Hottest Fucking Gifs Part 8
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IncestoPrime esperienze

Mio fratello mi deflora

Mi chiamo Caterina, voglio raccontarti la mia prima volta con mio fratello. Io porto una terza di reggiseno e sono bionda con gli occhi verdi, devo ammettere che i ragazzi, praticamente, mi sbavano dietro.

Fino a pochi giorni prima di quel fatto, per me il massimo del piacere me lo procuravo da sola, nella mia cameretta. Mi denudavo completamente e mi piazzavo sul letto, poi iniziavo a masturbarmi languidamente fino a quando non venivo. Essendo ancora vergine dovevo stare attenta a non penetrare troppo con le dita, dentro la mia fighetta umida e vogliosa.

Ho sempre amato mio fratello e ho un debole per lui fin da bambina, anche lui è alto e biondo e molto ben dotato.

Qualche giorno fa ho deciso che lo avrei conquistato; volevo che si accorgesse di me e così riuscire ad ottenere almeno un bacio con la lingua, come quelli che si dà con la sua fidanzata.

Così, ho indossato della biancheria sexy trasparente, facendo in modo da mettere in evidenza il mio seno e non indossando le mutandine; in questo modo avrebbe visto la mia fighetta e non credo potesse ignorarmi.

I nostri genitori erano a giocare a carte e sarebbero tornati tardi.

Senza preavviso entrai in camera sua, neanche a farlo apposta era sul letto, nudo, e si toccava il pene, credo avesse intenzione di masturbarsi. La sua asta è lunga e dura, al solo vederla in tiro ho cominciato a bagnarmi tutta tra le cosce. Lui si era accorto di me, ha alzato lo sguardo e si è sorpreso, a causa del mio abbigliamento succinto. Mi ha chiesto: – Caterina, cosa fai?

– Ma cosa fai tu? – Ho risposto con un sorriso malizioso. Anche lui ha sogghignato.

– Lo vedi benissimo cosa sto facendo… Anzi, perché non continui tu? Avvicinati se ti va.

Credevo fossi pronta per quello che stava per accadere, in realtà sono rimasta bloccata e sono arrossita. Lui era eccitato e ha insistito affinché mi avvicinassi al letto.

– Vieni, so che ti piacerà, ti mostro cosa devi fare.

Allora mi ha preso la mano e la portata sopra il suo cazzo caldo, guidando il mio movimento.

– Dai, stringilo un poco e poi fai così, su e giù, in modo crescente.

Quasi senza accorgermene, ho cominciato spontaneamente a segarlo, mi piaceva da morire. Dopo qualche minuto mi sono bloccata perché dal suo pene sono sgorgati numerosi schizzi di sperma lattiginoso, che mi ha sporcato la mano e ha raggiunto persino la mia biancheria sexy.

Quando mio fratello si è ripreso dalla goduria, era ancora su di giri.

– Adesso ti tolgo tutto, – disse, mettendosi in piedi anche lui, – voglio vederti tutta nuda finalmente, e voglio toccare le tue tette che desidero da anni.

E così mi ha spogliata lentamente, ero tutta nuda davanti al lui ed era un’esperienza favolosa.

Lui mi carezzava la vulva e si accaniva sui seni baciandoli, carezzandoli, succhiando i miei capezzoli che erano diventati rigidi e appuntiti.

Mi ero sempre eccitata in solitaria, non mi aspettavo che il contatto carnale, fisico, fosse così arrapante, e probabilmente il fatto che lo stessi facendo con mio fratello doveva acuire il senso di eccitamento. Tra l’altro io, e forse anche lui, avevo sognato per anni quell’amplesso, benché sapessi che era proibito.

Le sue mani addosso, le sue dita che si facevano delicatamente spazio tra le labbra della fica, mi fecero ansimare e vibrare come non mi era mai capitato.

– Ma guarda com’è brava e come è porcella la mia sorellina. – Diceva lui trovandomi già umida tra le cosce, – ti piace vero?

Dissi ovviamente di sì. Lui doveva essere più esperto di me, era chiaro.

– Adesso, dobbiamo fare in modo da farti donna, così potrò scoparti come la mia puttanella segreta. Ti devo aprire per farti donna, vuoi che sia io a sverginarti?

