T come Treno o Troia?

Mia moglie Barbara è rossa in viso, e non è solo per via del riscaldamento molto alto. In effetti abbiamo ancora i giubbotti addosso, e lo scompartimento è ben riscaldato. Un po’ sarà la tensione, un po’ magari anche l’imbarazzo… insomma, è una discreta vacca ma non deve essere stato facile dire quello che ha appena detto. Neanche per lo sconosciuto seduto di fronte a lei deve essere facile credere alle proprie orecchie: ha una faccia tra l’incredulo e il divertito, continua a guardare alternativamente Barbara e me.
Barbara, con le guance rosse, sembra una Heidi versione porno, ha gli occhietti furbi e un po’ di lucidalabbra e l’uomo davanti a lei probabilmente non riesce a convincersi di averla appena sentita pronunciare la frase: “Le andrebbe di farsi fare un pompino?”.
Io, quando ho sentito la frase, ho saputo che avevo perso la scommessa.

La serata che abbiamo organizzato io e mia moglie Barbara fa parte delle nostre recenti corvées di sesso fuori dagli schemi: da un anno a questa parte ci stiamo concedendo trasgressioni che hanno sempre occupato le nostre fantasie, ma che prima non avevamo mai avuto il coraggio di mettere in pratica… e anche alcune a cui non avevamo mai pensato, come questa del treno, che però ci piace molto e che ogni tanto rifacciamo.
I giochi sul treno li abbiamo provati altre tre volte… il concetto, grossomodo, è di parcheggiare l’auto vicino alla stazione di Torino, in settimana, nel tardo pomeriggio; salire su un treno che ci porti in qualche località a 70 – 100 km dove cenare in pizzeria o trattoria, e poi tornare indietro con un treno regionale, solitamente poco frequentato, possibilmente l’ultimo della sera… cercare uno scompartimento dove ci sia un uomo da solo (“anche due, se vuoi” le ho detto tra il serio e lo scherzo), che Barbara deve stuzzicare fino a combinarci qualcosa, possibilmente davanti a me, nello scompartimento, mentre io controllo che non arrivi nessuno e, se la situazione lo permette, mi sego beatamente…
Sembra facile, ma in realtà lo è un po’ meno: c’è molta gente che ha paura, istintivamente, di essere tirata in mezzo a qualcosa di pericoloso, soprattutto su un treno semideserto che fila tra le campagne piemontesi.

La prima volta è stata in primavera dell’anno scorso… naturalmente Barbara ha girato mezzo treno, finchè ha trovato uno che fosse di suo gradimento, e finalmente l’ha trovato. Un ragazzo sui 25 anni fisicamente abbastanza prestante, che ha raccolto con una certa sfacciataggine gli sguardi della mia lei… quando io mi sono allontanato di proposito, fingendo di andare alla toilette (questo mia moglie me l’ha raccontato al ritorno dalla serata, mentre me la scopavo in preda a un’eccitazione notevole), il tipo ha cominciato a toccarsi il pacco con ostentazione, reggendo con aria spavalda gli sguardi da zoccola di mia moglie.
Quella sera è andata bene, dicevo, soprattutto per essere stata la prima… il tipo era di gradimento di Barbara, aveva un uccello più che discreto e sembrava molto fiero di guardarmi mentre lo metteva in bocca alla mia troietta, e particolare che interessa a quella porca di mia moglie, il sapore del suo sperma era molto piacevole.
Quando ero tornato dalla toilette (dove ero rimasto alcuni minuti per dare il tempo alla mia troietta di provocare a dovere) Barbara aveva ormai nella situazione, si era seduta vicino a lui, che ha avuto mezzo secondo di stupore quando io sono tornato, ma poi si è subito messo a suo agio. Lei ha cominciato a tastargli il pacco, lui mi ha guardato un po’ incerto, ma io gli avevo fatto una faccia come dire “vai tranquillo”, e lui non si è fatto pregare.
In quel momento il treno si è fermato a una stazione dove erano scese due persone e non era salito nessuno.
Neanche un minuto, il treno è ripartito, Barbara ha palpato ancora un po’ il pacco al tipo, poi ha stuzzicato un po’ la zip, e credo che il tipo stesse già morendo dalla voglia…
Io mi sono alzato e mi sono messo praticamente sulla soglia dello scompartimento, con le spalle al corridoio, in modo da potere controllare la situazione, ma anche da potere vedere le prodezze di mia moglie. Ho visto che lo scompartimento a sinistra del nostro e i due a destra erano vuoti…

