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Lesbo

Sotto la doccia

Quando frequentavo l’ultimo anno dell’istituto avevo quasi venti anni, questo era dovuto al fatto che sono stata bocciata una volta.
Un giorno vidi arrivare la mia compagna di banco, Martina, con gli occhi gonfi e arrossati.
Durante la lezione mi raccontò che poco prima si era lasciata dal suo ragazzo con cui stava insieme da quattro anni.
Cercai in tutte le maniere di consolarla e nei giorni seguenti le stetti sempre vicino.
Le poche volte che la lasciavo sola era il sabato sera perché io volevo andare a ballare in un locale della mia zona dove era possibile incontrare persone interessanti.
Martina sapeva che mi piacevano le donne perché gliene avevo parlato altre volte.
La nostra amicizia dopo un paio di mesi si era rafforzata e vedevo Martina più tranquilla.
Qualche giorno dopo durante una l’ultima lezione barbosa,non mi ricordo la lezione ma tanto erano tutte barbose, sento la mano di Martina appoggiarsi delicatamente sulla mia gamba tentando di accarezzarla.
Per alcuni secondi rimasi sorpresa, quindi tentai di guardarla nel volto per poter capire ma i suoi occhi erano fissi verso la lavagna e non si girarono mai.
Finita la lezione Martina scappò dalla classe e si diresse verso casa.
La mattina seguente non le dissi niente e anche lei fece finta di niente.
Questa volta però indossavo una gonna e durante la lezione le presi la mano e me la portai verso l’interno coscia tenendola lì per alcuni minuti.
Nessuno notò niente di strano anche perché i nostri banchi erano i più nascosti.
Lasciai libera la mano di Martina ma questa non si ritrasse finalmente riuscii a incrociare lo sguardo e la vidi sorridere , io divaricai un pochino in più le gambe per facilitarla e lei ne approfittò per accarezzarmi tutta l’ora di lezione.
Nella stessa giornata avevamo alle ultime due ore del pomeriggio educazione fisica.
Di solito era una materia snobbata ma quel anno come professore avevamo un ex giocatore di pallavolo che ci faceva fare allenamenti pesanti e provava a insegnarci quello sport.
Quello stesso pomeriggio io e Martina rimanemmo in palestra qualche minuto in più delle altre e arrivate negli spogliatoi c’erano solo alcune compagne che si stavano rivestendo di corsa per poter prendere l’autobus per tornare a casa.
Nel mentre Martina si spogliò, io invece stetti a guardarla come se stesse facendo uno striptease solo per me.
Martina non era molto alta ma il suo fisico era proporzionato, seni piccoli fianchi stretti e cosce fini. La cosa che però mi piaceva di più erano i suoi occhi verdi incastonati nel suo volto angelico e i lunghi e lisci capelli neri come la pece.
Quindi andò verso le docce e rividi quel sorriso aveva avuto
la mattina in classe.
Io mi affrettai a spogliarmi e la raggiunsi.
La trovai già sotto la doccia e bagnata,mi eccitai molto, quindi lentamente mi avvicinai a lei presi il bagnoschiuma e iniziai a lavarle le spalle.
Martina mi sorrise e senza pronunciare parola prese a fare altrettanto con me.
Le nostre mani presero a intrecciarsi fra loro ,mi piaceva sentire la sua pelle bagnata, toccai ripetutamente i seni e lei faceva lo stesso con i miei.
Avvicinai le mie labbra alle sue .
Ci baciammo.
Le sue labbra bagnate era morbide, sentii che mi voleva, le nostre lingue si unirono l’acqua bagnava i nostri volti e entrava nelle nostre bocche.
Continuammo a baciarci mentre le nostre mani presero a toccare i nostri sessi.
Cominciammo a masturbarci l’una con l’altra freneticamente.
Eravamo troppo eccitate, ciò era dovuto anche alla stranezza del posto(di solito a me piace il letto),i nostri corpi desideravano solamente godere e dopo poco sentii le gambe mancarmi e un gemito soffocato mi invase, qualche istante dopo sentii nella mia bocca i gemiti di Martina e il suo corpo che vibrava dal piacere.
Rimanemmo solo qualche secondo ancora poi per la paura che qualcuno entrasse andammo velocemente nello spogliatoio a rivestirci.
Non parlammo, bastavano i nostri sorrisi a commentare l’avvenimento.
Comunque prima di uscire dalla palestra della scuola riuscii a fissare con lei di fare i compiti a casa sua per il pomeriggio del giorno dopo.

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