Sono grosse

Finalmente arrivarono le vacanze. Affittamo una casa in un bel paese di mare. Il primo giorno fu devastante perchè c’era da pulire tutto l’appartamento e disfare le valigie, quindi preparare da mangiare e sistemare il necessario. Quella sera eravamo distrutti. Mio marito mi propose qualcosa da fare che non mi sarei mai aspettato. Lì, in quella ridente cittadina dove avremmo trascorso le vacanze c’era un cinema porno; ebbene mio marito mi chiese se me la sentivo di andare a guardare il film che davano quella sera: La Mujer Pantera con Nacho Vidal. Rimasi perplessa e con gli occhi spalancati quando mi propose questa cosa. In principio non sapevo cosa rispondere, però poi pensai che poteva essere un’esperienza nuova. Andammo allo spettacolo delle dieci, in sala c’erano una decina di uomini che mi seguirono con gli occhi fino a quando con mio marito trovammo un posto a sedere tranquillo e appartato, nelle prime file. Il mio cuore batteva a tremila per l’eccitazione, non avevo mai fatto una cosa del genere. E poi come una stupida avevo indossato un vestito abbastanza provocante: una minigonna nera e una camicia di satin molto stretta che dovevo tenere per forza aperta sul collo altrimenti le mie grandi tette poteano far esplodere tutti i bottoni.
– Ti guardano tutti – mi disse mio marito.
– Ci credo. Non vedi che sono tutti arrapati come tori?
Il film cominciò, calò il buio nella sala. In principio il film sembrava normale, poi ecco apparire una coppietta di amanti, lei bellissima con i capelli rossi, un naso leggermente grande e un corpo perfetto. Lui un tipo tutto muscoli e con qualche tatuaggio sulle braccia. Erano in piscina, il tempo di spogliarsi e farsi un bagno e poi ecco che ci danno dentro con una sana scopata. Mio marito si abbassò la zip dei pantaloni e lasciò venire fuori il suo arnese duro. Come gli altri uomini era eccitato da paura.
– Ehi amore, oddio che erezione!
– Sì, sono arrapato Barbara! – si iniziò a smanettare lentamente.
– Aspetta tesoro, ci sono qua io – con una mano gli raggiunsi il cazzo, lo impugnai e proseguii il suo lavoro.
– Ma Barbara, che fai?
– Lascia che sia io a farti godere.
Iniziavo ad eccitarmi anche io, quelle immagini erano molto stimolanti. Un pò guardavo il viso di mio marito in estasi e un pò il film che proseguiva, e la ragazza dai capelli rossi godeva ai bordi della piscina. Un uomo si mise a sedere sulla mia destra, e guardò di sfuggita il lavoretto di mano che stavo facendo a mio marito, poi mi sorrise. Seguitò a guardare il film, poi ad un certo punto anche lui fece venire fuori il cazzo dai pantaloni iniziandosi a smanettare, ma guardando di più me che il film. Si segava guardando le mie tette e io lo vedevo benissimo con la coda degli occhi. La cosa mi eccitava moltissimo.
– Signorina mi scusi – mi disse dopo qualche minuto. – Non vorrei importunarla, ma potrebbe darmi una mano come sta facendo col signore?
– Il signore è mio marito – risposi in modo canzonatorio.
– Mi scusi, non avevo capito.
– Non si preoccupi – continuai, – adesso vediamo subito cosa si può fare.
Con una mano impugnai anche il suo cazzo, iniziando una lenta masturbazione. Mio marito mi guardò con sorpresa, ma gli piaceva e non mi disse niente. L’uomo aveva un glande così gonfio che sembrava volesse esplodere da un momento all’altro in una grande sborrata, e continuava a fissarmi in viso e poi scendeva con gli occhi fino alle tette. Dietro di me sentii qualcuno, una prensenza: era un uomo con i pantaloni abbassati che sfregava il suo cazzo contro i miei capelli. Mi girai appena e il suo glande bello grosso e bollente mi toccò il naso. Mi rigirai subito facendo finta di niente. Sentivo solo la sua asta infilarsi tra i miei capelli scuri, fino a quando gli schizzi di sperma mi colarono sulla testa. Sborrò anche mio marito, e poi l’uomo alla mia destra, che masturbai con più intensità, i suoi fiotti erano densi e mi ricoprirono le dita e il polso.
– Oh sì, così signora. Fantastico!
Ma volevo evitare che si formasse una fila di uomini che pretendevano di eiaculare con il mio aiuto, quindi dissi a mio marito che volevo andare via, e così fu. Uscimmo dal cinema e ritornammo a casa. Quando rientrammo ci abbracciammo e scoppiammo a ridere, consapevoli di aver fatto una ragazzata. Avevo ancora le mani sporche di sperma, e anche i capelli. Mio marito lo notò e mi chiese come ci fosse finita lì.
– Credo che un uomo si sia masturbato dietro di me. Lo sentivo sfregarsi contro i miei capelli. Ognuno…
– Già, ognuno ha le proprie depravazioni – continuammo a ridere tenendoci per mano.
