Sedurre mia suocera

Sono rannicchiata dietro la schiena di mio marito. Abbiamo da poco consumato un amplesso. Le mie tette sono schiacciate dietro le spalle del mio stallone. I miei capezzoli tentano di perforargli la schiena. Un mio braccio lo circonda e la mano è posata sul suo fallo. Con la mente vado al giorno in cui l’ho conosciuto. Ho sedici anni. Sono in vacanza al mare insieme a mia nonna e mio nonno. Siamo in spiaggia. Vicino al mio ombrellone c’è ne uno con due lettini vuoti. Dopo circa mezz’ora arriva una donna la quale si stende su uno dei lettini. La guardo. È bellissima. Bionda. Alta. Una bocca rosea dalle labbra molto carnose. Un pezzo del bikini nasconde, a stento, un seno molto grosso (una 4 taglia) e che, però, non riesce a nascondere la punta dei capezzoli che spingono contro la stoffa. Ventre piatto. Gambe lunghissime. Un monte di venere ben in evidenza nascosto dal secondo pezzo del costume. Più la guardo e più la mia micina miagola. Il desiderio si fa strada nella mia mente. S’impossessa del mio corpo e lo fa fremere. Non sono una lesbica. Davanti ai miei occhi si staglia la figura di una donna stupenda. L’incantesimo viene interrotto dall’arrivo di un giovane guerriero che si siede sul lettino libero. Sembra Thor, il dio vichingo. La libidine che pervade il mio corpo mi induce a guardare fra le gambe del ragazzo. Il costume che indossa non riesce ad occultare la manifesta forma del grosso ariete ospitato fra le sue gambe. “Mamma, ho lasciato detto al ristorante che andremo a pranzo alle 13.00” Dio! La dea della bellezza è la madre del vichingo. Solo dal suo ventre poteva nascere un si bel ragazzo. La mia dolce pussy diventa un soprano. Sta lanciando degli acuti che squassano il mio giovane corpo. Nel volgere di pochi minuti mi trovo in presenza di due splendide creature. Il sangue mi pulsa veloce nelle vene. Ho deciso. La mia guerra di conquista ha inizio. Comincerò dalla parte più debole dello schieramento avversario: il figlio della dea; il dio Thor. Un anno è trascorso e il dio (si chiama Peter) è diventato mio marito. Ho vinto la prima battaglia. È stata una battaglia dura. Ho dovuto vincere la resistenza della madre che si opponeva con ogni mezzo a che io diventassi sua nuora. È gelosissima del figlio. Da una serie di segnali e dalle attenzioni che dedica al prodotto del suo ventre capisco il perché della sua gelosia. È innamorata di suo figlio. Ora mi aspetta la battaglia decisiva quella che porrà la parola fine alla guerra. Vinco perché gli faccio capire che l’avrei aiutata a conquistare il figlio. Compito oltremodo facile perché anche il mio Peter è innamorato della madre. lo capisco dal come la guarda. I suoi occhi sono tutti per il corpo della madre. Che il mio puledro cavalchi anche sua madre non mi importa un fico secco. L’importante è di averli entrambi nel mio letto. Dopo il matrimonio siamo andati a vivere nella casa di mia suocera. Una villa fuori città circondata da un enorme giardino diventa la scena dove consumo i miei amplessi con mio marito e, spero, dove consumerò quelli con mia suocera. Mi dedico alla realizzazione del piano per la conquista della fortezza: mia suocera. Non voglio che mio marito si scandalizzi se entro nel letto della madre. Devo prepararlo all’eventualità. “Peter. Mi prometti che non ti arrabbierai se ti confesso un mio desiderio.” Mio marito tenta di girarsi. Non glielo permetto. “No. Non devi guardarmi altrimenti non avrò il coraggio di parlare.” Mento. ”È talmente grave quello che mi devi dire? Ti prometto che non mi arrabbierò. Dai parla.” Con la mano continuo a giocare con il suo cazzo. “Peter. Sono Innamorata.” “Tenuto conto che sei con me nel letto devo arguire che si tratta di un altro uomo. Cosa vuoi? Il mio consenso.” “Non dire stupidaggini. Io ti amo. Se ci fosse un altro uomo ti avrei lasciato. No. Sono innamorato di una splendida e bellissima creatura.” “Di chi si tratta?” Con la mano avvolgo il cazzo di Peter e lo stringo. Lui mugola. “Si tratta di una donna.” Mio marito ha un sobbalzo e riesce a girarsi. Mi guarda con un’aria sbalordita. “Sei innamorata di una donna? Sei