La riparazione del computer

Un giorno avevo il computer che mi creava dei problemi, forse per qualche virus scaricato da internet. Una vicina che abita nel mio stesso palazzo, lavora nel settore informatico ed è esperta di vari problemi da risolvere.

Un giorno l’ho incontrata in ascensore, e le ho chiesto cosa avrei potuto fare per riavere il mio computer attivo.

– è come se parlassi ad un dottore al telefono di un problema, se non si vede di persona come si fa a dare la giusta risposta? – mi dice Cristina

– – se vuoi posso capitare fra cinque minuti a vedere, il tempo di cambiarmi un attimo e vengo da te.

La ringrazio per la sua disponibilità e salgo a preparare il computer.

Cristina è una ragazza normale, un po’ più bassa della media, capelli riccioli tipo Cocciante, ma quello che evidenzia è un seno enorme. L’ho giudicata sempre una brava ragazza, in quanto la vedo sempre in chiesa a leggere le varie letture, a cantare nel coro, mai vista fare cose eccentriche.

Dopo pochi minuti sento suonare il campanello, apro ed è lei. La invito ad entrare, e vestita da casa; jeans e maglietta estiva larga.

– tua moglie non c’è in casa? – mi chiede in maniera educata

– no, stasera lavora fino alle otto e mezza, hanno delle scadenze al lavoro ed in questi giorni finisce sempre tardi.

Andiamo nella stanza del computer dove lei inizia a fare tutte le sue operazioni per verificare di quale male si tratta.

– si hai riempito il computer di una serie di virus, che non sono dannosi per il sistema, solo che te lo rallentano, ora inizio ad eliminarli, ci vorrà un po’ di tempo, spero che tu non hai altro da fare altrimenti..

Dopo varie operazioni e passaggi, lei si stiracchia in attesa che il computer elabori i suoi movimenti.

– tutto il giorno a sedere e la schiena mi fa tanto male, ho bisogno di andare a farla controlla e magari farci dei massaggi soprattutto a collo.

– dove è che ti fa male qui?

E con il dito le tocco una parte del collo, iniziando un leggero massaggio premendo e girando il dito.

– si proprio qui è il punto che mi fa male, ma che fai anche i massaggi tu?

– Non sono un massaggiatore di professione, ma con mia moglie che manifesta gli stessi problemi io so come alleviarle un po’ i dolori.

– Nel frattempo che continuo a lavorare nel computer falli un po’ anche a me i tuoi massaggi, voglio vedere se funzionano anche con me.

La cosa mi ha subito stuzzicato la fantasia, comunque ho iniziato con due mani ad accarezzarle il collo e poi con movimenti regolari sono sceso nelle due spalle e ho continuato con movimenti molto leggeri, fino a d arrivare sulle scapole. Mentre eseguivo questi movimenti, ho sentito lei che emetteva dei gemiti, sembra che questi massaggi la rilassino bene.

– Potrei continuare su tutta la schiena, ma questa maglietta larga, mi si impiglia fra le dita – le faccio per farle capire che avrei intenzione di continuare oltre al collo nelle mie carezze

– E tu alzala – mi risponde con naturalezza

– Per fare un lavoro perfetto distenditi su questo divano, così riesco a massaggiarti veramente bene – la invito io.

Questo forse va oltre alle sue aspettative , e la vedo perplessa.

– ti dico di distenderti, in quanto la schiena è grande e massaggiarla con te seduta non mi riesce – le dico per rassicurarla

lei si mette seduta sul divano e mi porge la schiena, io mi siedo accanto a lei e continuo a farle i massaggi come prima, per due minuti, dopo di ché lei prende e si distende sul divano, allora io me metto in ginocchio e continuo a toccarla, poi prendo la maglietta e glie la alzo fino alla testa, e le metto le mani sul suo corpo e inizio più che a massaggiarla, ad accarezzarla.

Lei ci sta come una gattina che fa le fusa; senza neanche chiederlo prendo il bottone del suo reggiseno e lo sgancio, e le allargo le spalline di questo.

