Il Taxi

Stasera c’aveva dato giù forte con il vino per la nostra cenetta ormai organizzata da un po’ di tempo. L’uscita dal ristorante fu abbastanza indolore , ma appena fuori si butto su di me a peso morto e cominciò a baciarmi su tutto il viso e a leccarmi dicendomi che aveva voglia di scopare.
-Dai amore smettila ora andiamo a casa e facciamo tutto quello che vuoi, ma ora staccati e riprenditi un attimo
-noooooo voglio fare l’amore qui per la strada
-ma sei impazzita
-e dai dammelo – e mi infilò la mano nei pantaloni impugnandolo saldamente – lo voglio ora – e cominciò a segarmelo con violenza
-dai dai riprenditi che andiamo a casa.
(In tutto questo frangente il cazzo era diventato di marmo e camminavo con difficoltà), lei continuava a cercare il mio cazzo e io dovevo far non poca fatica a tenerla. Fra l’altro il vino l’avevo bevuto pure io e non poc , quindi era una gran fatica tenerla a bada e ora che ci pensavo era una gran fatica anche guidare e tornare a casa, visto che il tragitto era abbastanza lungo.
-Che si fa amore – mi rivolsi a Chiara – se torniamo in questo stato se ci fermano e ci fanno il palloncino siamo rovinati
-amore non ti preoccupare ci penso io se ci fermano, so io come far cambiare idea ai poliziotti… mi inginocchio e lo succhio a tutti e due eh… ahhhahahaah
era completamente andata
-senti prendiamo un taxi per tornare a casa è meglio
-ma ci costerà un monte
-meglio 25 euro in meno ma sani e salvi, dai andiamo che c’è la stazione dei taxi
Salimmo sul primo taxi e partimmo alla volta di casa nostra
Non appena saliti Chiara si tolse lo spolverino e mise subito in mostra le gambe e le autoreggenti, facendo risalire la gonna fino al perizomino trasparente.
– Dove vi porto ragazzi – ci chiese l’autistà un po ‘ in là con gli anni
Gli dissi l’indirizzo e poi rivolgendomi a Chiara le dissi a bassa voce:
-Copriti ti si vede tutto!
Non fini il discorso che di tutta risposta, complice l’oscurità delle strade e il fatto che lei era dietro allo schienale dell’autista, si fece calare ancora maggiormente sul sedile e si alzò la gonna fino in vita, e aprendo le gambe si lecco un dito e cominciò a toccarsi la fica e con la bocca semi aperta e sottovoce mi diceva;
-prendimi, scopami dai… ho voglia di sentirlo amore guarda come è lucida e vogliosa questa patatina, ha bisogno di qualcuno che la riempia ben bene
-copriti Chiara non esagerare!
-no, ho
voglia e tu mi scopi ora!! e si tirò su mettendomi la mano sul cazzo e baciandomi il collo – dai facciamolo qui, in taxi di nascosto dall’autista, dai mentre lui guida mi scopi, ti salgo sopra, è un vecchietto non si accorge di niente…
-dai amore non si puo fare
lei si spostò per rimanere dietro allo schienale dell’autista e poi si buttò giù velocemente e in una frazione di secondo me lo tirò fuori e lo imboccò guardandomi e succhiando arrapata da morire. Io rimasi a bocca aperta fermo immobile, mentre l’autista con una rapida occhiata nello specchieto sospettò di qualcosa, perchè lasciò partire un sorriso beffardo… inoltre stavamo uscendo sempre di più dalla città, il buio aumentava e Chiara si sentiva sempre più eccitata e mi dava sempre più spettacolo e inoltre le sue succhiate erano sempre più rumorose… io nel frattempo ero sempre più in bambola
L’autista, guardandomi negli occhi attraverso lo specchietto mi disse che visto che eravamo fuori città potevamo fare di più il nostro comodo, e spudoratemente mi disse anche: – non macchiate la tappezzeria eh!!
Io mi sentii sprofondare, Chiara invece si senti arrapare ancora di più e non fece discorsi si tirò su e si lasciò calare sul cazzo, ma si mise di spalle a me guardando dritto nello specchietto dell’autista e cominciò una lenta e lunga danza sul cazzo, su e giù fino in fondo, fino a sentirlo in gola, fissando lo specchietto e cominciando a mugolare sempre più forte.
