La prima volta con anita

Tornata dalla Francia non ha avuto molti incontri, quasi tutti finiti col fare sesso orale e niente più, non mi andava di svelare il mio segreto
Non volevo darla a tutti, anche se devo ammettere che in diverse occasioni volevo farlo, dentro di me qualcosa mi bloccava, pensavo spesso a Jan e Paula, per me era come se solo con loro provavo piacere e solo Jan poteva possedermi non vi nascondo che in un mese poco più mi sono masturbata una marea di volte.
Anita la mia migliore amica è figlia di un imprenditore affermato nel campo edile, possiedono una villa nella cittadina di Sabaudia, i suoi si sono trasferiti là, ci sentiamo per telefono, una sera ci siamo fatte vedendoci con la video chiamata, ora mi ha proposto di trascorrere una fine settimana da lei.
Ho dovuto sudare mille camici per farmi dare l’approvazione dei miei genitori, finalmente arrivato il fatidico sì, con mia fortuna dal venerdì mattina potevo trasferirmi da lei, mio papa aveva un corso a Roma, allora ne approfittammo visto che mediante una piccola svolta a sinistra poteva accompagnarmi.
Comunicai il tutto ad Anita, con grande stupore non credeva a ciò che le avevo appena detto, appuntamento vicino al campo sportivo, arrivati ci scambiammo i saluti ognuno prese la propria strada.
Arrivati a casa salutai la madre, mi offrì del succo d’ananas, poco dopo ci lasciò, doveva fare delle compere, noi andammo in camera, entrata restai bloccata, chiesi ad Anita, tu dormi qui, e lei rispose, certo cara Marzietta, questo è il mio letto, però come vedi è un matrimoniale, quindi ci staremo entrambe, un ghigno si stampo sul suo viso.
Sistemai i pochissimi abiti che avevo portato, lei solita scema prese un perizoma e disse, ma guarda te vuoi fare colpo su di me o su qualche maschietto, si avvicinò e mi diede un bacio in bocca, poi aggiunse, scusami cara non c’eravamo salutate, per non fare la parte dell’imbranata ricambiai con un bacio e infilandoci la lingua in bocca, lei reagì, ci stringemmo, i seni vennero a contatto, tra le gambe avevo un fuoco, purtroppo fummo interrotte dal clacson dell’auto della madre, era tornato troppo presto.
Tornammo in cucina aiutando a portare la spesa, chiesi ad Anita se potevo fare una doccia, appena sola in bagno messami sotto la doccia passandomi la spugna tra le gambe misi accese una voglia, o meglio non si era mai spenta, presi a toccarmi e ben presto venni.
Calzai dei pantaloncini corti aderenti, un top, dei sabò e tornai in cucina, la signora Giusy era intenda nei fornelli, mi disse, Anita ti aspetta in veranda raggiungila, la trovai ad apparecchiare la tavola, mi disse, senti Marziè sai una cosa, non ti ho detto che sono 3 giorni che esco con un bel ragazzone, scema risposi sono sempre l’ultima a saperlo, e aggiunsi dai raccontami tutto, c’è poco da dire, ha diversi anni più di me, insegna educazione fisica a Roma, nel pomeriggio te lo presenterò.
Pranzammo e una volta in camera la tempestai di domande, mi rispose dicendomi scusami sono solo tre giorni, se vuoi sapere se me lo sono fatto certo la prima sera mi ha portato a casa sua, devi sapere che non ha un bell’affare tra le gambe, ma ha un modo tutto suo di usare la lingua, mi fa venire una marea di volte, risposi scusami lasciamo stare altrimenti qui succede il finimondo e lei, hai ancora voglia sai to’ sentita prima sotto la doccia, scema risposi.
Tutto il resto del pomeriggio la passammo a dormire, la sera ci preparammo per uscire, ero curiosa di conoscere questo Mirko, appuntamento in piazza ………….. eccoci, cavolo esclamai, è lui?
E lei, certo, ancora io, Anita ma potrebbe essere tuo padre, e lei, lo so, ma chi se ne frega, non lo devo sposare, lo sai che a me piace sedurre le persone adulte, se per questo abbiamo gli stessi gusti mica lo dimenticato e ridemmo.