– Tranquilla, non c’è nessuno… – ho detto piano

Barbara ha abbassato la zip slacciato la cintura, sbottonato i jeans attillati; ha estratto il cazzo già duro del giovane e si è messa a spompinarlo.
Lui aveva un bel cazzo, abbastanza lungo e robusto, dalla pelle chiara, e aveva due coglioni gonfi e poco pelosi che la mia vacca ha leccato guardandomi ostentatamente. Poi, dopo avere lungamente spompinato con passione il cazzo del fortunato sconosciuto, si è fatta una bella bevuta di sborra e ha continuato a succhiare, senza dare l’impressione di volere smettere: le piaceva proprio quel cazzo… comunque il tipo non si è lamentato troppo, l’ha lasciata fare e poco prima di arrivare alla stazione successiva le ha sborrato in bocca una seconda volta, gemendo e sbuffando di piacere. Barbara si è tirata su e ha dato al tipo un giornale per coprirsi (di pulirsi non aveva bisogno, lei ha bevuto anche l’ultima goccia), ha aspettato che il treno ripartisse, e poi, mentre il tipo ancora si stava ricomponendo, si è accosciata davanti a me e mi ha fatto un pompino dei suoi praticamente davanti al naso del tipo ancora ansimante; ha succhiato con foga selvaggia, portandomi rapidamente all
’orgasmo, e quando ha capito che c’ero, ha aperto la bocca e tolto la mano… fa così quando vuole che io mi seghi schizzandole in faccia, e così ho fatto, me lo sono menato tenendo la troietta per i capelli, e le ho sborrato in faccia davanti allo stupefatto compagno di viaggio, uno schizzo dopo l’altro, per poi chiudere la porta dello stabilimento dietro di me e potermi risistemare…
Quella notte siamo tornati a casa infoiati come animali, Barbara ha voluto essere scopata in figa e nel culo, e secondo entrambi è stata una delle nostre serate migliori…

Ma questa sera il gioco è diverso, scusate se ho divagato. Questa sera abbiamo fatto una scommessa: ci saremmo seduti in un scompartimento vuoto, e attendendo che qualcuno venisse a sedersi. Il primo uomo che si siede nello scompartimento Barbara dovrà abbordarlo esplicitamente. Non importa se è giovane o vecchio, magro o grasso, e Barbara dovrà abbordarlo offredogli un pompino. Usando proprio questa parola: pompino. E il tipo dovrà farselo fare lì davanti a me; abbiamo messo questa clausola perché la seconda volta che abbiamo tentato il gioco non è riuscito, Barbara ha provocato diversi uomini che però forse erano in soggezione davanti a me, e abbiamo passato la serata in treno senza combinare un tubo (però quando siamo tornati alla macchina siamo andati a scopare in una zona di guardoni, meglio di niente!).

La terza volta, invece, l’unico che ha abboccato era un uomo sulla quarantina, abbastanza distinto e curato nell’aspetto, che però si è diretto verso il bagno strizzando l’occhio alla mia troietta, pensando che io non me ne accorgessi, non capendo che tipo di gioco facevamo. Lei mi ha guardato con aria interrogativa, non sapeva se io avrei accettato… Io sapevo che quello è il tipo di uomo un po’ piacione che manda in visibilio le troiette come la mia, mi dispiaceva un po’ non assistere, ma mi dispiaceva anche limitare nel gioco quella deliziosa succhiacazzi che è la mia lei.

