Le mie prime esperienze

All’inizio degli anni 70 io avevo circa 18 anni e le mie esperienze erotiche si limitavano a molte seghe e a qualche occhiata alle riviste porno che talvolta mi capitavano per le mani.
A quel tempo abitavamo accanto ad una zia zitella di circa 50 anni e forse qualcosa di più. Era piccolina, rotondetta, con un bel paio di tette che però tendeva a nascondere sotto abiti un po’ larghi. Non era quel che si dice una “bellezza”, direi piuttosto “normale”, ma era una delle poche donne che mi giravano intorno e io spesso la spiavo dal buco della serratura del bagno. Ovviamente portava il reggicalze, come era normale in quegli anni, anzi per essere precisi indossava sempre dei “busti” con incorporato il reggicalze e le calze scure, nere o grigie.
Le calze femminili ed in particolare le calze con il reggicalze hanno sempre rappresentato per me un fortissimo oggetto di attrazione ed eccitazione e ovviamente la vista delle sue gambe ricoperte dalle calze mi eccitava moltissimo… in poche parole: zia Susy era uno dei miei pensieri fissi per le mie numerose seghe. Purtroppo non riuscivo mai a vederle la figa perché mentre si tirava giù le mutande la gonna le restava abbondante sulle cosce…
Come dicevo, lei abitava sullo stesso nostro pianerottolo e io ero spesso da lei, soprattutto la sera, a guardare la tv; visto che avevamo una porta interna comunicante, molto spesso andavo da lei in pigiama e mi piazzavo sul divano mentre lei si sedeva sulla sua poltrona preferita: una vecchia poltrona dallo schienale molto alto, i braccioli larghi e la seduta decisamente bassa. Per stare più comoda la zia si metteva semisdraiata, appoggiando i piedi su uno sgabello e in questo modo io riuscivo a vederle abbastanza bene le cosce e la fine delle calze. La vista della coscia bianca dopo il pizzo scuro delle calze mi faceva tirare il cazzo e spesso, durante quelle sere davanti alla tv, dovevo con una scusa andare in bagno per farmi una sega.
Una sera il televisore della zia smise di funzionare e dopo qualche infruttuoso tentativo per farlo riaccendere, la zia decise di mettersi a fare le parole crociate. Io pensavo di tornarmene a casa, ma lei mi chiese di restare un po’ con lei ad aiutarla… lei sulla sua poltrona, io sul divano che tentavo di rispondere alle sue definizioni, ma soprattutto le guardavo con grande interesse le cosce scoperte. Dopo una decina di minuti decisi di rischiare un po’ di più e, con la scusa di vedere anch’io lo schema delle parole crociate, mi andai a sedere cavalcioni su uno dei larghi braccioli della poltrona: in questo modo la mia coscia destra era contro la sua sinistra. Piano piano, con lenti ed impercettibili movimenti della gamba strusciavo verso l’alto la sua gonna arrivando a scoprirle sempre di più le cosce. Ormai le avevo messo a nudo entrambe le cosce e si intravedevano addirittura le mutandine. Il cazzo mi uscì dagli slip e cominciò a premere contro la stoffa del pigiama mentre io lentamente iniziai ad accarezzarmelo. Il tutto sempre fingendo di interessarmi allo schema delle parole crociate e nascondendo i miei movimenti dietro il giornale.
Evidentemente però non riuscivo a nascondermi del tutto e qualche segno dei miei movimenti arrivava anche alla zia visto che ogni tanto mi diceva:
– Ninni stai fermo, che mi fai sbagliare a scrivere…
Immediatamente io smettevo, ma – eccitato dalla vista delle cosce della zia ormai completamente allo scoperto – solo per riprendere poco dopo fino a quando la zia non mi beccava di nuovo.
A un certo punto io stavo quasi per venire e quindi per fermarmi per evitare “disastri”, quando la zia improvvisamente appoggiò la sua mano sulla mia e scuotendola mi disse:
– la vuoi smettere o no di muovere questa mano? – accompagnando e sottolineando ogni parola con un movimento della mano.
– Zia, no! Ferma! – riuscii a malapena a dire io, ma era troppo tardi… una gigantesca sborrata bagnò la mia mano e, cosa ancor più grave, la mano della zia che scandalizzata mi urlò:
– Ma cosa stai facendo? Vergognati! Alzati subito da lì! Ma tu guarda cosa mi tocca vedere… vergognati
– Scusa zia – balbettai io – non volevo… scusa… non pensavo… non so cosa dirti… però non dire niente alla mamma, ti prego…
– Meriteresti proprio che glielo dicessi… ma va bene, non dirò niente a nessuno, ma tu non ti azzardare mai più a fare una cosa del genere!
