In amicizia

Ci frequentavamo dal liceo, poi scegliemmo la stessa facoltà all’università e così capitava ogni tanto di trovarci a studiare a casa mia o sua.
Da me era un mezzo disastro perché la casa era piccola, le mie sorelle più piccole di me facevano i compiti o guardavano la tele e così era più frequente che andassi io a casa di Paolo. Fu così che conobbi la mamma, una gran bella signora giovanissima e con un fisico da paura; era separata, aveva avuto Paolo e poi i genitori si erano separati, lei aveva continuato a lavorare mantenendolo agli studi e mantenendo il proprio lavoro. Fare conoscenza ed amicizia fu semplice, spesso mentre studiavamo ci portava degli snack, aranciata, coca cola, panini e così via. Un giorno e non ci trovai nulla di strano mi chiese il numero di telefono di casa, e fu così che glielo diedi anche con il numero del cellulare dicendole però che era quasi sempre scarico di credito telefonico. Perugia si sa è una cittadina piccola, ci si conosce tutti o quasi, e tutti sapevano della nostra amicizia fra me e Paolo. Sapevano anche che non avevamo uno straccio di ragazza, forse non ci pensavamo nemmeno, in verità io avevo avuto una relazione di qualche mese con Cinzia, ma la cosa era finita abbastanza presto, lei amava lo sballo il divertimento le discoteche, e tutto quello che ci girava attorno, io al contrario pensavo più al sodo.Paolo, anche lui aveva avuto una storia con un paio di ragazze sgallettate come le chiamava lui poi tutto era finito così. Studiavamo avevamo fatto già diversi esami superandoli brillantemente e insomma ci davamo dentro per terminare prima possibile e trovare poi un’occupazione e tutto il resto. Non era frequente ma ogni tanto andavo a casa di Paolo a studiare con lui. la mamma Maria era veramente molto premurosa e simpatica, vestita sempre allo stesso modo pantaloni attillati elasticizzati, un corpo minuto ma bello sodo.
Un giorno stavo in università quando mi squillò il cellulare era una ragazza che conoscevo dai tempi del liceo che mi voleva invitare ad una festa, prendemmo accordi per il sabato pomeriggio successivo.
Ci incontrammo con Bruna in centro, e poi andammo alla festa di compleanno della sua amica Daniela, venne anche Paolo con noi.
Bruna, non me la ricordavo affatto così aveva messo su due tette da capogiro e un culo che era uno spettacolo almeno questo vedevano i miei occhi, credo avesse una mezza cotta per me e decisi di approfittarne. La festa finì verso la mezzanotte passata e Bruna si propose di riaccompagnarmi, visto che lei aveva una piccola Smart. Accettai di buon grado, salimmo in macchina e lei poco dopo si fermò in un posto appartato, buio, spense il motore e mi fece, senti mi fece, io ho una voglia matta mi capisci? Capivo mica ero scemo, si feci, mentre lei allungò le mani verso il mio affare, lo liberò in pochi secondi ed iniziò a massaggiarlo, io a mia volta allungai le mani sulle sue tette belle dure, sentivo i capezzoli indurirsi sotto le dita, lei scansò le mani dal mio cazzo che nel frattempo aveva raggiunto consistenza e durezza e se lo ficcò in bocca ciucciandolo come un ossesso, Fu tanta l’eccitazione che non riuscii più a muovermi e in un minuto le sborrai in bocca un fiotto di liquido caldo, che lei prima trattenne in bocca e poi sputò attraverso il finestrino. Si pulì la bocca con un fazzolettino e poi mi disse sai questo è solo l’aperitivo, ti va di continuare domani da me che sono sola a casa e ti assicuro che non ti dispiacerà affatto. Mi ricomposi e dopo pochi minuti mi trovai a casa. Il giorno dopo verso le tre di pomeriggio Bruna mi richiamò sul cellulare e mi disse ce la fai a venire da me ti ricordi dove abito? evita di farti vedere dalla portiera è un’impicciona. In un quarto d’ora ero sotto il palazzo di Bruna, attesi che la portiera non guardasse il portone di ingresso e poi salii al terzo piano. Lei mi aspettava con desiderio a dir poco esagerato, indossava una minigonna e sotto un tanga microscopico, allora mi fece commenti sull’aperitivo di ieri sera ne hai? Si feci io peccato che è durato troppo poco colpa mia naturalmente, aggiunsi.
