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Tradimenti

Bellissima 50enne

Come ogni sera dedico la mia oretta ad annunci 69 e al controllo delle email; tra le mille pubblicità, vedo una proveniente dal sito, penso che sia una risposta a qualche email mandata da me, ma con vero stupore mi rendo conto che così non era.
Recitava così:
– Ciao mi chiamo Claudia (nome sostituito da me), ho 50 anni (spero non sia un problema per te) vivo nella provincia di Bari, ho letto il tuo annuncio e ne sono rimasta colpita -.
Intanto il mio uccello iniziava a dare segni di squilibrio, continua:
– sono sposata ma senza figli, il mio lui è fuori quattro giorni a settimana, e quando torna mi dedica qualche ora. Non sono bellissima, ma penso neanche da buttar via. se ti và di conoscermi anche solo per parlare un pò questa e la mia mail… –
Ancora titubante, decido di rispondere con un tono un po scherzoso a tratti malizioso, dopo la terza mail mi chiede se mi andava d sentirla telefonicamente; si, in realtà non aspettavo altro, almeno mi sarei tolto il dubbio che dall’altra parte non ci fosse un uomo.
Dopo qualche minuto, ricevetti l’email con il numero che chiaramente uasai subito, mi rispose con una voce calda e tranquilla che mi fece salire un eccitazione mai provata telefonicamente. dopo le presentazioni di rito, mi disse che era la prima volta che contattava qualcuno e sperava di non pentirsene, mi chiese se i suoi 50anni non erano troppi a fronte dei miei 40. Lei non poteva sapere che adoro scopare con donne più grandi di me…
mi chiese se avevo voglia di passare da casa sua l’indomani in mattinata, io le risposi che se serviva farla stare bene, ci sarei andato anche subito, e lei ridendo mi disse no vada per domani mattina alle 10:30.

Il mattino dopo era martedi 12 luglio mi svegliai di buon ora, feci una ricca colazione, doccia, barba, e con l’aiuto del navigatore mi diressi all’indirizzo prestabilito distante 14km da casa mia.. quando arrivai nei pressi di casa sua, una bella zona residenziale, con una serie di villette a schiera, la chiamai al telefono, nel frattempo avevo parcheggiato.. avevo il cuore in gola allo stesso tempo il mio cazzo si trasformò in gozzilla, sentii il tak del cancelletto che si socchiuse, mi affrettai ad entrare, finalmente eccola, sulla porta con un sorriso ad aspettarmi, pensai alle sue parole della sera prima non sono bella…
era semplicemente stupenda!
con un vestitino di lino bianco sopra il
ginocchio, e una vistosa scollatura corredata da un seno che ad occhio misurava una 3a, mi fece accomodare nella sala arredata con gusto, e mi offrì un tè freddo.
Dopo una ventina di minuti di dialogo, serviti per rompere il ghiaccio, le passai la mano tra i capelli accarezzandogli la nuca, e lei nello stesso momento, appoggio la sua sulla mia guancia e le nosre lingue iniziarono un valzer senza fine, le sfilai il vestito che mostro un corpo abbronzato, perfetto nelle sue forme, si adagiò sul divano, mentre accarezzavo quel seno, quei capezzoli tra le mie labbra che presero possesso di quel corpo, feci scivolare la lingua fino all’interno coscia, e lei mi aiutò splancando le gambe mostrando una fica perfettamente depilata. Non appena la mia lingua si appoggiò su di essa, sentii il sepore dei suoi umori, era un lago di piacere, il clitoride era diventato come la punta del mio mignolo, ad ogni leccata rispondeva con un gemito. ad un tratto con un gesto felino, si alza facendomi stendere sul divano, spiaccicandomi la fica in faccia demmo vita ad un 69 eterno, mi succhiava il cazzo come se non avesse fatto altro nella vita, avevo il suo culo spalancato, la mia lingua non poteva esimersi dal massaggiare quella splendida rosa. ci staccammo, il mio cazzo aveva raggiunto proporzioni scandalose. mentre lei si accomodò a pecorina implorandomi di farglielo sentire tutto, lo feci scivolare con lentezza fino alle palle tenendogli i fianchi, con movimenti sinuosi che man mano aumentavano d’itensità: – si continua scopami voglio essere la tua troia.
a contatto con il cazzo aveva disintegrato il suo essere gentile e delicato; lo facemmo in tutte le posizzioni possibili ma il culo non me lo toglievo dalla mente. la misi nuovamente a pecorina, mi disse – te lo devo, ma ti prego fai piano… l’ho fatto solo una volta il giorno del mio matrimonio e non mi è piaciuto.
lo lubrificai per bene passando le dita nella fica, appoggiando la cappella fradicia, con estrema dolcezza affondai il tronco che centimetro per centimetro allargava quel culo fantastico; lei lanciò un piccolo urlo di dolore e subito dopo inizio a spingere verso di me.
– si continua sfondami il culo, si cosi mi piace riempimi, fammi sentire troia – e dopo queste parole, in tre colpi venni riempiendola di piacere.
rimanemmo insieme fino alle 14 con la promessa che ci saremmo rivisti dopo le vacanze.

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