Non attendeva nessuna risposta ma io ero ben felice di concedermi a lui, come prima volta, anzi quello era stato uno dei sogni ricorrenti, complici delle mie più profonde masturbazioni.

-Bene, tesoro, sarà bellissimo sfondare la tua fighetta. Lo sai che tante volte ho desiderato di farlo? Ti sfonderò l’imene per primo perché mi fai arrapare di brutto e poi, sarò ancora io che ti romperò anche il culetto. Certo sarai vergine anche li, giusto?

Sentendolo parlare così, con la voce roca e rotta da una violenta eccitazione, ebbi quasi paura, non ero abituata alla parte virile della sessualità. La ragione mi diceva di scappare, di fermare quella incestuosa serie di eventi, ma proprio la mia ingenuità divenne l’arma peggiore a mio svantaggio. Non ero in grado di gestire l’eccitazione e il suo effetto sull’incapacità di restare lucida, in un momento così trasgressivo.

Il desiderio che provavo per mio fratello era ormai violento, animalesco, così mi adagiai al suo volere. Egli mi prese per un braccio e con decisione mi fece distendere sul suo letto. Poi mi ha divaricato le gambe con le mani e mi ha posto la bocca sulla fica. Non conoscevo quel tipo di piacere che divenne poi inarrestabile, quando lui iniziò a leccarmi febbrilmente tra le grandi labbra, sollecitando sapientemente il mio clitoride. Per fortuna non si fermò subito e mi permise di raggiungere il mio primo, eccezionale, orgasmo incestuoso.

Mentre venivo copiosamente bagnandomi in modo indecente, mi ha ficcato le dita in fica ma senza penetrare più di tanto.

Quando mi fui calmata dopo quell’eccesso di libidine, smise di carezzarmi.

– Ora, questi peli abbondanti bisogna toglierli tutti, ti voglio penetrare completamente rasata, per ricordare le seghe che mi sono fatto spiando le tue docce, da ragazzina; impazzivo per la delicatezza di quella tua fichetta, senza neanche un pelo.

Quella confessione mi riempì di dolcezza e di amore, non mi ero mai rasata ma lasciai fare anche perché scoprii che quella sua gestualità non faceva che aggiungere arrapamento a quel nostro primo, indimenticabile, amplesso. Prese la crema da barba e il rasoio e, delicatamente, ha eliminato tutta la peluria dal mio monte di Venere.

– Ecco, ora sei pronta – disse rimirando soddisfatto il suo operato, – adesso posso procedere alla tua completa deflorazione, lo sai che si dice così vero?

Nella penombra, a quel punto, mi si è messo addosso.

Avevo visto spesso il suo pene, per caso o mentre lo spiavo, ma solo facendoglielo in mano poco prima ne avevo potuto valutare la grossezza quando era in piena erezione. Credo di poter dire che non era più corto di 25 -26 cm.

Naturalmente mi resi conto in quel momento di essere un po’ preoccupata, pensai che forse tutte le donne, la prima volta, hanno provato le mie stesse perplessità.

Mio fratello mi prese le cosce con gli avambracci e le alzò, per spalancarmi meglio.

A quel punto non si torna più indietro, sapevo di peccare, di andare contro la morale, ma sentivo anche che stavo entrando in paradiso e che per nulla al mondo avrei rinunciato a quella situazione.

Mi mise dentro il glande completamente, ero molto bagnata dai preliminari così lui non si fece troppi scrupoli e, senza perdere altro tempo, ficcò!

Naturalmente provai dolore ma non quanto avrei temuto, nonostante il suo cazzo enorme, rotto l’imene, la mia fica lo accoglieva completamente e senza sacrifici.

Essere femmina e scopare si dimostrò sublime, al di sopra di ogni immaginazione precedente, il paradiso che avevo intravisto divenne realtà, mentre il mio amore mi scopava con bramosia.

Godevo come una porca, senza più limitarmi, finalmente venivo chiavata come meritavo, e donavo a mio fratello, ora maschio focoso, emozioni potenti che gli si potevano leggere sul volto tirato.

