EteroTriangolo

Le due turiste

Oggi vi voglio raccontare una situazione, per me nuova e molto eccitante. Sono un quarantenne e sono single per scelta, perché a dirvela tutta la libertà non ha prezzo. Vivo in una importante città turistica che per ovvi motivi non vi posso dire, e sono impiegato nelle telecomunicazioni. Quel giorno, stavo rientrando a casa dopo aver fatto diverse commissioni, in quella che doveva essere la mia giornata di riposo dal lavoro. Era il mese di luglio, e faceva molto caldo. Più o meno era mezzogiorno, e avevo deciso di lasciare la macchina per utilizzare i mezzi pubblici, dal momento che trovare parcheggio in centro è una cosa impossibile di mattina e poi essendo una bella giornata, non avevo voglia di stressarmi in macchina.
Raggiunsi a piedi, finalmente, la fermata dell’autobus che mi avrebbe riportato a casa; consultai l’orario, e vidi che dovevo attendere circa una ventina di minuti, prima di vedere arrivare il mio pullman. La fermata si trovava proprio davanti ad una grande piazza rotonda, circondata da pochi alberi, e strapiena di panchine, poste in fila al centro della piazza, posizionate una davanti all’altra. Nell’attesa mi sedetti su una al centro; c’era molta gente, e detti un occhiata tra coloro che mi stavano vicino. D’un tratto vidi in lontananza due ragazze: una con un vestitino viola abbastanza corto, l’altra con uno shorts e una canottierina bianca altrettanto corta che copriva a malapena il seno. Si avvicinarono alle panchine per sedersi, e scelsero proprio quella difronte alla mia. Sarà stato un caso?

La ragazza col vestitino viola era abbastanza alta, fisico snello, bionda con i capelli mossi, di carnagione olivastra; a prima vista pensai che portasse una terza di seno. L’altra ragazza, quella con gli shorts, era un po’ più in carne rispetto alla sua amica; nascondeva, sempre a prima vista, una quarta abbondante di seno, anche lei con capelli biondi ma lisci, e sempre con carnagione olivastra: probabilmente era l’abbronzatura estiva. Più o meno non arrivavano ai venticinque anni entrambe, e devo dire che erano due belle fiche. Ero attratto da quella splendida visione, ed ero entusiasta che si fossero sedute proprio davanti a me, così potevo godermi, quel continuo accavallare di gambe. Rimasi ad osservarle da vicino, le panchine infatti erano state montate a circa due metri l’una davanti all’altra. Ben presto mi resi conto che a loro piaceva essere osservate, e che, in particolare la ragazza col vestitino viola, lentamente, ogni volta che cambiava l’incrociatura delle gambe, faceva salire la gonna, lasciando intravedere ad ogni movimento un piccolo triangolino nero. Ero eccitato, non capivo se era il perizoma o la peluria della vagina, e pensai:” stai a vedere non porta le mutandine!”. Il solo pensiero che non portasse lingerie mi fece salire la libidine, e il mio membro iniziò a indurirsi nei pantaloni. Iniziai un po’ a vergognarmi perché indossando un paio di calzoni di lino bianco, molto leggeri per il caldo, si vedeva molto bene che il mio pacco era gonfiato.

Infatti notavo che sempre più spesso le due ragazze si guardavano e ridevano, e poi mi guardavano il gonfiore tra le gambe. Questo gioco di sguardi andò avanti per un bel po’; nel frattempo passarono tre autobus, ma non avevo voglia di andarmene e lasciarle li; iniziavo a fantasticare, e si sa’ dove può arrivare la mente di un maschio in calore. Ad un certo punto la ragazza con gli shorts tirò fuori dalla borsa una crema solare. Le due iniziano a spalmarsi a vicenda la crema, sicuramente una crema protettiva visto che il sole picchiava abbastanza. Iniziarono dal viso, passando, dopo aver accuratamente spostato le spalline dei loro vestiti lasciandoli cadere sulle braccia, alle spalle, fino ad arrivare alle gambe. Finalmente la ragazza col vestitino, decise di scavallare le gambe, allungandole verso la sua amica in modo da poter ricevere la crema, Nel fare questo movimento, la sua gonna era ormai arrivata ben oltre il limite, e le sue parti intime si scoprirono per un attimo; la mia fantasia ora era certezza, quelli che avevo visto erano i peluzzi della sua fessa, veramente non portava le mutandine!. La ragazza mi guardò, ma non si risistemo’ subito, voleva essere sicura che io avessi visto bene; poi si risistemo’ la gonna e rise di nuovo con l’amica. Ero completamente paralizzato, non riuscivo ad andarmene, ero bloccato lì ad osservarle.

