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Etero

Questa sera ti violento

Solita ora, solito posto, solito squillo cinque minuti prima per avvertirmi. Arrivi, come sempre svolti l’angolo sfrecciando e fumando in contemporanea. Salgo in auto, ci salutiamo con un bacio sulla guancia, poi parti. Ci fermiamo al bar come nostro solito per bere in fretta qualcosa e fumare una sigaretta associata alle nostre confidenze. Parliamo, ridiamo… ma non sprechiamo mai piu di quindici minuti; il tempo è prezioso, per noi non è mai abbastanza.
“Andiamo”.
Ti alzi io ti seguo, rientriamo in macchina e riparti. Per la strada musica e medesime battute, poi la mia voce seria, ferma: “perché andiamo a casa? non ho voglia stasera”.
Continui a guidare, non ti volti: “così, tanto per starcene comunque tranquilli e parlare un pò” accenno un ghigno (si per parlare..).
Dopo avere parcheggiato entriamo in casa, raggiungiamo l’altra stanza. Quella stanza.
La stanza in cui prendono vita le nostre fantasie più latenti, quelle, che pur volendo, non potremmo concretizzare con chiunque. Poggio la borsa sul pavimento e con fare sinuoso mi libero degli accessori, sfilo l’anello poi il bracciale, fingendo di essere interessata a ciò che c’è fuori dalla finestra.Tu sei li,mi osservi ma taci. Mi volto e sei già vicino a me. Il nostro gioco ha inizio. Avvolgi il mio corpo con le tue braccia, le sento piu’ forti stasera, possenti e impazienti. Il mio viso vicino al tuo: “cosa vuoi?” ti dico; “voglio te”.
Mi libero dalla presa delle tue braccia.
-“e cosa vuoi da me, non eravamo qui per parlare?”
con un sorriso sadico mi spingi al muro, avverto il contatto con la parete, è un sussulto di sorpresa il mio.
-“si certo per parlare, volevo proprio dirti che muoio dalla voglia di scoparti”
cerco di sbarazzarmi delle tue mani,che agili,mi palpano dappertutto.
-“sei uno stronzo mi hai portata qui per questo, ed io stupida ho accettato”
-“ora siamo qui è un peccato andar via cosi non credi?”
continui ad esplorare il mio corpo piu’ che puoi, con fare violento mi blocchi una mano, mi porti l’altra alla bocca, sollevi il mio mento parlandomi vicino:
-“davvero pensavi che ti avrei portata fin qui solo per parlare? Ora ci divertiamo un pò, vedrai che ti piacerà” mi baci, impetuoso.
-“NO, lasciami stare. Non voglio. Non voglio”
Noncurante dei miei rifiuti mi sflili la maglietta. Non t’importa di me, non mi stai rispettando e la cosa non ti dispiace affatto. Ogni mio gesto di rifiuto scatena in te sempre piu’ la voglia e la fretta di avermi. Di farmi tua anche contro il mio volere.
-“stai ferma, dopo mi ringrazierai e sarai tu a chiedermi di vederci ancora”
-“lasciami, ho detto di no!”
invano tento di
alleviare la stretta delle tue mani. Non c’è verso di respingerti. Sei deciso, forte, irremovibile.
-“è da quando siamo al bar che volevo scoparti quindi ora fai quello che dico io!”
ormai non mi dai piu ascolto, le mie parole e i miei rifiuti si disperdono per la stanza.
-“che belle tette hai… girati!”
con i piedi saldamente poggiati al pavimento faccio forza per non muovermi, ma come temevo la tua non è una domanda. Con una spinta mi giri e burberamente avverto di nuovo il contatto con la parete, stavolta col viso. Mi tiri giu i pantaloni, frughi nel mio slip nonostante il mio dissenso.
-“guarda come sei bagnata… allora ti piace!”
-“Noo!!”
-“no? ecco verifica tu stessa.”
mi porti le dita intrise di umori alla bocca. Mi costringi a leccarle. Mi scosto ma uno schiaffo improvviso mi comunica che devo farlo e basta. Lecco avidamente i miei umori dalle tue dita, mi baci.
Tenti di tirarmi giu le mutandine ma le mie gambe serrate non ti agevolano nei movimenti. Ti sento impaziente, arrabbiato. Infatti lo sei.
Impugni con forza il mio slip e con fare violento stracci quel sottile lembo di stoffa che protegge il mio sesso, non piu’ al sicuro ora. Sento la tua testa tra le mie gambe, la tua lingua si muove in ricerca di qualcosa non facile da trovare sotto i miei continui rifiuti. Ancora uno schiaffo,stavolta sul sedere, forte, improvviso.
-“inutile che ti ribelli,tu fai quel che dico io,apri queste cazzo di gambe troia!”
È assodato. Vuoi fare di me il tuo oggetto sessuale, non t’importa niente delle mie lamentele, anzi, piu’ non voglio piu’ mi vuoi!
Ancora schiaffi sul sedere,avverto le tue mani nervose,il tuo respiro sempre piu’ spazientito. Con una mano mi tieni fissa la testa al muro con l’altra impugni il tuo arnese:
