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Il Culo NO

Avevo preparato tutto meticolosamente per quella nottata. ero a Genova per lavoro in un Hotel in zona porto e mi era venuta una gran voglia di fare la troia. Eccomi davanti allo specchio, nuda, la pelle liscia come seta, un bel culone morbido e delle coscie di burro che nascondevano il mio ridicolo cazzettino, quasi un clitoride, ancora più ridicolo quando diventava duro, si intravedeva appena tra la ciccia.
Verso le due di notte esco, addosso pantaloncini e maglietta, chiedo al portiere dove è distributore automatico di sigarette più vicino;
‘IN via diPre’ mi risponde, una bella vietta frequentata da negroni penso io.
esco, al primo angolo appartato mi spoglio nuda, mi metto le autoreggenti e un bel paio di manette di pelouche alle caviglie, e inizio a passeggiare.
Eccomi qui, mi dico, nuda di notte alla mercè di chiunque. mi sento il cuore a mille, il culo che sballonzola ad ogni passo mi sembra diventare ogni momento più grosso, più morbido.
Per una ventina di minuti non incontro nessuno, mi appoggio ad un parapetto a fumarmi una sigaretta, mi accorgo che mi metto quasi a 90 anche senza pensarci, sono proprio una gran troia.
Struscio il mio cazzettino sul muro e intanto mi infilo due dita nella mia figa anale, penso che se incontro qualcuno che mi vuole inculare dovrò pur facilitargli il compito no? questione di educazione farsi trovare con il buco già largo.
Neanche finisco la sigaretta che sento voci venire verso di me, 3 ragazzotti africani sbucano nella via, davanti a me; inutile nascondersi non posso correre con le manette alle caviglie. Continuo a fumarmi la sigaretta come se nulla fosse, sono a 5… 4… 2… 1 metro da me. Non so se sperare che passino oltre o si fermino. SI Fermano. Sono ubriachi, lo capisco dal loro vociare. ‘Adesso mi inculano’ penso ‘o forse no… ecco si stanno facendo una risata alle mie spalle, adesso se ne vanno’. Invece non se ne vanno, mi arriva una gran manata sul culo tra le risate generali, mi volto: ‘Ciao bella troia, adesso ci divertiamo’.
Mi vedono il cazzettino che già era duro, ridono. Quello che mi ha palpato il culo mi fa mettere in ginocchio, davanti al suo pacco che sembra espodere dai pantaloni. Penso che non ne uscirò se non con il culo rotto a raffica. Mi obbliga a abbassargli la zip, mi infila in bocca un cazzo nero grande 3-4 volte il mio, è duro e grosso, mi prende la testa con le mani per farmelo entrare in bocca tutto. Io mugolo qualcosa tipo ‘noo ti pregoo’ ma è come non mi sentisse. MI fa male la mandibola da tanto è
grosso il suo cazzo, me lo pompa in bocca per infiniti minuti fino a quando mi inonda la gola di sborra, calda, saporita, me la gusto tutta.
mi rialzo con le coscie tremanti, lo sperma che mi cola sulle tette. ‘Il culo no vi prego, il culo no… fatemi tutto quello che volete ma il culo nooo’ ma mentre parlo un altro mi ha già messo a 90 sul muretto; ‘no ti prego, non mi rompere il culo’. mi obbliga ad allargare le chiappe con le mani per fargli vedere il buchino, prima mi faccio trovare nuda per strada e poi piango perchè mi vogliono inculare… in fondo me lo merito, penso.
Sento la sua cappella premere sul mio buco, non è delicato ne ha voglia di aspettare, mi vuole solo inculare. in un attimo me lo sbatte dentro tuttto ‘noo ti pregooo non mi inculare!’ ma ormai mi aveva sfondato, stava già pompando il mio culo che con una facilità disarmante si era già allargato alle esigenze di quel cazzone, sembrava che avessi preso cazzi in culo per anni. E mentre questo mi inculava d’un gran bene il terzo per farmi stare zitto mi infila il suo membro in bocca. Vanno avanti così per dieci minuti, ho due cazzi, uno in bocca e uno in culo, che pompano quasi a sincrono, infine sborrano quasi insieme. non capisco più niente mi sento annegare in un fiume di sperma caldo che mi entra da tutte le parti, una quantità incredibile si sborra che devo ingoiare in 3-4 volte. quando anche quello dietro smette di farcirmi mi rialzo, dal culo sfondato esce un fiotto di panna, ridono vedendomi così sfondata, grondo seme da tutto il corpo, impalata come mai avrei immaginato sento l’aria entrare nel culo. ridono di me mentre se ne vanno, lasciandomi li come una bambola di carne usata, sfondata e farcita.

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