Il marito dove sta?

Stressato dal lavoro, quest’anno decido di rilassarmi una settimana con una bella crociera. Ogni giorno un nuovo porto, nuova gente, nuove emozioni con le escursioni, programmate e non. La sera, nel grande salone, le feste si susseguivano. Ma alle belle giornate seguivano notti fredde, per cui l’abbigliamento non era esattamente estivo. Eleganti signore con lunghi abiti scuri si esibivano davanti a mariti panciuti che sorseggiavano alcolici al tavolo. Notai subito una intrigante signora sui quarant’anni, dai lunghi capelli bruni ondulati, che vestiva un abito lungo con uno spacco laterale, da cui si intravedevano le eleganti calze velatissime, con la riga dietro. Era accompagnata da un distinto signore che sembrava ignaro delle esibizioni della troia, la quale non perdeva occasione per accavallare le gambe e far intravedere dallo spacco la balza in pizzo delle calze e lanciava sguardi infuocati che mi costringevano spesso ad abbassare lo sguardo non riuscendo a reggere il confronto con tanta ostentata sfacciataggine. Un occhio attento come il mio riusciva a cogliere dall’esterno che le calze erano sorrette da reggicalze o guepiere attraverso le lievi pieghe dell’abito in corrispondenza della balza. Per due o tre sere fu un tormento di eccitazioni trattenute e di rigonfiamenti del cazzo che si susseguivano. Ma anche di dure prese di contatto con la realtà. Non solo era sempre accompagnata, ma non sapevo neanche chi fosse, in che cabina alloggiasse. Verso il quarto giorno, una mattina, mentre eravamo in navigazione, percorrevo uno dei corridoi per raggiungere la piscina. Me la vidi di fronte, sola, in costume da bagno e pareo, che veniva direzione opposta alla mia e che gioco forza dovevo incrociare. Il corridoio era molto stretto, tant’è che per farla passare, dovetti mettermi di lato, con le spalle alla parete. Quasi ci sfiorammo. Lei mi sorrise. Continuai a camminare, ma dopo alcuni passi mi girai, istintivamente per guardarla. Lei stava aprendo la porta della sua cabina e guardava verso di me. Mentre mi giravo lei ammiccò e con la testa mi fece cenno di entrare da lei. Ovviamente mi preoccupavo del marito e le chiesi se non fosse sconveniente che io entrassi nella sua camera da letto. Lei mi sorrise, assicurandomi che il marito stava giocando a carte con gli amici nella sala giochi e non sarebbe salito prima di qualche ora. La situazione mi fece ingrifare come un porco. Entro in camera, la prendo per i fianchi, la bacio. Frattanto faccio scivolare la mia mano tra le sue cosce, le sposto con le dita la mutandine del succinto costume ed entro con la mano nella sua figa che è già fradicia e gronda di piacere. Si abbassa, mi prende il cazzo in bocca e con le dita mi accarezza lievemente le palle gonfie di sborra e di piacere a lungo trattenuto, mentre lecca avidamente. Le sollevo una gamba e da sotto le infilo dentro la figa l’enorme cazzo in fiamme. Le assesto un tot di colpi consecutivi. La sento ansimare. Sborro copiosamente fiotti caldi mentre lei si abbandona ad un orgasmo fatto di mugolii soffocati, mentre il suo corpo sussultava sul mio cazzo. Due sere dopo la rivedo nel salone delle feste. Ancora vestita in maniera provocante con le calze che si intravedevano attraverso lo spacco del lungo abito. Mi invita a sedere con lei. Mi dice che è sola perché suo marito sta ancora giocando a carte e lei si annoia da morire a stargli accanto. Mi invita nella sua cabina. Le chiedo se non fosse più opportuno andare nella mia. Lei insiste e mi lascio convincere ad andare da lei. Mentre percorrevamo i lunghi e stretti corridoi, mi sentivo rimescolare il sangue. L’eccitazione mi saliva alla testa ed il cazzo cominciava ad agitarsi nei boxer. Infine fummo nella sua cabina. Le tolsi l’abito lungo e mi apparve, statuaria, con il seno sodo che fuoriusciva dal reggiseno della guepiere. Sotto, soltanto le calze sorrette dalle clips. Era priva delle mutandine. Mi trascinò sul letto, e mi tolse di dosso gli abiti. Era stupenda. Le misi una mano in mezzo alle cosce cominciai a masturbarle la figa che grondava piacere. Le mani bagnate ed odorose di piacere proibito mi davano una estasi totale. Insinuai la mia testa tra le sue cosce ed iniziai a leccare dolcemente la fighetta bagnata, infittendo i colpi di lingua che si insinuavano sempre più all’interno del suo corpo. Sembrava la stessi fottendo tanto la lingua penetrava nella sua vagina odorosa che continuava a colare umori dolciastri che avidamente bevevo. Lei si stese e mi prese il cazzo in bocca, iniziando a lappare dapprima lentamente e poi avvolgendo il cazzo con la lingua, togliendomi il respiro, mentre le sue esperte dita mi stuzzicavano lievemente le palle facendomi dare gemiti di piacere inaudito. Si spostò, inarco le gambe, puntando il cazzo contro la sua figa bagnata e da sopra inizio a muoversi, con un su e giù che in breve tempo mi fece percorrere la schiena da brividi di un piacere che non riuscivo più a trattenere. Sborrai a zampillo, da sotto, facendole andare tutto dentro la figa, mentre un orgasmo le squassava l’utero che sentivo contorcersi come un guanto sul mio cazzo fiottante. Non avevo ancora quasi finito di sborrare e sentivo il piacere percorrermi ancora ed il cazzo rimanere duro. Lo riprese in bocca, pulendolo dalla sborra che colava da tutte le parti. Si stese e mi disse di chiavarla, mentre apriva le cosce per accogliermi meglio nella sua figa grande come un antro. La sbattei a sangue, saltandole addosso come un ossesso, inchiodandola al letto con una serie infinita di colpi forti e ritmati. Si contorceva e godeva come una maiala urlando frasi sconnesse che mi preoccupavo potessero essere udite anche dalla sala giochi dove stava il cornuto. La volli inculare. La misi a pecorina. Mi misi dietro di lei col cazzo duro come il marmo, già lubrificato dalla sbroda della sua figa fumante, glielo puntai contro il buchetto del culo e mi misi a spingere. La senti gemere di dolore. Il buchetto stretto mi dava maggiore eccitazione e spingevo di più per violarle il culo e farglielo entrare dentro tutto. Emise un grido mentre il cazzo le penetrava il sulo dilatando i suoi sfinteri e spingendosi fin dentro le sue viscere. Il piacere la colse anche nel rapporto anale e comincio a dimenarsi incitandomi a spingere con più forza. Ero all’apice del piacere e sentivo la sborra salire vertiginosamente verso il prepuzio quando, mentre stantuffavo il cazzo nel culo della troia, vidi davanti a me un uomo, con i pantaloni abbassati ed il cazzo in mano che si masturbava e mugolava di piacere sborrando in faccia alla troia felice. Era il marito ed aveva assistito a tutta la scena dal bagno. Si baciarono dolcemente. Rimasi un po’ inebetito. Poi presi coscienza del fatto che tutto era stato organizzato e che avevo dato loro una stupenda emozione.

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