Stella

Stella era un’avvenente 40enne: bionda, alta circa 1 e 80 , dalle forme generose, un seno sodo e abbondante (una quinta), due labbra carnose su un viso splendido e malizioso.
Era una donna manager, con una femminilità spiccata: il tailleur che metteva in ufficio contribuiva a farla notare ai suoi colleghi uomini e non solo… la profonda scollatura, i tacchi, la gonna e il suo accavallare le gambe erano lo spettacolo che tutti volevano ammirare ogni giorno. Stella lavorava tutto l’anno con costanza e successo e quando poteva univa l’utile al dilettevole prendendosi un po di svago nei viaggi di lavoro per l’azienda.
Ai principi di Giugno venne mandata in una piccola località di mare per chiudere un importante contratto. L ‘albergo dove alloggiava dava prorprio sulla splendida scogliera e c’era una piccola spiaggia riservata ai soli clienti dell’albergo. Cosi di buon mattino in attesa dell’appuntamento del pomeriggio decise di approfittare della situazione andando a prendere un po di sole nella spiaggetta privata. Stella si accomodò su uno dei lettini ,sistemò le sue cose e tolse il pareo mostrando un fisico mozzafiato. Il bikini faticava a contenere tanta grazia… peccato solo che l’orario e il periodo di bassa stagione non permettevano a nessuno di vedere tale spettacolo: la spiaggia infatti era semideserta. Stella si spalmò la crema solare dalle gambe salendo su su verso i grossi piani superiori, ma vedendo che era praticamente sola quella mattina, decise di slacciare il pezzo di sopra del costume per concedersi un topless e prendere il sole in tutta comodità.
Dopo alcuni minuti di totale relax, comiciò a sentire dei rumori provenire dalla passerella vicino le cabine. In un primo tempo fece per coprirsi per quanto le fosse possibile, poi, si accorse che due inservienti dell hotel stavano provvedendo a sistemare le cabine in vista dell’affluenza piu numerosa dei giorni successivi. Uno di loro era un ragazzo di colore , giovane come il suo amico . Entrambi sembravano darsi molto da fare ma di certo non era sfuggito loro la presenza di Stella poco piu in là. Lei dopo averli osservati per bene ritenne inutile coprirsi: un topless seppur cosi generoso non avrebbe creato chissà che scandalo e anzi , pensò maliziosamente, non avrebbe fatto altro che dare un po di piacere ai loro occhi. L’andirivieni dei due ragazzi diventava sempre piu frequente: il trasporto di tavoli , sdraio e ombrelloni sembrava lungo e faticoso. Decisero allora di togliersi la maglia per evitare il sudore. Avevano entrambi un fisico
atletico, gli anni di nuoto avevano scolpito pettorali e addominali perfetti che risaltavano grazie al velo di sudore che li ricopriva. Anche Stella non rimase indifferente , i suoi occhi correvano eccitati lungo le forme perfette di quei due giovani corpi . Aveva sempre avuto tra le sue fantasie quella di desiderare un giovane “superfigo” e quella mattina ne aveva due proprio davanti i suoi occhi. Non capì cosa le prese, ma la prensenza dei due “spettatori” non la infastidiva, tutt’altro, le faceva piacere e la eccitava…
I ragazzi passavano spesso davanti a lei, anche se erano abbastanza lontani Stella si accorgeva che entrambi gettavano l’occhio verso di lei. Compiaciuta, con gli occhiali da sole poteva squadrarli per bene senza essere scoperta. Erano prorpio due bei ragazzi e i continui sguardi la lusingavano. Decise allora di attirare ancora di piu la loro attenzione : portò il lettino in posizione più eretta e con estrema calma e malizia di chi sa di avere gli occhi addosso cominciò a spalmarsi la crema solare sui seni. Il suo spalmare divenne in poco tempo un vero e proprio massaggio, le sue mani scivolavano viscide di crema sulle tettone che ballonzolavano e si muovevano in maniera estremamente eccitante. I ragazzi a quella scena interruppero il loro lavoro inscenando una “casuale” pausa sigaretta. Senza piu nessuna vergogna le fissavano le grosse bocce che la signora sapientemente accarezzava davanti ai loro occhi. Il suo passare la crema e il loro guardare fecero in poco tempo inturgidire i capezzoli e solleticare la fantasia degli “spettatori”. Stella era piacevolmente sorpresa ed eccitata dalla situazione e decise di continuare quel gioco di esibizionismo. Si alzò e con il solo perizoma si avviò verso la doccia proprio vicino le cabine. I due non le staccarono gli occhi di dosso, le due bocce ballavano oscenamente a pochi passi da loro e la signora aveva un ghigno soddisfatto e divertito sul volto . L’acqua scrosciava sul suo corpo voluttuoso mentre passava le mani lungo i fianchi e attorno i seni, con audacia sorrise ai due ragazzi a pochi metri da lei. La stavano mangiando con gli occhi, uno dei due quasi di istinto portò una mano alla patta per un’
“aggiustatina d’obbligo” e cercava di mascherare la poderosa erezione che cominciava a crescere sotto il costume. Stella terminò la sua sexy doccia e con lo stupore negli occhi dei giovani si avvicinò a loro:- ” Ragazzi sapete se è possibile fittare un pedalò? vorrei prendere un po di sole al largo…” la sua richiesta non era altro che una scusa per osservarli meglio da vicino e apprezzare la bellezza delle sue prede. Quello di colore sembrava scolpito nel marmo e Stella non potè notare il bozzo che faceva capolino dal costume del ragazzo. La voglia e l’eccitazione crescevano in lei sempre di piu.
