Incontri su internet

Tramite un annuncio su A69 ero entrato in contatto con una coppia della provincia di Frosinone. Dopo esserci scambiati qualche messaggio e avere constatato la reciproca cordialità e gentilezza, decidemmo di incontrarci. Mi chiesero di raggiungerli Al casello di Pontecorvo per incontrarci. Accettai e la sera di un venerdì, mi feci una doccia e mi preparai per l’incontro. Durante il viaggio in macchina fantasticavo sull’incontro. Avevo paura di una delusione ma decisi di non pensarci. Alle 22.30 arrivai al casello e, come da istruzioni, posteggiai la macchina davanti all’albergo che c’è all’uscita del casello. Vista l’ora tarda non era molto affollato e non mi fu difficile individuarli. Erano l’unica coppia seduta ai tavolini. Ci presentammo ci sedemmo e ordinammo qualcosa di fresco. Lui Stefano, un uomo con capelli grigi, probabilmente 66/67 anni, non era una bellezza classica ma non si poteva certo dire che fosse un brutto uomo. Di corporatura robusta probabilmente 90-95 Kg. Lei Ada, di poco più giovane, era piccolina non magra, con un corpo che, nonostante l’età, provocava. Era bionda platino, capelli lisci e corti. Gli occhi, pesantemente truccati di nero, le davano un’aria seria e misteriosa.

Dopo un po’ di imbarazzo iniziale trovai un buon feeling con Ada mentre lui, serio, si limitava a cenni del capo e brevi e fredde frasi. Ad un certo punto, quasi infastidito disse: “andiamo a casa?”. A casa loro mi fecero accomodare in una specie di soggiorno molto spazioso con un bel divano molto grande e comodo. La luce era molto fioca quasi in penombra per le tapparelle non completamente abbassate per fare passare un po’ d’aria.

Ci sedemmo, loro sul divano e io su una sedia li vicino, e sorseggiammo un prosecco appena tolto dal frigo. Loro cominciarono a baciarsi, si tolsero i pochi vestiti che coprivano i loro corpi e rimasero nudi. Fui quasi sorpreso ma ero estremamente eccitato. Lei si chinò versi di lui e prese in bocca il suo cazzo. Io rimasi immobile, quasi paralizzato da quella visione. Fui però presto svegliato dalle parole di lui che disse: “hei, che fai lì, datti da fare”. Mi avvicinai e misi la mia testa tra le gambe affusolate di Ada. Comincia a leccarle la fica ormai bagnata e i suoi gemiti tradivano il suo godimento. Non durò a lungo però, Stefano, senza dire niente, afferrò la mia testa e l’avvicinò al suo cazzo spostandola dalle gambe di Ada. Senza rendermi conto di quello che facevo aprii la bocca e Lo presi in bocca. Quella pratica quasi proibita fece crescere la mia eccitazione a dismisura. Pur essendo completamente etero, non feci nulla per impedirlo. Come se fosse una cosa ineluttabile, continuavo a lavorare il suo cazzo
duro con la mia bocca. Non era enorme ma la riempiva. Con le mani mi spingeva prepotentemente avanti e indietro. Continuai a succhiare e a leccare, ero così eccitato che non so dire quanto tenni il suo cazzo nella mia bocca. All’improvviso mi allontanò dal suo membro e mi ordinò di spogliarmi e di sdraiarmi per terra. Obbedii mentre Ada, che nel frattempo si era goduta lo spettacolo accarezzandosi dolcemente la fica, si mise sopra di me alla pecorina. La mia faccia si trovava a pochi centimetri dalla sua fica ormai fradicia ed ero così eccitato che presi a leccarla avidamente. Stefano mi riprese subito dicendo: “ti piace la sua fica è? Ora ci penso io a fartela assaggiare!”. Cominciò a scoparla da dietro e ogni tre o quattro colpi toglieva il suo cazzo da quella fessura grondante per infilarlo nel mia bocca. Mi derideva dicendo: “ti piace è troia?”. Continuò a scoparla a lungo. Ero al massimo dell’eccitazione ma nonostante ciò il mio cazzo era ancora molle. Ada era eccitatissima. Gemeva e si contorceva. Prese il mio cazzo inerme in bocca. Cominciò a succhiarlo avidamente nonostante lui rimanesse indifferente alla sua lingua e alle sue labbra carnose.