– Io ho scoperto la mia.
– E sarebbe?
– Essere guardata. Quando quell’uomo mi ha chiesto se mi andava di smanettarlo guardava più me che il film.
– Che ti piace essere guardata già lo sapevo.
Andai a fare una doccia. Ero particolarmente stanca. L’indomani mi sarei concessa una lunga giornata di sole. In genere finiva che dopo un’oretta di mare ritornavo a casa e restavo fuori in giardino a prendere il sole in costume, distesa su una comodissima sdraio. Eh sì, perchè la nostra casa aveva anche un piccolo giardino a differenza degli altri appartamenti dell’edificio. Mio marito era in casa a dormire quando ad un certo punto notai su un balcone del primo piano un uomo che mi fissava. Due occhi da depravato, al medio della mano destra portava la fede. Era sposato, ma la moglie non c’era in quei giorni, e quindi poteva guardarmi quanto voleva. Portava un accappatoio bianco addosso. Mi tolsi gli occhiali da sole e lo guardai anche io, ma senza alzarmi dalla sdraio. L’uomo fece un sorriso beffardo e lentamente si aprì la parte di sotto dell’accappatoio, facendo venire fuori il suo arnese già bello duro. Me lo mostrò per bene, voleva che glielo guardassi e lo accontentai. Guardai il suo arnese, poi con un atteggiamento quasi da snob mi rimisi gli occhiali e feci finta di ignorarlo. Ma in realtà da sotto le lenti scure continuavo a guardarlo, mentre cominciò una lenta masturbazione continuando a fissarmi con quegli occhi da pervertito.
– Madonna che tette che hai! Perchè non lo togli quel costume?
Lo ignorai, d’altronde non potevo esaudire quel suo desiderio. Non eravamo soli in quel condominio, e non mi andava di farmi vedere nuda da tutto il vicinato. Però dentro di me avevo una voglia matta di accontentare lui, di farmi vedere tutta nuda da quell’uomo. Ma come potevo fare? Mi piaceva da impazzire essere guardata in quel modo, da uomini di quel tipo, arrapati come maiali.
– Io mi chiamo Ettore. E tu?
Non gli risposi, ma di lì a pochi attimi mi gustai tutta la scena dell’eiaculazione. Il nostro vicino stava sborrando sul suo balcone, e lo sperma cadde sul suo pavimento. E il fatto che stesse godendo in quel modo grazie a me mi fece sentire così felice e così eccitata che dovevo trovare il sistema per permettergli di vedermi tutta nuda. Mi alzai dalla sdraio e rientrai in casa, Ettore mi seguì con gli occhi per tutto il tragitto. Quella sera dopo aver fatto l’amore con mio marito gli parlai di quello che era successo quel pomeriggio, raccontando ogni dettaglio, tutta la scena, fino all’eiaculazione di Ettore. Mio marito sorrise, quella storia in parte lo eccitava e in parte lo incuriosiva, il suo pene tornò duro. Adorava quando gli raccontavo porcherie, specialmente quando c’ero io di mezzo. Allora gli presi il cazzo in mano e iniziai a masturbarlo lentamente, più per distrazione che per farlo godere, e continuando a dire quello che era successo quel pomeriggio.
– Era chiaro che voleva vedermi nuda. Senza il costume. Mi è dispiaciuto molto non poterlo accontentare – gli dissi, – ma non potevo spogliarmi lì in giardino, di fronte a tutto il vicinato.
– Beh, puoi sempre rifarti.
– Che intendi dire?
– Dico che domani sarà di nuovo lì sul balcone a spiarti. E magari puoi invitarlo qui da noi, e…
– … e farmi scopare da lui – continuai con tono apatico. – Ma non voglio scopare con lui.
– No, non intendevo questo. Io penso che quell’uomo sia soltanto un guardone. Lo inviti qui da noi e ti spogli, ti lasci guardare, nuda, mentre lui si fa una sega.
Mio marito aveva avuto proprio una bella idea. Gli sorrisi, era un gran porco anche lui. Ma un porco gentile, non come gli altri uomini. Allora il giorno dopo stesso costume e stessa sdraio, ma questa volta mi spalmai dell’olio su tutto il corpo, non avrebbe resistito al mio invito. Ettore arrivò al solito orario, con il solito accappatoio bianco sul corpo e mi iniziò a fissare con gli stessi occhi da depravato. Aveva un petto molto peloso e bagnato, era appena uscito dalla doccia. Si spostò l’accappatoio facendo venire fuori il suo arnese eretto mostrandomelo. Aveva un glande bello gonfio, e tutt’intorno all’asta delle vene in rilievo molto grosse. Era una bella bestia.
– Ciao – mi disse tenendosi l’arnese alla base dell’asta.
– Tua moglie non è gelosa quando guardi le altre donne?
– Mia moglie è via per qualche giorno. Non credo che sia a conoscenza che abbiamo una vicina così eccitante. Perchè non te lo togli quel costume? così mi fai vedere le tue belle tettone. Certo che hai un arsenale…!
