Gay e Bisex

Il mio primo pompino

Ero adolescente. Estate in montagna a casa dei nonni. Quell’estate era venuto a passare un po’ di tempo con noi il mio compagno di scuola Luigi. Eravamo molto amici, facevamo i compiti insieme, giocavamo a calcio insieme. Proprio il calcio fu il motivo per cui era in vacanza con noi. Avevamo iscritto la squadra del paese ad un torneo estivo e Luigi era un buon regista. Non possente ma dai piedi buoni. E in quella vacanza ho scoperto che i piedi non erano la cosa che mi sarebbe piaciuta di più di lui.

Dormivamo nella stessa camera e spesso ci si trovava a parlare delle amiche del paese e chi loro avremmo voluto farci. Inutile dire che quei discorsi ci eccitavano. Un pomeriggio eravamo in casa soli e riposare prima della partita della sera. Era un’importante quarto di finale, dentro o fuori. L’atmosfera si era fatta calda ed erano anche saltati fuori dei fumetti che avevamo preso in prestito da un ragazzo della squadra. Roba tipo “il Tromba”, “il Camionista” quel genere lì insomma. Abbastanza per avere i cazzi duri.

Luigi lo avevo visto spesso nudo. Mi aveva colpito il suo cazzo per quanto fosse grosso. Ma lo avevo visto poche volte veramente eccitato. Eravamo lì in mutande e vedevo un pacco pazzesco in mezzo alle sue gambe. Gli dissi “che minchia enorme che hai, fammela vedere”. Lui senza esitare la tira fuori. Notevole. Asta nerboruta con i vasi sanguigni evidenti e gonfi. Completamente scappellato. Il tipo di cazzo che diventano sempre più grosso fino all’attaccatura.
Gli dissi per scherzo: “pensa se te lo succhiassi”. “dai prova, mi dice lui”. Pensavo scherzasse e forse lo era davvero. Io faccio finta di avvicinarmi e la cappella mi sfrega sulle labbra. Mi tiro via di scatto fancendo lo schifato. Ma la quel contatto mi aveva eccitato ancora di più. Faccio la finta altre due o tre volte, fino a che prendo coraggio e gli cingo la cappella con la bocca. Lo avevo in bocca. Davvero!!!
Lui è incredulo che lo stessi facendo davvero, ma non protesta. Evidentemente apprezza. Io inizio a muovermi lentamente su è giù, ad ogni passata sei più in fondo. Gli passo la lingua sulla cappella e la lecco anche sotto. Percepisco il sapore del cazzo. Mai sentito prima. Mi piaceva da pazzi.
Lui sempre più incredulo che quello stesse accadendo veramente. Anche per lui la prima esperienza sessuale in assoluto. Mai stato con un uomo, ma nemmeno con una donna. Anche per me la stessa cosa.
Vado sempre più veloce. Ogni tanto mi fermo e lo lecco tutto. Fino ai coglioni.
Luigi è all’apice dell’eccitazione. La sua asta è durissima e la cappella gonfia. Sento che ansima sempre più forte. A un certo punto mi spara tutto in bocca. Io sento il sapore della sborra, forse un po’ la ingioio pure. Mi ritraggo e continuo a farlo sborrare con una sega. Ha sparso sborra da tutte le parti. Io sputo quella che in bocca per terra.
Restiamo per un po’ lì fermi. Entrambi increduli per quello che è successo.
Dopo un po’ di silenzio lui mi dice: “lo facciamo ancora qualche volt, vero?” “Contaci, ma qualche volta lo succhia anche a me”.
Ripuliamo tutto per bene per non destare sospetti e ci prepariamo per la partita. Per la cronaca vincemmo il quarto di finale anche se poi nel torneo fummo eliminati in semifinale.
Inutile dire che in tutti i giorni seguenti della vacanza gli ho sempre fatto pompano. Almeno una volta al giorno. Lui mai, però, non ha mai trovato il coraggio di farmelo.

