In the office
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EteroIncestoTradimenti

Mia mamma ed il suo capo

Dopo aver girato più di dieci minuti per trovare il parcheggio entro nella ditta dove mia madre fa la segretaria.
Questa sera, infatti, visto che mio padre ha una cena d’affari, io e la mamma abbiamo deciso di uscire fuori a mangiarci una pizza anche noi..
Suono e mi viene ad aprire la porta la centralinista, una bella donna di quasi 40 anni mi dice pure di salire al terzo piano, dove c’è l’ufficio della mamma. A me un po’ dispiace, sarei rimasto volentieri ad aspettarla con la centralinista, ho 19 anni, e sto ancora attraversando quella fase della vita in cui si prova un’irresistibile attrazione sessuale per le donne più grandi ed esperte. Prendo l’ascensore e poco dopo sono al piano giusto. Sono le cinque passate e non c’è anima viva giro, cerco un po’ qui un po’ la ma della mamma non c’è traccia. Sto quasi per desistere dalle mie ricerche quando sento una voce provenire da un ufficio, evitando di fare rumore mi avvicino alla porta socchiusa e la apro con molta cautela per spiare se dentro ci fosse mia madre.
L’unica cosa che vedo però è il suo capufficio seduto alla sua poltrona dietro la scrivania con le mani giunte dietro la testa con un sorriso da completo imbecille dipinto sulla faccia. Non riesco a capire cosa sta succedendo, infatti il capufficio sta parlando elogiando qualcuno per i suoi meravigliosi e impareggiabili servigi extra che gli rende. Ma nella stanza non c’è nessuno. Oramai la curiosità si è impossessata di me, mi faccio un po’ più audace e apro ancora di una spanna la porta, e ora tutto mi è più chiaro. Ora che posso vedere la fine della scrivania scorgo un grazioso sedere molto attraente di donna. Il mistero è svelato, il capufficio si sta facendo spompinare da una sua segretaria. Il pensiero mi eccita davvero tanto e benché effettivamente non veda niente di particolarmente erotico il cazzo comincia a ingrossarsi e per darmi un po’ di sollievo devo infilarmi una mano in tasca per toccarmi distrattamente. Mentre mi tocco
penso all’ipotesi che tra le gambe di quel tizio ci possa essere mia madre, devo trattenermi per non scoppiare a ridere.
“Mia madre, come posso pensare che la mamma possa fare simile cose e…” il pensiero mi muore in testa quando vedo la donna che sta spompinando il capufficio alzarsi con la bocca ancora sporca di sperma. È Gloria, mia madre.
La prima reazione è quella di correre in bagno, ho come un senso di nausea, ma quando sono inginocchiato davanti al cesso, mi accorgo che non voglio affatto vomitare, e che ho il cazzo ancora duro, cosi’ mi siedo sul cesso e ripensando alla scena appena vista mi masturbo. È una sega rapida, non posso credere a quello che ho visto, mia madre, una puttana,
in effetti la mamma e’ davvero una bella donna per la sua età, 40 anni inoltrati un culo sodo e provocante, sue tette non esagerate ma decisamente non piccole, e un fisico con le curve nei punti giusti. Si, la mamma è davvero una gran bella quarantenne, e posso immaginare che il suo capufficio ci abbia provato con lei, ma non avrei mai potuto credere che lei ci sarebbe stata. Dopo essere venuto, rimango ancora un po’ in bagno a rischiararmi lei idee e poi ritorno di la nell’ufficio.
Il suo capufficio e’ andato via, cosi io entro, dopo essermi assicurato che ha i vestiti addosso.
“Ciao mamma” dico io Lei, che è di spalle, fa quasi un salto lasciandosi sfuggire un piccolo urlo, farfuglia qualcosa, non sa bene cosa dire, ha paura che l’abbia scoperta, ma dopo il primo attimo di sbandamento, si comporta come se non avesse fatto nulla.
Si siede alla scrivania, evidentemente per riprendersi dalla sorpresa, e mi dice
“Cosa fai qui Sandro?”
“Come, te ne sei dimenticata? Dobbiamo andare fuori a mangiare, sono venuto a prenderti.”
“Si, si lo so, me ne ricordo. Volevo dire perché sei salito? Il capo non vuole estranei qui sul posto di lavoro, tantomeno nel suo ufficio. Se ti trova qui corro dei gravi rischi.”
“Via, non mi dirai che il tuo capo non ti concede di piccoli favori”
“E perché dovrebbe?” mi risponde lei spaventata per la mia allusione
“Sei o non sei la sua segretaria?”
“Si… si ma non è come… be non vuole nessuno nel suo ufficio, se lui non c’è. È fatto cosi’.”