diventata anche lesbica?” “Non dire scemenze. Se fossi lesbica non sarei qui, nuda, a giocare con il tuo splendido e favoloso cazzo. Ho già avuto rapporti con altre donne. Non te ne ho mai parlato perché non l’ho ritenuto importante. Sono stati rapporti occasionali. Nessuno di loro è durato più di una notte (mento sapendo di mentire). Questa volta è diverso. La donna di cui sono innamorata é speciale. Se entrerò nel suo letto la nostra vita potrebbe cambiare.” “Chi è mai questa donna che dovrebbe sconvolgere la nostra vita.” “Tu la conosci. È sempre stata presente nella tua vita.” “L’unica donna di cui parli è mia madre. No! Non ci credo. Tu sei innamorata di mia madre? Vuoi scoparla? Ti rendi conto di quello che dici? Io dovrei accettare che tu entri nel letto di mia madre? Vuoi il mio consenso? Sei impazzita?” Il cazzo che stringo nella mano ha un guizzo. Lo guardo negli occhi. “Sei geloso?” “Che cacchio dici? Perché dovrei essere geloso? Si tratta di mia madre. Non credi che la cosa potrebbe scandalizzarmi?” “Io sono stata onesta con te. Tu non lo sei con me. Perché? Da quando tua madre fa parte dei tuoi sogni? Dai confessalo. Anche tu sei innamorato di tua madre.” Il fallo ha un altro guizzo. “Certo che ne sono innamorato: è mia madre.” “Quello che sto stringendo con la mano mi sta dicendo che tu ami Amanda non come madre ma come donna. Sappi che se tu avrai un rapporto con tua madre a me non importa. Anzi lo auspico. Questo inciderebbe positivamente sui nostri equilibri mentali.” Silenzio. Ho colto nel segno. “Davvero non t’importerebbe se facessi l’amore con mia madre? Si tratterebbe d’incesto.” “Lo faresti con amore e questo basta. Sono sicura che anche tua madre ti vuole nel suo letto.” “Dio. Sarebbe il coronamento di un sogno. Non puoi sapere quante seghe mi sono fatto. È da quando avevo 11 anni che mi masturbo pensando a lei.” Il cazzo che circondo con le dita e con il palmo della mano si è inalberato ed è diventato duro come l’acciaio. Il pensiero di scopare sua madre lo ha eccitato. “Povero amore mio. Vieni. Scarica il desiderio per tua madre nel mio ventre. Chiavami e pensa di stare chiavando tua madre.” “No. Questa è una cosa che non farò mai. Quando metterò il mio cazzo nel tuo ventre sarà perché è il tuo e non di altre.” “Oh amore. Ti amo. Ti prometto che ti farò entrare nel letto di Amanda. Dovessi costringerla.” So benissimo che non avrei dovuto faticare molto per costringere Amanda a farsi chiavare da suo figlio. “Posso darti un consiglio? Da quando ho capito tu e tua madre volete entrare l’uno nel letto dell’altra e amarvi. Però tu non le hai mai fatto capire che la desideri. Smetti di pensare a lei come madre e trattala come una donna. Falle capire che la vuoi.” “È facile parlare. Anche se la desidero non riesco a non pensare che si tratta di mia madre. Comunque farò come dici.” “Bravo. È cosi che mi piaci. Risoluto.” Scendo da letto. Indosso una vestaglia e mi avvio verso la porta. “Dove vai?” “Raggiungo tua madre.” “Di già. Ne abbiamo appena parlato.” “Hai mai sentito dire: battere il ferro finché è caldo. È già passato troppo tempo da quando desidero amare tua madre. Mio giovane puledro, io tua madre la desidero fin da quando la vidi il primo giorno distesa sul lettino sotto l’ombrellone.” Esco dalla stanza e raggiungo mia suocera. Lei è seduta, avvolta nell’accappatoio, davanti allo specchio e si sta spazzolando i capelli. Mi avvicino. Le metto le mani sulle spalle. Mi chino in avanti e le do un bacio sul collo. “Nicole (sono io)! Cosa fai?” “Niente. Ti ho dato un bacio.” Amanda si alza e si gira verso di me. Porto il mio corpo in contatto con il suo. Avvicino la mia bocca alla sua e le do un bacio sulle labbra. Contemporaneamente afferro un capo della cintura dell’accappatoio e lo tiro. “Posso vedere il tuo corpo senza niente che lo copra?” Mia suocera è paralizzata dalla mia iniziativa. L’accappatoio si apre e due meravigliose grosse mammelle fanno la loro comparsa. Non mi sono sbagliata è una quarta taglia. Nonostante la grandezza vincono la forza di gravità. Le guardo affascinata. Vedo due grosse aureole color caffellatte che