GloryHoles
GloryHoles
EteroPrime esperienze

Un amico timido

Salve a tutti! Mi chiamo Eleonora, ho 23 anni e voglio raccontarvi quello che mi è successo l’anno scorso.E’ luglio, i corsi sono finiti da un pezzo, tutti stanno preparandosi per gli esami e quindi all’università non c’è nessuno, a maggior ragione di sabato. Non è mai stato un mio sogno quello di trovarmi nella biblioteca dell’università in uno splendido sabato di luglio, ma dovevo preparare l’ultimo esame e avevo casa sottosopra a causa di lavori.La biblioteca era quasi vuota. C’erano pochi studenti disperati come me che stavano litigando con il caldo, gli appunti e dei libri di testo. Tra questi disperati c’era anche Giorgio.

Lo conoscevo perché era il classico “amico di un amico”, qualche chiacchiera di tanto in tanto, qualche caffè preso insieme al bar… insomma non era uno sconosciuto ma neanche un amico. La voglia di studiare era quella che era, e quindi mi misi ad osservarlo bene. Non era assolutamente male: molto alto, capelli scuri e degli splendidi occhi verdi. Anche il fisico che si intravedeva da sotto la maglietta non era niente di male. Il suo unico difetto? Era timido all’ennesima potenza. Quando qualcuno che non conosceva gli parlava abbassava subito gli occhi e arrossiva leggermente.

Non so per quale motivo, ma mentre lo guardavo mi stavo eccitando e fantasticavo sul suo corpo… Mi immaginavo come fosse sotto quella maglietta (e ovviamente come fosse anche dentro le mutande…). Lui ovviamente era chino sui libri e non si rendeva conto dei pensieri che una “ninfomane” stava facendo su di lui a distanza di due tavoli.
Tutt’a un tratto, mentre ero impegnata con questi pensieri, vedo che si alza ed esce dall’aula. Decido di prendere la palla al balzo e lo seguo senza farmi vedere, pensando ad una scusa con cui attaccare bottone. Pensavo che andasse a prendersi un caffè alle macchinette che abbiamo in facoltà, mentre invece vedo che sale al primo piano e si dirige verso il bagno. Una volta entrato mi nascondo nel bagno delle donne, pronta a tirarcelo dentro non appena fosse passato li davanti. Sento la porta dell’altro bagno che si chiude, dei passi, e quindi esco dal mio nascondiglio.
“Ciao Giorgio, anche tu chiuso all’università di sabato?”, gli chiedo giusto per rompere un po il ghiaccio.
“Oh ciao Ele, non ti avevo vista. Sto qui perché ha casa ci sono troppe distrazioni, e se mi metto a cazzareggiare ‘sto esame non lo paso neanche per miracolo. Tu piuttosto che ci fai all’università?”.

Non gli lascio quasi il tempo di finire la frase che gli ficco tutta la mia lingua in bocca, lo spingo in bagno e inizio a palpargli il pacco. Lui ovviamente diventa rosso come un peperone e mi chiede cosa sto facendo. Mi stacco un attimo dalle sue labbra e gli dico “Vediamo se ci arrivi da solo… Mi sembra evidente, voglio scopare con te!” e ricomincio a limonare. Lui dice che potrebbe entrare qualcuno e con un po di coraggio, mentre mi sto inginocchiando per abbassargli la lampo dei pantaloni, mi dice che se volevo aveva casa libera (i genitori erano andati al mare per il fine settimana) e che li saremmo stati più tranquilli. Mi trovavo ora a scegliere tra un pompino in tutta fretta in uno stretto bagno oppure una bella scopata in una bella casa larga. Riflettei per quel mezzo secondo e decisi per la seconda possibilità. Dato che però in biblioteca avevo visto delle ragazze particolarmente pettegole, decidemmo di andarcene separatamente per non attirare troppo l’attenzione e ci demmo appuntamento vicino a casa sua. Telefonai ai miei dicendo che non sarei tornata per pranzo perché volevo passare a chiedere degli appunti ad una amica, e quindi raggiunsi Giorgio all’appuntamento.

