Notizia a sorpresa

..è un giorno come tanti ma, con una notizia in più.

Oggi mi hanno confidato un fatto che mi ha sorpreso, qualcuno avrebbe visto mia cugina V in un locale particolare. Insomma, la sua curiosità l’aveva spinta in uno di quei posti dove le persone vanno per incontrarsi. Non era un club per scambisti, ma la via di mezzo tra una discoteca ed un salotto per conoscere persone nuove. Il tutto reso più intrigante dall’uso di maschera da parte di molti dei presenti.

Rimasi stupito da questa confidenza e risposi di non crederci, che in certe condizioni è facile sbagliare nel riconoscere una persona che non c’è. Il locale non era illuminato a giorno e le maschere, insieme all’alcol, avrebbero fatto il resto. La cosa era finita con una risata.

Dopo qualche giorno, cominciai a pensare ad un modo per fare uno scherzo a mia cugina, per prenderla in giro e per vedere la sua reazione. Pensai di andare al locale in questione senza farmi riconoscere, con una maschera integrale, che coprisse l’intero viso.

Eccomi, da solo, in quel luogo per riconoscere i presenti e, tra questi, mia cugina. Niente di più facile, molte donne non indossavano la maschera e lei era tra queste. La cosa si faceva sempre più facile poiché, per tradizione del locale, ai presenti si offriva la possibilità di conversare attraverso l’utilizzo di un palmare da portare in giro per le persone che si desiderava approcciare. Infine, eccola seduta su un divano, da sola e senza maschera.

Io e mia cugina siamo coetanei, abbiamo una buona intesa, una grande complicità e una mentalità molto aperta. Tuttavia, non conoscevo questo suo lato. Mi stupisce questa sua ricerca, anche perché il sesso non le manca, io lo so.

Quella sera indossavo un vestito scuro, lei, minigonna e giacca. Mi avvicinai e, una volta seduto, cominciai a scrivere: “ciao, ti ho notata tra tutte, sei davvero interessante”.

Mi sorrise, poi: “trovare le parole giuste per conoscere qualcuno è sempre un problema”, “hai un bel fisico, somigli ad una persona che conosco” – Io; “parli di un amico?” – Lei: “qualcosa di più”.

Continuavo col palmare, se avessi parlato, lei avrebbe riconosciuto la mia voce: “sei davvero sexy” – Lei: “non so come mi ritrovo in questo tipo di locale, la prima volta è stato per gioco, con un’amica, però oggi lei non c’è” – Io: “se fai qualcosa è perché hai voglia di farlo” – Lei: “sai che hai ragione? Ho proprio voogliaa!”

Il mio cazzo era già duro. Avevo già una mano tra le sue coscie. Cominciai a leccarle tutto, era bella calda e liscia, come piaceva a me. Voleva vedermi e lo voleva in bocca, ma mi avrebbe riconosciuto in un attimo. Feci le mie mosse per cambiare i tempi, volevo fotterla subito. Lei: “si, ho voglia, non posso più resistere!”, “mettimelo nella fessa, dai!”

Ero seduto sul divano, lei si tirò su in piedi e dopo aver sollevato la gonna le spostai il perizoma e la portai piano a scendere sul mio cazzo, lentamente per assaporare ogni centimetro della penetrazione. Iniziò un bel su e giù aumentando man mano il ritmo, mi stava scopando. Ad un certo punto si voltò invitandomi a togliere il preservativo anzi, me lo sfilò lei: “togli sto coso, voglio sentire la carne!”. Ora era sotto di me, avevo afferrato le sue gambe allargate per bene, “che chiavata!”. Lei: “che bel cazzo che hai, me lo stai mettendo tutto nella fessa, sii sbatti ..sbatti!!” – pensavo: “ V sei proprio una grandissima zoccola!”. Con quell’eccitazione pazzesca le sburrai dentro di brutto – Lei: “sburra dentro, sburra dentro, sburra dentro ..sburraaaaa!”.

Insieme, seduti sul divano tra qualche carezza cominciammo a guardarci intorno, lo spettacolo era stato seguito da pochi, quasi tutti erano presi dalle loro situazioni.

M’invitò a seguirla nel suo Range-Rover per quattro chiacchiere. Ovviamente, non lasciai la maschera, come avrei potuto?

“hai ancora voglia?” – Lei: “non te lo posso dire quanto sono arrapata”. Aveva i vetri scuri e la parte posteriore dell’auto era grande quanto basta. Mise una mano nella borsa e tirò fuori un flaconcino di gel lubrificante e pensare che glielo avevo regalato io. Rimasi fintamente stupito e lei: ”è lubrificante ..sai? a volte può servire”.

Passati nei sedili posteriori si tolse la gonna e si mise a pecorina. Mi avvicinai subito col viso al suo culetto, spostando un po’ la maschera provavo a leccarle le chiappe “mmmhhh” e tra le chiappe, poi abbassai il perizoma e glielo schiaffai in fessa – Lei: “certo, hai proprio una capocchia grossa, ecco perché ho preso il gel!” – “allora, me lo metti?”, lo spinsi più dentro con forza continuando a sbatterla – Lei: “non hai capito? ho tanta voglia in culo, ho voglia ..mi devi chiavare, mi sento troppo porca stasera!”. Mi passò il gel e cominciai a spalmarlo su quel bel bucio di culo, intorno e dentro, era pronto da chiavare, mi faceva morire, pensavo: “che profumo di culo!” – “questa zoccola si fa chiavare in culo da tutti!”. Presi le sue mani e gliele portai sulle chiappe così poteva tenerle belle aperte, a quel punto, Lei: “aspetta, non lo so ..l’ho promesso a mio cugino M , il mio culo è solo per lui”. Strano quello che aveva detto, scopava con un estraneo e pensava a me. Dopo alcuni attimi, Lei: “dai, per una volta non fa niente, una volta sola..” – “mettimelo, non ce la faccio piùuu!” rimise le mani sulle chiappe e le tirò con forza spalancando quel bucio del culo voglioso di cazzo. Appoggiai la capocchia, Lei:”mettimelo, mettimelo ..mettimelo in culoo!”. “mmmmhhh” con quel gel entrava benissimo, sentivo il cazzo prendersi spazio, Lei: “aahhhh, come mi apri il culoo ..chiava ..chiavaaa!”. Mi piaceva montarla in culo era caldissima, la sua carne avvolgeva il mio cazzo e lo stringeva in un abbraccio di voglia. Intanto si toccava la fessa “che vacca in calore!”. Lei: “dai, dai, dai ..sburrami dentro ..sburrami in culoo!”, il cazzo mi esplodeva, ero gonfio e cominciai a tirarlo fuori lentamente fino a far uscire metà della capocchia, poi riempii tutto di sburro, prima nel buco , poi tra le chiappe, per finire sulle chiappe mentre con la capocchia del cazzo la spalmavo tutta.

La serata finì con uno scambio di carezze. Il tutto era partito per farle uno scherzo, ma ormai non potevo rivelarle la mia identità, ero andato oltre.

Due giorni dopo la incontrai, mi salutò: “ciao M , come stai?, Ci dobbiamo vedere, lo sai, no? E’ passato tempo dall’ultima volta” – Io: “già! Hai fatto qualcosa di bello in questi giorni?” – Lei: “nooo, niente che non ti direi, lo sai che ci diciamo tutto e di più” – Io: “Va bene, adesso scusami, devo andare, ti chiamo più tardi” – Lei: “ok. Ti aspetto!”, mentre mi allontanavo, Lei: “dimenticavo! ..complimenti per la maschera!”.

Proprio così. Mia cugina V mantiene le promesse.

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