Il dolore era sparito completamente lasciando il posto a un prolungato senso di piacere. Ho provato per la prima volta orgasmi multipli che non riuscivo a frenare. Mentre mi sfotteva davanti, venni non meno di quattro volte.

Lui premeva il pene dentro fino ai coglioni, anche con violenza, e mentre pompava disse:

– Sei proprio la mia porca, sorellina. Anche se non lo avevi mai fatto ti piace da impazzire!

Trovai il coraggio di rispondere, ormai mi ero sciolta.

– Sì, mi piace, continua e fai più forte che puoi.

Infatti, lui ha continuato meravigliosamente, a lungo finché mi ha detto:

– Sto per venire, aprì la bocca così ti sborro in gola.

Lo cacciò da dentro e rapidamente risalì il mio corpo, e io aprii le labbra, per ricevere il cazzo.

Un fiume bollente di roba mi schizzò dappertutto, sulle labbra, sulla lingua e parte in gola. Tossii, impreparata a tanto liquido. Il sapore della sua sborra era per me del tutto nuovo ma mi accorsi che mi piaceva, sapevo che se l’avessi bevuta lui ne sarebbe stato fiero. Così mi feci forza e inghiottiti tutto il liquido che mi aveva donato.

– Brava, – disse, – impara subito a fare il pompino e a succhiare la mia sborra. Dopotutto, mia sorellina puttana, so che sai come si fa. Non credere che non ti abbia vista, quando di nascosto guardavi film porno e ti masturbavi tutta sola.

Aveva ragione, il bocchino era una delle visioni che più mi eccitavano, così visto che lui continuava ad avercelo bello duro, lo ho scalpellato perbene e sollecitato con le labbra, ho preso anche le sue palle fra le dita, come avevo visto fare alle pornostar.

Facendo su e giù, e succhiando, riuscii a portarlo di nuovo all’orgasmo, sino a ricevere una nuova dose di sburro in bocca.

Provato, si è messo al mio fianco e ci siamo riposati per alcuni minuti. Gli ho detto che avevo bisogno di pisciare e lui ha voluto vedermi. Invece di offendermi la cosa mi diede ulteriore emozione.

Quando sedetti sul wc mi fece vedere come faceva spiarmi, salendo su una sedia e osservandomi dal vetro fisso, al di sopra della porta.

Volevo farmi anche il bidet ma lui non volle, mi prese per mano e mi riportò sul letto.

– Cosa credi, non ho finito con te. Ora ti devo fare anche il culo. Sono anni che aspetto… Voglio venirti fino allo sfinimento, voglio sborrarti dentro fino all’ultima goccia di sperma.

-Anche io voglio tutto da te e anche io lo desidero e aspetto da anni. Devo confessarti, però, che non credevo che questa mia passione potesse mai diventare reale. Mi sembra il più bello dei sogni che una ragazza possa desiderare, è stato meraviglioso e adesso, come tu desideri, anche il mio culo sarà tuo. Anche se il tuo cazzo è troppo grosso… non voglio tirarmi indietro.

Siamo tornati in camera e lui mi ha posizionata sul letto carponi, nella posizione alla pecorina. Il suo pene era di nuovo in tiro.

– Sei pronta, mia Troia, adesso completo l’opera con te, ti faccio anche il culetto, sorellina.

– Ho paura, – dissi – io non so cosa mi succederà, davvero me lo romperai? E dopo avrò dei problemi ad avere il culo rotto? Si sanerà, dovrò andare dal medico? Potrò fare la cacca normalmente? Sanguinerò?

– Ma no, – disse -questi sono solo modi di dire. Certo la prima penetrazione sarà un po’ dolorosa ma dopo ti piacerà, promesso. E già da domani tornerà tutto come prima, anzi sarà più bell, perché da domani in poi potremo scoparti anche in culo senza più paure.

– Allora sì, lo voglio, se sarai tu a farmelo… Spaccami anche il culo, ti voglio dare tutto di me, fratello mio, voglio che tu mi apprezzi più della tua stessa fidanzata, più delle troiette che da sempre vedo gironzolare intorno a te. Sono solo delle stronze.

