Diamoci pure del lei

quanto successo è realissimo.
ero in vacanza in sardegna con la mia ragazza e due amici; tour in moto, classica caduta da fermo e gran botta al piede che diviene gonfio.
premesso questo, un giorno ci rechiamo in tour con motonave per le bellissime cale sarde, mare splendido ma troppa gente.
arrivati in una cala con ristorante, mangiamo e ci godiamo le 2 ore di stop prima di spostarci in altro posto.
ritornati in spiaggia mi siedo sul mio telo mare e mentre i miei 3 compagni di viaggio fanno il bagno rimango li a fissare la mia vicina di posto, una mora bellissima sulla quarantina, una terza abbondante, 2 occhi azzurrissimi ma con figlio e marito che lo sorveglia mentre gioca in acqua.
lei incontra più volte il mio sguardo, prima fugacemente poi sempre più a lungo.
la mia ragazza ed i 2 amici risalgono e si stendono a prendere il sole, mentre io gli dico che vado al bagno del ristorante prima di ripartire con la barca e vista la mia lentezza dovuta all’infortunio, meglio che mi avvii presto.
mentre lentamente mi alzo,la guardo intensamente, sorrido e faccio un cenno lieve con la testa, mi sorride anche lei.
mentre mi incammino sente che informa il marito della necessità di andare al bagno e si raccomanda di non perdere di vista il bambino.
a metà cammino sento una voce che da dietro mi dice:
-perchè continua a guardarmi (mi da del lei).
-perchè ha 2 occhi bellissimi, un fisico incantevole e 2 tette che mi eccitano- dico io
-che sfrontato!! come si permette-
-rispondo cortesemente alla sua domanda, ho fatto qualcosa di male?-
-in effetti no, ma sono sposata e certe cose non si dicono alle signore-
-allora lei non lo chieda-dico io.
-perchè mi ha seguito?-
-devo andare in bagno, non posso?-
sorrido e ribatto -certo, anzi, posto ideale per setirsi desiderata e scopare con uno che nemmeno conosce ed al quale da del lei-
-non è il mio caso- dice lei.
-non lasci la porta aperta, rischierebbe che un infortunato entri e le salti addosso- ribadisco.
nel frattempo siamo arrivati ai bagni (stranamente pulitissimi), lei entra, aspetto qualche secondo e mi avvicino la porta, la trovo chiusa senza chiave, entro.
-l’avevo informata dei rischi che corre-
-caro il mio signore, non mi salta addosso nessuno a me, prima che sia io a farlo-
mi spinge contro la parete e mi cala il costuma da bagno, si china e comincia a succhiarmelo con una foga bestiale.
la alzo, le sollevo il reggiseno del costume e libero le 2 tette che succhio avidamente, la giro con forza, la appoggio al muro mentre tengo ferme le sue braccia dietro la schiena, le abbasso lo slip.
un culo da favola, una fighetta completamente rasata e bagnata.
-ora stia buona che tocca a me saltarle addosso-
le appoggio i mie 19 cm alla figa, vengono risucchiati in un secondo, ansima ma non urla, si bagna e gode in un orgasmo multiplo da favola. non smette di godere…
la scopo con foga, mentre sto per venire mi supplica di non sfilarlo
-riempimi porco- mi dice
-sei un figlio di p….- continua -ma hai un gran cazzo-
la riempio con un fiume bianco, esausta si gira.
sono passati circa 15 minuti.
-dobbiamo tornare- dico io.
-scusi…-dice lei -lascia le cose a metà?-
faccio finta di non capire, lei si abbassa e ricomincia a succhiarlo per tirarlo su, in pochi attimi è già duro come il marmo.
mi siede sul vater, si gira col culo verso di me.
-lecchi per bene stronzo- mi dice.
dopo averlo bagnato per bene, si gira e si impala con tutto il mio cazzo nel culo.
-scusi se glielo dico- dico -ma lei è un poco zoccola-
-se mi crede è la prima volta che tradisco mio marito, tanto con lei non ci rivedremo mai più-
intanto muove il suo bacino con una delicatezza che farebbe venire un centenario.
le sue tette saltellano davanti ai miei occhi, le strizzo con forza, si eccita e viene, aumenta il ritmo e mi fa venire nel suo culo.
si toglie e me lo ripulisce per bene, si rimette lo slip, si sistema il reggiseno.
mi guarda e mi dice -fantastico, meno male che son sarda mentre lei no e quindi non ci rivedremo, altrimenti rischierebbe che le saltassi addosso ancora…-
ribatto-lei dove va in vacanza?-
-sono in vacanza -mi dice- sono ritornata dai miei perchè vivo a parma. lui è di la e lavora la-
-capisco…- dico io – meno male abito a 35 km da parma, altrimenti rischiavo la violenza sessuale-
-non fugga poi che le do una cosa- mi dice.
esco, dopo qualche secondo esce lei.
di ritorno vedo i miei amici che sistemano le cose pronti per partire.
-lontano il bagno, sei stato via mezz’ora- mi dicono.
-sono lento, c’era coda e poi ho mangiato un gelato all’ombra-
mentre raccolgo le mie cose vedo un biglietto da visita vicino all’asciugamano, lo prendo e lo leggo di nascosto: è l’indirizzo del suo studio di avvocatura a parma.

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