Beautiful Ass
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Etero

Sentimento non corrisposto

Io l’ ho amato.
L’ho amato perche` era di lui che avevo bisogno, a lui appartenevo ; l’ho amato anche se non amava me e anche se , comunque, non gli sarei mai stata fedele, l’ho amato perche` mi faceva soffrire e quel dolore mi era necessario; perche` riusciva a farmi vivere emozioni di vite intere concentrate in un’ora, perche` quando gli chiedevo di dirmi ti amo lui mi accontentava e lo diceva come se fosse vero, perche` nessuno mi ha mai toccata come lui , mi ha mai riempito la vita di dolcezza e brutalita` come lui, e` mai riuscito a respirarmi l’anima come lui, a lacerarmi il cuore, a suturarmelo, a prenderselo e tenerselo per cosi` tanto tempo.

Parcheggiava la macchina in posti bui e silenziosi e subito le sue mani impazienti mi frugavano sotto il vestito finche` trovava il mio sesso gia` bagnato, mi penetrava con le dita , poi se le portava alla bocca e succhiava la mia ambrosia, cosi` chiamava le mie secrezioni, e mi diceva che avevo un sapore delizioso; sai di buono, diceva, e quando sei eccitata sei ancora piu` buona. Gli abbassavo la cerniera dei pantaloni e gli facevo uscire il cazzo dall’ apertura anteriore dei boxer , lo masturbavo stringendolo piu` forte che potevo, riempiendomi le narici del suo odore di uomo, sentendo il suo membro sempre piu` duro e bagnato fermandomi solo per leccargli la punta man mano che si formavano piccole gocce di sperma.

Non riuscivo ad aspettare, sentivo il bisogno fisico di averlo dentro e allora mi sollevavo la gonna, spostavo a lato la fettuccia del perizoma e mi sedevo su di lui scivolando sulla sua colonna di carne, aprendomi la figa con le mani per farmelo entrare il piu` profondamente possibile. Ti amo, pensavo, mentre lo facevo mio, cristo, quanto ti amo.

Restavo per qualche minuto ferma fino a quando mi adattavo perfettamente al suo cazzo e poi cominciavo a mungerlo con i muscoli vaginali e a muovermi piano piano su e giu`, persa solo nel mio piacere e lui mi infilava due dita nel culo e mi lasciava fare, come se avesse potuto trattenere l’orgasmo per un tempo infinito , mi lasciava venire succhiandomi i capezzoli e poi si abbandonava ,gemendo ,al suo piacere dandomi violente stoccate dal basso.

Mi piaceva farlo ingelosire raccontandogli degli uomini che mi avevano avuta prima di lui e di quelli che sarebbero venuti dopo: volevo sentirmi dire ‘ma quanto sei troia, sei nata solo per essere scopata in tutti i buchi’ , e troia lo sono veramente. Mi schiaffeggiava per gelosia ed io godevo di questa violenza perche` cosi` dimostrava che ci teneva a me in questa maniera folle , irrazionale e quasi animalesca: mi lasciava i segni dei denti sulle spalle, sulle labbra , e le impronte bluastre delle dita sulle natiche.

Gli ho dato il cuore, mi ha preso il culo. Era appena ritornato da uno dei suoi frequenti viaggi di lavoro all’estero e, a casa mia , gli ho confessato che, durante la sua assenza ,avevo fatto l’amore con un collega che lui, fra l’altro, detesta. La sua reazione e` stata violentissima e inaspettata :il suo schiaffo mi ha colpita cosi` forte che i denti mi hanno tagliato profondamente l’interno della guancia e ho sentito in bocca il sapore del sangue.

Ho perso l’equilibrio e sarei caduta se lui non mi avesse afferrata per la camicia per poi sbattermi contro il muro. Continuava a ripetere che non avrebbe dovuto essere cosi` geloso di una troia, di una puttana come me della quale non gli importava nulla ; non ti amo, diceva, e mi scopo un’altra , com’e’ possibile che questa tua confessione mi faccia cosi` male? e invece si sentiva una morsa allo stomaco ed un dolore che non riusciva a spiegarsi. Si e` tolto i pantaloni e si e tirato fuori la verga , mi ha presa per i capelli e mi ha costretto a inginocchiarmi davanti a lui e a predergli il cazzo in bocca, me lo ha ficcato fino in gola, succhia, troia, succhiamelo per bene e io lo succhiavo scossa dai conati.

Mi ha spogliata completamente e strappato le mutande , mi ha fatto accucciare sul mio letto e ha cominciato a leccarmi l’ano tenendomi i polsi bloccati con le sue mani forti. Mi ha sbattuto la testa sul materasso , mi ha separato le natiche e mi ha inculato con rabbia dicendo ‘non ne hai di vaselina, vero?’ Ho sentito un dolore lancinante mentre il mio culo si lacerava per lasciarlo entrare, ho gridato e cercato di liberarmi, ma inutilmente, lui mi pompava senza pieta` sfogando tutta la sua gelosia e frustrazione e ripetendomi troia , puttana , zoccola, tu sei solo una vacca, la schiava del mio cazzo, la serva del mio piacere. E’ durato poco, qualche colpo e poi mi ha riempita con il suo tiepido miele mordendomi la nuca come se fossi una cagna.