Forse esagerai a caricarlo in quel modo perché lui infoiato dalle mie parole non si fece troppi scrupoli, non usò alcun lubrificante se non il suo sputo. Lo poggiò sullo sfintere e, premendo senza sosta, si accontentò solo quando, con uno schiocco secco, mi spaccò realmente il culo ed io gridai dal dolore. Ma oramai era già tutto dentro. Lo implorai di fermarsi così.

– Mi hai ucciso, – dissi – fermati un momento, per favore. Non riesco nemmeno a respirare.

Dopo circa due minuti il dolore lancinante era quasi scomparso del tutto, mi toccai sotto e vidi che anche dal culo mi aveva fatto sanguinare.

– Rilassati più che puoi, adesso vedrai che andrà meglio.

Così, senza uscire iniziò a inculare con una certa delicatezza. Il piacere incredibile e il senso di possesso assoluto che mi trasmetteva quella perversione fecero sì che il dolore lasciasse il posto a un piacere mai provato. Non ebbi nulla da obiettare nemmeno quando inizio a stantuffarmi senza pietà.

Non sapevo potesse accadere ma ripresi a bagnarmi copiosamente, raggiunsi l’orgasmo anche se lo avevo in culo.

Spinse sempre più vigorosamente fino a quando mi fece cedere con le ginocchia, distesa sul letto, spaccata nel culo. Me lo trovai completamente addosso e divenimmo una sola carne.

– Sei mia, sei tutta mia. Mi hai dato tutto anche il tuo culo, ora ti metto dentro tutta la mia sborra, ti semino per sempre, perché ora sei mia sorella ma anche la mia puttana. Ti amo… Ti ho sempre desiderata e adesso ti amo anche in culo.

Quelle parole mi mandarono in estasi, gli orgasmi pieni di felicità si susseguivano. Lo sentii perfettamente quando iniziò a venire nel profondo del mio sedere e mi godetti ogni suo sussulto e ogni sua eiaculazione.

Pensai incredula al fatto che, fino a un’ora prima, non avevo mai provato il rapporto con un uomo e adesso, proprio colui a cui doveva essere proibito, mi aveva sverginata in tutti i buchi, me lo aveva messo anche in bocca spruzzandomi lo sperma, un sapore che nemmeno conoscevo.

Ci siamo abbracciati e ci siamo detti cose dolci.

– Ora che sei la mia troietta, ti ho sverginata tutta, ti è piaciuto?

– Sì, da impazzire, e non provo alcuna vergogna per il fatto che sei mio fratello, anzi, non credo che sarei stata altrettanto felice se avessi donato la mia verginità a un altro ragazzo.

– Sarò felice di scoparti in tutti i modi e tutte le volte che lo desideri. E se vorrai provare altri giochetti, ho in mente delle cose per te.

Curiosa, gli ho chiesto quali giochetti intendesse…

– Ne riparliamo domani sera, se ti va.

Restai al suo fianco, abbracciata e felice, finché non ci venne sonno, allora feci sparire la mia lingerie osé e tornai nel mio letto, per non far scoprire niente ai genitori.

Come puoi già immaginare, a digiuno di sesso, e da ragazza sana e vispa, la sera dopo ero curiosa e di nuovo eccitata, al solo ricordo di quello che avevamo fatto. Per fortuna i miei avevano partecipato a un torneo di Burraco e, avendo vinto la sera precedente, tornarono a giocare per la sfida finale.

Mi rimisi sexy, quasi nuda per il mio “amore”, e lo raggiunsi in camera, dopo una doccia tonificante e profumata.

Scherzammo, ci toccammo, ci prendemmo in giro, fino a ritrovare la sete dell’eccitazione.

– Allora, questo giochino che non mi volevi dire?

Lui rise, ma mi accorsi che era un po’ teso…

– Bene, sei mia sorella e tra l’altro adesso la nostra intimità supera ogni rapporto simile, quindi voglio da te “un qualcosa” che non posso chiedere a nessuno, nemmeno alla mia ragazza.

– Wow… addirittura?

Eravamo seduti sul letto, anche lui solo in mutande, ci abbracciamo e ci scambiammo baci teneri e intensi. Poi, il mio fratellino, nascose la lampada del comodino quasi del tutto, per ottenere un’intensa penombra, infine, da uno spazio segreto ricavato sotto la scrivania, tirò fuori una busta con dentro un grosso cazzo di gomma.

