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Incesto

La cuginetta su instagram (parte 2)

“Il mio cazzo lo vedrai solo dal vivo! A che ora finisci le lezioni in Uni?”
Questo fu il messaggio che le mandai
Passarono molti minuti prima della sua risposta, pensai di aver detto e fatto una cazzata, d’altronde lei è mia cugina non una semplice ragazza con cui instaurare un rapporto clandestino.
“Perché me lo chiedi? Cosa ti sei messo in testa cuginone? 😊”
Non sapevo che rispondergli, se assecondarla in questo “gioco” o lasciar perdere. Scelsi la prima strada.
“Hai paura adesso? Ieri sera non mi sembravi molto timida. Devi capire che ogni tua azione corrisponde ad una conseguenza, non sei più una bimba.”
La sua risposta non si fece più attendere tanto.
“Paura io? E di cosa. Va bene, finisco lezione alle 4 ci vediamo alla stazione di Bovisa se puoi!”
Avevo preso la decisione giusta! Anzi speravo con tutto il cuore di aver preso la decisione giusta.
La giornata di lavoro prosegui molto lentamente. Il mio corpo era in ufficio ma la mia mente altrove. Presi due ore di permesso per poter andare a prendere Irene.
Alle 3.50 ero parcheggiato davanti alla stazione di Bovisa ma di lei nemmeno l’ombra.
Dopo 20 minuti la vedo arrivare con altri due suoi coetanei e venire verso di me.
Mi accorgo solo ora di quanta femminilità sprigiona mia cugina, pantacollant aderenti neri una camicia lunga a quadri che gli arriva a inizio cosce e stivaletti con un tacco basso.
Mi vengono in contro, Irene sorride guardandomi ma tenendo per mano il ragazzo alla sua destra. Si avvicina e mi bacia alla guancia.
“Ciao Cuginone, lui è Claudio e lui il mio ragazzo Francesco. Facciamo lo stesso corso”
Rimasi impassibile presentandomi, ma dentro di me sentì un sentimento di gelosia e fastidio indimenticabile.
“Simo loro abitano in Lorenteggio possiamo dargli un passaggio?”
Tutti i miei piani vennero smontati in un brevissimo istante.
“Certo ragazzi andiamo così non troviamo traffico”
Claudio decise di sedersi davanti, Francesco e quella stronza di mia cugina dietro. I primi minuti di macchina passarono parlando dei loro studi di cosa avrebbero fatto una volta usciti dall’Uni. Ma mentre io e Claudio parlavamo, Francesco si accostò vicino Irene e la baciò appassionatamente sulle labbra.
Dallo specchietto retrovisore vedevo le loro lingue unirsi, Francesco teneva gli occhi chiusi Irene invece con mio stupore li teneva aperti e fissi su di me.
L’istinto di inchiodare e farli scendere immediatamente mi balenò nella mente, ma mi resi conto che forse avrei fatto la scena del perfetto gelosone.
Sapevo che Irene voleva istigarmi.
Tra una curva e l’altra continuai a guardare quei due dietro darsi da fare, nascondendo il mio sguardo sotto gli occhiali da sole. Le mani di lui correvano su tutto il suo corpo incurante del fatto che davanti sedeva il cugino. Volevo ammazzarlo di botte al ragazzetto. Ma mia cugina non faceva niente per fermarlo anzi aprì di più le gambe per far fare meno fatica a Francesco nell’esplorazione.
Mi sentivo incandescente in faccia, volevo vedere fin dove si sarebbero spinti, ma Claudio interruppe i miei pensieri dicendomi di svoltare a destra e che loro sarebbero arrivati.
Salutai i ragazzi con un grosso sorrisone e una volta scesi dalla macchina invitai Irene a sedere davanti.
Ridendo mi disse:
“No Simo si sta più comodi dietro non te ne sei accorto prima?”
“Certo che me ne sono accorto, va bene che è grande ma volevate scoparmi in macchina per caso?”
“Che brontolone che sei Simo. Anche te sei stato ragazzo e di cazzate ne avrai fatte, più di me!”
Effettivamente alla sua età ne ho fatte di cazzate, risi ma non dissi niente, ripresi a guidare nel traffico di Milano per andare verso Rozzano a casa di Irene.
Il silenzio lo spezzò Irene:
“Quindi ne hai fatte di cazzate o no?”