Ad un tratto, la ragazza con gli shorts, che all’apparenza mi sembrava più vispa, si alzò, e si avvicino’ a me con una cartina della città in mano, chiedendomi alcune informazioni su come arrivare al museo, quali fossero i posti da vedere, e quali i locali dove divertirsi la sera. Dal suo accento capii che erano francesi o belghe, ma ero distratto da quell’enorme seno che si intravedeva da sotto la canotta. Incuriosito gli chiesi da dove venissero, lei rispose che venivano da Marsiglia, erano due belle francesine. Dopo una serie infinita di informazioni, tra l’altro poco chiare, causa i problemi di lingua, ci si arrangiava a malapena con un po’ di inglese, decisi di propormi come loro accompagnatore, e che gli avrei fatto visitare qualsiasi cosa loro avressero voluto vedere. Loro accettarono, ed io in cambio le invitai a pranzo, d’altronde era la mia giornata di riposo, e volevo godermela.
La ragazza con gli shorts accettò subito, e anche se dopo un po’, l’altra ragazza con il vestitino fu felice della mia proposta. Decidemmo quindi, di andare a pranzare in un ristorantino che conoscevo bene e che faceva una bella spaghettata allo scoglio; il tutto accompagnato da un po’ di vino bianco.
Annette e Veronique, questi i loro nomi, Annete era quella col vestitino viola, Veronique con gli shorts. Girammo abbastanza, ridemmo, ci divertimmo un sacco. Si era fatto tardi e decidemmo di rientrare per prepararci ad uscire la sera; le accompagnai al loro b&b, .
Prendemmo l’autobus che ci avrebbe portato presto al loro alloggio , era strapieno, noi ci sistemammo vicino alla porta, del resto erano solo quattro fermate. Eravamo talmente stretti che il poco spazio mi portò ad attaccarmi letteralmente ad Annete.

Avevo appoggiato il mio membro al suo culo, lei percepi la mia eccitazione, si girò, mi guardò, e sorridendo mi dette un bacio sulla guancia. Le fermate successive riempirono di più l’autobus, costringendoci ulteriormente a stringerci, nel frattempo Veronique si era accorta di cosa stavamo facendo, cosi si attaccò a me poggiando il suo grosso seno sulla mia schiena.
La mia voglia di scoparle entrambe adesso era implacabile; loro notarono la mia forte eccitazione, e ad un tratto Veronique, nella confusione della calca, portò la sua mano sui miei pantaloni, all’altezza del mio uccello, iniziando a strofinare, mi girai verso di lei, mi fece l’occhiolino e si passò la lingua sulle labbra. Capii subito che non solo io avevo voglia di fottere, ma anche le due ragazze avevano lo stesso fine. Non stetti con le mani in mano: a Veronique, dietro di me, misi una mano tra gli shorts all’altezza della fica, mentre ad Annete, con l’altra mano, strinsi il sedere. Arrivò la nostra fermata, e scendemmo; dopo pochi minuti eravamo davanti alla porta della camera: Veronique apri la porta, ed entrammo. Non riescivo a staccarle gli occhio di dosso, da quel suo meraviglioso culo cosi rotondo, tanto che lei visibilmente compiaciuta, appena entrati e chiusa la porta, fece scivolare per terra gli shorts, lasciandomi la piena visione di un culo perfetto, guarnito da un piccolissimo perizoma rosa trasparente. Si intravedevs la sua fica, liscia come una pesca, completamente depilata. Annette nel frattempo si era buttata sul letto, e ci osservava. Sin da quando le avevo notate sulla panchina, mi ero accorto che Veronique era più maliziosa, e probabilmente più porcellina della due. Intanto Veronique si era anche tolta la cannottierina, liberando il suo splendido seno; non indossava nemmeno il reggiseno sotto, era una splendida visione. Si avvicinò a me, sussurrandomi all’orecchio, che aveva molto caldo, e che voleva fare una doccia: mi disse di andare a farla insieme a lei.

