Scopate in campagna

Mi chiamo Paolo e ho 25 anni. Da quando ne ho 17 sono assieme ad una ragazza e stiamo pensando di andare a convivere non appena ottengo la laurea. Prima di quello che mi è successo in questi giorni avevo fatto sesso solo ed esclusivamente con la mia ragazza, e la cosa non mi infastidiva affatto, anche perchè oltre ad essere tutto quello che cerco in un ragazza sotto il profilo psicologico, è anche una gran bella figa. Io non sono riuscito ad esserle fedele e la settimana scorsa è successo quello che da anni è sempre stato il mio sogno, il sogno erotico che avevo da quando iniziai a tirarmi le prime seghe a 14 anni. Abitavo ed abito ancor in campagna e la finestra del mio bagno si affacciava sul terreno agricolo che ho dietro casa. Da bambino, come tanti, la maggior parte delle seghe me le facevo in bagno, e io amavo farmele soprattutto quando c’erano nel terreno due ragazze che lavoravano e che abitavano poco distante da casa mia. Sono più adulte di me, una adesso ha 34 anni, l’altra 38 e tutte e due sono ancora nubili. Credo che questo sia per scelta perchè sono davvero due donne stupende, anche se hanno le mani un po’ rovinate, il resto del fisico è tenuto molto bene. Per intenderci non sono né grasse né magre, diciamo abbondanti con un seno da paura. Un viso provocante e angelico allo stesso tempo. Tutte e due con i capelli castano scuro, con occhi scuri. Io le guardavo e nei miei pensieri le vedevo vicine a me che mi aiutavano a masturbarmi. Quando tagliavano l’insalata erano sempre semi nude e gli stivali da contadina che portavano mi eccitavano ancora di più. Ma veniamo ai giorni scorsi. Spesso capita che queste donne ci regalano della frutta o della verdura e da anni io sono il corriere che va in casa da loro a prendere la merce. E’ successo che la settimana scorsa mia madre mi disse di andare a prendere le pesche a casa loro. Salgo in scooter con una mega busta e volo dall’altra parte della strada. Appena arrivo c’è il loro babbo che sta uscendo con il camion e mi dice di andare dietro la casa dentro il magazzino che sono pronte due casse pronte per me. In casa non c’era nessuno, la madre e i fratelli erano nei campi e pensavo che ci fossero anche i miei sogni proibiti. Entro nel capannone e mentre cerco le pesche, sento dei lamenti che venivano da dietro due immensi macchinari agricoli. Non capivo cosa fosse, a prima impressione credevo dei lamenti di un gatto, e quando arrivo per capire chi era, i miei occhi si spalancano con immenso piacere. C’erano Francesca e Sabrina con il seno di fuori e pantaloncini che si stavano baciando. Io divento rosso come un pomodoro e inizio a chiedere scusa per circa 500 volte, non sapevo cosa dire, quindi la soluzione migliore era telare e in fretta. Mentre vado, sento che Sabrina mi chiama molto imbarazzata e mi chiede di tornare indietro perchè devono darmi una spiegazione. Io ero troppo scioccato, nel senso che ero super arrapato e non riuscivo a dire cose molto intelligenti. Dopo qualche minuto di tentate spiegazioni senza senso da parte loro, io cerco di far capire che la cosa che ho visto non sarà divulgata, ma siccome da piccolo avevo fatto la spia raccontando che si facevano le canne sul trattore, volevano che io venissi coinvolto e così senza ribattere, non riesco a dire di no, cioè non dico proprio nulla, ero di pietra. Iniziano a baciarmi sul corpo, Sabrina mi toglie pantaloncini e slip in un sol colpo e mi prende il cazzo in bocca, e ad essere sinceri prima che inizia a tirarmi impiega un po’, ero troppo agitato e confuso) mentre Francesca mi lecca orecchie, collo e mi massaggia il culo. Iniziano a sciogliermi un po’, e non potevo rimanere fermo come un mammalucco per tutto quel tempo, dovevo fare qualcosa. Piano piano prendo confidenza anch’io della situazione, e mentre Francesca scivola sul mio petto leccandomi i capezzoli, d’un tratto il cazzo mi tira e se ne accorge anche Sabrina che fa uno sforzo di gola. La prendo per i capelli e l’accompagno nei movimenti della pompa, che ora è davvero pompa. Nel frattempo inizio istintivamente a fare dei lamenti di piacere, e accarezzo il seno di Francesca con l’altra mano. Mi piaceva, sarei rimasto in quella posizione per due ore. Ci sdraiamo e Sabrina si mette a 69, ma la cosa più bella che Francesca l’aiuta a fare il pompino e a volte si leccano la lingua fra di loro. Io sono davvero a mille, sono stra eccitato, e infatti dopo pochissimo vengo in bocca a tutte e due. Ci fermiamo mentre fumiamo una canna di marijuana che avevano loro, parliamo, e siamo tutti e tre molto, ma davvero molto eccitati. Riprendiamo, il mio cazzo rinviene in breve tempo. Ora sono io a leccare, le lecco tutte e due. Un po’ una un po’ l’altra, mentre ho le mia dita dentro il loro culo. Durante il mio lavoro di lingua, Sabrina e Francesca si baciano il seno a vicenda si accarezzano, si toccano si parlano, io non ci sto più dentro. Metto a pecora Francesca e inizio a incularla, ma ha dolore, però non cambio buco, metto sotto Sabrina, a lei piace anche se sente un po’ di dolore. Inizio a incularla sempre più forte, mi piacciono le sue urla. Intanto Francesca la guarda, continua a parlarle, le massaggia la schiena, i capelli, e ogni tanto le lecca il collo. Non posso continuare per molto perchè so che presto verrò di nuovo, allora riprendo sotto Francesca e la scopo sempre a pecora nella figa, e dopo pochi secondi che la chiavo, Sabrina si mette con la sua figa sotto la faccia di Francesca che inizia a leccargliela, e la testa sotto le mie palle che dondolano. Non so come ci riesca, ma mi prende in bocca il sacco delle palle e sento che da dentro lo lecca. Mi fa un po’ male, ma mi piace. Vengo ancora una volta, un po’ sul buco del culo di Francesca, un po’ sulla faccia di Sabrina

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