I miei rientrano tardi vanno con amici a teatro e poi a cena pertanto di tempo ne abbiamo e anche di comodità non credi? Certo feci io, mi condusse nella sua stanza, mi baciò in bocca con voluttà, poi si strusciò sul mio nervo già più che bello duro e mi fece oggi devo provarlo in tutti i modi tieniti pronto.
Mi spogliai dei pantaloni e dei boxer mostrandole il mio affare bello in tiro e lei fece altrettanto rimase completamente nuda, poi dopo una leccatina al volo al mio uccello mi mise un profilattico, si mise carponi sul letto e mi disse dai ficcamelo dentro, entrai nel suo utero con facilità e con facilità iniziai a muovermi all’interno scopandola a lungo lei si contraeva, mugolava di piacere poi mi disse sto godendo non ti fermare, spinsi l’uccello fino in fondo mentre lei stringendo le gambe godette come un fiume in piena. Restai qualche secondo dentro di lei sentivo che si stava rilassando mentre riprendeva fiato e il mio uccello al contrario stava ammosciandosi. Si divincolò e io uscii dalla sua calda tana, aspetta fece lei adesso ci penso io. Mi sedetti sul bordo del letto, lei prese dei fazzolettini di carta dalla borsetta, mi sfilò il preservativo e riprese a succhiarmi l’uccello inginocchiata davanti a me.
Mi leccò fino a farlo diventare più duro di prima, era livido, per i morsi che mi dava la Bruna, poi al culmine del piacere mi fece adesso devi farmelo sentire bene davvero . si rimise carponi sul letto affossando il viso sulla coperta e mi disse dai ficcamelo dentro al culo, dai, spinsi ma non fu affatto facile entrarle dentro, feci una fatica enorme e avevo anche fastidio mi bruciava, poi piano, piano finalmente le scivolai dentro e lei mi disse dai scopami come prima, io iniziai a muovermi, dapprima con difficoltà poi lei lentamente si rilassò e scivolai dentro con più facilità le dissi che ero arrivato e lei mi prego di goderle nel culo. Godemmo quasi assieme, io schizzai due tre volte di file, ero eccitatissimo, mai mi era successo di essere così eccitato. Mi sfilai dal culo di Bruna, e mi pulii al bene e meglio, lei andò in bagno poi mi chiamò e la raggiunsi, mi lavò bene l’uccello con il sapone poi mi asciugò e baciandomelo mi disse sai sarà bene rivederci ogni tanto.
Arrivò l’estate e Paolo andò per qualche settimana dagli zii della mamma in montagna dalle parti di Treviso, ci salutammo con l’intento di sentirci telefonicamente via sms.
Io non potevo permettermi viaggi anzi se proprio volevo fare qualcosa era portare qualche soldo a casa, ma non era assolutamente facile. Mi ero rivisto un paio di volte con Bruna ma non era successo nulla, in sincerità a me lei non faceva impazzire al contrario lei si era invaghita di me, ma dopo quel pomeriggio a casa sua null’altro.
Fu per caso un semplice e puro caso che un giorno era sabato mattina incontrai la mamma di Paolo, saluti di cortesia, come stai, da quanto non ti vedo e via dicendo lei era appena rientrata da una vacanza al mare e aveva ancora una settimana prima di tornare al lavoro di tutti i giorni. Chiesi notizie di Paolo, mi disse che stava bene, che insomma era tutto a posto poi mi disse perché non vieni a trovarmi nel pomeriggio dai ti preparo qualcosa di piacevole e fresco cose che ho imparato in quest’ultimo viaggio.