– Vai e divertiti… – le ho detto strizzando l’occhio.
– Posso farmi rompere il culo? – mi fa lei con un sorriso da sborrarle in faccia.
– Mmmhh… se non te lo rompe troppo, che poi posso giocarci anche un po’ io…

Insomma, lei è andata di là, si sono chiusi nel bagno, gli ha tirato fuori l’uccello e lo ha succhiato fino a farlo diventare duro, poi gli ha dato un preservativo e si è girata di spalle sollevandosi la gonna…

– Ha detto mio marito che puoi mettermelo dietro ma senza sciuparmelo troppo, che poi vuole farci un giro anche lui… – ha detto Barbara girandosi di spalle e abbassandosi la tuta sportiva (è una scelta di comodità, si abbassa e si rialza in fretta, e ci entra comodamente una mano).
– Siete una bella coppia di porci, eh?
– Dài, mettiti il preservativo e fammelo sentire tutto…

Lui ha frugato nel portafogli, le ha fatto vedere la tessera di donatore Avis…

– Non preferisci senza quel pezzo di gomma? – le fa, insalivandosi la cappella

Lei si è sfilata il pantalone della tuta da un piede e ha messo il ginocchio sul lavandino, gesto che valeva quanto un sì. Lui le ha strappato le mutande, e poi gliel’ha messo nel culo, scopandola con foga animale e venendole dentro in poco tempo (alla mia lei piace molto ricevere lo sperma nel culo) mentre lei gemeva e ansimava contro lo specchio, appannandolo… poi l’ha fatta girare, si è abbassato davanti a lei, le ha messo due dita in figa e l’ha leccata con come un assetato a una fontana, facendola venire molto in fretta a sua volta.

A lei quella terza serata è piaciuta molto, dice che le piaceva l’ambiente che la faceva sentire una puttana, e anche quel gesto delle mutande strappate, dice che quel sesso a perdere ci vuole, di tanto in tanto… come darle torto, anche io poco tempo fa mi sono lasciato fare un pompino con ingoio da un altro uomo, davanti all’auto, mentre mia moglie, seduta sul sedile del guidatore, si faceva un ditalino guardando la scena, e da militare ho cambiato molte seghe e qualche pompino con alcuni commilitoni.
L’unica cosa è che a tutti e due quella terza sera in treno ha lasciato il rimpianto di non avere potuto giocare insieme… insomma, vedere un altro uomo che si incula la mia Barbara, che la monta con colpi decisi, mi arrapa moltissimo, forse anche di più che vederla fare pompini (piccolo segreto: per reciproco accordo la figa è solo mia), però… insomma, mi piace guardare, e magari metterglielo in bocca mentre l’altro le allarga le chiappe e glielo fa sentire tutto nel culo…

Ecco perché, dicevo prima di divagare nuovamente, abbiamo fatto la scommessa: sarebbe stato il primo che capitava, sarebbe successo tutto nello scompartimento, e lei avrebbe dovuto trovare il coraggio di proporlo senza mezzi termini, usando la parola pompino, o espressioni analogamente esplicite.
Quando ci si è seduto davanti il primo passeggero, ho avuto sentimenti contrastanti. Era vestito in modo classico, un tipico impiegato sulla cinquantina leggermente soprappeso e con la faccia da brava persona, tendente un po’ al fessacchiotto.
Da una parte ero sicuro di vincere la scommessa, e questo mi faceva allettava non poco, ma dall’altra pensavo che Barbara non avrebbe avuto il coraggio di abbordare un simile pesce lesso, che oltre a non piacerle magari era pure il tipo che ci denunciava. E se anche barbara avesse
Avuto il coraggio di abbordarlo questo si sarebbe scandalizzato oppure spaventato, e non si sarebbe concluso un tubo…