-“mi spiace signora, ma i pedalò non sono ancora disponibili” rispose l’altro riprendendosi dal momento di imbambolamento. “ok, vorrà dire che mi accontenterò di un bagno” disse mentre si avviava verso la riva. ” e voi? non lo fate il bagno?”. I due si guardarono sorpresi e indecisi sul da farsi. Stella li vide scambiarsi qualche parola mentre si immergeva in acqua. Desiderava ardentemente che i due decidessero di venire a fare il bagno con lei. “Eccoli!” pensò fra sè e sè , dopo qualche tentennamento si avviarono anche loro verso il mare . Mentre si immersero sotto gli occhi eccitati di Stella uno dei due aveva oscenamente il cazzo in tiro che gli premeva sotto il costume. -” Però, niente male”
disse ridacchiando ai suoi giovanotti: -“perchè non toglierli a sto punto questi costumi?” disse provocatoriamente ai ragazzi e intanto si sfilava anche lei il pezzo di sotto. Lo stesso fecero i due, e quello di colore sembrava tanto felice di liberare il suo arnese dall’oppressione del costume. Ne uscì fuori una verga enorme, 20 cm buoni, larga e venosa.
C’e l’aveva gia in tiro tanto che con l’acqua alla vita la cappella faceva capolino fuori il pelo dell’acqua. Stella con gli occhi incollati a quello splendore, non riuscì più a controllarsi: in ginocchio si avvicinò a lui e passando dolcemente la mano prima sull’addominale scolpito la chiuse intorno al glande scappellandolo fin giù. Era il cazzone piu grosso che avesse mai avuto fra le mani.
La capocchia le impegnava tutto il palmo della mano che a fatica riusciva a stringersi intorno l’asta. Cominciò un lento su e giu che fece andare in estasi il torello, il suo amico intanto le piantò da dietro le mani sulle tettone e le stimolò i capezzoli. Stella era nella situazione che aveva sempre sognato: aveva un cazzone fra le mani e un’altro che le premeva alle spalle. Lui le baciava il collo , le leccava l’orecchio e poi incrociò la lingua con la sua. Una mano passò dalle tette alla figa, Stella comiciò ad avere dei brividi , aumentò il ritmo del segone al ragazzo di colore e la sua lingua avida si sciolse nella bocca calda del suo amico. D’un tratto si girò a novanta con l’acqua alle ginocchia che le arrivava al ventre. Lo stallone di colore affondò il cazzone nella sua figa riempiendola completamente, non aveva mai provato niente di simile: le pareti della figa inghiottirono vogliose tutta quella mazza di carne che il ragazzo si ritrovava fra le gambe. Provò un po di dolore ma fu un dolore piacevole, strano, che le amplificava i sensi e il godimento. Cominciò a pomparla con decisi colpi di bacino, la figa ormai le sta grondando di umori. L’amico davanti il suo viso le tirò fuori l’uccello e glielo infilò in bocca . Stella ebbe per la prima volta un cazzo nella figa e uno in bocca contemporaneamente, era in estasi. Segava e leccava con furia , il torello da dietro la impalava a dovere fra i rumori tipici di risucchio che fa una figa bagnata finche d’un tratto, sentì scivolarle via dalla passera colante l’uccello e sentire la cappella calda che premeva sull’ano. Non fece resistenze, chiuse gli occhi e tra i dolori del primo ingresso accolse quel gran cazzone dritto nel suo culo. Non si aspettava di godere cosi tanto da dietro, sentiva il giovane membro pulsante dentro di lei. Il ragazzino affondava i colpi con velocità e veemenza. Era vicino all’orgasmo, lo sentiva. In pochi attimi sentì svuotare tutta quella verga nel suo culo , la sensazione di piacere che ebbe in quell’istante portò anche lei a raggiungere un intensissimo orgasmo con gemiti annessi che a malapena riuscì a soffocare. L’altro ragazzo aspettava la sua parte, era rimasto a menarselo guardando la scena. Stella lo fece avvicinare e con tutta la sua maestria gli leccò il glande accompagnado la sua azione con la mano che lo segava dolcemente. Serrò le labbra attorno alla cappella, la lingua agiva frenetica all’interno della boca, con l’altra mano gli toccò le palle : le sentì dure e gonfie pronte per svuotarsi. – “dai, dai…” le diceva il torello con voce roca fra un sospiro e l’altro così Stella aumentò la velocità della sua sega , con l’altra mano gli strinse i coglioni e con qualche colpo di lingua lo fece arrivare all’apice del piacere. Gli esplose il cazzo in mano, fiotti e fiotti di giovane sborra calda le schizzarono sul viso, sulle tettone, fra i capelli, gli strinse il cazzo fra le mani , fino all’ultimo come per assicurarsi che fin anche l’ultima goccia uscisse. Alzò gli occhi verso il viso di lui paonazzo e affannato. Gli sorrise soddisfatta e lo riprese in bocca per finire il lavoro…

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