Era roseo e morbido, sembrava vero…

– Wow, non ne avevo mai visto uno… posso toccarlo?

– Certo, – disse – prendilo in mano, tastalo!

– Ma è… è… enorme, diavolo.

Da un altro scomparto, recuperò una specie di cintura complicata, ma poi ne compresi lo scopo: era fatta apposta per inserirci il grosso dildo e poi indossarlo… ma ancora non capivo bene cosa desiderasse fare.

Me lo fece mettere sui fianchi, mentre io sgranavo gli occhi, stupita.

Poi mi abbracciò stretta…

– Questo è il mio segreto, da alcuni anni… questa sera voglio che me lo metti tutto nel culo. Insomma… ricambia ciò che ti ho fatto ieri, ok?

– Ma te sei matto, non esiste… io non me la sento e non ne sarei nemmeno capace. E poi, e se ti faccio male? No, no…

– Bene, allora con la faccia innocente confesserò tutto a mamma e papà, e lo dico che ieri sera sei venuta in camera mia “vestita” come una zoccola, che mi hai provocato…

– Non essere stronzo, dai, lo so che non faresti…

– Ok, è vero, ma tu non ti puoi rifiutare, è da una vita che lo desidero.

– Ma tu, te lo sei mai ficcato da solo? – chiesi per essere sicura di non fargli tanto male.

– Sì, l’ho fatto, – confessò – non spesso, ma me lo sono inserito tutto, anche se a fatica. Ora prendo il lubrificante. Ok, guarda come si monta un preservativo, guarda.

Ero allibita e affascinata da quei preparativi ma, eccitazione quasi zero. Mi sembrava più di prepararmi a una tortura che a una sana scopata.

Cominciammo, con me che ero veramente nel pallone.

Lui si accovacciò ai piedi del letto, come un cagnolino, io intanto mi guardavo quella grossa proboscide pendula, che mi scaturiva dalla zona pubica: il cazzo era veramente enorme, sembrava più un braccio.

– Mettimi il lubrificante, amore, – disse mio fratello che mi impressionò. In effetti mi fece una certa impressione quel cambiamento repentino, da stallone infaticabile della sera prima, adesso mi si ripresentava col culo depilato, l’ano morbido e cedevole e in posizione inequivocabilmente femminea. Era proprio una giovenca, adesso, è la sete di cazzo gli si leggeva negli occhi.

Ci misi un po’ a capire come gestire quel sesso contro natura, inoltre ero anche sconcertata, perché mio fratello era considerato un vero “macho” tra i nostri amici, non capivo più chi avevo realmente di fronte.

Comunque il mio tesoro fu bravo a sopportare i miei errori e non si lamentò, nonostante gli fossi praticamente caduta addosso, sfondandogli il culo in colpo solo, laddove avrei voluto essere delicatissima.

Lui soffocò un urlo…

– Esci, esci subito, ti prego, mi stai sfondando!

Arretrai, spaventata.

– Cazzo, – disse – vacci più piano, gioia, mi hai quasi sventrato… Uhiii!

Soffiò per il dolore e si palpò a lungo le chiappe sode e muscolosa.

– Dai, ritentiamo, come regola, adesso, il peggio dovrebbe essere passato, ma fai più delicatamente, ti prego.

Effettivamente ora il buco era aperto e arrendevole. Piegandomi sulle ginocchia, tenni tra le mani quel “capitone” per gestirne la penetrazione… dopo poco tutto andava per il meglio, e pur scopando in profondità lui gemeva, ma non di dolore.

Passata la tensione, mi venne da ridere, anche perché lo specchio dell’armadio mi restituiva l’immagine grottesca del mio corpo esile e femminile, con i grandi seni che ballavano a ogni botta, mentre con una mazza sconfinata penetravo allegramente il mio fisicato fratellone.

Ma dopo l’ebbrezza, il moto chiavatorio nel suo culo sfondato fece effetto sulla mia libido, finalmente. Iniziai a provare una tremenda soddisfazione a fotterlo, vedendo il piacere che gli donavo e godendomi quella emozione tanto inattesa.