Mentre parliamo, si sentono dei rumori di passi venire dalle scale, è il capo che ritorna in ufficio, evidentemente s’è dimenticato qualcosa. Mia madre quasi sbianca, evidentemente il capo, un uomo sposato, come la mia mamma, e non vuole che nessuno possa sospettare che abbia una tresca con la sua segretaria. Senza potermi dare il tempo di obbiettare la mamma mi dice di infilarmi sotto la scrivania e di non fiatare. Cosi in un secondo finisco tra le gambe di mia madre, mentre il capo si ferma a parlare con lei, passando come se nulla fosse, da ragguagli sul lavoro, ad elogiare le gesta sessuali di una sua anonima segretaria che poco prima gliel’ha ciucciato divinamente. In quella posizione non posso fare a meno di accorgermi che la mamma ha davvero un bel paio di gambe. Lunghe e affusolate, a cui fanno capolinea un paio di scarpe con dei tacchi a spillo vertiginosi, e improvvisamente mi accorgo che ho un’incontrollabile voglia di leccarle le scarpe. La mamma oggi porta una minigonna e quindi le posso ammirare le sue sode cosciotte in tutta la loro pienezza, che sono cosi’ vicine, che mi viene voglia di allungare una mano per palpargliele. Sono discorsi che un figlio non dovrebbe mai fare sulla propria madre, ma non ci posso far nulla, la situazione, ed i discorsi che sta facendo col suo capo, in aggiunta a quello che ho visto prima, mi stanno eccitando, ho il cazzo completamente duro e quelle lunghe gambe avvolte da un elegante paio di autoreggenti nere, mi sta facendo perdere la testa. Ad un tratto ecco la goccia che fa traboccare il vaso, la mamma
divarica leggermente le gambe e io dal basso posso chiaramente vedere che non porta le mutandine. Le autoreggenti, verso il fondo, lasciano posto alla carne bianca e ad un folto cespuglietto di peli rossici. Davanti a questa stupenda vista è impossibile smettere di far certi pensieri. Senza quasi rendermi conto di quello che sto facendo mi porto il dito medio alle labbra insalivandolo per bene, poi appoggio l’altra mano sul ginocchio di mia madre e lo forzo all’esterno e col dito bene insalivato mi avventuro fra le sue gambe fino a quando non entro a contatto con la sua passera. La mamma fa un sobbalzo, si getta all’indietro, ma io con l’altra mano la trattengo e non la faccio scappare via. Lei vorrebbe fare qualcosa, scappare, divincolarsi urlarmi di piantarla, ma non può fare nulla di tutto questo, se il capo mi scoprisse ora, dopo tutto quello che ho sentito, la mamma passerebbe sicuramente dei grossi, grossi guai. Cosi, totalmente impotente sotto le mie mani, lascia che io cominci la mia esplorazione. Le allargo per bene le cosce e poi comincio a far scorre il mio dito lungo il solco delle grandi labbra, in breve la sento bagnarsi, è incredibile, mia madre si sta eccitando sotto gli abili tocchi
dell’impertinente dito di suo figlio diciannovenne, i suoi umori mi colano copiosi sulla mano, non riesco più a controllarmi, e con un gesto deciso, ma delicato le infilo due dita nella fica e comincio a stantuffarla. La passera della mamma è calda, non avrei mai pensato che avrei mai potuto fare un ditalino a mia madre e che nel farglielo, non solo non avrei provato alcun senso di nausea o di disgusto, ma al contrario che avrei goduto cosi tanto. Ora con l’altra mano l’accarezzo dappertutto leccandole le gambe sopra le calze, mentre la mamma ha il suo bel da fare per cercare di mascherare al capo i suoi godimenti, cercando di memorizzare tutte le istruzioni che le sta dando. Ben presto mi faccio più audace e penetro in quella tenera fessura con tre dita, la mamma ormai non riesce quasi più a trattenere i gemiti di piacere. Finalmente il capo si decide ad andarsene e quando e’ abbastanza lontano Gloria può lasciarsi andare godendo come vuole, la mamma si scosta un po’ dal scrivania, rimanendo sempre seduta, abbassa la faccia e mi vede sorriderle mentre la stantuffo in fica con le dita e mi dice “Sandro sei uno stronzo, smettila subito, quando lo saprà tuo padreeehh”
Non può fare a meno di godere quando mi dedico a trastullarle il grilletto eretto, da come sento contrarsi i suoi muscoli vaginali contro le mie dita capisco che le manca poco perché venga.
“Davvero?” le rispondo io molto spavaldamente
“Davvero vuoi che smetta? Non vuoi venire? Non fare la stupida, lo sento che stai godendo sei tutta bagnata e che sei a un passo dall’orgasmo”
Nessuno dei due dice più niente, io le sfilo le dita dalla passera, le faccio allargare le gambe il più possibile e avvicinandomi a lei le metto la testa fra le cosce cominciando a leccarle la fica, ciucciandole abilmente il clitoride, e sotto i mie abili e incessanti colpi di lingua la mamma mi viene in bocca, stringendo la mia testa a se bloccandola con l sue generose cosce, io accolgo piacevolmente quella dolce colata di umori femminili, che mi inebriano la mente.
