Cum on tits
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EteroTriangolo

Appartamento nuovo…

Era il giorno del trasloco. Avevo trovato una stanza più economica di quella che occupavo, in un appartamento più vicino alla facoltà.
Sapevo che vi abitavano due ragazzi che avevano in affitto una camera doppia.
“Non preoccuparti per loro” mi aveva detto la padrona di casa “Sono entrambi gay, non c’è pericolo”. Rassicurata da quelle parole, decisi definitivamente di traslocare.
Appena arrivata, Manuel e Gianluca si dimostrarono subito molto gentili con me e mi aiutarono anche a portare in casa gli scatoloni e le borse pesanti, dato che eravamo al quarto piano e l’ascensore era rotto.
Devo dire che mi trovai subito bene con loro, simpatici e gentili, i coinquilini perfetti. Inoltre notai non solo che erano gay ma anche che stavano insieme, quindi potevo dormire sonni tranquilli. Anche se la prima sera un sonno proprio tranquillo non me lo fecero fare…

Stanca delle giornata e del trasloco andai a letto presto. Detti loro la buonanotte e mi diressi in camera mia. Appena mi infilai sotto le coperte sentii Manuel dire “Andiamo a letto anche noi?” e Gianluca rispose “Ma è presto, sono appena le nove”, “Ma io non intendevo a dormire” disse Manuel.
Sentii Gianluca ridere e il rumore di una sedia spostata, dopodichè intuii un bacio tra loro due.
Dopo qualche minuto si diressero in camera e dai pochi rumori che riuscivano a giungermi capii che stavano per fare sesso.
In un primo momento mi sentii un pò imbarazzata, ma poi mi ritrovai ad immaginare Manuel e Gianluca nudi intenti a darsi piacere e il pensiero mi eccitò.

Lo so che non si deve fare ma era nata in me una curiosa eccitazione, così aprii un pò la porta della mia stanza per sentire meglio i due ragazzi che facevano sesso.
“Ti voglio” sentii dire da Gianluca. Non riuscivo a cogliere tutte le frasi ma quel poco che udivo bastò a far crescere la mia eccitazione e quasi senza accorgermene con una mano ero già scivolata tra le mie gambe ad accarezzarmi.
Si cominciarono a udire degli ansimi e anche un urletto soffocato di Manuel.
Con la porta socchiusa mi spogliai completamente e mi rimisi nel letto.
I gemiti di Manuel accompagnavano il mio eccitamento e l’immaginarli nudi a fare sesso mi stimolava tantissimo.

Iniziai ad accarezzarmi il seno con entrambe le mani, poi presi i capezzoli tra le dita e li strinsi leggermente, cosa che mi piace tantissimo.
Poi con una mano scesi lentamente verso la mia passerina già tutta umida e calda e la massaggiai dapprima piano e senza fretta, poi con maggior vigore e intensità.
I gemiti di Manuel crebbero di intensità e con loro la mia voglia. Iniziai ad ansimare anch’io mentre mi passavo un dito sulla fessura bagnata vogliosa di infilarlo dentro ma anche di prolungare quel momento di nuova eccitazione.
Feci scivolare il dito medio all’interno della fighetta facendolo penetrare del tutto, poi non essendo abbastanza per le mie voglie, infilai anche l’indice e iniziai a muovere entrambe le dita con un certo ritmo, non troppo veloce per non rischiare di arrivare subito all’orgasmo, dato che ero eccitatissima.

Mi penetravo lentamente, spingendo le dita tutte all’interno e facendole uscire quasi tutte completamente fradicie, aumentando l’intensità delle spinte col crescere dei gemiti che sentivo provenire dall’altra stanza, mentre con l’altra mano continuavo a pizzicarmi il capezzolo sinistro.
Ora ai gemiti di Manuel si era aggiunto un ritmico cigolio del letto che mi eccitò ancora di più, facendomi pensare al crescere di intensità delle spinte date dalle persone sopra di esso.
Rimpiansi di avere lasciato il vibratore in una delle scatole ancora da prendere al vecchio appartamento, chi avrebbe immaginato che mi sarebbe servito subito?
Al pensiero di qualcosa di più grosso delle mie dita mi venne ancora più voglia e mi infilai un altro dito allargandomi ancora di più e aumentando l’intensità delle spinte.
Con l’altra mano scesi verso il clitoride gonfio comincia a solleticarlo avanti e indietro con la punta delle dita.

Dall’altra stanza vennero dei gemiti più forti che mi fecero bagnare ancora di più. Provavo un piacere nuovo, esaltante. Allargai maggiormente le gambe e aumentai l’intensità e la velocità delle spinte nella mia vagina e delle dita sul clitoride pizzicandolo con più vigore. Ormai mi mancava poco, i miei ansimi si fecero ancora più affannosi, sentii un calore pervadermi dal basso ventre fino in testa e l’orgasmo mi scosse tutto il corpo.
Fu particolarmente intenso e soddisfacente e tutto grazie ai miei due nuovi amici che al contrario di me non avevano ancora concluso, ma per quella sera li avevo origliati abbastanza.
Chiusi la porta e andai a dormire.

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