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Lesbo

La visita della mia cognatina

Quel pomeriggio ero intenta riordinare casa quando sentii improvvisamente suonare al citofono.
Era Sonia, la mia cognatina di 25 anni, sorella del mio fidanzato. Passava di lì ed aveva deciso di salire per prendere un caffè con me. La feci accomodare e le preparai un ottimo caffè, accompagnato da dei squisiti biscotti al cioccolato, di cui lei, tra l’altro, era golosa.

Aveva dieci anni meno di me, ed era proprio una bella ragazza: mora, capelli lisci che le cadevano sulle spalle, un sorriso disarmante e un bel fisico contrassegnato dalle curve giuste nei posti giusti.
Il nostro rapporto era sempre stato all’insegna della correttezza. Succedeva qualche volta di rimanere da sole o di andare a giro per negozi, mentre il fratello era al lavoro. Non c’era mai stato niente che potesse indicare un interesse dell’una nei confronti dell’altra e viceversa.

Oggi lei era vestita con una gonna larga nera leggera, una camicia bianca aperta sul davanti’ non abbottonata fin sin l’ombelico. Scarpe a tacco alto con zeppa e tacchi da 12. Quando camminava si sentiva il rumore della suola sul pavimento. I muscoli delle gambe erano tirati dalla posizione assunta per portare quelle scarpe. Il suo sedere ondeggiava. I fianchi erano marcati da una cintura alta. Le calze velate nere con la cucitura dietro segnavano la perfezione verticale dei suoi sostegni.
Cominciammo a parlare del più e del meno, quando inevitabilmente il discorso cadde su me e il mio fidanzato e di conseguenza sulle nostre pratiche sessuali.
Le confidai che a volte vedevamo delle video porno per stimolare un po’ di ‘più le nostre serate quando ne sentivamo ‘il bisogno’ e le confessai anche che avevo una collezione di film hard.
Per scherzo, ma anche per sedurla, le proposi di vederne uno insieme. Lei non ne aveva visto mai uno prima in intimità, o per lo meno, lo aveva sempre fatto con degli amici guardando solo qualche scena di sfuggita. Mi disse che la cosa la intrigava e che le lasciava sempre la voglia di vederne uno per intero.
Lei sembrò all’inizio un po’ stupita della mia proposta, ma poi curiosa, decise di guardare insieme il film; in fondo non c’era assolutamente nulla di male a farlo.
Scelsi uno dei miei preferiti e ci accomodammo sul divano mentre sullo schermo iniziavano già le prime scene… hot!
Man mano che si susseguivano gli amplessi vidi in lei un certo imbarazzo, prima, seguito da nervosismo, poi. Non era un nervosismo di insofferenza alle immagini ma era un’agitazione di goduria crescente in lei.
Notavo che più passava il tempo più, inconsciamente, i sui gesti si facevano eloquenti: un dito sulle labbra, una mano che si accarezzava il seno, le cosce che si stringevano e si aprivano lentamente, i piedi che si stendevano e che andavano in linea con le gambe.
Era chiaro che si stava eccitando e che cercava di tenere tutto sotto controllo: non ero un estranea, ma ero anche la fidanzata della fratello.
Anche per me, però, la temperatura iniziava a salire e, sinceramente, tra le scene di sesso in televisione e quella ragazzina, che iniziava a trasmettere chiari segnali di donna in calore, i miei pensieri iniziarono a farsi erotici.
Sentivo la figa che iniziava a bagnarsi e la voglia che cresceva dentro di me.
Continuavo a passare la mano sui seni ed i capezzoli si erano irrigiditi. Ad un certo punto anche lei notò la mia eccitazione.
“Sei eccitata?” – mi chiese.
“Anche molto, direi!” – risposi – “Questo è uno dei miei film preferiti. Mi eccito solo a pensare di vederlo! E poi qui accanto ci sei tu che, a quanto pare, lo stai apprezzando tanto quanto me. O sbaglio?”
“Che vuoi dire?” – chiese candidamente.
“Si vede che ti sei eccitata, l’ho notato subito! E credo che non ti dispiacerebbe sfogare le tue voglie adesso.”
Lei, rossa in volto, rimase un po’ spiazzata dalla mia affermazione e borbottò qualcosa di incomprensibile.
Mi feci allora più audace: “Senti, lo so che non è giusto quello che ti propongo, ma io sono troppo eccitata e anche tu mi sa che non scherzi. Pensavo che potremmo spogliarci, stenderci sul divano e dedicarci ognuna al proprio piacere. Tu pensi a te, ed io penso a me! Non facciamo nulla di male, non tradiamo nessuno e ne approfittiamo per darci una calmata. Che ne pensi?”