Mentre salivamo con l’ascensore volevo saltargli addosso e spompinarlo per bene, ma a fatica mi trattenni, pregustandomi quello che sarebbe successo di li a poco. Entrammo a casa sua (e tanto per sicurezza controllò che non ci fosse nessuno…) e mi fece fare un giro della casa. Allora non ci vidi più e saltandogli letteralmente addosso gli dissi: “Non sono venuta per fare un giro turistico, ma per del sano e buon sesso!!!. Questa volta non arrossì, anzi fece un mezzo sorrisetto, disse “Va bene”,e mi porto in camera da letto. Arrivati in camera iniziammo a baciarci furiosamente; le nostre lingue continuavano ad attorcigliarsi e con le labbra ce le succhiavamo a vicenda. Nel frattempo iniziai a spogliarlo. Gli levai la maglietta e finalmente riuscii a vedere il suo fisico. Era splendido! Aveva i muscoli definiti, non da patito della palestra, ma comunque ben scolpiti. Mentre mi chinavo per levargli anche i jeans, lui mi iniziò ad aprire la camicetta e mi fece sdraiare sul letto. Mi sfilò i pantaloni e si sdraiò sopra di me. Mentre mi baciava mi sbottonò anche il reggiseno e iniziò a leccare e succhiare i miei capezzoli. Sentivo la sua lingua che si muoveva sui miei seni (…una terza abbondante…) in maniera circolare, molto lentamente, e quando arrivava ai capezzoli me li mordicchiava. Intanto con le mani mi sfiorava lungo tutto il corpo, facendomi provare dei piacevolissimi brividi. Arrivato al perizoma me lo sfilò delicatamente e disse “Che bella fichetta depilata! Sai, non ti facevo così maiale Ele”. Dopo aver detto questo, iniziò a sfiorare con i polpastrelli le grandi labbra, che pian piano iniziarono ad aprirsi. Con la lingua intanto aveva cominciato a leccarmi prima la pancia, passando poi all’ombellico, fino ad arrivare alla mia fica. Mentre con le dita mi teneva la fica aperta, con la lingua iniziò a leccare il mio clitoride, molto dolcemente. Stavo bagnandomi tutta, mentre lui continuava ad usare la sua lingua alternativamente sul mio clitoride e nel mio buchetto. Lentamente sentii che inseriva prima una, poi due ed infine tre dita dentro la mia fica, senza interrompere l’ottimo lavoro che stava facendo con la lingua. Iniziò a succhiare sempre più velocemente. Io non capivo più niente!! Continuavo a sbrodolargli in faccia i miei umori e iniziai a godere in modo selvaggio.
Non so quanti orgasmi mi fece raggiungere con la sua bocca e la sua lingua!
Dopo circa mezz’ora di continue leccate, abbandonò la mia fica, risalì lungo il mio corpo e mi baciò dolcemente. Mi accorsi che aveva la faccia ricoperta dai miei umori, e decisi quindi di leccargliela per bene per pulirla. Mi accorsi che nonostante stessimo scopando da più di un’ora, non avevo ancora visto il suo cazzo, che era ancora avvolto nei boxer. Così, mentre aveva ripreso a torturarmi i capezzoli e io continuavo a leccarlo in faccia, abbassai le mani lungo i suoi fianchi, raggiunsi i boxer e vi infilai una mano dentro. Quello che trovai fu molto interessante! Sebbene non potessi vederlo, sentivo che, nonostante non fosse ancora molto duro, era molto “largo”. Presa dalla curiosità, lo feci alzare a gli abbassai i boxer, quasi strappandoglieli di dosso. Non mi ero sbagliata… aveva un cazzo splendido!!! Oltre ad essere abbastanza lungo (comunque superiore ai 20 cm) era effettivamente larghissimo! Avevo già preso cazzi belli grossi, anche più lunghi di quello di Giorgio, ma nessuno era largo come questo! Provai a prenderlo in mano, ma non riuscivo a chiuderla. Allora Giorgio mi fece sdraiare sul letto, e mentre mi mordicchiava i capezzoli inseriva varie dita nella mia fichetta completamente fradicia.
Quando pensò di averla allargata per bene, mi bloccò le braccia sul letto con le sue mani, e con un colpo secco mi infilò buon parte del suo cazzo dentro la fica. Fu una sensazione incredibile!! Mi sembrava di essere tornata indietro negli anni, quando a quindici anni mi feci la mia prima scopata! Le sensazioni erano le stesse: un misto di preoccupazione, dolore e godimento puro! Ad ogni colpo di reni sentivo la mia fica allargarsi sempre di più e il cazzo andare sempre più dentro. Ad un certo punto si fermo con il movimento, lasciandomi il cazzo in fica, mi prese le gambe e mise le mie caviglie appoggiate sulle spalle e, una volta fatto questo, riprese il movimento di bacino. Era un godimento eccezionale! Dato che in quella posizione mi teneva le gambe chiuse, la mia micietta si faceva più stretta e le sensazioni che mi dava erano bellissime. Sentivo la mia fica pulsare mentre veniva perforata da quel grosso uccello; ora mi sembrava davvero di essere sverginata per la seconda volta!