Mi sentivo un imbecille, avere una donna che ti succhia il cazzo e non riuscire a eccitarsi è pazzesco. L’eccitazione rimaneva dentro il cervello e non passava al cazzo, c’era da rimanere di sasso. Stefano, malgrado fosse più giovane di me di 7 anni, continuava a scopare con violenza Ada che ormai si era prodotta in numerosi orgasmi. Quando Ada, stremata dal piacere, si accasciò su di me, Stefano, si alzò e andò a lavarsi.
Rimasi sul tappeto con Ada che mi tranquillizzava sul fatto che non mi si era indurito, mi diceva che era normale essendo la prima volta. Mi baciava e la sua mano si muoveva sul mio cazzo. Senza la presenza ingombrante di Stefano, il mio cazzo prese coraggio e con le sapienti carezze di Ada diventò duro. Ada mi fece stendere sul tappeto, si mise sopra di me prendendosi nella fica il mio cazzo duro muovendosi. In breve si lasciò andare in uno smorzacandela da favola. Si muoveva con una lentezza fantastica aumentando il ritmo fino a scatenarsi impalata sul mio cazzo turgido. Stefano era tornato dalla doccia, si era messo sul divano e di tanto in tanto la incitava, le chiedeva come stava se godeva, si alzò poi e si venne a mettere in piedi davanti a lei, le prese la testa tra le mani e le infilò il cazzo in bocca. Io steso da sotto vidi lo spettacolo e mi eccitai ancora di più. Io e Ada godemmo in maniera esagerata quasi contemporaneamente. Dopo una doccia e un gin-tonic, io e Stefano nudi sul divano, riprendevamo fiato mentre Ada era in bagno. Gli dissi che erano due persone molto belle che mi piaceva essere il loro compagno di giochi, che era stata la prima volta che avevo avuto un rapporto con un uomo e che mi piaceva veramente vederli così eccitati. Lui allora mi disse: “vuoi veramente fare eccitare Ada? Sei veramente disposto a farla impazzire? Gli risposi di si. Lui si alzò e andò a parlare con Ada. Tornò nel salotto, preparò un cocktail a base di prosecco menta e gin, freschissimo ma che mi dette subito in testa!!! Dopo qualche minuto riempì il bicchiere per Ada e mi fece segno di seguirlo. Entrammo nella camera da letto. Ada era distesa sul letto, nuda con le braccia sopra la testa. Accanto a lei c’era in bella mostra un fallo lungo una settantina di centimetri, uno di quei falli finti con una cappella alle due estremità.
Mentre Ada sorseggiava il cocktail che a me aveva cominciato a fare girare la testa, Stefano mi mise in mano il didlo e mi disse di usarlo su di lei. Con l’aiuto di Stefano lo infilai nella fica della moglie per una ventina di centimetri. Poi Lei si alzò; era una donna con un cazzo spaventoso, mai visto, lo teneva con due mani infilandoselo ancora di più. A quel punto Stefano mi ordinò di mettermi sul letto alla pecorina. Ubbidii subito e mi misi in ginocchio con i gomiti appoggiati come se fossi un mussulmano in preghiera. Ada era dietro di me. Sentii le sue mani che mi prendevano i fianchi artigliandomi con le unghie mentre Stefano mi allargava le natiche. Sentivo la cappella del didlo premere contro il mio piccolo buco illibato. Dopo un paio di tentativi la sentii entrare. Non fu difficile, un po’ perché ero eccitatissimo e un po’ perché il didlo era stato abbondantemente lubrificato da Lui. Ada senza tanti preamboli spinse lentamente ma con decisione. Lo sentii arrivare fino al limite consentito. Mi faceva un male cane, ma al pensiero che fosse una donna a prendermi così mi eccitava da impazzire. Ormai ero fuori di me. Nonostante il dolore cominciai a dire “sii, scopami!”. Cominciò ad andare avanti e indietro. Era fantastico. I suoi colpi provocavano ondate di godimento mai provato. Era una sensazione diversa dal solito. Forse qualcosa di simile a quello che provano le donne. Il piacere si andava accumulando ad ogni colpo fino ad arrivare a veri e propri orgasmi anali. Venni, se così si può dire, almeno un paio di volte senza che una goccia di sperma uscisse dal mio cazzo e sentendo Ada urlare di piacere. Ada poi si stese accanto a me, si porto la mia testa tra le sue gambe e da sotto mi prese il cazzo in bocca. Cominciammo così uno stupendo 69 con lei sotto. Il mio cazzo nella sua bocca di fuoco era ridiventato durissimo, ad un certo punto pensavo che stesse per godere, mi afferrò per le natiche e me le allargò. Era invece una manovra per permettere al marito di incularmi approfittando della mia posizione, Lo sentii entrare con violenza. Dopo un primo momento di rifiuto, mi lasciai andare. Sentivo il piacere che mi dava il cazzo dentro la bocca di Ada e sentivo il piacere di essere preso da un cazzo nel culo. I due piaceri l’effetto dell’alcool mi fecero perdere i freni inibitori e mi lasciai andare del tutto accompagnando i movimenti dei colpi di Lui. Stefano, come Ada prima con il didlo, andava avanti e indietro in una maniera fantastica. Mi spingeva il cazzo nel culo con colpi violenti che mi provocavano ondate di godimento mai provato. Poi cominciò ad accelerare il ritmo e capii che anche lui stava ormai per raggiungere l’orgasmo. Alternava colpi velocissimi a colpi lenti e molto profondi. Continuò per un po’ poi lo tolse di scatto provocandomi un’altra ondata sublime. Capii che voleva venirmi in bocca. Forse non aspettavo altro. Lo presi in bocca. Cominciò a pulsare e la mia bocca si riempì di liquido. Il sapore acre del mio culo venne presto scalzato da quello del suo sperma. Lo tenni in bocca finché ebbe finito. Con mia sorpresa Ada si avvicinò e cominciò a baciarmi. La sua lingua esplorava la mia bocca reclamando quel nettare che riteneva suo. Ce lo dividemmo da compagni di giochi erotici riaffermando quella complicità che si era venuta a creare già dal primo istante.

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