– Certo zia, scusa zia, te lo prometto zia… – e scappai subito a casa mia sentendomi un verme.
La sera dopo mi ripresentai a casa della zia alla solita ora e trovai il coraggio di ritornare subito sull’accaduto:
– Scusa zia, per ieri sera, volevo dirti…
– No, scusami tu – mi interruppe la zia – forse ho avuto una reazione esagerata, ma prova a metterti nei miei panni… non mi potevo certo immaginare… Poi ci ho ripensato e ho capito che non sei più un bambino e che probabilmente hai bisogno di sfogarti un po’… certo non pensavo di essere io ad eccitarti…
– Ma no zia, cosa hai capito…? – mormorai io cercando qualche scusa.
– Ho capito quello che c’era da capire – continuò lei, ma non sembrava arrabbiata – ti sei eccitato vedendomi le gambe e ti sei dovuto toccare… chissà quante altre volte lo hai fatto senza che io mi accorgessi di nulla… adesso capisco perché la sera andavi sempre in bagno… andavi a toccarti, vero?
– Beh, insomma… qualche volta… – ammisi io – …ma non sempre, zia! – mentii spudoratamente.
– Guarda Ninni che non ti sto sgridando! Capisco che non sei più un bambino e che devi in qualche modo “sfogarti”… guarda, arrivo perfino a capire che tu ti possa eccitare guardandomi le gambe… ma non posso tollerare che tu ti masturbi davanti a me!
– Ma certo zia, capisco benissimo…
– Ecco! Allora guarda… facciamo un “patto”: io non dirò mai niente a tua madre, ma tu non ti tocchi più davanti a me! D’accordo?
– Certo zia! D’accordo!
– Se ti vuoi toccare, toccati pure… cerca di non esagerare… ma non farlo mai più davanti a me!
E con questa battuta chiuse il discorso accendendo al tv e sedendosi sulla sua poltrona:
– dai Ninni, fermati con me a vedere la tv – mi disse come se non fosse successo mai nulla.
Io mi misi sul divano e mi concentrai sullo spettacolo che c’era in tv. Devo dire che avevo la testa un po’ in subbuglio e non riuscivo a seguire molto… a un certo punto mi scappò l’occhio verso la zia… e vidi che, come al solito, la gonna le era risalita un po’ e le si vedeva la fine delle calze. Distolsi immediatamente lo sguardo, ma il cazzo aveva visto benissimo e cominciò ad indurirsi. Qualche minuto dopo sentii la zia sistemarsi sulla poltrona e riguardai verso di lei: la gonna era salita ancora e adesso le vedevo anche la coscia bianca dopo le calze e il fermaglio del reggicalze… “Normalmente” a questo punto sarei andato in bagno a farmi una sega, ma non volevo che la zia lo capisse… quindi restai lì, cercando di nascondere con la mano l’erezione.
Quasi senza accorgermi cominciai a premere sul cazzo, un po’ per tenerlo giù, un po’ per toccarlo, ma la zia mi bloccò:
– Ninni, non mi avevi promesso che non ti saresti toccato più davanti a me? – mi disse continuando a guardare la tv.
– Si zia, ma guarda che io non mi stavo toccando – cercai di mentire.
– Non raccontarmi bugie! Ti stavi toccando eccome! Senti, se preferisci non stare più qui con me a vedere la tv… ma io non ci posso fare nulla se per stare comoda mi si alza un po’ la gonna… perché non vai un minuto in bagno?
– Ma no zia, dai… cosa dici…
– Ninni, fai un po’ come ti pare… secondo me se vai in bagno (come d’altra parte hai sempre fatto) ti sfoghi e non ci pensi più…
Io restai di sale e mi immobilizzai sul divano. Mia zia che mi diceva di andare a farmi una sega? Per certi versi mi intrigava, ma mi metteva troppo in imbarazzo…
Dopo qualche minuto però il cazzo continuava a tirare e qualche rapida occhiata verso le cosce della zia non facevano altro che farmelo tirare ancora di più…
– Va beh… zia, allora io vado in bagno – dissi titubante
– Va bene Ninni – mi rispose zia Susy indifferente ed assorta nello spettacolo.