Quando tutto scorreva liscio, egli si voltò e si mise sul letto, io avanzai e ripresi a incularlo, senza tregua, godendomi lo spettacolo di tanta perversione. Cercai di capire come gli piaceva di più prenderlo in culo, a che velocità e con quanta forza.

Il suo cazzo era sempre più eretto e di pietra…

– Posso… posso toccarti, chiesi?

– Sì, sì, amore, ti prego fammelo in mano… mi stai facendo impazzire!

Così inculai e masturbai in sincrono, finché con un grido liberatorio, lui emise gli schizzi di sborra, lanciandoli intorno. Infatti, mi arrivarono sul viso e perfino tra i capelli.

Glielo estrassi dalle natiche spaccate con delicatezza, mentre lui perdeva ogni atteggiamento femmineo.

Ci stendemmo sul letto, sfiancati e soddisfatti. Io mi ero abituata all’idea e non mi scandalizzavo più. Sperando di non offenderlo cercai risposte alle mie curiosità.

– Ma come è che… insomma che tu… insomma, niente di male ma… mica sei frocio?

Lui sorrise tenendomi teneramente per le spalle.

– Hai ragione, sorellina, troppe emozioni e troppo sesso all’improvviso. Ieri non avevi nemmeno mai scopato e oggi siamo già alle, cosiddette, perversioni! Dunque… no, non sono gay, però, qualche anno fa ho scoperto di essere bi-sex, nel senso che posso avere rapporti sia con le ragazze ma, se capita, anche con un uomo.

– E come te ne sei accorto?

– Beh, davvero prima non lo sapevo, ma ricordi Albert? Quel ragazzo che studiava per sacerdote ma era così giovane e simpatico?

– Aspetta… sì, lo ricordo, era sempre molto gentile con me, mi portava sempre quei cioccolatini giganti, squisiti! Io ero piccola, ancora.

– Sì, un’estate, mi invitò al suo paese, al nord e poi salimmo in montagna, per alcuni giorni di campeggio. Ok, la seconda notte faceva particolarmente freddo e lui si scusò per aver portato solo dei sacchi a pelo leggeri… però, mi invitò, se volevo, a scaldarci “alla montanara”. Insomma, ci sistemammo vicini, unendo le coperture. Ok, dormimmo, ma poi, al mattino presto, iniziammo a fare qualcosa, quasi nel dormiveglia. Albert mi masturbò ed io lasciai fare; poi fece qualcosa di più, si voltò e, armeggiando con calma, si ficcò il mio cazzo tra le chiappe, proprio pochi secondi prima che io non mi trattenessi più, e così si beccò tutta la sborrata.

Ero, ragazzo, non sapevo se avevo fatto danni e mi scusai, ma lui, al contrario, mi disse che lo avevo reso molto felice.

Restammo amici anche per tutto l’anno che lui dormiva in canonica, ricordi? Così, con la scusa che mi aiutava a studiare il latino, iniziai a imparare a fotterlo, ma poi mi venne anche voglia di provare… gli feci veri pompini e pian piano gli permisi di incularmi a sua volta. Ecco, tesoro, è andata così.

Ero felice per quella confessione e decisi che lo amavo ancora di più, sia come fratello e che come bi-sex.

– Fratellone, ora che ho imparato, dimmelo tu quando senti l’esigenza di prenderlo nel culo, io ci sarò, per te.

– Ti adoro, disse lui, sarà bellissimo incularci a vicenda… però ora voltati sul fianco, perché sono tornato maschio e col cazzo in tiro. Ti fa male ancora l’ano, da ieri?

– No, veramente solo questa mattina era un po’ indolenzita…

– E’ normale, – disse, lui – capitava anche a me.

E ora alza la gamba e fammi spazio… rilassati… e vedrai che la spaccatura di ieri è ancora efficiente, non dovresti sentire gran dolore.

E infatti, mio fratello aveva ragione, in quella posizione, spingendo con delicatezza, mi entrò tutto in corpo senza sforzi. Mi fece a lungo piano, poi iniziò a inferocirsi… credo si volesse vendicare del fatto che, pochi minuti prima, lo avevo posseduto e punito a dovere.

Tirandomi per le anche, mi riempì col suo sperma bollente, mentre io mi davo pace, finalmente, con un delizioso e definitivo ditalino.

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