Mi guardò come se fossi un extraterrestre. Evidentemente ero stata troppo diretta e probabilmente urtavo il suo pudore e la sua sensibilità con quella proposta.
Per nulla intimorita però replicai cercando di essere allo stesso tempo convincente e rassicurante:”Non c’è nulla di male a masturbarci l’una davanti all’altra! Anzi può essere un giochino che può rivelarsi divertente, non credi?”
L’eccitazione che chiaramente aveva in corpo e le mie parole,alla fine le fecero cambiare idea.
“Ok, ci sto” – disse – “ma questa cosa non deve uscire da qui. Non è nel mio costume masturbarmi davanti alla ragazza di mio fratello”
“Tranquilla! Io credo che tutto quello che accadrà può solo servire a renderci più intime e più amiche” – la rassicurai.
Iniziammo allora a spogliarci, e nel farlo osservavo con attenzione lei ed il suo magnifico corpicino. Era una dea. La sua gentilezza nello spogliarsi e la sua sensualità erano incredibili. Rimase nuda con le calze autoreggenti e le scarpe . Era in paradiso.
Aveva delle movenze feline; nel togliersi gli abiti faceva trasparire una sessualità che non immaginavo.
Era veramente una ragazza sexy: un paio di seni gonfi e ritti, due capezzoli turgidi circondati da areole brune e larghe, un ventre piatto, ed un meraviglioso ciuffetto che le spuntava timidamente in mezzo alle cosce.
Anche lei, curiosa, osservava il mio corpo attentamente: i miei muscoli, il mio petto, le mie mammelle sode e rigide, la lunghezza dei miei capezzoli e la mia figa ormai libera da inutili coperture.
Ci sedemmo di nuovo sul divano e subito iniziai ad accarezzarmi, presa dalla voglia che mi sconvolgeva.
Anche lei non perse tempo.
Si mise con i piedi appoggiati accanto a se, gambe larghe, ed iniziò subito ad accarezzarsi la fighetta che doveva sicuramente essere ormai piena di umori.
La sentivo che mentre si toccava, infilando a volte un dito dentro le labbra, osservava un po’ il film e un po’ me che mi sditalinavo. Ogni tanto si lasciava sfuggire un gemito di approvazione per quello che stavamo facendo.
Ero molto contenta, stupita ed eccitata.
Mi trovavo con la mia bellissima cognatina, a vedere un film hard, lei tutta nuda seduta accanto a me e ci stavamo sgrilletando guardando il film e noi stesse. Chi l’avrebbe mai detto?
La temperatura nella stanza aumentava di brutto, e quella situazione inaspettata ed insperata, stava diventando, forse, il pretesto per qualcosa di più.
Sentivo l’odore del suo sesso che si spandeva nell’aria. Potevo apprezzare il profumo di femmina che traspirava dal suo corpo nudo e la cosa mi faceva letteralmente andare in visibilio.
Ero prossima all’orgasmo e vedevo che lei sussultava, mentre con due dita dentro la figa si tormentava un capezzolo.
Di colpo le presi la mano che teneva in mezzo alle cosce e me la portai sulle labbra, leccandole le dita umide di umori.
“Il tuo odore mi sta facendo impazzire, il tuo sapore è divino! Vorrei toccarti un po, io…”
Lei mi fissò senza rispondermi. Prese la mia mano e l’appoggiò al suo ventre.
Iniziai a far scivolare la mano sul monte di venere, godendo del tatto con la sua peluria liscia e dolcemente sottile. Scesi con esasperante lentezza.
Quando le mie dita raggiunsero le sue labbra calde e bagnatissime lei iniziò a sospirare
Cominciai ad accarezzarla con più energia e ad infilarle un dito dentro, mentre mi avvicinavo a lei con il mio corpo.
Ero in preda ad una specie di raptus. Non mi rendevo più conto di quello che stava succedendo.
Vedevo solo lei, il suo corpo nudo e vibrante, sentivo il suo calore e il suo odore di ragazza in calore e tutto questo rischiava di farmi impazzire.
Avvicinai le mia labbra al suo capezzolo e lo leccai giocando con la lingua sull’areola e su tutta la superficie di quel seno grande abbastanza da riempire la mia mano.
Sentivo che stava per esplodere, il suo corpo sussultava sottoposto ai miei giochini. Nel momento in cui sentii che arrivava, accostai le mie labbra alle sue e la baciai con passione e voluttà.