Ora la mamma si lascia andare a godere senza più ritegno.
“Ahhh si godooohh leccami, leccami tutta la micia Sandro, forza cosi…”
Esco da sotto la scrivania e mi siedo accanto a mia madre, fissandola, distesa sul tavolo intenta a recuperare il fiato.
“Sandro!” mi dice “Ti rendi conto di quello che abbiamo fatto?”
“Si mamma.” le rispondo solamente io
“Mi sento sporca… mi sento una puttana”
“Oh ma lo sei. Eccome se lo sei. Sei la più grande troia che conosca”
“Sandro come ti permetti?”
“Guarda che ti ho visto prima col tuo capufficio”
La mamma non sa cosa dire, e’ rimasta ammutolita, si alza e va in bagno per riprendersi, io intanto mi siedo sulla poltrona del suo capo, e mi accorgo che ho ancora una pesante erezione. Mi poggio un mano sul pacco, per cominciare a toccarmi, ma la ritraggo subito dopo con un sorriso sulle labbra.
“Perché ridi?” mi chiede mia madre uscendo dal bagno
“Stavo pensando ad una cosa mamma” le dico io
“E cioè?”
“Hai goduto prima?”
“Non voglio risponderti”
“Hai goduto?” le richiedo io con un tono più autorevole.
“Si…tantissimo” mi risponde lei abbassando gli occhi “Sei stato bravo…molto”
“Vedi, stavo pensano che prima, tu hai goduto molto, grazie alla mia lingua… e che adesso non credi che tocchi a te darmi un po’ di piacere?”
Mia madre rimane immobile davanti a me per quasi un minuto, poi come se si fosse ridestata da un brutto sogno mi dice con voce tremante
“Ma…ma cosa dici Sandro, non puoi pesare certe cose, tu sei mio figlio e…”
“No.” la interrompo io. “Non adesso, adesso non sono più tuo figlio. Sono il tuo capufficio”
E dicendo questo mi slaccio i bottoni della patta dei pantaloni e estraggo il mio grosso uccello completamente eretto.
La mamma rimane immobile a fissarmi mentre mi masturbo lentamente e le sorrido invitandola a farmi un pompino.
“Forza , cosa aspetti mamma?”
“Sei uno stronzo” ma si inginocchia lo stesso davanti a me afferrandomi l’asta in mano e comincio a segarmi lentamente,
leccandomi contemporaneamente, il mio bastone dalla punta fino alle palle. La sua lingua si muove febbrilmente decisa ad assaporare in ogni parte del cazzo di suo figlio. Poi la mamma, si decide, spalanca la bocca e in un sol boccone mi ingoia tutto l’uccello, prendendomi a pomparmi velocemente. È bravissima, lo ingoia senza problemi e mentre mi sta sbocchinando con la mano si masturba freneticamente il clitoride. Io allungo le braccia posandole le mani sulle sue grosse pere, sono morbide e sode allo stesso tempo, le sento ingrossarsi per l’eccitazione sotto la pressione delle mie mani, mi faccio più audace e le slaccio la camicetta, la mamma non porta il reggiseno, cosi le mie dita le posso carezzare direttamente la liscia pelle dei suoi seni. Ha i capezzoli già duri come chiodi, la sua bocca è caldissima, e sento che sta per farmi venire, ma non posso far finire cosi quell’avventura, l’afferro con decisione per le spalle e la faccio alzare, lei con una frustata della testa butta i suoi lungi capelli ricci all’indietro liberandosi la faccia stravolta dal piacere, interrogandomi sulle mie intenzioni.
“Cosa vuoi farmi Sandro?” mi chiede lei, conoscendo benissimo la risposta
“Secondo te mamma? Voglio fare tutto quello che fa il tuo capo” le dico io, e mentre parlo, la faccio mettere alla pecorina, facendole appoggiare la pancia sulla scrivania.
Le divarico per bene le gambe e le sfilo la gonna, ora posso veder bene alla luce la passerina di mia madre, è stupenda, perfetta, è la fica più eccitante che abbia mai visto. Mi inginocchio dietro di lei e la comincio a laccare le grandi labbra succhiandole con violenza. Lei fra le urla di piacere e mille gemiti di godimento cerca, senza troppa risolutezza di farmi smettere.
“No Sandro, questo non possiamo farlo.”