L’ho fatto per vedere se reagiva a questo; ma niente, allora continuo sia con le dita che con il palmo.

– sai che hai delle mani così morbide che è un incanto sentirle –mi dice Cristina con aria rilassata.

Allora con le mani mi avvicino ai suoi fianchi glieli stringo un po’ e salgo su di loro; questo movimento la fanno sobbalzare per il solletico, e questo mi permette di vedere il suo seno con i capezzoli molti eretti.

– ma vedo dai tuoi capezzoli che sei eccitata – le domando d’istinto senza pensare che avrei potuto rovinare il tutto, ma ormai l’ho detto e devo continuare con delicatezza

– – lo dico nel senso che mi fa molto piacere darti queste sensazioni che vanno oltre il benessere – con questa frase mi sono salvato in angolo, come spesso si dice, in quanto lei ha capito che non la trattavo come una troia e mi dice imbarazzatissima.

– – sai effettivamente le tue mani mi hanno trasportato forse oltre a quello che avrei dovuto chiedere –

– – ma che dici? – le faccio io con tono amoroso – fai bene a rilassare oltre l fisico anche i sensi, perché se stanno bene loro sta bene anche il resto, vedi le carezze su l corpo fanno molto più di tante medicine, come le carezze sul seno, creano delle atmosfere interiori fantastiche. – le dico sempre in tono di convincimento, e allora mi avvicino a lei che nel frattempo si è stretta il reggiseno per coprirsi il seno, e faccio per sfilarle la maglietta, lei mi guarda con aria di domanda, allora le dico:

– – vieni che ti voglio togliere la maglia per farti sentire le sensazioni che riescono a dare le mie mani, ma una volta provate non posso poi dartele per sempre – le dico per farla sorridere un attimo.

Allora lei si fa sfilare la maglia, la invito a distendersi, poi le prendo le braccia e le allargo per farle sfilare il reggiseno, lei se lo fa togliere ma poi subito si copre le tette, allora inizio d accarezzarle la pancia e arrivo alle braccia, le allargo, queste fanno resistenza, ritorno alla pancia e ritento la risalita, questa volta, le braccia si allargano da sole, mostrando un seno splendido, enorme ma bello, quel seno che vorresti stringerlo per infilarci l’arnese e farcelo venire. Lo prendo con delicatezza dall’esterno ed inizio ad avvicinarmi ai capezzoli, avvicino le due tette ed improvvisamente le bacio con la bocca semiaperta, con la lingua lecco i capezzoli come se fosse un gelato.

Cristina chiude gli occhi, spalanca le braccia per lasciarsi andare del tutto, allora con una mano scendo verso i jeans, cerco di aprirli, non ci riesco allora entro dentro ugualmente, vedendo che i miei movimenti sono goffi, lei prende e si sbottona i pantaloni e se li tira un po’ giù, così sono più libero di entrare con la mano sotto gli slip e di accarezzargli la michetta tutta bagnata, basta questo per sentirla dimenare a destra e a sinistra, sembra un legno che prende fuoco. Con istinto di gioia, inizia ad accarezzarmi, a partire dal torace fino a scendere verso il mio cazzo, che già dalle prime carezze, è tutto rigido e voglioso. Mi tolgo velocemente i pantaloni e mi riavvicino a lei che nel frattempo è rimasta tutta nuda, mi avvicino a lei e senza staccare le mani dal suo corpo la bacio in bocca, un bacio lungo con le lingue che si cercano e non vogliono staccarsi.

Lo faccio io, e sempre con la lingua scendo verso la sua fichetta, rimanendo con il mio corpo vicino a lei, questo per permetterle di giocare con il mio arnese, bastano due leccate alla sua fica, che sento una mano sotto i miei slip che frugano e cercano lui, che me lo prendono e me lo portano verso la sua bocca. Me lo bacia come un picchio, allora mi alzo e mi avvicino del tutto a lei, la faccio distendere ,girare la testa, e le infilo il mio cazzo in bocca e glielo pompo come se scopassi dentro la bocca, questo per farle capire come si bacia un cazzo, dopo un poco mi butto su di lei e con 69 le faccio venire il primo orgasmo, mentre io ancora non sono venuto per via della sua poca capacità nel fare i pompini, allora mi metto davanti a lei e me lo faccio accarezzare, i pompini non li sa fare, ma lo accarezza divinamente, con la giusta velocità da darmi la sensazione di un orgasmo lunghissimo.