– Qui non posso. Ma se vieni dentro ti faccio vedere tette e anche qualcos’altro.
Ettore non se l’aspettava, e balbettando mi chiese se mio marito fosse in casa.
– Sì è dentro. Ma non devi preoccuparti, non è per niente geloso.
Ettore rientrò in casa e si affrettò a scendere al piano terra, quindi in qualche attimo fu davanti alla nostra porta. Bussò il campanello, andai ad aprirlo e lo accolsi in costume e con una camicia bianca abbottonata. Volevo fare uno spogliarello completo davanti ai suoi occhi. Si comportò da vero guardone, non mi mise neanche una mano addosso. Con un sorriso lo accolsi nel salone dove c’era mio marito appoggiato con il sedere al tavolo da pranzo, e con la macchina fotografica a portata di mano. Ettore era un pò imbarazzato dalla presenza di mio marito, ma subito si mise a sedere sul divano. Nel salone c’era uno stereo, lo accesi facendo partire una musicassetta di Eros Ramazzotti, poi andai verso Ettore.
– Sei troppo rigido, Ettore. Adesso ti aiuto a metterti a tuo agio.
Gli slacciai la cintura dell’accappatoio allargandoglielo, il suo cazzo mostruosamente eretto schizzò fuori fiero e dritto come una spada.
– Ehi, guarda qui che abbiamo! – dissi con entusiasmo. Glielo accarezzai un pò, poi gli tolsi l’accappatoio gettandolo su una sedia.
– Non vede l’ora di vederti tutta nuda – disse mio marito che aveva iniziato a scattare qualche foto già mentre spogliavo Ettore.
– Adesso lo accontentiamo.
Iniziai una danza molto erotica sulle note di quella musica, mentre iniziavo a sbottonarmi la camicia, un bottone alla volta, fino all’ultimo. Poi me la sfilai lentamente. Ettore si prese l’uccello in mano iniziando a menarselo un pò. Mi sfilai il pezzo di sopra del costume e le tette si liberarono con un balzo, le presi con tutte e due le mani premendole una contro l’altra. Mio marito scattava foto su foto, la situazione gli piaceva moltissimo. Allora cominciai ad abbassarmi la parte di sotto del costume, lentamente fino a farla arrivare ai piedi, e con un calcio la lanciai su Ettore, il costume gli finì sulla faccia, lo prese e annusò l’odore della mia passera. Gli sorrisi e feci qualche posa provocante, il nostro ospite stava impazzendo. Mi misi a novanta gradi, con il mio culone rivolto verso di lui. Con le mani teneva aperte le natiche in modo da potergli mostrare il mio buchetto. Poi mi rialzai e mi distesi a terra, a pancia sotto, ficcandomi due dita in bocca e guardando Ettore che intanto continuava a menarsi l’arnese. Mi rialzai e andai verso di lui, facendogli ballare a due dita dalla faccia le mie tettone. Mi sdraiai a terra e allargai le cosce proprio davanti a lui, e con una mano mi allargai le labbra della mia passera. Ettore me la guardava con degli occhi accesi, e con la mano accelerò i movimenti della mano.
– Ti presento la mia passera – gli dissi con una voce molto calda.
– Al solo pensiero di starci dentro… vengo! – rispose Ettore.
I fiotti di sperma saltarono fuori andandosi a posare un pò sul pavimento e un pò sulla sua mano. Stando a gattoni andai verso il suo cazzo in eruzione, mio marito mi seguì con la macchina fotografica, e mi scattò alcune foto mentre con due dita prendevo un rivolo di sperma che colava dall’asta e me lo portavo alla lingua. Ma non lo ingoiai, senza dare nell’occhio andai in bagno a sciacquarmi, mentre Ettore raccoglieva il suo accappatoio. Lo raggiunsi mentre stava andando via.
– Grazie… mhh…
– Barbara. Mi chiamo Barbara.
– Sì, Barbara. Sei stata fantastica. Peccato che domani ritorna mia moglie.
– Non preoccuparti, sarà il nostro piccolo segreto – gli dissi accarezzandogli un braccio.
– E quelle foto? – mi chiese.
– La fotografia è la nostra passione – rispose mio marito. – Le teniamo per noi, non preoccuparti. Non le vedrà mai nessuno.
– Ah, bene. Allora grazie ancora.
Ettore andò via e io e mio marito ridemmo di quella nuova avventura, lasciandoci cadere sul divano ad accarezzarci e a baciarci per un’ora intera. Amo mio marito, e ogni mese che passa sento il nostro rapporto rinvigorirsi sempre di più. Il sesso se lo si fa con fantasia non può far altro che arricchire la coppia. Questa è la mia vita, e anche se può essere criticata continuerò in questo modo, godendo di ogni attimo e di ogni parte del mio corpo, fino a quando mi sarà possibile. La rosa bisogna coglierla finchè è fresca.

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