Annette si alzò dal letto e si avvicinò a noi, sfilandosi dall’alto il vestitino, mostrandosi in tutto il suo splendore; non portava nessuna lingerie, avevo visto bene sulla panchina. Le due ragazze avevano un fisico diverso: Annette infatti aveva un corpicino piuttosto minuto, rispetto alle giunoniche forme mediterranee di Veronique, lei aveva più un fisico da modella.
Mi disse, parlandomi all’orecchio, che anche lei avrebbe voluto fare la doccia insieme a noi, perché anche lei aveva molto caldo. Di fronte a questo ben di Dio, la mia eccitazione fu incontenibile; il mio membro stava spaccando i pantaloni. Veronique, mi fece girare verso di lei, afferrò la mia cintura slacciandola, e mi sbottono’ i pantaloni, dicendomi che la doccia era abbastanza grande per tutti e tre.
Aprendomi i pantaloni, si accorse della mia eccitazione, e senza esitare un istante si inginocchiò, e tirò giù i miei slip. A quel punto non perse piu’ tempo, quando la mia asta gli svetto’ sul viso. Lo prese con le mani, e come se fosse al microfono, vi poggiò le labbra. Con la lingua iniziò ad avvolgere la mia cappella, che con la sua saliva era assai lucida; scendeva lungo il pene fino ai testicoli, dove prese ad una ad una in bocca le due palle. Quando ritornò alla vetta, finalmente, lo imbocco’ con avidità; fu l’inizio di una pompa indimenticabile. La mia libidine era devastante ora, così la presi per i capelli e tenendogli ferma la testa, iniziai a scoparla sino in gola. Veronique godeva del mio modo di fare sesso, e con una mano si sditalinava, mentre con l’altra si reggeva al mio uccello.

Annette, cominciò a baciarmi sul collo, sussurrandomi qualcosa in francese di incomprensibile ma che mi fece eccitare ancora di più; le spinte nelle fauci di Veronique divennero sempre più forti e rapide. Annette, dopo avermi sfilato la maglietta, continuò a baciarmi la schiena, e poi sempre più giù, fino al mio sedere; era molto eccitante che una donna mi lecasse l’ano, faceva diventare la mia verga ancora più dura. Veronique intanto continuava la sua fantastica pompa, quando ad un tratto Annette, mi prese per mano e mi tiro’ con lei per andare sotto la doccia, sfilando di prepotenza il mio membro dalla bocca di Veronique, che ci seguì. L’acqua scorreva tiepida, entrammo tutti e tre, e stavolta fu Annette che per prima si inginocchiò e imbocco’ il mio uccello. Lo stesso fece Veronique che era rimasta male del fatto che l’amica mi aveva trascinato via. A turno iniziarono a succhiarmelo, ero in balia delle loro voglie, il pompino durò un bel po’, ma ora io volevo altro. Veronique, sembrò avermi letto nel pensiero, si alzò, si girò, e poggiando le mani sul vetro della doccia mi offri la sua fica. Annette , che intanto continuava a succhiare, sempre in ginocchio, con le mani spalancò le natiche della sua amica, e staccandosi dal mio pene, si diresse con la lingua verso la vagina della sua amica. Inizio’ a leccare quella fica depilata, e afferrando con una mano il mio uccello, lo punto’ dritto all’ingresso di quella meravigliosa fessura. Prima lo struscio’ su quelle labbra carnose, poi ce lo abbocco’.