Intorno alle cinque del pomeriggio mi recai a casa della sig.ra Maria, mi aprì con il solito sorriso sulla bocca, la sua abbronzatura era meravigliosa era dorata bruna, direi qualche cosa di fantastico e poi metteva in risalto i capelli biondo chiaro e gli occhi azzurri. Mi fece accomodare in salotto e mi offrì un bel bicchiere di coca cola fresca che gradii volentieri. Con il condizionatore acceso l’afa era più che sopportabile, beata lei che poteva permetterselo, io a casa non l’avevo e si soffriva il caldo. Maria mi fece un sacco di domande su come stavano i miei la mia famiglia, come andavano gli studi, bene feci io la famiglia sono solo io perché mamma è andata a stare per qualche giorno dalla sorella e ha portato anche le mie sorelle pertanto almeno fino a tutta la settimana sono solo. Puoi stare da me fece Maria, dai così almeno mi fai compagnia, dai mi farebbe davvero piacere se restassi. Ero indeciso, non mi andava di approfittare della mamma di Paolo, ero un po’ in imbarazzo, non ero abituato a tante premure nei miei confronti.
Provai a dire che non avevo nulla per cambiarmi che, … Maria mi bloccò all’istante dicendomi non ti preoccupare ci sono tante cose di Paolo, avete la stessa taglia se non sbaglio e poi dai mi farebbe proprio piacere.
Dissi si, anche se poco convinto, Maria si prodigò per prepararmi uno stuzzichino tipo merenda, poi si infilò nella stanza di Paolo e dopo un po’ mi chiamò dicendomi di mettermi a mio agio, così sarei stato sicuramente più fresco.
Misi un paio di pantaloncini corti e una canottiera, Maria poco dopo preparò la cena, e mise in tavola mozzarella fresca e pomodori tipo caprese poi del prosciutto cotto dell’insalata e del tonno sott’olio fatto in casa. Mangiai con piacere e gusto, spazzolai tutto, anche un buon bicchiere di vino alla fine del pasto, spinto da Maria che mi disse non fa mica male. Sarà stato il fatto diverso, non so cosa, ma Maria mi disse che non so quanto era che non vedeva qualcuno mangiare con tanta fame. In verità dissi io stando da solo a casa non che mangio poi molto e poi il caldo mi sta uccidendo, al contrario qui con il condizionatore acceso la cosa è ben diversa.
Mi sedetti sul divano e Maria mi disse adesso ti preparo un qualcosa che ti farà rimanere a bocca aperta, l’ho imparato in vacanza. La sentii che in cucina toccava i bicchieri poi venne di la con due bicchieroni colmi di ghiaccio tritato,
lime e non so cosa altro, assaggia mi disse. Buono ma forte da morire per chi come me non era abituato agli alcolici.
Bevvi tutto quel bicchierone ghiacciato ,bene fece Maria, mentre tirò giù la serranda del salone, volevo dirti una cosa. Si avvicinò dopo aver poggiato i bicchieri oramai vuoti in cucina e si mise vicino a sedere,poi allungò la mano sul mio coso e iniziò a masturbarmi,lasciami fare mi disse ,dai fai il buono,vedrai ti piacerà. Piacere si che mi piaceva ,ma non mi era mai capitato di farlo con una donna così più grande di me ero in soggezione,questo non impedì al cazzo di prendere durezza e corpo sotto la mano sapiente di Maria.Bastarono pochi minuti ,forse meno che avevo il cazzo bello duro e in tiro,lei slacciò il pantaloncino,fece scorrere la zip e scansate le mutande prese il cazzo nella sua mano,mi stava facendo una di quelle pippe da paura,stai tranquillo fece lei ,lascia fare a me rilassati. Si abbassò con la bocca attorno al mio cazzo che oramai svettava e iniziò a leccarlo dapprima a colpi leggeri vellutati insalivandolo poi prendendolo fra le guance comincio a solleticarmi la punta con la lingua facendomi impazzire di piacere ,un piacere mai provato,sentivo la sborra che stava salendo ,le afferrai i capelli per staccarla ,lei mollò la presa e mi diede quasi un morso facendomi male davvero,avevo il cazzo dritto e duro che mi faceva male ,l’unica differenza era che non sentivo più la voglia di godere. Ti piace così ,altro che se mi piace ,la prima volta che ho un trattamento di questo tipo, non ci credo fece lei non vorrai mica farmi intendere che le ragazze non te lo hanno mai leccato,no feci io è che loro lo leccano tu lo fai impazzire dopo due leccate è questa la differenza.
