Ricordi del passato

Dopo essermi sciacquata e ricomposta, sotto gli occhio ancora vogliosi dei due giovani pregai il mio fidanzatino di riportarmi a casa dato la tarda ora . I miei genitori non erano severi , in quanto tra noi si era instaurato un rapporto di fiducia al quale non intendevo assolutamente rinunciare ; quindi cercavo di non deluderli non eccedendo nei comportamenti. Con mia madre avevo un rapporto bellissimo; le narravo ogni mia peripezia anche quelle più scabrose; mi ero confidata con lei da sempre ,dalla mia prima pippetta ad un ragazzo ai primi pompini ed infine alla prima volta che lo avevo preso nel culo. Ora la sera stessa l’avrei informata della mia deflorazione evitando il dettaglio dei due ragazzi. Durante il ritorno in moto, mi sentivo un dolorino nella parte inguinale in corrispondenza della vagina, la perdita della verginità iniziava a dare i suoi fastidi, non vedevo l’ora di arrivare a casa per dare una bella rinfrescata alla mia passerina con un bel bidet . Arrivata in casa mi precipitai nel bagno ove non mi limitai a fare un bidet, optai per una bella doccia con una bella saponata di badedas in voga in quegli anni. Mentre stavo sotto la doccia al pensiero del pomeriggio passato con i due ragazzi nel casolare di campagna, mi rivenne voglia di un bel cazzo. Senza neppure accorgermene mi ritrovai con le dita a carezzarmi tutto il corpo bagnato, subito mi misi sdraiata lungo la vasca allargando per bene le cosce, avvicinando la fica al getto dell’acqua che usciva dal rubinetto. Amava masturbarmi in questo modo il violento getto investiva violentemente la clitoride donandole un massaggio refrigerato e di enorme piacere. Muovendo il bacino aumentavo il piacere fino ad arrivare alla logica conseguenza di venire. Feci appena in tempo a godere che sentii rientrare mia cugina in casa. Dopo avermi cercata qua e la, entrò nel bagno e parlando del più e del meno si alzò la gonna e tirandosi giù lo slip si adagiò sul wc ed iniziò a pisciare. Vedendomi dentro la vasca , si tolse il poco di abiti che le rimanevano, avevo già visto mia cugina come mamma l’aveva fatta, però in quel determinato frangente fui sensibilmente colpita dalla sua bellezza estetica, notai le due sue belle tettine con i bei capezzoloni turgidi e sporgenti, scendendo ulteriormente con gli occhi, non feci a meno di ammirare il suo folto pelo pubico che lasciava a mala pena intravedere le labbra carnose e sporgenti della vagina. Non appena entrò nella vasca ebbi un fremito lungo la schiena e subito senza indugio le presi la testa e l’avvicinai alla mia cercando la sua bocca. Senza replicare, la cuginetta si fece
teneramente baciare accogliendomi nella sua bocca vogliosa e desiderosa di effusioni. Sentire la sua linguetta tutta bagnata , mi eccitava come non mai. Continuammo a leccarci lingua contro lingua mentre con le mani iniziammo a palparci nelle zone più sensibili del corpo. Passò un poco di tempo prima di arrivare ai genitali; fui io la prima dopo averla massaggiata con le dita, ad accogliere nella mia bocca la sua clitoride; la sentivo ingrossarsi ed inturgidirsi sotto le sapienti e precise sferzate che le procuravo con il movimento della mia linguetta. La cuginetta urlava di piacere, provocandosi delle contrazioni vaginali, con conseguente zampilli gelatinosi di piacere, dal sapore acido simile alla sborra maschile. Mi stava letteralmente lavando il volto strusciandolo con la sua fica ormai inzuppata. Continuai imperterrita,stimolata dai gridolini ansimanti della mia amante,aumentando gradualmente il movimento, aiutandomi con la testa, ruotandola su e giù, fino a procurarle un orgasmo clitorideo senza pari. Fu tale il piacere che al poveretta non poté trattenere la vescica ed involontariamente mi pisciò in bocca bagnandomi tutto il volto. Assaporai con piacere la sua urina e ne bevvi una bella quantità . per fortuna aveva precedentemente pisciato altrimenti sarei affogata.
Ora era il mio turno, mi ero straguadagnata una bella e succulenta leccata di sorca. La cuginetta non perse tempo si inginocchiò nella vasca ed iniziò leccandomi prima i piedini, succhiandone le dita aiutandosi con la lingua. Lentamente iniziò a salire lungo le cosce, fino ad arrivare all’attaccatura delle natiche; da lì si diresse precisa sui glutei e ruotandomi un pochino iniziò a leccare. Per aiutarla con le mani mi allargai le chiappe per permetterle con la lingua di insinuarsi nel mio buco del culo, bello aperto e voglioso. Sentii la sua linguetta aprirsi un varco ed entrare dentro di me. senza indugio ritirò la lingua ed introdusse due dita fino in fondo, facendomi lanciare un urlo di piacere. Si diresse di nuovo in cerca delle mie labbra e leccandomi si introdusse di nuovo nella mia bocca; lo stretto necessario per slinguettarmi e subito a capofitto nel bassoventre; mi allargò per bene tutte e due le cosce e con la punta della lingua iniziò a stimolare la clitoride. Lentamente iniziò a masturbarmi con precisi movimenti di lingua preparandomi poco alla volta all’orgasmo. Ci volle un pochino prima di venirle in bocca , ero reduce da una serie di esperienze sessuali le quali mi avevano totalmente appagata. Finito di godere, fui implorata dalla mia partner, di pisciarle addosso e farle gustare il sapore della mia urina. Mi liberai completamente inondandola di pipì , non finiva mai, più ne usciva più ne beveva. In quella giornata avevo coronato tutti i miei fantasmi erotici, mi ero pure concessa un rapporto saffico incestuoso. L’esperienza per me positiva mi aveva arricchita donandomi una sicurezza in me stessa mai avuta prima. Ero io che conducevo il gioco e chiunque avesse voluto partecipare doveva stare ai miei capricci altrimenti ciccia. Passai un periodo molto spensierato scopando qua e là mi feci una scorta di cazzi che in teoria mi sarebbe dovuta bastare per tutta la vita. Con queste parole finirono i sensualissimi racconti di Marina. Era riuscita parlando a farci arrapare tutti e fu sua cura soddisfarci, escludendo completamente le due amiche. Con estrema dovizia la mia cara mogliettina ci fece venire tutti al suo fianco e con le tette all’aria, si cimentò in un pompino senza eguali: vedevo i nostri cazzi duri e rigidi,aprirsi un varco nella sua bocca ,le cappelle, entrare, aderire alle sue labbra carnose ed umide per poi riuscire. Le nostre mani accarezzavano i suoi seni rigonfiando i capezzoli .Le sborrammo quasi contemporaneamente tutti e tre sulle tette impiastricciandola tutta con il nostro piacere. Alla visione dello sperma abbondante che le colava dalle tette, le altre due donne messe in disparte, iniziarono a leccare il più possibile per non sprecarne neppure una goccia. Il prezioso nettare fu completamente asportato dai seni e avidamente ingurgitato. Un’altra piacevole giornata stava trascorrendo serenamente, intrattenendoci in quello che più ci dilettava . Ero profondamente lusingato dallo spregiudicato comportamento di Marina avevo sempre pensato che un simile atteggiamento fosse attribuibile solo ad una troia nel senso dispregiativo della parola. Bastava guardare la cosa da un’altra ottica allora l’appellativo troia, assumeva tutt’altro significato

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