Quando poi il suo cazzo e` uscito ed ho potuto rialzarmi, una sottile scia di sangue e sborra ha iniziato a scorrermi lungo le gambe ed ho dovuto correre in bagno per svuotare l’intestino. Mi aspettava seduto sul letto quando sono uscita dal bagno; mi sono rannicchiata fra le sue braccia, ho appoggiato la testa sul suo petto e , nonostante il dolore , o forse proprio per quello, ero sicura dell’affetto che provava per me.

Mi ha coccolata , baciato la fronte e accarezzato le guance e sussurrato tante volte : dolce scoiattolino mio, dolce scoiattolino mio… ; mi ha sollevata come se fossi una sposa, mi ha adagiato nella vasca da bagno, ed e` stato li`, mentre mi lavava ,che l’ha visto: le sue dita che prima mi avevano lasciato il segno sul viso ora erano delicatissime mentre seguivano sulla spalla destra il contorno del mio tatuaggio. ” Ma l’hai fatto davvero!?! te lo sei proprio fatta tatuare quel famoso cuore spinato !” mi ha chiesto mentre lo bagnava con il getto della doccia quasi aspettandosi che l’inchiostro si sciogliesse e venisse inghiottito dallo scarico assieme all’acqua tiepida. Ho annuito.

“E quando?” Ho sorriso amaramente mentre rispondevo ” piu` o meno un mese dopo aver letto la tua e-mail nella quale mi informavi che ti scopavi l’amica cinese ; sei stato cosi` brutale in quella lettera…” Ha chiuso l’acqua e si e` seduto sul bordo della vasca ; ho sperato che parlasse lui e cosi` non avrei dovuto parlare io, ma ho incontrato i suoi occhi azzurri seri e preoccupati e la sua espressione esigeva spiegazioni ; ho fatto un gran respiro , mi sono abbracciata le ginocchia per farmi coraggio , ed ho cominciato a parlare.

Gli ho detto che lui per me e` stato come un defibrillatore la cui scossa per un cuore addormentato e` cosi` violenta e dolorosa che lo fa gemere e implorare pieta`, ma poi lo fa battere ancora , gli rida` il ritmo e la vita ; gli ho detto che mi aveva dato tanto, momenti intensi e impregnati di emozioni forti, di sensazioni e odori e brividi lungo la schiena ; mi hai dato adrenalina, amore mio, e carezze e baci e trepidazione, ossigeno e veleno e ansia.

Mi hai dato ore e a volte giorni di sfibranti attese per una tua telefonata ; mi hai riempito le giornate con il tuo ricordo e con lo sforzo di ricordare ogni tua parola , ogni tua carezza ; mi hai dato lacrime e rabbia quando mi trascuravi e sogni violenti di gioia fra le tue braccia, e non mi viene in mente nessuna emozione che non abbia sperimentato con te e vissuta amplificata migliaia di volte, senza respiro, senza limite e decenza e contegno: amore gelosia passione dolore paura abbandono disperazione… e potrei continuare per ore senza esaurire mai l’ elenco.

E capisci, amore mio, capisci che avevo bisogno del tuo segno anche sotto la mia pelle, perche` quello che siamo stati , quello che abbiamo vissuto deve rimanere su di me come una cicatrice finche` avro` vita… e adesso posso dire di averti dato tutto, tutto quello che avevo e potevo darti, e questo disegno ti fara` mio , anche se non lo sei mai stato , anche se non vuoi. E sai , bambola mia, sai che l’uomo che mi ha tatuato la pelle, che mi ha marchiata per sempre di te, ha il tuo stesso dolcissimo nome.

Non so per quanto tempo io abbia parlato, interrotta da lui solo per farsi ripetere parole perse fra i singhiozzi, alla fine la mia pelle si era asciugata ed era secca quanto la mia gola. Sono uscita dalla vasca rabbrividendo e dalla mensolina sotto lo specchio ho preso il tubetto di vaselina, ce l’avevo, vedi?, e me ne sono spalmata un po` sul tatuaggio. Ne ho percepito con la punta delle dita il contorno ancora leggermente in rilievo: le piccole ferite non si erano rimarginate del tutto.

Mi sono guardata allo specchio, ho accarezzato la mia pancia piatta ed il piccolo zircone azzurro che trafigge il mio ombelico; mi sono vista magra e bellissima, anche se sul viso spiccava ancora l’impronta rossa delle sue dita ed il mascara mi aveva lasciato scie nere sotto gli occhi. Gli ho preso il viso fra le mani ed ho appoggiato dolcemente le labbra sulle sue. Ho sentito torrenti d’amore passare da me a lui, l’ho riempito di tenerezza, tanta ,che non credevo di possedere ancora.

Ero vuota, senza forza, senza piu` niente da dire, niente da dare. Mi sono costati una grande fatica quei pochi passi per arrivare fino al mio letto e per infilarmi sotto le lenzuola. Mi sono addormentata immediatamente e non l’ho nemmeno sentito andare via.

Adesso sta con l’amica cinese che e` pazza di lui: cucina , gli lava i piatti e gli regala appassionati momenti di sesso; lei c’e` ogni volta che lui la vuole e non rientra a casa la sera per dormire fra le braccia di un altro , e, probabilmente, gli giura quella fedelta` di cui lui sembra avere disperatamente bisogno.

Lo immagino fra le sue morbide cosce mentre la scopa, costretto a tenere gli occhi chiusi perche` nei suoi delicati lineamenti di donna orientale non trova nulla di me.

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