Fatte le rituali presentazioni notai che non mi toglieva gii occhi di dosso, a volte mi sentivo in imbarazzo, in certe occasioni parlottavano tra loro, dopo un po’ Anita mi dice, ci spariamo una pizza e poi andiamo a ballare da………….. ok non conosco questo posto fatemi da ciceroni, ed entrammo in auto, un bel fuori strada come piacciono a me, a tavola lui era di fronte, in certe occasioni sentivo il suo piede, poco dopo si assentò per andare in bagno, dissi ad Anita, maturo ma carino, e lei, ei pupa non metterti nulla in mente è mio, certo ho capito e pi aggiunse dai scherzavo scema.
Finita la pizza ci recammo in disco, ballammo, isoliti mosconi in cerca di palpatine, però in quel posto non mi sentivo a mio agio, lo dissi a loro ed entrambi convenimmo che era meglio lasciare il posto, avevano la stessa sensazione, vogliamo fare due passi sulla spiaggia, ok, giunti nei pressi di una villa, Anita disse vedi Marzia questa è la Villa di Mirko, pensai più che una villa mi pare una casupola normale niente di gran che.
Entriamo vi offro un caffè, rimasi di stucco, cavolo pensai da fuori sembra una normale casa ma dentro è arredata con stile, mobili di un certo valore, bellissime tende, per terra tutto pavimento in legno, una bella scala sempre in legno che porta al piano di sopra, sotto voce dissi ad Anita che dovevo andare in bagno, lei da grande scema lo disse a Mirko, e lui, sai dove è Anita, accompagnala te lo detto fai conto che sia casa tua, mi afferrò per mano e salimmo quella bellissima scala e ci recammo in bagno, non finiva di stupirmi quella casa, un bagno da favola una enorme vasca posta di lato però di forma circolare, specchi sulle pareti resto o ti aspetto fuori la porta mi chiese Anita, scema non è la prima volta che mi vedi fare pipi, in quel frangente venne chiamata da Mirko, le stava squillando il cellulare, scusami ma devo rispondere se è mia madre chi la sente se non mi trova, mi lasciò sola in quell’enorme bagno, da quale lato mi giravo il mio corpo veniva riflesso da quegli specchi, senza accorgermene era trascorsa una ventina di minuti, uscendo, proprio mentre mi accingevo a scendere la scala, mi si presenta una scena degna di un film porno.
Stavano baciandosi, lei teneva la mano dentro il suo pacco, e lui altrettanto teneva la sua mano infilata sotto la mini, imbarazzata come mai, non sapevo che fare, poco dopo, lei riuscì a far uscire quel pene, aveva ragione, aveva una forma strana, tozzo con un glande a fungo, prese a segarlo, continuandosi a baciare, io lì immobile leggermente eccitata, pensa, ma cosa mi tocca fare, o li interrompo o faccio la guardona, oppure me ne ritorno in bagno, però sono un pochino stronzi pensai sapevano che cero anch’io, poco dopo lei si inginocchiò e iniziò un laborioso rapporto orale, da come gemeva pareva che le piacesse la cosa, poco dopo lui le passo, le mani sotto le ascelle e la face alzare, la baciò di nuovo e le disse dai una sveltina, sicuramente con la tua amica tra i piedi non avremmo altro modo di farlo, mi risentii come se ero di peso, lei messasi a 90 gradi, si alzò la mini e spostò il perizoma, chinatasi sul divano lui da dietro le introdusse il pene nella passerina, la fece sobbalzare, presero ritmo, io sempre pi incredula a guardare, poco dopo lei gli disse non venirmi dentro, non ho preso la pillola, sfilatosi lei si inginocchiò e in pochi attimi e gli verso in bocca tutto il liquido, lei come suo solito non ne fece perdere nemmeno una goccia, era la prima volta che assistevo passiva a un rapporto, mi sentivo triste, ritornai sui miei passi, non volevo che si accorgessero della mia presenza, poco dopo, Anita mi chiamò, feci finta di non sentirla, e lei venne su, nel frattempo mi feci finta di uscire proprio in quel momento dal bagno scaricando lo sciacquone mi chiese va tutto bene ed io certo sì, sai ho approfittato per fare anche un bisognino, a te come va?

Mi fisso e disse scusami devo anch’io fare pipì, poche gocce, ero rimasta sull’uscio a fissarla, passo sul bidet e lavò a lungo la cosina, poi aggiunse, perché hai chiesto come va, nulla dicevo così la afferrai per mano e raggiungemmo Mirko, bevemmo, si era fatto tardi, erano quasi le una, uscimmo per far rientro a casa.

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