Mi dice lei “Abbiamo già fatto cose di cui ci pentiremo… ti prego”
“Zitta troia. Io non sono Sandro adesso, sono il tuo cappuccio. E comunque non ti voglio obbligare, se non vuoi che continui, me lo devi dire. Forza cosa aspetti? Dillo mamma”
Le rispondo mentre la sto masturbando in fica con tre dita e le sfrego il clitoride con l’altra mano. Lei rimane in silenzio, non dice una parola
“Bene” faccio io “allora vuoi che ti fotta? Forza dillo dai, cosa vuoi che faccia col mio grosso bastone?”
“Stronzo. Si voglio essere scopata in fica come una troia da mio figlio. E devi farmi godere capito?”
“Certo mamma”
Mi metto dietro mia madre e le sfioro le grandi labbra con la punta de mio cazzo, lei comincia a bagnarsi e io intanto mi lubrifico per bene l’asta, ora e pronta, la mamma si allarga la fighetta con le mani e io le sono dentro in un lampo.
“Sei caldissima mamma, sei stupenda… ti piace sentirmi dentro?”
“Si, muoviti forza scopami, scopati tua madre porco”
Io comincio a muovermi, mentre la palpo da tutte le parti
“È cosi che ti prende il tuo capufficio?”
“Si, lo fa sempre, e sempre coi vestiti addosso”
Mi chino per baciarla su collo, poi le lecco il lobo dell’orecchio, le faccio girare la testa e finalmente ci baciamo sulle labbra, è lei la prima a muovere la sua lingua dentro la mia bocca, io ovviamente contraccambio e comincio ad aumentare il ritmo del pompaggio. Esco da Gloria e mi siedo sulla sedia menandomi lentamente l’asta dura, mia madre mi guarda senza capire il motivo della mia fuga.
“Vieni qui ” Le dico io “Cavalcami, voglio guardarti in faccia mentre ti scopo”
“Va bene” mi dice lei, e con un movimento aggraziatissimo, si siede sopra il mio sesso facendosi penetrare con un osceno rumore. ora la camicetta le si è aperta completamente e mentre lei mi cavalca le sue tette le ballano davanti in un movimento quasi ipnotico. E io, mentre con le mani le massaggio il culo, con solo la bocca e la lingua, mi tuffo in quel morbido paradiso di carne leccando e ciucciando dove capita. La mamma mi prende la testa fissandomi negli occhi e dicendomi
“Ricordati bene Sandro, Questa è la prima e ultima volta che noi due facciamo certe cose. La prima e ultima. E una volta usciti da quest’ufficio non ne dovremo riparlare mai più ne tra di noi ne con nessun altro, mi sono spiegata bene?”
“Si.” le rispondo solamente io. La mamma si avvicina a me e mi bacia con insistenza,
“Bene” mi dice una volta che si stacca da me “ora fammi godere di nuovo”
mi rimette la testa fra le sue mammelle, incitando a leccarla. Gloria afferra con fermezza le spalle della sedia e aumenta il ritmo della scopata, sento che sta per venire, e l’aiuto sfregandole il clitoride assieme a lei, e dopo è li che riversa tutto il suo piacere sulla mia asta dolorante per la prolungata erezione, ora anch’io non vedo l’ora di venire,
“Mamma devo venire, lui dove ti viene?”
“Dentro Sandro, tu vienimi dentro”
“No mamma, voglio sapere lui dove ti viene”
“Lui…sborra sulla sua scrivania e poi me la fa pulire con la lingua”
“Anch’io Gloria”
Gloria si alza, si inginocchia davanti alla scrivania e io mi metto in piedi. La mamma mi prende il cazzo in mano segandomi con lentezza e succhiandomi l’uccello preparandomi per la sborrata
“Ricordati Sandro. La prima e l’ultima” mi dice lei prima di stringermelo nel pugno destro e di cominciare a masturbarmi con avidità. Poco dopo godo tutto il mio piacere, mentre mia madre dirige i mie copiosi schizzi sulla scrivania. Poi dopo avermi ripulito la cappella con la lingua, si dedica a leccare le piccole pozzanghere di sperma che o formato sulla scrivania. La mamma e’ china sulla scrivania a leccare la sborra, e mi mostra ancora la sua passera aperta e grondante dei suoi umori, in quel momento mi accorgo di aver ancora il cazzo decisamente duro, cosi senza che lei abbia il tempo di impedirmelo, le sono dentro, stantuffandola fino a che non mi si ammoscia completamente dentro di lei,
“Esci Gianni esci” dice lei
“Non ci penso neanche, e’ la cosa piu’ citante della serata, fottermi mia madre mentre sta leccando la mia sborra dalla scrivania le suo capo.”
Siamo usciti dall’ufficio e come era nei patti non abbiamo piu’ parlato dell’accaduto e non abbiamo piu’ fatto sesso.
Tranne quando la vado a prendere in ufficio e divento ancora il suo capufficio.

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