere succhiato sembra mio coetaneo, trentenne, poteva avere solo qualche anno più di me. Mi fà male la mantibola dopo qualche minuto, a turno li spompino tutti e cinque frà insulti e schiaffi. – Peccato non fossi una bella giovane ragazzina, saresti stata gradita molto di più, e sopratutto avresti avuto un buco in più da trapanare. Mi rendo conto che non sono gay, o forse solo in parte repressi, gli sarebbe andato bene chiunque e quella sera toccò a me. Questa cosa mi eccitò anche un pò, 5 uomini etero attorno a me pronti per saziare qualunque loro desiderio sessuale.

Mi alzano con forza e mi riportano con la faccia contro il muro, uno dei 5 mi abbassa i pantaloni, sò già cosa stà per succedere. Ho gli occhi chiusi per il terrore, una mano bagnata si fà strada fra le mie chiappe, sento il rumore dello sputo di qualcuno e quattro dita che mi passano fra le natiche. Uno di loro mi allarga bene i glutei, sono spiaccicato con tutto il corpo sul muro freddo e sporco di quel cesso, urlo di dolore sentendomi impalare tutto d’un colpo da un gran cazzo. Mi ritrovo nuovamente con una mano a tappare la mia bocca, colpisce con forza e velocità il suo randello dentro il mio culo. Toglie la mano, capisce che non ho intenzione di gridare, anzi, dalle mie labbra escono fuori leggeri mugolii di piacere. Se ne accorgono tutti e 5 e sogghignano dicendomi quanto sono troia e quanto mi piaccia il cazzo nel culo. Mi accorgo che l’uomo che mi stà scopando non indossa il preservativo, la cosa non mi preoccupa molto anzi inizio a diventare duro anche io. Sento tirar fuori il cazzo, senza nemmeno prendere fiato mi risento sfondare le chiappe, ora è il turno del secondo che piazza tutto dentro il suo manico, mi inchiappetta con vigore, si sente il rumore del suo ventre sbattere sulle mie natiche. La mia eccitazione aumenta e inizio a toccarmi il cazzo che ormai è in completa erezione. D’un tratto mi sento bagnare l’interno dell’ano sempre di più, non capisco il motivo, nessuno di loro mi stava lubrificando, abbasso la testa e vedo colarmi sulle cosce del sangue. Vedendo ciò la mia vista si annebbia, ho difficoltà a reggermi in piedi, ci resto solo perchè vengo tenuto con forza contro il muro da quei 5 che a turno mi stanno scopando senza pietà. Il secondo mugola di piacere, sento riempirmi il culo di sborra caldissima, tira fuori l’asta e vedo grondare sulle gambe il suo sperma misto al sangue. L’immagine mi disgusta e nel contempo mi eccita di più e inizio a masturbarmi. Sono ormai in lacrime per il bruciore che avverto, non conoscono pietà. Tocca al terzo, non si cura minimamente dal fatto che perdo sangue e che il mio buco fosse pieno dello sperma del precedente, mi ficca dentro il suo cazzo durissimo e mi fotte. Il tempo passa, sarà passata almeno un ora dall’inizio della violenza, dal secondo fino al quinto uomo hanno gettato la loro sborra dentro il mio ano, non sento quasi più nulla, mi sussurranno a turno parole volgari: – Prendilo che ti piace, godi troietta da quattro soldi, ti sfondiamo le chiappe fino ad aprirti in due. E io con una flebile vocina ansimante gli dico che voglio essere sfondato tutto e che voglio la loro sborra nel mio culetto. L’ultimo sfila il cazzo dal mio buco, mi gira, mi rimette in ginocchio e il primo che non era venuto dentro di me lo fà adesso ficcandomi il suo cazzone in bocca e facendomi bere una copiosa e densa sborrata. Sono costretto a ingoiarla poichè il porco mi tappa il naso tirandomi i capelli facendomi tenere la testa verso il soffitto. Si ricompongono, rimettono i loro cazzi dentro i pantaloni e a turno mi salutano. Rimango seduto a terra con il cazzo in mano mentre con il volto quasi perso nel vuoto mi sego sborrando fino alla parete opposta. Dal mio ano fuoriesce un fiume roseo, sangue misto a sperma. Trovo la forza di rialzarmi, pulirmi con la poca carta igienica rimasta in quel bagno e mi incammino verso casa. Rincasato e dopo essermi fatto una doccia mi metto a letto pensando a quello che era accaduto con il folle pensiero di voler essere nuovamente vittima di quella cruda violenza

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