Dopo una ventina di minuti, venni gridando in maniera oscena. Allora Giorgio, che fra parentesi dopo più di due ore di sesso ancora non era venuto, mi sfilò il cazzo dalla mia fica ormai completamente dilatata, ed incominciò a strusciarmelo su tutto il corpo, lasciando una scia di umori. Lo presi allora fra le mie tette, lo strinsi per benino e gli feci una bella spagnoletta.
Ogni volta che vedevo spuntare quell’enorme cappella dalle mie tette volevo leccargliela, ma lui perversamente non me lo lasciava fare. Allora decisi di interrompere quel mio massaggio con i seni… volevo prenderlo in bocca… o almeno provarci! Nonostante tutti i miei tentativi, come era ovvio non riuscii a prenderlo dentro tutto; con un grande sforzo entrò solo la cappella. Presi allora a masturbare con le mani quel pezzo di carne che era rimasto fuori dalla mia bocca mentre con la lingua leccavo tutta la cappella, soffermandomi particolarmente sul suo buchino e sul frenulo.
Come ormai avevo imparato da diversi anni, il frenulo è una delle parti più sensibili dell’uccello dei ragazzi; anche per Giorgio valeva lo stesso. Ogni volta che passavo la lingua su quella sottile membrana, vedevo che aveva dei brividi. Dopo un bel po’ di leccate, notai che iniziava ad irrigidirsi. Aumentai il ritmo sia della mia mano che della lingua fino a che non mi venne in bocca. Non so quante volte mi schizzò in bocca (se otto, nove o dieci), ma mi ritrovai in bocca un vero e proprio fiume di sperma, ma che comunque bevetti tutto avidamente, senza perdermene neanche una goccia!
Ci lasciammo cadere esausti sul letto, sfiniti.
Mi accorsi allora che ero stata quasi totalmente passiva durante tutto il rapporto, proprio io che amo condurre il gioco. Non potevo farmi una scopata lasciando tutta l’iniziativa ad un ragazzo!
Presi di nuovo in mano il cazzo di Giorgio che si era ormai afflosciato (e nonostante questo aveva ancora un’aria invitante…) lo infilai tutto in bocca, questa volta con più facilità, e lo succhiai per benino. Quando ricominciò a gonfiarsi lo feci uscire dalla bocca (non volevo che mi si slogasse una mandibola…) e lo leccai in lungo e in largo, come se fosse un cono gelato. Quando ritornò duro mi misi sopra di lui e me lo infilai tutto dentro, iniziando a muovermi lentamente. Ogni tanto Giorgio si tirava su per venire a leccarmi le tette, ma io lo spingevo di nuovo sul letto, volevo che fosse assolutamente passivo, ero io quella che ora conduceva il gioco! Dopo che fece un altro paio di tentativi per tirare su la schiena, capì tutto: tornò a sdraiarsi sul letto, si mise le mani dietro la nuca e si godeva lo spettacolo delle mie tette che ballavano ad ogni mio movimento. Ma non volevo dargli neanche quella soddisfazione. Continuai in quella posizione, solo che mi girai dall’altra parte. Ora poteva solo fissare la mia schiena. In quella posizione potevo vedermi riflessa nello specchio dell’armadio, e devo dire la verità che la visione delle mie tette che si muovevano in su e giù era davvero molto eccitante. Ma vidi anche dell’altro, e ne rimasi sconvolta! Riuscii a vedere infatti il cazzo di Giorgio che entrava e usciva dalla mia fica, solo che quello non era un cazzo, assomigliava più ad una mazza da baseball!! Era un qualcosa di osceno, ma comunque meravigliosamente bello. Rapita da quella visione aumentai la velocità. Sentivo che stavo per venire, così come Giorgio a giudicare dai rantoli che emetteva. Tutto ad un tratto sentii un dito che si infilava nel buco del mio sederino. Con una mazza del genere in fica ed un dito nel culo, venni subito rapita da un magnifico orgasmo, così come Giorgio che mi riversò dentro tutto il suo sperma (ovviamente prendevo la pillola).
Questa volta eravamo veramente esausti. Dopo un po di tempo passato sul letto, mi alzai e mi feci una doccia rigenerante. Prima di uscire gli dissi: “Posso farti chiederti una cosa? Hai un fisico molto bello e un cazzo da paura, allora perché sei così timido?”. “Io non sono timido”,rispose sorridendo, “fingo perché non sai quanto si rimorchi fingendosi timidi”. Prima di salutarci gli diedi un bacio appassionato, dicendogli di tenersi sempre pronto, perché ora che avevo scoperto un tale cazzo, non me lo sarei lasciato sfuggire molto facilmente

Vota questo racconto

You may also like

Comments are closed.