Incesto

Il culetto della figlia

Ecco a voi un racconto di una nostra lettore…

Io e un mio amico  usciamo spesso in cerca di qualche bella fica da trapanare. In diverse occasioni ci è capitato di trovare la porcona che voleva provare la doppia e l’abbiamo accontentata. L’ultima ha voluto tutti e due i cazzi nel culo, ma questa è un’altra storia.

Carlo, il mio amico, ha 45 anni, un bel fisico da palestra. È sposato con Gisella di 40 e una figlia, Lisa di 19. Gisella l’abbiamo conosciuta ad una festa di un nostro amico. Era una gran porcona di 15 anni. Le stavamo appiccicati come mosche e alla fine ce la siamo scopata a turno sul letto del festeggiato. Alla fine Carlo e Gisella si sono sposati ed è nata appunto Lisa.

Ultimamente Carlo, che fa la guardia giurata, ha accettato di fare da bodygard ad un noto politico la sera per guadagnare qualche soldo in più. Per questo dopo il suo turno di lavoro si veste di tutto punto e accompagna il senatore. Tutte le sere Carlo rientra stanco morto dal lavoro dell’intera giornata e proprio non ce la fa a soddisfare le voglie della moglie Gisella. Lei dal canto suo è comprensiva delle fatiche del marito e cerca di resistere agli stimoli ormonali masturbandosi. Ma alcune volte ha bisogno del cazzo. Allora si fa trovare con il suo bel culo on vista sul divano allingresso, cosi che Carlo capisca e la scopi subito prima di sdraiarsi sul letto e piombare nel sonno.

Almeno due volte a settimana Gisella si metteva di spalle alla porta con il culo scoperto facendo finta di essersi addormentata sul divano.
C’è da dire che Gisella e Lisa si somigliano davvero tanto. Fisicamente sono uguali, almeno viste da dietro.
Quella sera Carlo fece molto tardi. Il senatore si dedicò più del solito con le sue puttanelle. Usciti dal locale chiese a Carlo di accompagnarlo in giro per Roma con la macchina per far vedere la città alle sue amiche. Poi lo fece dirottare sul raccordo anulare e gli chiese di andare molto piano
E mentre Carlo guidava il senatore fece reclinare il sedile anteriore destro e vo si sdraio sopra tirando fuori il cazzo duro. Una mise tra le sue gambe a fargli un pompino, l’altra si faceva leccare la sorca. Non contento se le scopo a turno. Un paio d’ore di vero strazio per il povero Carlo.
Quando tornò a casa aveva ancora il cazzo dritto e vide quel culo davanti ai suoi occhi. “Questa sera mi sembra ancor più bella. Come al solito se lo sarà lubrificato per bene” pensò carlo.
Si abbassò i calzoni e penetrò quel culo invitante.
“Bella porcona mia!” le sussurrò “questa sera te lo spacco in due!” e prese a fotterla di brutto fino a riempirle il culo di sborra.
“Oh Gisella sei stata fantastica, non e eri lubrificata per farmi godere do più. Grazie amore!”
“No papi la mamma è di sopra. Comunque grazie”
“Oh cazzo mi sono appena inculato mia figlia! Dio cosa ho combinato! Perdonami amore io davvero…”
“Tranquillo papi, è stato bello, hai un bel cazzone!”
” ma come puoi dire questo,sono tuo padre!”
“Si e con questo? Rimani sempre un bel cazzone!”
“Ma Lisa noi non possiamo fare certe cose, è incesto. Non è moralmente accettabile!”
“Non parlarmi di morale che tu e il tuo amico vi siete scopati la mamma che aveva solo 15 anni!”
“Come fai a sapere queste cose? Chi te le ha dette?”
“La mamma. Siamo molto intime io e lei”
“Intime fino a che punto?”
“Beh intime come due amanti. Se ti piace di più puoi dire lesbiche, insomma quando ne abbiamo voglia o per bisogno facciamo l’amore insieme”
“Quindi per te e la mamma è normale, non è incesto e anche quello che è accaduto poco fa è normale!”
“Si se si è consenzienti”
Lisa si avvicina al padre e gli da un bacino sulla guancia
“Scusa hai ragione, tu non sapevi e ti abbiamo ingannato e sei arrabbiato. Come possiamo farci perdonare?”
“Un modo ci sarebbe, fatemi vedere come fate le lesbiche!”
“Oh papi ti amo!”
Andarono di sopra, Gisella che all’insaputa dei due aveva visto e sentito tutto si fece trovare addormentata sul lettone. Lisa le andò vicino e le sfiorò le labbra, scese le spalline della camicia da notte e baciò i capezzoli. Sollevò la leggera stoffa e scopri l’intimità della madre e si mise a leccarla. Gisella girò lo sguardo sorridente verso Carlo che si stava segnando e lo invitò con queste parole “fai godere la fica della nostra bambina”.
Carlo non se lo fece ripetere due volte e la scopo con veemenza. Goderoro tutti e tre insieme.
Da quella sera dormirono tutti nello stesso letto.

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