ornano i due globi di alabastro. Al centro delle aureole si ergono due capezzoli grossi come ciliegie. Sono dello stesso colore delle aureole un poco più scuri. Distolgo lo sguardo da quelle meraviglie e lo faccio scorrere sul resto del corpo. Vedo il ventre piatto e più sotto, nella congiunzione delle cosce, spicca un folto cespuglio di peli neri che nascondono il meglio del creato. Le giro intorno e mi porto alle sue spalle. Afferro i lembi dell’accappatoio e glielo sfilo lasciando che scivoli sul pavimento. Mi allontano di un passo e vedo una schiena dritta, larga e liscia che si restringe in vita per poi allargarsi e perdersi in due opulenti natiche divise da un profondo solco. È un culo favoloso. Mia suocera si scuote dal torpore. “Figlia mia. Cosa ti è preso?” “Mamma, sei bellissima. Non ho mai visto una donna della tua bellezza. Faresti ricrescere i testicoli ad un eunuco. Dimmi? Quanti anni hai?” “Grazie del complimento. Di anni ne ho 34. Ma perché tutto questo interessamento?” “Hai avuto tuo figlio a sedici anni e poi niente più figli? Mi lasci toccare le tue tette?” Senza aspettare la risposta alzo le mani e le poggio sulle fantastiche rotondità. Possente Odino! Sono sode. Ed i capezzoli sembrano due bulloni di duro acciaio. Un fremito attraversa il suo corpo. “Smettila. Basta.” “Amanda ti desidero. Voglio che tu sia mia. Lasciati andare. Vedrai, ti piacerà.” “Tu sei pazza. Sei una donna. Sei la moglie di mio figlio. Come puoi desiderarmi? Dai smettila di scherzare.” Mi piego in avanti quel tanto che basta per agganciare un capezzolo con le labbra e farlo scivolare nella mia bocca. Per evitare che si ritragga lo tengo stretto con i denti. La mia lingua incomincia a vibrare intorno a quella succosa ciliegia. La schiaccio contro il palato e la succhio. Mia suocera emette un gemito di piacere. Porto una mano fra le sue gambe e con le dita mi faccio strada verso l’interno del cespuglio di peli. Raggiungo le grandi labbra che trovo molto pronunciate e molto polpose. Trovo la fenditura che le divide e mi insinuo verso l’interno. Incontro le piccole labbra. Le strizzo tra le dita. Amanda nitrisce. La sua vagina si sta riempiendo di umori. Un mio dito entra nell’orifizio vaginale. Ne esploro le pareti. Al primo dito ne faccio seguire un secondo e poi un terzo. Incomincio a chiavarla. Un ululato le esce dalla gola. Lentamente, prima flette le ginocchia e poi si lascia andare distesa sul pavimento con le cosce allargate e con le gambe piegate contro di esse. Da parte mia continuo a stantuffare le dita nella sua vagina e senza staccare la bocca dall’inturgidito capezzolo che continuo a succhiare. Mia suocera emette grida di piacere sempre più ravvicinate. Di colpo inarca la schiena e lancia un lungo ed intenso nitrito. Le dita che pompano la vagina di mia suocera affondano in un mare di umori. Amanda sta godendo. Il suo orgasmo dura diversi minuti. Tenuto conto che gli anni di astinenza sessuale sono tanti non può essere altrimenti. Infine si lascia andare compiaciuta dell’orgasmo raggiunto. “Sei un’amabile troietta. Sono anni che non godo in questo modo. Mi è piaciuto. Hai intenzione di continuare?” “Certo che voglio continuare. Siamo agli inizi. Vieni. Andiamo sul letto. Staremo più comode.” Raggiungiamo il letto. E’ lei ad intimarmi di spogliarmi. Sfilo la vestaglia e la butto su una sedia. Mia suocera mi guarda con occhi carichi di desiderio. “Sei ben fatta. Hai uno splendido culetto e delle meravigliose tette. Vieni. Fatti assaggiare.” Fionda la sua bocca sulla mia e la sua lingua penetra le mie labbra. Invade la mia bocca e cerca la mia lingua. La trova. L’avviluppa . Non resto passiva. La mia lingua ingaggia un furioso duello con la sua. La blocco con le labbra e la succhio. Dopo circa un minuto ritrae la sua lingua dalla mia bocca. La mia non si lascia abbandonare. La segue e si ritrova nel cavo orale di mia suocera. È la volta di Amanda a succhiare la mia lingua. Ripetiamo per diverse volte l’andare e venire delle nostre lingue nelle reciproche nostre bocche. Ci alimentiamo dell’aria dei nostri polmoni. Ed è proprio la mancanza d’aria che ci fa