-“ora ti insegno io l’educazione troietta,ti scopo come si deve.”
Sotto i miei costanti movimenti riesci lo stesso a puntare la cappella sulla mia fessura,lo avverto,è duro e prepotente.Poi un colpo.Uno solo.Secco.Un urlo soffocato fuoriesce dalla mia bocca:
-“aaaaah… mi fai male, lasciami!”
-“sta zitta e scopa puttana, hai visto come entra bene? questo è perchè sei bagnata. Questo è perchè ti piace.”
-“non è vero, non voglio lasciamiii… aaah! si, aaah si”
Si sono bagnata,il suo membro scivola con facilità dentro di me, il suo fare violento mi piace.
Ti sento sorridere, che stronzo che sei,gia sicuro della tua preda ma fiero al tempo stesso.
-“oh si, brava cosi… hai visto che alla fine hai ceduto! ooh si brava la mia troia”
Mi stai scopando selvaggiamente, ora sempre piu’ convinto di quel che fai.
Perchè sai che mi piace!
Le tue mani mi stringono i fianchi,spingo il bacino verso di te, tu mi ricevi lieto,per poi respingermi al muro. È la mia posizione preferita, la nostra. Inaspettatamente ti scosti, ti allontani, mi lasci col fiato sospeso, mi lasci il tempo di realizzare ciò che stiamo facendo. Non voglio ammettere che mi piace, non posso. Mi giro e tu sei li, davanti a me, m’immergi la tua lingua in bocca, cerchi la mia, ma scosto il volto e non te la do vinta.
Sferri un’occhiata interrogativa ma non mi lasci il tempo di rispondere. Con le mani sulle mie spalle mi induci a calarmi, mi vuoi in ginocchio, tu, ma non io.
-“cosa c’è non ti stava piacendo?vuoi continuare a fare la difficile vedo,ora ti sistemo io”
Ormai non accuso piu’ la tua ferrea violenza,il mio corpo si è abituato a te,alle tue mani,ai tuoi schiaffi. Le mie ginocchia toccano il pavimento freddo e il tuo cazzo ora è li davanti al mio viso,impregnato di me. Me lo sbatti in faccia ordinandomi di prendertelo in bocca,non voglio assecondarti, mi piace giocare con te,ma la voglia prende il sopravvento. Accolgo il tuo cazzo duro in bocca,avverto il mio sapore, poi scompare e avverto il tuo. Succhio come una forsennata, mi piace sentirti cosi duro. Sono brava, me lo dici sempre, ogni mi colpo di lingua è accompagnato da un tuo gemito. Stai godendo, lo vedo, lo sento.Con uno scatto improvviso mi tiri su, il pantalone alle caviglie mi impedisce di muovermi, barcollo ma una tua spinta forzata mi fa perdere l’equilibrio. Mi sbatti sul letto,mi giri e mi rigiri come una bambola ai tuoi ordini e riprendi a scoparmi, in diverse posizioni,prima piano poi sempre piu’ forte fino a farmi raggiungere un orgasmo violento, si violento, come ti voglio io!
Ti dedichi a me interamente, al mio seno che tanto ti piace, alla mia bocca regalandomi una marea di saliva,sai che cosi impazzisco.
-“Brava troia brava, è da quando siamo al barche voglio scoparti.”
-“si scopami si!”
-“troia! sei la piu troia che abbia mai conosciuto, sei la mia troia!”.
Ormai siamo in preda alla libidine, tutti i sensi sono coinvolti nel nostro gioco trasgressivo, ci piace abbandonarci a nuove esperienze e non lo nascondiamo. Mi lecchi, poi mi scopi ancora e ancora; poi aggiungi:
-“non ho portato con me i fazzoletti”
-“e allora?”
-“e allora per non sporcarci sei costretta a bere tutto fino all’ultima goccia”
-“e se non voglio?”
-“lo fai lo stesso!”
Adoro la tua fermezza, mi fa sentire desiderata e tu lo sai bene!
Afferri la mia testa con una morsa strettissima, mi fai male… ma stavolta non disubbidisco, sei dolore e piacere. Avanzi una sega veloce davanti al mio viso, stai per godere lo vedo, ti conosco.
-“Apri la bocca puttana. Bevi tutto, cosi, brava mmmh”
bevo come mi hai ordinato, delglutisco… che buono. Mi baci con passione, la mia bocca è imbrattata di te, del tuo sperma; ora però ci ritroviamo a dividerlo, sembra quasi che vuoi risucchiarti tutto quello che mi hai appena donato. Baci, baci e ancora baci. Ci abbandoniamo sfiniti sul letto, i nostri corpi sudati,i respiri mozzati. Fumiamo la sacra sigarette post-orgasmo con un sorriso fugace, effimero, poi ci rivestiamo. Sei tornato in te,solite battute e solite risate,siamo felici e soddisfatti! Mi riaccompagni a casa, stavolta mi dai un bacio sulla bocca che profuma ancora di sesso.
-“mi hai lasciato piu di un segno addosso animale!”
-“meglio, devono saperlo che scopi con me”
-“la prossima volta comando io cosi siamo pari”
-“non so se mi conviene allora”
… La prossima volta? silenzio… poi all’unisono – “se ci sarà…”.

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