La serata, tra l’altro, non è cominciata benissimo: nel primo scompartimento vuoto che abbiamo provato, dopo un po’ è arrivata una signora piuttosto matura che io mi sarei fatto (Barbara, che sa di queste mie fantasie, mi ha guardato con giocosa aria di sfida, come dire: vuoi provare tu?); siamo usciti e abbiamo cambiato scompartimento.
Nel secondo, dopo un po’ si è seduta una filippina con due bimbe e un bimbo… altro cambio!
Nel terzo arriva questo pesce lesso, Barbara ed io abbiamo ancora i giubbotti addosso, ci guardiamo come dire: “lasciamo perdere?”. Io e lei siamo seduti uno di fronte all’altra nei posti di mezzo, in un modo o nell’altro il tipo si deve sedere di fianco a uno di noi. Si siede davanti a me e di fianco a lei.
Poi lei si sbottona un po’ il giubbotto, è rossa per il caldo e per la vergogna (anche le zoccole come la mia, ogni tanto…).
Si sporge verso la rivista che lui sta leggendo, fingendo di sbirciare un articolo, lui si gira la vede a pochi centimetri dal proprio volto, forse ne sente il profumo, sicuramente è in imbarazzo.
Lei prende fiato, non credevo che lo facesse, ma in un attimo gli ha sussurrato: “Le andrebbe di farsi fare un pompino?”.

Lui mi guarda per un attimo, guarda, lei, si sta chiedendo se ha capito male, ma quando risponde ci rendiamo conto che l’apparenza spesso inganna. Io pensavo gli venisse un collasso, ma decisamente lo abbiamo sottovalutato… ha esitato solo il tempo di assicurarsi di non fare figure di merda, poi ha detto, con tono tranquillo:

– Dipende… gratis o a pagamento?

Prima che io possa rispondere, è Barbara a farlo: è sempre stata porcellina molto pronta di figa e di bocca, ma anche di cervello, se è per questo…

– 50 euro ti seguo in bagno, se invece ti piace il rischio te lo faccio gratis qui, a mio marito piace guardare…
– Ma se arriva qualcuno?
– Mio marito controlla e ci avvisa, nel caso ti copri con la giacca…
– Beh, scusa, a me piace farmi guardare – dice a sorpresa il tipo tastandosi il pacco – e lui piace guardare, mi pare che convenga a tutti stare qui…

Guarda Barbara con aria lasciva e continua a tastarsi il pacco, decisamente l’avevamo sottovalutato. Come ti fregano le facce tranquille…
Io comincio ad essere arrapato, il tipo evidentemente pure… Barbara dice:
– Dài, tiralo fuori…
– Lo vuoi vedere?
– Sì, fammelo vedere…
– Vuoi che te lo metta in bocca?
– Non vedo l’ora…

Lui si sbottona, lo tira fuori e comincia a segarsi lentamente, ansima piano… ha un cazzo niente male, non molto lungo ma tozzo, con un’asta bella solida e leggermente curvata verso l’alto, con la carne più scura di come si sarebbe detto guardandolo in viso. La cappella è carnosa, molto scura, piacevole da vedere mentre sta per sparire nella boccuccia famelica di lei… Sempre segandosi con la sinistra, il tipo passa la mano destra dietro la nuca della mia puttanella e le tira la testa verso il suo uccello, che ora è duro e dritto… La vacca apre la bocca, il cazzo le scivola fra le labbra, lui tira ancora la testa verso il basso, finchè il naso di mia moglie è contro i suoi peli, immagino che la cappella di lui sia ormai contro le tonsille.

Barbara tossisce.

Lui la lascia andare un po’ poi tira di nuovo e dà un colpo con bacino.

Geme.