In bagno trovai anche le sue calze stese ad asciugare, cosa che – non so perché – mi eccitò ancora di più… cercai nella cesta della biancheria una paio di mutandine sporche… e le annusai eccitatissimo… mi sedetti sulla tazza con il cazzo che svettava, mi diedi pochi colpi e sborrai copiosamente. Ripulii con cura e tornai in sala.
Zia Susy non fece alcun commento e io mi rilassai guardando la tv.
Le sere successive la situazione si ripresentò negli stessi termini: la tv, le cosce della zia, il cazzo che mi tira, la mia sega in bagno… e così per tutta la settimana. Ormai questa era la “normalità”… un po’ come prima, solo che adesso la zia sapeva che io andavo a farmi una sega.
Un sabato pomeriggio che ero a casa da solo decisi di andare a trovare la zia. Passando dalla porta comunicante pensavo di farle una sorpresa, ma in sala – dove di solito la trovavo – non c’era nessuno. In silenzio cominciai a cercarla e la trovai in camera da letto che, sdraiata sul letto, stava riposando. Nel girarsi, la gonna le si era arrotolata e lei era li bocconi, la testa girata dall’altra parte, con le cosce al vento e le si vedeva anche un po’ di culo… mi sporsi per guardare meglio e tra le cosce leggermente divaricate vidi gli slip neri… il cazzo mi si inalberò immediatamente… guardando meglio vidi che un po’ di peli della figa facevano capolino dall’elastico degli slip… era la prima volta che le vedevo un po’ di pelo e non ce la feci più. La zia dormiva con un respiro calmo e profondo… mi tirai fuori il cazzo e lentamente e silenziosamente cominciai a menarmelo. Pensavo di andare aventi per poco per poi tornare a casa mia per finire la sega… ma la zia si girò… trattenni il fiato e mi bloccai, ma lei continuò a dormire profondamente e io, sempre più lentamente, continuai a menarmelo.
Passò meno di un minuto, stavo quasi per andarmene, quando la zia mormorò:
– Ninni, lo so che sei lì… – e sempre con gli occhi chiusi, aggiunse – e so anche che te lo stai toccando, vero? – mi chiese aprendo finalmente gli occhi.
– No, zia… ti spiego… – farfugliai io, rimettendo via l’uccello.
– Allora le tue promesse sono inutili? – chiese seccata.
– No, zia… devi capire… anche tu però… ti trovo così…
– Cioè mi stai dicendo che tu ti stai toccando, ma la colpa è mia perché avevo la gonna su?… Oppure dovrei dire “il merito” è mio? – aggiunse poi con voce seducente – La verità è che ti eccito troppo e tu non riesci a trattenerti… – e nel dire così si mise a sedere appoggiandosi alla testata del letto, sempre con la gonna arrotolata fin sopra l’inguine.
– Ma lo sai che mi fa piacere eccitarti in questo modo? – continuò languidamente – Non pensavo di riuscire ancora ad eccitare così tanto un ragazzo… dai siediti qui vicino alla zia e fammi vedere il tuo pisello o dovrei dire “pisellone”?
E nel dire così mi fece spazio accanto a lei e mi invitò con la mano ad avvicinarmi.
Io ero imbarazzatissimo, ma anche un po’ incuriosito dalla situazione decisamente strana. Mi sedetti sul bordo del letto con la zia alla mia destra. Da lì le vedevo le cosce e gli slip neri sotto la gonna… il cazzo, che era ancora duro, mi tirava sempre di più.
– Allora, cosa nascondi qui sotto? – mi chiese zia Susy appoggiando la mano sulla mia patta. Non risposi e rimasi immobile cercando di capire fin dove sarebbe arrivata.
– Non me lo vuoi far vedere? Non mi dirai che ti vergogni, vero? Ti sei toccato così tante volte pensando alle mie gambe… e adesso non mi vuoi far vedere il tuo pisellone? – e così dicendo mi abbasso la zip dei calzoni. Il cazzo faticava a restare nelle mutande e lei me lo liberò abbassandomi l’elastico.
– Ma che bell’affare che hai qui Ninni! Non pensavo fosse così grosso alla tua età… – in effetti ho sempre avuto un cazzo piuttosto consistente, niente di eccezionale, ma decisamente non piccolo.