Lei ricambiò con altrettanta passione quel bacio, stringendomi mettendomi la mano sul clito agitando due dita forsennatamente. Il mio clito era duro ed al massimo dell’erezione.
Mi masturbò decisa rapita dal piacere che le stavo procurando.
Ci baciavamo come se, assetate stessimo suggendo da una fonte d’acqua montana. In quel momento il contatto delle nostre lingue e delle nostre mani sul sesso dell’altro pareva farci toccare il paradiso.
Ad un certo punto capii che non mi bastava più baciarla in bocca, volevo assaggiare il suo dolce nettare, l’umore che copioso stava allagando le mie mani e che si riversava sulla pelle, nell’incavo del suo pube e allontanandomi dalle sue labbra, scivolai con la testa tra le sue cosce calde, odorose ed umide di voglia.
Le leccai con frenesia, come se fosse la cosa più naturale del mondo, le infilai la lingua tra le labbra, sul clitoride, nell’attaccatura delle cosce, finendo sull’ano e in mezzo ai glutei.
La stavo facendo gridare per il trattamento a cui la sottoponevo.
Mi avevano sempre detto che ero un abile leccatrice, ma quella volta penso proprio di essere stata la top.
Ero come impazzita, leccavo senza ritegno e senza fermarmi un attimo.
Lei d’altro canto era sconvolta, la sua testa si voltava a destra e sinistra, senza controllo, e i suoi denti mordevano la pelle del suo braccio sinistro per aumentare il piacere.
Tutto ciò ad un certo punto la portò a volere di più, e in maniera simmetrica alla mia, portò la sua bocca sulla mia figa che bagnatissima non aspettava altro che la sua bocca. La leccata mi strappò gemiti di piacere assoluto.
La sua lingua scivolava calda sul mio clito e su tutta l’ampiezza delle grandi labbra; era un dolce supplizio, un estasi infinita.
Continuammo a leccarci l’un altra per circa dieci, quindici minuti in un meraviglioso 69.
Evidentemente i nostri rispettivi sapori ci piacevano, e quel sessantanove si stava rivelando molto più appagante della masturbazione iniziale.
La sentivo godere ripetutamente. Ad un certo punto, anche io agitandomi e premendo la sua testa contro la mia figa, esplosi in un orgasmo all’interno della sua bocca.
la mia sbroda le aveva riempito le labbra. La osservai mentre inghiottiva i miei umori con avidità succhiando anche le dita ancora bagnate ed intrise.
“Sei buonissima! Ne vorrei ancora!”
“Anche il tuo sapore mi fa impazzire!” – risposi.
Eravamo stanche e sudate, ma non ancora appagati.
Mi stesi sopra di lei ed iniziai a baciarle il corpo, partendo dalla bocca, fino alle dita dei piedi, e così continuai per un pò…
Questo dolce massaggio con la mia lingua continuava a stimolare i punti giusti: le labbra, l’attaccatura dei seni, il cespuglietto profumato, l’interno delle cosce. Il trattamento cominciò a dare i suoi frutti.
Ancora una volta la vidi dimenarsi sotto di me e sentii il suo respiro caldo farsi sempre più intenso. Quando sentii che l’eccitazione era di nuovo cresciuta in entrambe, mi stesi sopra di lei e la penetrai con tre dita, dolcemente, ma con decisione. Nel frattempo mi dedicavo a lei baciandola con trasporto, assaporando le sue dolcissime labbra carnose, che sembravano proprio il giusto complemento a quella montata.
La sentivo lamentarsi per il piacere che le stavo dando.
Iniziò ad urlare mentre io la incitavo con parole quali: “Sei la mia troia! Sei una vacca che ha bisogno di uno stallone per godere! Senti come sei bagnata, vorresti essere riempita, vero?”
E lei seguendo le mie parole: “Siiii! Sono troia, sono troia, riempimi, sbattimi, fammi sentire quanto sono porca!! Ti prego, non smettere…voglio essere la tua maiala… continua… non smettere… chiava la tua troia”

Ne approfittai per metterle tutta la mia mano dentro. Esplorai la sua figa che si adattò al mio pugno. Sentivo l’utero allargarsi. La guardavo e mi eccitavo. Stavo scopando con la mano mia cognata. Un fisting di lusso.
L’orgasmo arrivò ancora una volta per entrambe,e contemporaneamente, sconquassando i nostri corpi con scariche di adrenalina.

Solo dopo qualche minuto mi fermai e continuando a baciarle le labbra dolcemente le confessai:”Mi sei sempre piaciuta, Sonia. Non avrei mai avuto il coraggio di dirtelo”

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