Castigata dal collega e l’amico

Una sera mi trovavo ancora in ufficio. Il rumore dei miei tacchi rimbalza nella stanza dove pochi colleghi ancora si attardano a restare per finire le ultime pratiche. In fondo alla stanza c’era lui.
Entrò nel mio campo visivo prima ancora che lo riuscissi a vedere bene in viso. Sentivo il suo profumo , non poteva che essere lui. Mi avvicinai per mettere bene a fuoco, ma nonostante ciò non mi sfuggì il movimento impercettibile del suo collo, lo scatto leggero della testa verso di me per guardarmi meglio nel corridoio.
Continuai la mia camminata, con passo deciso, mi diressi nella stanza delle fotocopie. Non vedevo l’ora di finire le ultime cose per concludere la giornata lavorativa. Ero stanca e non vedevo l’ora di sfilarmi la mia gonna e togliermi questa fastidiosa camicetta che lasciava immaginare tutto all’occhio umano.
Più mi avvicinavo alla sua scrivania e più mi sentivo eccitata. Lo desideravo da morire ma non avevo il coraggio nemmeno per salutarlo perché ogni volta che lo facevo finivo sempre con l’imbarazzarmi e senza mai compiere un discorso di senso compiuto. Più lo guardavo e più lo immaginavo nudo..

Non rallentai mentre passai davanti alla sua scrivania. Strinsi solo con decisione i fogli al petto e abbassai giusto un po’ lo sguardo, per non incrociare il suo.
Ma la sfortuna ha voluto che ci incrociassimo con gli sguardi, forse per scrutarci senza farci sgamare, ma non andò cosi.. fu uno sguardo di quelli che danno l’impressione di darsi un appuntamento.. come a dire vai che ti seguo..
La gonna stretta mi impedì di allungare il passo e il rumore dei miei tacchi si faceva sempre più precipitoso mentre mi avvicinai alla porta. La consueta eccitazione, quel misto di desiderio e adrenalina, mi solleva il seno e sento i bottoni della camicia tendersi ad ogni respiro. Apri la porta e la chiusi dietro di me.
Mi appoggiai alla fotocopiatrice per riprendere fiato.
Infilai il pacco di fogli, e iniziai a premere i pulsanti senza vederli davvero. Un rumore leggero mi avvisò che la porta dietro di me si era aperta. Si richiuse subito.
Dentro di me pensavo : ” Non devo girarmi per sapere chi è!!”
Sapevo che era lui. Sentivo l’odore nella stanza farsi sempre più forte.
La sua mano mi sfiorò, mi spostò i capelli, mentre l’altra mano mi sollevò la gonna. Sento il rumore della zip e i suoi denti che affondarono sul mio collo , mi fecero rabbrividire di piacere.
Mi appoggio di nuovo alla fotocopiatrice, mentre i fogli entrano ed escono in una danza regolare, avanti e indietro, dentro fuori.
Le sue dita mi scostano gli slip e si infilano dentro di me, un mugolio di soddisfazione fa vibrare le sue labbra sul mio collo:
ero pronta ad averlo tutto per me e a godermi ogni sua attenzione.
Adesso è il suo cazzo a farsi strada dentro di me.
Fu cosi che cominciò la sua danza regolare, avanti e indietro, dentro-fuori.
Mi penetrò per qualche minuto poi mi girò ci guardammo e cominciò a spogliarmi. Prima di continuare si assicurò di chiudere la porta a chiave dietro di noi.
Eravamo più tranquilli.. nessuno ci avrebbe disturbato..
Restai in intimo, sentivo il mio corpo nudo ma non del tutto . un brivido mi fece raddrizzare i capezzoli, le sue mani che mi accarezzavano non facevano altro che provocare in me un senso di pace e desiderio.
Mi sfilò delicatamente il reggiseno e continuo baciandomi il collo e scese piano piano sul mio petto e poi si soffermò sui miei capezzoli turgidi.
Me li mordeva e succhiava e al tempo stesso strizzava il mio seno nelle sue calde mani.
Scese baciandomi la pancia e leccandomi piano piano l interno coscia e mi sfilo lo slip.
Le sue mani lasciarono i miei seni e si diressero tra le mie gambe. Senti un dito cercare subito il mio clitoride, me lo massaggiò e incomincia a sentire il piacere prendere posto alla vergogna e all’ansia da prestazione.
Mi spinse verso il tavolo, spostò qualche cartaccia di troppo e io mi sdraiai.. lui mi aprì le gambe e infilò la testa per gustare ogni cm di me.
Ero bagnata e lui infilò la sua lingua dentro la mia figa per gustare il mio liquido. Mi lecco per bene e mi infilò prima un dito poi un secondo e poi provo con un terzo…
Mi scopava con le dita, godevo e godevo mentre l altra mano giocava sempre col mio clitoride.
Improvvisamente si staccò da me e io rimasi ferma ad aspettarlo, si slacciò la cintura , i pantaloni e tolse la sua camicia. Aveva un corpo statuario liscio e depilato. Ero li a gambe aperte, quando lui mi disse vieni qua. Andai di corsa da lui, desideravo vedere il suo cazzo, infatti gli sfilai velocemente il boxer e feci uscire il mio amichetto.
Aveva un cazzo duro e grosso . Un filo di pelle copriva la sua cappella. Mi avvicinai per assaggiarlo e incominciai a succhiarlo sempre più velocemente. Passavo la mia lingua su e giù per la sua asta e poi ritornavo alla sua cappella gonfia e vogliosa. Andai avanti per un po’, amavo fargli del gran sesso orale . sentivo il suo cazzo pulsare nella mia bocca, sembrava quasi stesse per venire e lui dolcemente mi disse fermati altrimenti vengo..
Ci fermammo , mi baciò e io lo baciai . Si eccitava a sentire il sapore del suo cazzo nella mia bocca. Sentivo che mi baciava sempre con più foga quando all’improvvisò mi disse vieni.. Mi prese in braccio e mi ributto sul tavolo, apri le mie gambe e cominciò a scoparmi sempre più forte.. io ansimavo e lui lo spingeva sempre più dentro..

