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Etero

Con Sarah

Sono un uomo di circa 40 anni dal fisico asciutto e i capelli brizzolati, mi chiamo Roberto, non un classico bello e dannato, ma dannato si. Frequento da qualche tempo un centro d’estetica, vuoi per la lampada, vuoi per farmi le mani, più o meno una volta a settimana sono li, è gestito da due donne ,la madre di nome Elena e la figlia Sarah : la madre una donna di circa 50 anni piacente, ma niente di particolare, la figlia una trentenne dal fisico attraente e risaputo, le zinne rifatte, tempo fa decido per la prima volta di farmi la ceretta sul petto, non è che sono molto villoso, ma la moda impone l’ uomo glabro, quindi mi sottopongo a questo supplizio.

L’estetista del centro dopo aver operato su di me mi consiglia una crema per calmare l’irritazione, io uomo vero, e stupido, non seguo il consiglio, quindi mi riempio di bollicine nel petto noncurante del problema.

La settimana successiva mi reco al centro per farmi il lettino, Sara sculettando mi precede, entriamo nella cabina e

Lei mi spiega le varie operazioni da svolgere, al che io togliendomi la felpa, domando se esiste un prodotto per allietare il mio prurito nel petto, Sarah per tutta risposta, mi accarezza il petto e baciandomi la guancia, sussurra:

”QUANDO TI FERMI AL BANCO, TI DO IO LA MEDICINA”e si dilegua.

Dopo la lampada, esco e avvicinandomi al banco per pagare chiedo a Sara:

”OK, QUAL È LA MIA MEDICINA”

Lei sorridendomi, mi passa un foglietto fra le mani dicendomi:

“NON PRIMA DELLE 23 E CHIAMAMI QUANDO ARRIVI”

“VA BENE” balbetto

Esco e salendo in macchina leggo il foglietto:340-2250… Via degli Artisti , 22 ‘.

Parto con la macchina senza dare molto peso alla cosa, e vado a casa, la sera però uscendo una certa curiosità mi assale, sono solo le 22, quindi mi fermo al Bahia, il solito locale a bere qualcosa, bevo un paio di gin-tonic e parlo del più e del meno con i soliti amici, al che controllando l’ora mi accorgo che sono le 23,30, saluto e scompaio, il tragitto fino a Via degli Artisti è breve, alle 23,45 sono sotto casa di Sara e la chiamo:

”PRONTO?”rispondo lei

”PRONTO, SONO QUELLO IN RITARDO CHE HA BISOGNO DELLA MEDICINA “replico, io.

“SALI, STRONZO, PIANO ATTICO”Puttana, penso fra me.

Arrivo su al piano, la porta è aperta, mi avvicino, ma non c’è nessuno all’ingresso, l’appartamento è avvolto nella penombra, entro un po’ titubante, la porta dietro di me si chiude e vengo abbracciato e baciato in bocca:

”SARA, CAZZO RISCHI UN PUGNO SE FAI COSI”protesto.

“TU ALLORA CHE ARRIVI IN RITARDO, SEI IN PUNIZIONE PER QUESTO”

Sbotta lei e prendendomi per mano mi accompagna in camera e spingendomi sul letto.

”ADESSO SDRAIATI, E PER PUNIZIONE DEVI STARE IN SILENZIO E FERMO, VA BENE?”

“D’ACCORDO”replico

Sara indossa solo un corto accappatoio bianco, mi siede sopra e lo toglie rimanendo completamente nuda.

:”SSHH.. SILENZIO FERMO NON TI MUOVERE, BASTARDO”bisbiglia

Al che mi sgancia la camicia e sbottona i pantaloni, tirandoli giù, boxer compresi, nonostante la situazione ho il cazzo già in fase d’erezione, lei si avvicina mi bacia, toglie il cuscino da sotto la mia testa, lo piega in due e lo incunea sotto la mia schiena, in modo che il bacino resti sollevato, inizia strusciarmi la fica addosso, poi prende in mano la mia verga e se la passa sulla fica, sul clitoride, poi sulle labbra, infine s’impala:

”SSH.. SILENZIO, MMH.. NON PARLARE ROVINERESTI TUTTO, E GUAI A TE SE VIENI”

Mormora, premendomi una mano sulla bocca.

“SAI COSA SEI, VERO?SEI UN CAZZO, SOLO CAZZO”

Tenendomi per i fianchi, spinge più a fondo, si china su di me, il suo respiro bollente sul collo, mi strofina i capezzoli sul petto mentre si muove su e giù.

”CAZZO”

Mi sussurra all’orecchio, e poi a tempo con i movimenti ritmici del suo corpo.

”CAZZO…CAZZO…CAZZO…CAZZO. SEI SOLO UN CAZZO…MMH.. SI…COSI, VENGO, VENGO, BASTARDO”

Sento l’anello del suo sesso stringersi al mio membro, sto per venire, cerco il respiro, per tornare in me, senza arrivare all’orgasmo, ci riesco, anche se ho il fiatone, lei intanto si sdraia su di me dandomi dei piccoli baci sugli occhi e nel viso

”GRAZIE, SEI STATO STUPENDO, TESORO”

“TU DEVI ESSERE PAZZA”Sbotto io

“NO, DAI NON INCAZZARTI, PICCOLO, DOPO TOCCA A TE GODERE E SE IO VENGO, POI MI PUNISCI”

La cosa inizia a stuzzicare la mia fantasia, lei intanto si abbandona fra le mie braccia e si appisola.

Accendo una Marlboro pensando che alcune donne sono veramente pazze.

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