Tornati a casa e iniziata la scuola inutile dire che tutte le volte che ci si trovava a studiare io gli facevo un bel pompino. Quando andavo a casa sua scendevamo in cantina con la scusa di vedere vecchie riviste, le biciclette e altre cianfrusaglie. E lì, dopo vari pompini, ci fù la prima volta che gli dissi “dai, oggi prova a mettermelo in culo”. Ci pensavo da tempo, ma non avevo mai avuto il coraggio di dirlo.
Luigi non si fece pregare. Calati i calzoni e le mutande gli presentai il mio bel culo. Il cazzo lo avevo già lubrificato con la mia saliva per bene.
Io messo a pecora, con le mani cercavo di allargarmi il buco del culo più che potevo. Lui appoggia la cappella e inizia a spingere. Non entra. Mi sputo sulle dita. Mi infilo il medio nel culo per lubrificarmi internamente. Dopo un po’ ci metto anche l’indice. Gli dico: “riprova, ma fai piano”. Luigi appoggia di nuovo la cappella, inizia a spingere piano. Bingo, inizia ad entrare. Entra ed esce piano in continuazione, ed ad ogni spinta tenta di andare sempre più in fondo. Ci riesce ma io inizio a gemere. Un po’ brucia, ma il bruciore lascia presto spazio alla eccitazione. Lo tira fuori. Gli lecco tutto il cazzo di nuovo fino a sbavarlo fino ai coglioni. Me lo spinge dentro di nuovo. Ora sempre più velocemente. Gli archi che prima era più corti adesso si sono trasformato in archi sempre più lunghi. Ormai mi sta possedendo con tutta la sua lunghezza. Ad ogni spinta esce completamente e me lo ribatte dento fino in fondo molto velocemente. Mi sento aprire l’intestino. Gemo di piacere.
Luigi era carico. Inutile dire che quella prima inculata non durò molto a lungo. Sento che smette di andare avanti indietro, mi afferra fortissimo le chiappe con la mani e mi impala fino in fondo. Solo le palle erano fuori penzolanti.
Sento il cazzo gonfiarsi e sgonfiarsi in modo ritmico. Capisco che sta svuotando la sborra nel mio intestino crasso. Quel gonfiarsi e sgonfiarsi mi provoca un piacere incredibili. Il culo mi brucia, questo sì. Ma la sensazione di quella pulsazione sull’anello del mio buco del culo è una delle sensazioni sessuali più intense della mia vita. Fantastico.
Lo sento gemere ad ogni pulsazione. Non ho tenuto il contro dei conati di sperma, ma quei 10 o 15 secondi sono stati i più eccitanti di sempre. Mi se era aperto un nuovo mondo, oltre che il culo.
Ad un certo punto finisce di sborrare e tira fuori il cazzo. Io rimando così a novanta con il culo per all’aria. Un po’ godevo della frescura della cantina sulo mio buchino in fiamme che ora era diventato galleria.
Mentre mi godo il fresco ecco che la sborra comincia a colarmi dal culo. Altra sensazione bellissima. Lui da dietro ammira il mio buco dilatato che ancora ansima di piacere. La sborra cola a flutti. Lui me la ributta dentro con un paio di stantuffate con il cazzo ancora semiduro.
Quella giornata finisce così. Senza dirci niente ci rivestiamo e io vado a casa con la sborra ancora nel culo che mi cola. Arrivo a casa, mi butto in doccia e lavo le mutande piene di sborra per non farle beccare da mia madre.

Da quel giorno siamo diventato amanti segreti. Intendiamoci,. siamo sermpre stati entrambi attratti dalle femmine, ma tra noi non c’erano più inibizioni. Compiti, pompino e inculata la prassi quasi quotidiana.
La nostra relazione è durata per qualche anno, poi percorsi di vita diversi ci hanno allontanati. Ho amato donne varie nella mia vita e avuto anche qualche partner maschile sporadico. Ma se devo dirla tutta, della cazzo di Luigi sono ancora oggi perdutamente innamorato e spesso me lo sogno.

Quell’estate mi ha iniziato al sesso in generale e a quello gay in particolare. Le esperienze gay più forti della vita me le ha date il cazzo fantastico di Luigi.

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