“Si Ire ne ho fatte ma non in bella mostra come hai fatto te ieri sera su Instagram!”
Fermandomi al semaforo rosso la guardai dallo specchietto, ci guardammo fissi per qualche istante quando i suoi occhi si abbassarono e le sue mani iniziarono a sbottonare i bottoni dalla camicia.
Lo fa quasi come se fosse uno spogliarello, lentamente, arriva all’ultimo bottone apre la camicia se la sfila dalle braccia rimanendo con un reggiseno nero di pizzo.
Ho la bocca secca mentre guido. Non riesco a non guardarla, sento il pisello indurirsi da dentro i pantaloni.
La sento avvicinarsi al mio sedile e leccarmi i il collo.
“Ire che fai sto guidando e poi potrebbero vederci le macchine a fianco”
Ma lei con fare deciso si avvicina all’orecchio e mi sussurra “Zitto e guida oggi decido tutto io”
Torna al suo posto, si toglie il reggiseno e me lo lancia sul cruscotto. Lo prendo e lo porto alla faccia, è caldo e profuma di una fragranza dolce. Mi guarda si tocca il seno, gioca con i capezzoli. Vorrei saltare dietro e succhiargli quei teneri e piccoli seni.
“Ti piacciono le mie tettine? Non sono grosse come quelle di tua moglie”
“Si Ire sono stupende non sai cosa ti farei”
“Simo non hai visto il pezzo forte” con le sue mani prende l’elastico dei pantacollant e con un rapido movimento li abbassa fino alle caviglie.
Quello che ieri ho visto in foto, oggi mi si presentava dal vivo e sul sedile posteriore della macchina.
“Bhè che fai rimani li? Hai paura?”
A quelle parole scelsi il primo parcheggio e mi ci fiondai dentro! Non mi importava di nulla volevo solo lei!
In un secondo mi ritrovai sul sedile posteriore addosso Irene a premergli la bocca contro il suo corpo, la mia lingua la esplorava tutta. Aveva un sapore delizioso, le sue mani indirizzavano la mia testa su dove voleva essere baciata, passando dai capezzoli turgidi al collo, alla pancia. Con una spinta mi toglie da lei si prende le scarpe le toglie e sfila i pantacollant. Ora è a gambe divaricate con una mutandina bianca trasparente.
“Dai cos’aspetti leccamela” Questo fare deciso di Irene mi disorientava, sapeva quello che voleva.
Non me lo disse due volte, la presi da sotto il culo gli sfilai le mutandine, gli diedi un bacio in bocca e poi scesi a leccare quelle magnifiche labbra rosee. Il clitoride era già in fuori e gonfio, la mia lingua non stava ferma un secondo passavo dal buco del suo culo al clitoride come un forsennato. Ero inebriato dal sapore dei suoi umori sulla mia faccia. Le sue mani spingevano la mia testa, dalla sua bocca uscivano dei piccoli gemiti. Il mio pisello ormai era al culmine dell’erezione ancora dentro i pantaloni.
Era il momento di far godere la cuginetta, gli feci leccare due dita della mia mano e le spinsi all’interno di quel paradiso avvolgente e caldo. Presi a masturbarla con le dita e con la bocca succhiavo e giocavo con il suo clitoride. La mia mente era su un altro pianeta. Più la masturbavo e più le sue gambe sulle mie spalle si indurivano, le sue cosce iniziavano a stringermi la testa, gli umori aumentavano sempre più.
“Non ti fermare Simo stò per venire non resisto più, ma dopo voglio il tuo cazzo dentro”
Non volevo più fermarmi, sarei rimasto per ore in quella posizione, ma decisi di punirla per aver fatto vedere il culo a mezzo mondo su Instagram.
Tolsi le dita dalla fighetta e con un rapido movimento a sua insaputa infilai un dito nel buco del culetto, continuando a masturbargli il clitoride con la bocca.
La sua reazione non tardo ad arrivare, strinse il culo e inizio a urlarmi dietro.
“Sei uno stronzo stavo per venire cazzo. Il culo scordatelo mi fa male!” lo diceva tenendo stretti i denti per il dolore.
“Devi pagare per quello che hai fatto Ire!”
“Adesso ti faccio venire ma non come fà il tuo ragazzo. Rilassa il culo e lasciami fare! Questo è per ieri sera!”
Continua…

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