Continuando a vezzeggiarmi a parole, la zia non smetteva per un attimo di toccarmi il cazzo: un po’ lo accarezzava, un po’ lo stringeva, ci giocava con le dita, passava con il pollice sulla cappella… il tutto sempre lentamente e continuando a stuzzicarmi anche parlando:
– Ma guarda che bel pisellone… ma come è duro… ma ti tocchi spesso?… ma può diventare anche più grosso? – e così via; io sinceramente non le davo molto retta e mi godevo quella strana sega lenta. Dopo pochi minuti stavo per venire e cercai di fermare la zia… non volevo certo sborrarle in mano come qualche giorno prima:
– Ehm.. zia… forse è meglio che ti fermi… sai, non vorrei che poi…
– Certo, non vorrai bagnare dappertutto – disse lei fermandosi immediatamente, ma solo per avvicinarsi con il viso al mio uccello e prendermelo in bocca!
– Ma zia… cosa fai?
– Vuoi che smetta? – mi chiese accattivante.
– No, no… ti prego continua! – Era meraviglioso. Non solo mia zia mi toccava l’uccello, ma adesso mi stava addirittura spompinando! Saliva su e giù per il cazzo lentissima, con le labbra strette sulla verga e sulla cappella, mentre con la mano mi accarezzava i coglioni. Ero così eccitato che il pompino durò al massimo trenta secondi:
– Zia… sto venendo – trovai il fiato di dire… lei continuò il pompino prendendosi tutta la sborra in gola… continuò anche dopo, con dolcezza, quasi asciugandomi il cazzo con le labbra.
Mi sdraiai sulla schiena tramortito mentre zia Susy accanto a me mi accarezzava teneramente l’uccello:
– Ti è piaciuto, Ninni? Sei stanco adesso? Non sei più eccitato? – e intanto continuava ad accarezzarmi il cazzo che praticamente non si era ancora ammosciato… anzi cominciava a dar segni di ripresa e si stava rimettendo in tiro.
– Ma allora non sei ancora soddisfatto, eh Ninni? – e nel dire così si mette in ginocchio sul letto girando il culo dalla mia parte mentre con la bocca tornava a prendermi in bocca il cazzo.
Davanti a me uno spettacolo stupendo: il culo della zia messa a pecorina con la gonna tirata su… la sua faccia che andava su e giù sul mio cazzo e le sue tette che pendevano dentro la camicetta. Cominciai a toccarle il seno, le slacciai la camicia… la zia mi aiutò tirandosi fuori un paio di tette morbide e bianchissime su cui spiccavano due capezzoli durissimi… le tette le ondeggiavano al ritmo del pompino… a me tirava da impazzire e la zia era decisamente abilissima con la lingua.
Evidentemente però il cazzo in bocca non le bastava perché ad un certo punto si passò la mano sulla figa e cominciò a toccarsela…
– Non vuoi provare tu a toccarmi Ninni? – mi sussurrò con voce roca.
– Certo zia, subito – risposi prontamente mentre infilavo le dita sotto i suoi slip. Le stavo toccando la figa con una mano e le tette con l’altra!
La figa della zia era bagnata ma io non sapevo bene come fare a toccarla. Pazientemente lei mi guidò la mano verso il clitoride che cominciai a massaggiare dolcemente… intanto la zia aveva smesso di spompinarmi per dedicarsi ad una super sega: mi scappellava il cazzo dalla punta alla radice e, mentre scendeva, mi accarezzava le palle… alternava colpi lentissimi a movimenti furiosi, frenetici… teneva le labbra vicino alla cappella e ogni tanto lo leccava sulla punta… godevo da impazzire. Ma anche lei stava godendo, infatti a d un certo punto esplose:
– Si! Dai! Così… bravo! Più forte, più forte, ancora… gooodo! – e a questo punto mi ingoiò il cazzo che scelse proprio quell’istante per sborrarle ancora in bocca.
Ci abbandonammo entrambi sul letto spossati e goduti e la zia trovò la forza di sussurrarmi:
– Tornerai ancora a vedere la tv con me, vero Ninni?
Purtroppo la realtà dei giorni successivi fu ben diversa da quello che quelle parole lasciavano intendere: le guardavo le gambe, mi eccitavo… ma quando mi avvicinavo a lei per farmi toccare o per toccarla, la zia mi rispondeva sempre:
– Dai Ninni, fai il bravo… non ne ho voglia… cerca di capire… ho una certa età… perché non vai in bagno a fare da solo?
E solo molto raramente riuscivo ad ottenere che mi facesse una sega, ma non me lo prese più in bocca e mi faceva venire solo con la mano… non voleva neppure che la toccassi… era come se si vergognasse di quello che era successo e che di fatto stesse solo tollerando la situazione… “Va beh…” mi dicevo, “almeno mi lascia vedere bene le cosce e ogni tanto mi fa anche una sega…”. Di fatto era molto di più di quello che osassi sperare…

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