smettere di baciarci. “Dio. Amanda. Sei stata magnifica. Non ho mai avuto un bacio da una donna cosi come l’ho avuto da te.” “Questo è niente. Hai risvegliato le mie sopite voglie. Non sai cosa ti aspetta. Mi pregherai di smettere.” Sono le sue ultime parole. Si avventa su di me e comincia a baciare ogni cm del mio corpo che risponde con fremiti ai sensuali baci. Sostituisce le labbra con la lingua. Sembra la lingua di un serpente che, veloce, esplora il mio corpo assetato dei baci di mia suocera. La lingua raggiunge le mie tette che non hanno niente da invidiare alle grosse mammelle di mia suocera. Le lecca strappandomi gemiti di piacere. Ora la lingua è sui miei grossi capezzoli che, già eccitati dal piacere provocato dai suoi baci, si induriscono fino a diventare due bulloni. Amanda apre la bocca ed un mio capezzolo si insinua fra le sue labbra. Lei lo accoglie titillandolo con la punta della lingua e poi lo succhia. Ha un modo di succhiare violento. Più che succhiare mi sta torturando il capezzolo. Le dita di una sua mano si sono strette intorno all’altro capezzolo e lo sottopone a forti strizzate. Sono talmente eccitata che non riesco a capire se mi sta possedendo o mi sta violentando. Il mio corpo è un tremore continuo. L’altra sua mano è scesa fino a raggiungere l’incrocio delle mie cosce. Le sue lunghe e sottili dita si inoltrano nella foresta di peli che circondano la mia vulva. Raggiungono le grandi labbra; scorrono lungo lo spacco che le divide; lo valicano; incontrano le piccole labbra. Sono gonfie dall’eccitazione; le artiglia con le dita. Prima le strizza e poi le fa vibrare. Un nitrito mi sale nella gola e si espande verso l’esterno. La mia vulva si sta riempendo di secrezioni vaginali. Un suo dito penetra l’orifizio vaginale. Al primo dito se ne aggiunge un secondo e poi un terzo. Lentamente incomincia a stantuffarle. Mi chiava. Il suo dito pollice incontra il mio inturgidito clitoride. Ci gioca. Il mio cervello non riesce più a connettere. Un primo orgasmo mi invade ed esplode verso l’esterno. Vengo. Mia suocera smette di succhiare il mio capezzolo. Sostituisce la bocca con le dita della mano che ha estratto dalla mia vagina. Il suo corpo si sposta fra le mie cosce che ho allargato a dismisura offrendo la mia polposa vulva alla vista dei suoi splendenti occhi. Fionda la testa fra le mie cosce e poggia la bocca sulle grandi labbra. La lingua guizza, esce dalla bocca e raggiunge la fenditura e si inoltra nell’orifizio vaginale. Sento che sta lappando le secrezioni di cui è piena la mia vagina. Devono piacerle molto perché non le sputa ma le ingoia. Contribuisco raggiungendo un altro orgasmo e riversando nella sua bocca il mio piacere. La sua lingua ha incontrato il mio clitoride e lo sta titillando. Il mio corpo è attraversato da scosse elettriche. Lei lo circonda con le labbra e lo succhia. Da così vita ad un pompino che si rivela sempre più favoloso. Sotto l’azione della sua bocca sul mio clitoride e delle strizzate delle sue dita sui miei capezzoli il mio corpo è in preda a convulsioni. Un urlo esce dalla mia gola e riempie la stanza. Un grande e sconvolgente orgasmo esplode nella bocca di mia suocera. Dalla mia uretra vengono espulse in rapida successione ondate di sperma che si riversano nella bocca di Amanda che le fa scivolare nella sua gola. Dio. Non ho mai avuto un orgasmo cosi intenso. Perdo conoscenza. Quando ritorno a connettere mia suocera è distesa sul mio corpo e mi sta guardando. “Ti è piaciuto?” “Amanda, sei sta magnifica. Mai una donna mi ha fatto godere tanto quanto lo hai fatto tu. Sono distrutta. Sicura che non hai mai avuto rapporti con altre donne. Dal come hai sollazzato il mio corpo stento a crederlo. Dai. Confidati. Saprò mantenere il segreto.” “Avremo tempo di parlare delle mie esperienze sessuali. Ora spetta a te. Fammi vedere di cosa sei capace. Se saprai soddisfarmi ti farò parte di un mio nascosto desiderio.” Sono entrata nella camera di mia suocera con il proposito di possederla. Invece è accaduto che è stata lei a possedermi e lo ha fatto in modo magistrale

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