Il viodeoporno

Laura veniva da un paesino, aveva diciotto anni ed era nuova della città. Non aveva fatto molti amici, lei diceva perché non era abituata ad uscire di notte. L’avevo incontrata sull’autobus quando andavamo e tornavamo dal lavoro. Salivamo e scendevamo alla stessa fermata. Benché fosse molto più giovane di me (ho quarantadue anni) ci siamo subito intesi. Lei era un delicato cambiamento rispetto alle mie ultime “faticose” donne ed i miei sentimenti verso di lei non erano completamente paterni. Era molto sottile, con corti capelli biondi e gli occhi più blu che avessi mai visto. A causa della sua sottile, delicata figura, i suoi seni erano piuttosto piccoli; ero ansioso di vedere esattamente quanto piccoli. Era alta un metro e settanta e le sue gambe erano magnifiche, sembrava una ballerina. Sotto le lunghe gambe appariva il culetto più piccolo e rotondo che si potesse immaginare. Una sera ci siamo fermati per un drink in un piccolo bar all’angolo vicino alla fermata dell’autobus. Ci siamo seduti ad un tavolino ed abbiamo ricostruito la nostra giornata l’uno per l’altro, dicendoci di come eravamo contenti che fosse venerdì. Venendo da un paesino era piuttosto curiosa di visitare la città ed era dispiaciuta di aver visto così poco nel tempo che vi aveva passato. Abbiamo preso altri drink, né l’uno né l’altro aveva particolari impegni quella sera; eravamo un po’ brilli e Laura ha detto che c’era qualche cosa che al suo paese non c’era e che voleva veramente vedere. Il suo viso è diventato rosso brillante mentre diceva “Oh mio Dio, devo aver bevuto più di quanto pensassi.” “Perché? Cosa vuoi vedere”? “Mi dispiace di averlo detto. Non posso domandare una cosa del genere ad un uomo.” L’ho convinta a parlare e lei mi ha detto che non aveva mai visto un film porno. Non aveva il coraggio di andarci da sola ed era anche imbarazzata ad andarci con qualcun altro. Le ho detto che avevo visto molti film porno e di non essere imbarazzata, sarei stato contento di accompagnarla. Se voleva avremmo potuto andare nel porno shop in fondo alla strada e guardare qualche trailer per capire se voleva proprio vedere un film completo; abbiamo finito di bere , ho pagato il conto e ci siamo diretti verso il negozio. Era un po’ esitante ad entrare ma evidentemente avevamo bevuto a sufficienza, ha detto all’inferno, abbiamo aperto la porta e siamo entrati. Ho cambiato ventimila lire in monete e ci siamo diretti alle cabine. Ci saranno stati 30 box e c’erano molti uomini in attesa del loro turno per vedere i film. Laura ha cercato di non guardarli ma loro non facevano alcuno sforzo per nascondere il loro interesse per lei. Siamo scivolati in un box non occupato senza preoccuparci di quale film si trattasse, ho chiuso la porta e ho girato la serratura. Era scuro là dentro, con l’eccezione delle lucine rosse che luccicavano vicino ai quattro slot. Ho fatto scivolare una moneta nella prima fessura ed lo schermo si è acceso mentre il primo film iniziava ed era a metà della durata. C’era uno schermo abbastanza grande e lei per la prima volta nella sua vita ha visto due uomini ed una donna, un uomo col cazzo enorme infilato nella gola della donna ed l’altro che la fotteva da dietro. Laura ha rantolato e mi si è appoggiata spaventata dalla scena che passava sullo schermo. L’ho circondata con un braccio da dietro e siamo stati così a guardare il film mentre di tanto in tanto infilavo una moneta nella fessura. Il suo respiro era diventato poco profondo e veloce ed io ho lasciato che la mia mano errasse sulla parte anteriore della camicia, su quelle piccole tette. Non mi ha fermato; io le ho massaggiate attraverso la stoffa ma poi ho aperto i bottoni e ho fatto scivolare la mano dentro. Erano veramente piccine, soprattutto il capezzolo, ma sporgeva di due centimetri dal seno. L’ho strofinato tra il pollice e l’indice e l’ho sentita anelare sotto voce. Ora la sua respirazione era più rapida ed i suoi occhi non abbandonavano mai lo schermo. Ho lasciato che la camicia rimanesse aperta e ho fatto scivolato le mani giù alla vita e poi giù a quelle meravigliose cosce. Le mie dita hanno afferrato la stoffa della gonna e lentamente l’hanno alzata alla vita. L’ho ripiegata, ho mosso le mani davanti a lei a sentire la morbida pelle nuda della sua pancia. Indossava piccole mutandine di cotone, vi ho fatto scivolare dentro le dita e poi nella sua micia. Questa volta non è rimasta quieta mentre un basso lamento le sfuggiva dalle labbra. Ho capito che fuori l’avevano sentito dal rumore dei chiavistelli dei box vicini al nostro che si chiudevano. La sua fica era incredibilmente bagnata ed aveva una clitoride che era simile