Finalmente ero dentro a Veronique; la sua vagina era cosi stretta, che godeva ad ogni mio movimento, Annette intanto, si era messa sotto di me leccandomi le palle e leccando ogni tanto anche il clitoride della sua amica. L’acqua continuava a bagnare i nostri corpi, mentre nella doccia riecheggiavano i miei colpi nella fessa di Veronique. Annette, ad un tratto si alzò, e si mise anche lei nella stessa posizione della sua amica; con la mano rubò l’uccello dall’amica, e molto avidamente, se lo infilò nella sua fessa. Adesso stavo penetrando Annette, la sua fica era piena di umori, e anche se stretta, non fu difficile entrare, Veronique, un po’ impermalita, mi dette un bacio ed usci dalla doccia, facendomi capire che ci aspettava di là in camera. Noi due intanto rimanemmo soli nella doccia, scopandola con forza; ma fin dall’inizio era il suo culo il mio obiettivo, e ora lo vedevo nel suo splendore e a portata di tiro.
Decisi quindi di provarlo, così tirai fuori il membro dalla fica e lo puntai dritto all’ingresso del suo sfintere; stranita ed impaurita mi guardò, facendomi capire che non aveva mai dato il suo fondo schiena a nessuno. Prima inserii il mio dito, e notai infatti che era abbastanza stretto, poi mi chinai e cominciai ad inumidirlo con la lingua: gli piaceva, si eccitava da impazzire. Mi rialzai, e ci abboccai il mio uccello, iniziando a spingere lentamente, per farla abituare, e non recarle dolore,; poi, pian piano, iniziai ad infilarlo sempre più a fondo. A questo punto lei si girò e mi guardò, era tutta rossa in viso, era nel punto di massima goduria, Annete afferrò la mia mano e cominciò a stringerla forte, mentre i miei colpi diventavano sempre più insistenti. Stavo scopando il culo ad Annette, non potevo chiedere di più; ormai ero al limite, stavo per venire, e mi accorsi che anche lei era vicina all’orgasmo perché adesso cominciava a respirare più forfe e a tremare un po’ dal godimento. Continuai a spingere, due, tre colpi, poi il mio caldo seme schizzò nel suo sfintere; anche lei dette segno di venire accompagnando il mio urlo di piacere. Lei ai girò, e guardandomi mi sorrise, probabilmente per ringraziarmi per quanto gli avevo dato. Ci asciugammo e raggiungemmo Veronique in camera.

Veronique ci stava aspettando, sdraiata sul letto, con le gambe aperte, mostrava tutta la sua bellezza. La sua fica era leggermente rasata, e devo dire molto invitante. Mi sedetti vicino a lei, e iniziai a baciarla e leccarla; Annette mi prese l’uccello e lo imbocco’: voleva farmelo diventare di nuovo bello duro. In poco tempo ci riuscì, vista anche la grande voglia che adesso avevo di possedere anche Veronique, che si era messa in posizione pecorina per essere fottuta da dietro. L’accontentai subito, la penetrai con la mi verga, ed iniziai a spingere come un forsennato. I miei colpi erano così forti da farla cadere in avanti, ma lei dimostrava di apprezzare, emettendo mugolii di piacere. Annette però non era sazia della mia fava, si spostò vicino all’amica, mettendosi proprio come lei. Che spettacolo vedere quelle due vagine! Cominciai, in alternanza, a fottere l’una e a piacimento l’altra. Nonostante avessi già sborrato, la mia carica era di nuovo pronta per esplodere. Le due ragazze, che mentre le scopavo si baciavano, non aspettavano altro; in sincronia con il mio respiro sempre più forte, capirono che stavo per venire e si girarono. Si misero in ginocchio sotto il mio uccello ad aspettare il mio sesso che non tardò; il primo schizzo fu per Veronique, che lo prese in viso, poi fu la volta di Annette, che lo volle sulla lingua. A quel punto, Veronique volle spremerlo completamente e lo imbocco’, finendo di pomparlo. Stanchissimo mi gettai su di loro che continuarono per un po’ a baciarmi e leccarmi: mai avevo goduto così in vita mia.

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