Intanto anche io mi ero lasciato andare completamente e le avevo serrato i fianchi e le conficcavo il cazzo sempre con maggiore forza facendola mugolare come un animale, affondavo senza tregua il cazzo e lei godeva come una pazza. Chiara aveva una mano appoggiata al sedile passeggiero e l’altra sulla spalla del taxista e gliela stava stritolando ogni volta che io affondavo un colpo.
Il tassista guidava ma con non poca difficoltà perchè Chiara a forza di stritolargli la spalla, trasmetteva l’eccitazione, poi la vedeva dallo specchietto con quella faccia goduriosa e infine urlava nell’orecchio del tassista porcherie di tutti i tipi.
– dai spingi maiale, sono una puttana stasera dai vai ahhhh non smettere, scopami così fino a domani mattina che sono in calore dai dai dai ahhhh vai …. amore ahh amore vai ti prego continua a prendermi così sto impazzendo non riesco più a controllarmi ahh – e godette in un orgasmo interminabile devastante che la lasciò senza fiato per qualche secondo completamente abbandonata sopra me. Inutile dire che avevo sborrato pure io e che ero distrutto adagiato sul sedile, ma Chiara sempre con il mio cazzo floscio dentro cominciò a dire: – ho ancora voglia stasera non mi è bastato dai fattelo ritornare duro e riscopami ancora –
– amore non ce la faccio dammi tregua un attimo
– Uhmmm -disse lei- forza! animo!! lo sai quanti vorrebbero essere al tuo posto…
La presi per i capelli e le dissi – stasera sei un po’ troppo troia datti una calmata maiala sennò ti metto a battere per strada –
– Non mi dispiacerebbe ahhaha … dai porco non me lo togliere, sento che già si sta rianimando
In effetti il prenderla per i capelli e lei che faceva cosi’ la puttana, questi discorsi fatti in preseza di uno sconosciuto mi facevano rieccitare subito. cominciai così a muovermi ritmicamente e lei a riaccoglierlo con la solita estasi e infatti dopo poco il cazzo era già belle che duro e lei aveva ricominciato a ansiamre e godere. Il tassista si fermo in un posto un pò appartato, accese la lucetta dell’auto e si girò per guardarci sfacciatamente mentre con una mano si vedeva che si tastava ben bene il cazzo. Chiara intanto l’avevo messa a pecorina e la fottevo in modo violento e lei godeva come una pazza, ansimava, urlava, diceva parolaccie e chiedeva di darle colpi sempre più profondi. il tassista preso dall’eccitazione si tirò fuori il cazzo completamente e si segava come un pazzo in direzione nostra e quando comicnio ad aprire bocca e a fare commenti su Chiara ci eccitammo tutti e due ancora di più:
– Certo hai una bella troietta fra le mani, le piace farsi scopare duro ehh!
-siii -disse Chiara- mi piace farmi riempire, mi piace lasciarmi andare con il cazzo fra le gambe dai spingi amore dai dai dai … ahhh ahhhh
-stasera troietta non ti basta mai, sei una ninfomane – e mentre la scopavo cominciai a sculacciarla forte
-ahi amore cazzo mi fai male
-zitta troia – e la presi di nuovo per i capelli e la fottevo; lei non si poteva muovere sennò sentiva male così doveva subire i miei colpi e i miei sculaccioni, mentre il tassista le dava di puttana, di gran maiala, ci raccontava che ne aveva caricate di coppie sul suo taxi e tante si erano lasciate andare ad effusioni ma una ragazza mignotta come chiara non l’aveva mai vista.
– dai puttanella godi fammi sentire come urli con il cazzo fra le gambe forza dai dai sei il sogno di tutti i tassisti! –
Si scatenò l’orgasmo in contemporanea, io riempii Chiara, lei si lascio agli urli più scalmanati e il tassista tirò fuori un fazzolettino di tasca e sborrò li dentro. Passarono 5 minuti di silenzio, si sentiva solo i nostri fiatoni poi riprendemmo la corsa nel più completo silenzio. Arrivati a destinazione scendemmo e mentre scendevamo il tassista mi diede il suo biglietto da visita e mi disse che lui aveva un paio di amici che avrebbero sicuramente voluto partecipare come guardoni a delle scene del genere, se si fosse voluto fare una cosa del genere dove volevamo noi, in presenza di più persone, bastava che lo contattassi..

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