ad un piccolo cazzo. Sporgeva tra le labbra e, come i suoi capezzoli, spuntava per quasi due centimetri. Era duro e scivoloso. Ogni volta che lo toccavo lei si lamentava e involontariamente scuoteva le anche. Le mutandine erano cadute alle caviglie; ha alzato un piede per liberarsene ed aprendo le gambe mi ha dato libero accesso a tutto il suo corpo. I suoi occhi erano sempre incollati all’azione che si svolgeva sullo schermo. I miei occhi ora si erano abituati all’oscurità e col bagliore che proveniva dal film sono riuscito a vedere meglio nella cabina e ho capito perché i box di fianco al nostro erano stati occupati. Sui due lati della cabina un buco grande come la testa di un uomo era stato tagliato nel compensato ed infatti c’erano due uomini che ci osservavano impazientemente. Non avevo nessuna intenzione di smettere e Laura sicuramente era nel suo mondo particolare. Mi sono chinato in avanti e ho fatto correre la lingua intorno al suo collo fino all’orecchio. “Baby ti chiaverò proprio qui nella cabina, vuoi un cazzo caldo e duro nella tua fica?” Mi piaceva parlarle in quella maniera ed ero sicuro che non le avevano mai parlato così prima di allora. Ha provato a rispondere ma come ha cominciato a parlare il mio dito ha colpito la sua grande clitoride e tutto quello che è stata in grado di rispondere è stato, “uhhhh” Mi sono slacciato i pantaloni ed i boxer e li ho lasciati cadere sul pavimento pensando solo per un momento allo stato del pavimento che sembrava scivoloso sotto i miei piedi. I miei venti centimetri di cazzo erano duri e pronti per prendere una micia calda. Ho lasciato che scivolasse tra le sue gambe e si fermasse tra le labbra e contro la clitoride enorme. Le mie mani sono risalite ai suoi capezzoli e ho cominciato a parlarle di nuovo nell’orecchio. “Muovi quella fica calda per me, falla scivolare avanti ed indietro su questo grande cazzo. Sto per fotterti la bocca, la fica e anche il culo mentre guardi il film”. Le sue anche snelle hanno cominciato lentamente ad ondeggiare; attraverso i buchi nelle pareti sapevo che gli uomini avevano sentito quello che avevo detto. Avevano tirato fuori i cazzi e si stavano masturbando mentre ascoltavano, sapevo che quella piccola diciottenne snella era sotto il mio controllo, sapevo che avrebbe fatto qualsiasi cosa gli avessi detto, era eccitata, più eccitata che mai. Non si preoccupava di dove fosse, si sarebbe fatta fottere anche sul tavolo della sala di sua madre. Le ho tolto completamente la camicia e l’ho lasciata cadere sul pavimento appiccicoso, dopo di che le ho tolto la gonna facendogliela passare per la testa e l’ho lanciata in un angolo. Ad eccezione delle scarpe era nuda; l’ho afferrata per i capelli, l’ho fatta girare e l’ho spinta in ginocchio. Respirava pesantemente e la pelle era così calda che ha accondisceso subito non appena ha capito quello che volevo. Una mia mano si è appoggiata alla sua nuca bionda e guidando il cazzo con l’altra ho dipinto le sue labbra col liquido pre seminale che aveva cominciato a formarsi sulla cappella gonfia; poi, spingendo con maggior forza, la testa del cazzo furioso è scivolata in quella dolce bocca bagnata. Sono rimasto fermo per un po’ godendo della sua incantevole lingua e della vista di quegli uomini che guardavano mentre lei succhiava la mia erezione, poi ho preso la sua testa con ambedue le mani e ho cominciato a fottere sul serio. L’ho fatto scivolare dentro fino a che il suo naso non è stato seppellito nei miei peli pubici, poi l’ho fatto uscire di nuovo sino alla punta. Dentro e fuori, con sempre maggior forza fino a che lo sperma non ha cominciato a bollire nelle mie palle ed infine è stato sparato dal mio cazzo alla sua bocca. Non appena sentita la sborra si è lamentata e ha ingoiato impazientemente. Ho fatto scivolare fuori la verga dalla bocca e l’ho agitata così il fiotto è finito sul suo viso, l’ha colpita sopra il naso ed è scivolato giù per le guance rosa. Ho continuato a menarlo e spasmo dopo spasmo ha vomitato fuori la sborra colpendola sulle labbra, sulla fronte, sul mento, lei muoveva il viso come chi sotto la doccia cerca di bagnarsi tutta la faccia. Aveva una mano tra le gambe e si accarezzava quella dura clitoride in una maniera non dissimile da quella con cui mi accarezzavo il cazzo. La fronte era completamente coperta e tutto sembrava scivoloso per il mio sperma. Ho fatto segno all’uomo alla mia destra di mettere il cazzo nel buco nel muro. Lo aveva corto ma incredibilmente grosso e ha schiacciato la sua grande pancia contro la parete ma era troppo distante perché Laura potesse prenderlo; mi sono chinato, le ho preso una mano e gliel’ho messa su