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Incesto

Il temporale

Mi chiamo Piero ed ho 23 anni. Ho Una sorella che si chiama Marta ed ha pochi anni più di me, 25 per l’esattezza. E’ molto bella e ha un fisico mozzafiato, una quinta misura di seno ed un culo che sembra una luna piena. Fin da piccoli dormivamo nella stessa camera e a volte anche nel letto insieme. Una notte, circa all’età di 18 anni, fuori pioveva e Marta, avendo paura dei tuoni, corse nel mio letto per essere consolata e rassicurata. Ma quello che trovò fu tutt’altro. Mi strinse subito a lei impaurita, e lentamente iniziammo ad accarezzarci, a darci dei teneri baci sulle labbra, come due fidanzatini. A un certo punto mi azzardai a toccarle una tetta, bella e soda al tatto… Sussultò di piacere e mi lasciò continuare ad afferrarle i capezzoli con le dita e in seguito a mordicchiarli e leccarli. Era una sensazione troppo eccitante; ero lì, abbracciato ad una ragazza, la toccavo, la baciavo, e questa ragazza era MIA SORELLA!!! Ad un certo punto, mentre il cazzo sembrava esplodermi, cercai di abbassare la mano lungo la pancia, sempre più giù verso la sua fica. Lei in un primo momento mi lasciò fare, estasiata dal godimento, ma quando tentai di entrarle dentro le mutandine e di toccarle le labbra ed il clitoride mi fermò.

– Non avere fretta – disse – vedrai che presto ti accontenterò come desideri. Per ora continuiamo ad accarezzarci senza esagerare.- Ma, finito di dirmi questo, infilò le sue mani nelle mie mutande e incominciò ad accarezzarmi la cappella che ormai era diventata un missile pronto a partire. Mi accarezzava lungo tutta l’asta e a volte sembrava iniziare una sega perfetta che subito interrompeva e che mi mandava nello spazio. Stavo per venire, ma come lei se ne accorgeva, si fermava, torturandomi a morte.

– Voglio scoparti – le dissi.

– Ehi, fratellino, non credi di correre un po’ troppo? Per ora voglio solo farti godere, e tu devi fare altrettanto, in seguito vedremo. – Così dicendo si fermò e si alzò in piedi tutta nuda che quel paio di tette che le si muovevano in una perfetta danza erotica.

– Non vedi com’è fatta bene la tua sorellina? Cosa li faresti? – E iniziò a toccarsi e ad infilarsi prima due poi tre dita nella sua fica e a muoverli con una velocità incredibile. Dalle grandi labbra ormai grondavano i suoi umori e Marta si dimenava e mugolava come una gatta in calore.

-Come godo…- mi diceva. – Sono la tua troia e mi tocco davanti a te, tira fuori il tuo cazzo e fatti una sega. –

– Si sorellina, eccoti accontentata.- E così iniziai anch’io a toccarmi, me lo tirai fuori da sotto il lenzuolo e inizia a spararmi una sega lì sotto di lei che intanto aveva preso un ritmo indemoniato col suo ditalino da urlo. Ogni tanto si girava facendomi vedere il culo, infilandoci un dito dentro e ruotandolo per allargarselo. E godeva, godeva che più non poteva, sarà venuta almeno un paio di volte a giudicare da ciò che le colava sulle gambe dalla fica.

– Dai fratellino, pensa di fottermi, pensa di entrare nel mio bel culo e di sfondare la tua sorellina, ecco, ora prendo il tuo cazzo…- Io m’illusi che me lo prendesse, invece prese dal tavolo un tubo di deodorante e iniziò a spingerselo dentro la fica mentre io continuavo a farmi una sega sempre più arrapato.

– Godi troia? Ti piace prendere i cazzi di quella misura? Guarda il mio, ti piacerebbe prendertelo tutto nel culo? –

– Si, lo voglio anche nel culo…- E così estrasse il tubo dalla sua fica e se lo infilò nel culo senza un’attimo d’esitazione e iniziò a godere come mai prima. – Si, come godo, sono la tua troia, la tua vacca di sorellina che si fa chiavare da cazzi giganteschi e fa godere il suo fratellino… aha ahaa aaaaah sto per venire… Vengo Vengo… – a quelle parole non resistetti più e sborrai anch’io, con degli schizzi che quasi raggiunsero il soffitto, e lei:

– Guarda, ti sei tutto sporcato, Aspetta che ti do io una lavata. – Si mise in piedi sopra di me e mi pisciò addosso, innaffiandomi con la sua fontana dorata e mandandomi nuovamente in orbita. Bevvi il suo piscio e me lo strofinai tutto addosso mentre lei faceva altrettanto con le gocce della mia sborra che l’avevano presa in faccia.

Da quella sera in poi ci toccammo spessissimo, senza mai arrivare a scopare, almeno per il momento, ci davamo piacere a vicenda, io l’aiutavo ad infilarsi dentro i suoi buchi oggetti sempre più grossi e lei mi degnava di quelli spettacoli dal vivo degni solo della più grande troia, la grande troia di mia sorella.

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