– aspetta che io voglio venire fra le tue tette –

le dico quando sento che manca ormai poco al mio orgasmo, tenendo stretto il mio attrezzo vado sopra di lei e le metto il mio cazzo in mezzo alle sue splendide tette, lei se le strinde ed io continuo a muovermi, sono così enormi che sembra di essere dentro alla figa. Bastano pochi colpi per schizzarle addosso tutto il mio sperma, che la bagna sia sul viso che su tutto il corpo.

Prendo dei fazzoletti di carta e mentre lei si pulisce, riprendo a baciarla ed accarezzarla tutta lei mi riprende il mio attrezzo e me lo stringe con una certa forza sulla cappella, questo movimento fa si che lui non si abbassi, ma rimanga ben eretto, forse sarà il fatto che è tanto che non provo un simile piacere, forse che lei sa come non farlo abbassare, insomma è subito pronto.

Faccio una corsa in camera a prendere il preservativo e me lo infilo.

Prima di infilarlo dentro al suo buchetto, l’accarezzo ancora e con due dita la

Preparo al coito. Questo modo di accarezzarla, le piace tanto.

– voglio sentirti dentro, presto entra – mi dice lei con dolcezza

Mi metto a sedere sul divano e la faccio venire sopra di me, lei allarga le gambe e piano piano fa entrare il mio pisellone, e con sollievo emette un gemito di piacere. Mentre lei inizia a muoversi, io le prendo le sue tette e me le porto alla bocca e mentre con una mano le accarezzo , con l’altra le tocco la sua patatina, per favorirla nel piacere.

Per me questa posizione è quella in cui le donne sentono meglio il cazzo dentro di loro, in quanto essendo sopra non possono fare a meno di farlo entrare tutto, e se lo godono al massimo, come ora sta facendo Cristina, che sta per venire, lo sento dal suo rilassamento su di me, infatti dopo poco si abbandona addosso a me ed inizia a godore gemendo fortemente.

Dopo questo suo orgasmo, la prendo e la metto a pecorina facendola appoggiare sullo schienale del divano, e mi ungo con la vasellina il dito, ed inizio ad accarezzarle l’ano. Prima un dito, poi due, finchè sento che il suo buchetto è ben lubrificato per accogliere il mio membro; che prendo in mano e ben stretto lo imbocco nel suo buchetto.

Sento che lei si abbassa e si allarga un po’ per permettere un entrata meno dolorosa, io con un colpo netto e deciso lo faccio entrare per metà; questo deciso movimento la fa sobbalzare un po’, ed emettere un grido di dolore.

Mi fermo un attimo per farla abituare al mio membro, aggiungo altra vasellina ed ungo la parte del mio cazzo che deve ancora entrare e lo spingo dentro tutto con un altro colpo deciso. Questa volta non vedo nessuna reazione negativa. Con delicatezza inizio a stantuffare piano, poi aumento il ritmo, finchè sento la reazione di Cristina in una goduria forte.

Questo movimento, questa sua reazione, mi fa enire per la seconda volta, mentre sento che anche lei viene emettendo colpetti dell’ano che si allarga e si stringe velocemente.

Dopo quest’altro entusiasmente coito anale, ci distendiamo per riprenderci fisicamente, e dopo qualche altra carezza, ci ricomponiamo.

– guarda un po’, dal computer che aveva dei virus, dove siamo arrivati-

le dico per rendere l’atmosfera più allegra.

– e non ho neanche finito di ripulirtelo da tutti i virus – mi risponde Cristina

– meglio, così un altro giorno ti richiamo per finire non solo quel lavoretto.

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