quella grossa erezione. Si è spaventata e ha cominciato a tirare indietro la mano. Le ho girato la testa e quando ha visto il cazzo alla luce fioca, la sua testa è crollata in avanti ed il grosso cazzo è scomparso nella sua bocca. Sono rimasto dietro di lei e mentre succhiava il suo culo si spingeva verso la parete di sinistra. Una mano ansiosa è comparsa nel buco e delle dita sono scivolate nella micia zuppa. Le mie mani sono andate ai suoi seni e li hanno accarezzati fermandomi poi a giocare coi capezzoli. Nonostante avesse quella grossa verga in bocca, si lamentava e le vibrazioni della sua voce l’hanno fatto venire prematuramente facendogli spedire un secondo carico di sborra sulla lingua della ragazza e giù per la sua gola. Lei voleva freneticamente dell’altro sesso, altro sperma, altro cazzo. Si è alzata e ha avvolto una delle sue gambe lunghe e snelle intorno alla mia vita, con una mano ha preso la mia ringiovanita verga e se l’è messa nella fica. Era stretta ma estremamente bagnata. Ha spinto indietro la testa e le due mani mi erano sul culo; le sue anche hanno cominciato a muoversi ad una velocità che a momenti mi faceva perdere l’equilibrio. La sua voce ora era più frenetica ma di tono più basso. “Dammi più cazzo, fottimi, voglio più cazzo, fottimi più velocemente.” La sua voce era alta ed ero sicuro che una folla si era radunata fuori della nostra cabina. Respirava forte e rantolava, ci siamo girati e ho fatto spingere il suo piccolo culo sudato contro il buco nella parete. Ha gridato “Sì fottimi nel culo, spingilo dentro” ho capito che l’uomo nell’altra cabina stava sfruttando l’occasione rara ed aveva conficcato il suo cazzo nel piccolo culo mentre io le riempivo la micia. Sentivo il suo cazzo contro il mio separato da una sottile membrana di carne ed abbiamo preso il ritmo. Lui ha gridato “Dio sto venendo” e ho compreso che il nostro segreto era definitivamente svelato, probabilmente ci sentivano anche in strada. Sono venuto per la seconda volta e le ho inondato la fica, la sborra correva giù per le sue cosce e si mescolava con lo sperma che l’anonimo dell’altro box aveva sparato su per il suo culo. Ho fatto un passo indietro per fiatare. Il mio cazzo bagnato ha cominciato a contrarsi mentre lei aveva ancora quello sguardo frenetico dentro gli occhi “Voglio altro cazzo, voglio ancora più cazzo ora.” Ho provato a zittirla ma non mi ascoltava. Ha aperto la porta e si è immersa nella folla raggruppata davanti alla nostra cabina. La folla si è aperta e poi si è richiusa mentre lei spariva nella hall. Ho raccolto i miei vestiti, li ho indossati e sono uscito. Lei era da qualche parte sotto quell’ammasso di gente in fondo alla sala. I vestiti volavano in ogni dove, il direttore mi ha toccato sulla spalla e mi ha detto “Non si preoccupi, ho chiuso il negozio e ho chiuso a chiave la porta.” Poi si è affrettato verso la folla sbottonandosi la camicia. Laura gridava che voleva ancora più cazzo. Ci saranno stati venti uomini inginocchiati e sdraiati vicino a lei. Mani dappertutto, uomini che mettevano i loro cazzi in qualunque dei suoi buchi, e lei continuava ad implorare di dargliene di più. Gli uomini si masturbavano e le venivano sulle tette, sul viso, un uomo le fotteva i capelli. Lei era scivolosa di sudore e sperma dalla testa alla punta dei piedi. I capelli erano appiccicati alla testa come se fosse appena uscita dalla piscina. Ad uno ad uno dopo aver finito od essendo stanchi, si tiravano indietro. Per ultimo è rimasto un uomo grottescamente obeso che stava sulle mani e sulle ginocchia sopra di lei. La ragazza si sollevava dal pavimento per farsi infilare la micia dal cazzo; alla fine è crollata e lui è venuto sprizzandole lo sperma sullo stomaco. Il direttore ha acceso tutte le luci e l’abbiamo guardata. A gambe aperte con la sborra che le usciva e scendeva sul pavimento, i capelli si erano in parte asciugati e sembravano un unico pezzo solido. La micia era rossa e gonfia ed il buco aperto e cadente come se fosse esausto. Ho notato che aveva segni di morsi sulle cosce ed intorno ai capezzoli. Respirava pesantemente, ha aperto gli occhi e mi ha guardato. Si è seduta e sorridendo ha detto “Era come nel film.” Ho recuperato i suoi vestiti luridi e si è vestita. L’ho accompagnata a casa, fortunatamente aveva una sciarpa per coprire la sborra essiccata sui capelli. Mi sono seduto nel suo soggiorno mentre lei si faceva un bagno. Quando ha finito ed è uscita, si è seduta e ha detto “Temevo che succedesse qualcosa del genere, era già accaduto ad una festa scolastica.” Mi ha fatto l’occhiolino “mi era piaciuto anche allora.”

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