Aspetta fece lei e stasera imparerai di sicuro qualcosa ,si svestì rimanendo nuda in un secondo ,e si impalò sul mio cazzo ficcandoselo interamente nella sua fica e iniziò a scoparmi a ritmo lento ,mugolando e scorrendo lungo l’asta che faceva entrare ed uscire dal suo spacco mi disse cazzo sto godendo come una troia,sentii i suoi succhi scendermi sui peli in mezzo alle gambe,continuò a fottermi,poi si alzò e continuò il lavoro con la bocca,non impiegai più di un minuto perché le godetti in bocca un fiotto di sborra,lei la deglutì e continuò a succhiarmi pulendo il cazzo da ogni più piccola traccia di sborra e rendendo il mio cazzo ancora più duro di prima.
Mi fece spogliare dei pantaloni poi mi prese per mano e mi portò nella stanza da letto,si mise carponi sul letto e mi disse dai adesso leccami tu leccami bene ,bene il culo. Io leccai quel forellino stretto e ci infilai dentro la lingua finché ci riuscii ,lei con le mani si apriva le natiche spronandomi a ficcargliela tutta dentro, poi mi disse dai adesso ficcamelo dentro. Poggiai il cazzo sul culo di Maria,scivolai dentro con facilità lei mi disse solo tu stai fermo così lascia fare a me. Si muoveva con un ritmo lento roteando le natiche ,si stava godendo quel momento di piacere con un’intensità che non conoscevo,I suoi silenzi misti ai tanti si e ancora si, si è bello così continua così ,i mugolii di piacere mentre esplosi riempiendola come un otre ,le scaricai nel pertugio quel poco che avevo dentro ,e godetti ai suoi stessi ritmi abbandonandomi completamente. Ansimando come un toro con il fiato grosso,mi sfilai con il cazzo quasi floscio dal culo di Maria,e alzandomi dal letto andai in bagno a lavarmi,un attimo dopo arrivò anche lei ,che si accoccolò sul bidet e si lavò. Mi raggiunse dopo pochi minuti ,stavo riprendendomi dall’eccitazione che mi aveva pervaso,Maria si mise seduta a fianco del letto e mi fece sai che non immaginavo reggessi così bene ,e complimenti hai davvero un bel cazzo duro al punto giusto e con le misure giuste capace di entrare dappertutto. Mi addormentai poco dopo in un sonno profondo rividi tutto quello che avevo appena fatto con Maria ed immaginai che stessi sognando, mi svegliai quasi di soprassalto ,la luce passava dalle persiane ,ero solo nel letto ,ma quello non era il mio letto,andai in bagno a fare pipì ,e un attimo dopo apparve Maria,vieni ti ho preparato la colazione. Passai quattro giorni irripetibili con Maria che mi portò al massimo del piacere ,credo di non aver mai più goduto tanto in vita mia neppure adesso che da quei giorni di anni ne sono passati diversi. Ancora adesso a volte ricordo quelle giornate e oltre ad un erezione improvvisa ripenso a Maria e alle sue voglie.

[Total: 0    Average: 0/5]

Ora sei Offline, Navigazione Limitata