Orgasmo a scuola

Ero eccitata già al risveglio, ricordavo vagamente di aver fatto un sogno erotico in cui venivo scopata con irruenza. Avrei voluto masturbarmi ma non avevo tempo, avrei fatto tardi a scuola.
Durante le lezioni sentivo perdurare quella sensazione di eccitamento.
Mi ritrovai a pensare a Mirko, il mio cinquantenne d’oro che mi scopo allegramente da qualche tempo.
Mi eccitano gli uomini maturi, mi eccita l’idea di me, giovane diciottenne che mi faccio possedere da un uomo molto più grande.

Verso metà mattinata non potevo più resistere e chiesi di andare in bagno.
Chiusa la porta mi appoggiai alla parete e iniziai a palparmi il seno. Ho un seno perfetto, non è enorme, ho la terza ma è sodo e bello, non ha nulla da invidiare alle maggiorate.
I miei capezzoli erano già duri, infilai le mani sotto la maglietta e andai a stringerli tra le dita. Sentivo già di essere bagnatissima, morivo dalla voglia di avere qualcosa dentro, qualcosa di grosso. Purtroppo non avevo nulla a disposizione se non le mie dita. Mi succhiai queste ultime con gusto, immaginando che fossero un cazzo duro che mi scopava in bocca mentre con l’altra mano mi strofinavo la figa calda e vogliosa.

Avevo sempre più voglia, non volevo aspettare; mi tolsi i pantaloni e le mutandine, poi infilai queste ultime in bocca, cosa che Mirko mi fa sempre fare. Appoggiai una gamba sul gabinetto e subito con due dita mi penetrai la passera bagnata. Mi stavo masturbando con foga ansimando sempre di più e immaginando di avere un bel cazzo grosso e durissimo che mi sbatteva.
Con le dita dell’altra mano mi tenevo le labbra bene aperte.

Aumentai ancora la velocità delle spinte, ma non era abbastanza, così infilai altre due dita e mi aprii la figa per bene. Ero bagnatissima e scivolavano alla perfezione, peccato che non potevo stendermi e allargare le gambe quanto avrei voluto.
Ora avevo spostato le dita dell’altra mano sul clitoride duro per massaggiarlo e pizzicarlo. Capii che stavo per godere, così spinsi ancora più forte con le dita e sentii l’orgasmo salire ed irruppere dalla mia figa fradicia e aperta. I brividi di piacere mi scossero tutto il corpo, avrei voluto gridare dal piacere ma non potevo.
Rimasi qualche istante ad occhi chiusi a godermi gli ultimi sprazzi amplesso, poi purtroppo mi dovetti rivestire e tornare in classe, ma già pregustavo quello che sarebbe successo quella sera in cui avrei incontrato Mirko…

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