Tolse il suo cazzo dalla mia figa e sentii la sua cappella avvicinarsi al mio culo mi guardó come per chiedermi il consenso, non risposi, ma feci un cenno col capo. Prima di infilare il suo cazzo mi lecco il culo per lubrificarlo bene .
Sentí entrare la sua cappella , non avevo mai preso un cazzo cosi grosso nel culo.. lo fece entrare poco alla volta e lo spinse tutto in fondo e mi scopò .
Sentivo male ma godevo e non c’era fastidio più bello. Le sue dita sgrillettavano il mio clitoride e io urlavo e godevo. Godevo e urlavo.
Mi sborrò nel culo.. e uscì.. spinsi i muscoli e feci colare la sua sborra fuori dal mio culo… e poi gli ripulii il cazzo e ci rivestimmo. Prima di andare mi toccò ripulire, in ufficio non restò più nessuno.. e lui mi invitò a seguirlo per continuare a casa sua..

… Arrivammo a casa, ed ad attenderci c’era il suo inquilino. Un bellissimo ragazzo argentino moro con i capelli medio lunghi. Girava per casa a torso nudo, mi sentivo quasi fortunata ad essere in compagnia di due fighi cosi..
Il mio collega, mi chiese se volevo farmi una doccia per rinfrescarmi prima di mangiare un boccone tutti e tre assieme.. accettai perchè ne avevo proprio bisogno.
Mi lavai.. e tornai in sala. Mi feci prestare una sua t-shirt perché non sapevo che mettere. Indossavo solo quella profumatissima t-shirt bianca..

Lui cucinava e l ‘altro apparecchiava la tavola. Io mi accesi una sigaretta. Cenammo e il mio amico mi disse se avevo voglia di coccole, dissi si da morire.. e andammo in camera.
Mi spogliò e mi disse di attendere e mi bendò . Aspettai sul letto sdraiata e nuda . Non sapevo cosa aspettarmi.
Improvvisamente sentii esclamare eccomi.
Comincio dal baciarmi i piedi e salì piano piano su tutto il mio corpo. Nel mentre mi bacio senti toccarmi le mani.
Due mani guidavano le mie , sentivo un fiato sul collo e uno sulle gambe, qualcosa non mi tornava. Mi trovai ben presto con le mani legate e due bocche e 4 mani toccarmi. Lui mi sussurrò all’orecchio stai tranquilla.. stasera godi come non mai.. mi lasciai guidare da quelle mani e il gioco iniziò.
Un cazzo si palesò davanti alla mia bocca, bendata non sapevo chi dei due fosse e ciò mi eccitava ancora di più..
Lo presi in bocca e cominciai a scoparlo, e mi resi conto che non era il cazzo che avevo preso poche ore prima.. il coinquilino aveva un cazzo buonissimo e lungo. Quando me lo spingeva tutto in fondo non riuscivo a farlo scendere tutto nella mia gola. Mi sentivo mancare l’aria.
Il collega nel mentre mi scopava la figa e il culo a turno. Iniziò un bellissimo rapporto a tre, il primo della mia vita, tutti godevano e io avevo sempre qualcosa da fare.
Fu tutto bellissimo ero stremata e stanca ma tanto soddisfatta . Ero completamente ricoperta di sborra e con le mani assaporavo ogni goccia.
Qualche sera dopo ripetemmo il tutto ma mi scopai il mio collega davanti al suo amico che intanto si masturbava.. giocammo con vibratori e cazzi finti, la mia figa colava e ben presto mi ritrovai con due lingue calde a leccarmi tutta la patatina calda che avevo e a turno mi scoparono la figa e poi per non farmi mancare nulla mi feci sfondare il culo dal suo amichetto. Avevo il culo pieno di sborra e l’aria di chi era pienamente soddisfatta. Mi sentivo la loro puttana e ciò mi piaceva da morire

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