Barbara tossisce ancora, poi dice: sì, mi piace, fallo ancora…

Io guardo intorno, non c’è nessuno, mi tasto il cazzo duro attraverso i pantaloni, sono arrapato come una bestia… il tipo tiene ancora per un po’ il collo di Barbara, spingendolo verso il basso e dando colpi di anche come se la stesse scopando. Lei ansima, io la conosco e so quanto le piace quel trattamento…
Poi il tipo le lascia il collo e allunga la mano a toccarle il culo, insinua facilmente una mano sotto la tuta ma non riesce a fare granchè. La mia vacca allora si inginocchia sul sedile, ora è culo all’aria, così riesce a spompinare meglio e allo stesso tempo riesce a farsi frugare meglio sotto le mutande…
Lei ora pompa con brio, lui sente il buchetto ruvido del culo, lo stuzzica col dito, tira fuori la mano dal pantalone di lei si insaliva il dito… vedo che ha le mani tozze, le dita grosse, dài, penso, mettile un dito in culo….

– Succhia bene la tua signora… – mi dice lui guardandomi, ormai sfatto dal piacere…
– E’ una brava troietta, vero?

Lei ansima per un attimo, più forte e capisco che lui le sta infilando il dito nel culo.

– Dài, sì…
– Lo vuoi tutto? – fa il tipo
– Sìiii… vorresti incularmi?
– Sì, ma adesso continua, che ti do il dessert…

A queste parole lei pompa come una dannata, io sono talmente arrapato che do un’occhiata in giro, vedo che non c’è nessuno rientro e chiudo lo scompartimento. Tiro le tendine, poi passo dietro a mia moglie, le abbasso il pantalone della tuta, tiro fuori il cazzo e sto per cominciare a scoparmela, quando sento annunciare una stazione, e dico agli altri che dobbiamo ricomporci.

– No, è la mia… – fa il tipo con voce lamentosa per il piacere che la bocca di Barbara gli sta dando…
Lui è confuso, Barbara continua a spompinare come se non avesse sentito una parola. Fuori, in corridoio sentiamo i passi di qualcuno che si prepara a scendere.
Il treno sta rallentando, Barbara invece accelera… lui le sfila il dito dal culo e la prende di nuovo per la testa, lei succhia come sa fare, pochi secondi, il treno rallenta ancora, lui ansima, ha un sussulto, e poi capisco che sta tirando una sborrata notevole in bocca a quell’ingorda di mia moglie.
Sento il rumore di lei che deglutisce, lui geme, lei dà le ultime smanettate e ciuccia ancora, si vedono le prime luci, il bacino di lui si decontrae, Barbara si sposta, fa schioccare la lingua in modo provocante e dice:
– Eh, una bocca più puntuale di un treno!
Il tipo si ricaccia l’uccello ancora pulsante nei pantaloni, si sistema alla meno peggio e si lancia fuori dallo scompartimento. Si volta indietro solo un attimo, come se si ricordasse per un attimo qualcosa, ma non sa cosa dire…
– Grazie, scusate se devo scappare così, speriamo che ci si incontri di nuovo…
– Sì – fa lei – ma la prossima volta tocca a lui…

Il tipo è già andato, forse non ha sentito, e comunque non avrebbe capito senza ulteriori spiegazioni… Il fatto è che – non ve l’ho detto? – i termini della scommessa erano i seguenti:
se vinceva lei, come ha vinto, anche io avrei dovuto fare un pompino, eventualmente offrendo il bis tipo che lei aveva spompinato, che in questo caso però è scappato al volo…
Se invece vincevo io… vabbè, ma tanto la scommessa l’ho persa, no?

Barbara mi guarda e dice:
– Allora? Che si fa? Manca ancora un po’ a Torino…
– Dobbiamo andare a cercare qualcuno che voglia farsi fare un pompino da me? – le dico
Lei ci pensa un po’, poi mi dice:
– Ma, no, a pagare c’è sempre tempo, e io i debiti di gioco non li dimentico… perché invece non mi porti in bagno e mi fai sentire ancora un po’ troia?
– Muoio di metterti la lingua nel culo…
– Solo la lingua?

E si incammina verso il bagno, sculettando le fantastiche chiappe sode in mezzo alle quali, fra pochi attimi di impazienza, le pianterò l’uccello

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