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Lesbo

Una amica…..

Ciao a tutti, sono tornata.. 🙂
be a dire la verità non me ne sono mai andata, ho continuato a frequentare il sito e a leggere i vari racconti anche durante tutto questo tempo.
Oggi sono in vena di confessioni e.. anche se per motivi abbastanza scontati omettero’ nomi e luoghi.. voglio condividere con voi questa mia esperienza.
Tutta la vicenda è cominciata poco più di 3 anni fa, mi ero lasciata da qualche mese con il mio ragazzo.. l’ennesima delusione, ero decisamente giù di morale e con l’entusiasmo e la voglia di uscire sotto le scarpe.
Fortunatamente per me ho un’amica eccezionale che mi è sempre stata vicina nei momenti difficili come questo, mi ha spronata a superare la cosa trascinandomi letteralmente fuori di casa quasi tutti i giorni e tutte le sere. In quel periodo, sia che fossimo in un centro commerciale, in un cinema, a ballare in discoteca, in un pub o in qualunque altro posto, il denominatore comune era divertirsi e fare le cretine insieme.
Il nostro rapporto si è consolidato molto più di quanto lo fosse già.
Durante il rientro a casa da una di queste sere, ci siamo fermate nel parcheggio vicino a casa mia come facevamo di solito per le ultime chiacchiere serali durante le quali ci siamo lasciate andare ad alcune confessioni.
Tra un discorso e l’altro, siamo finite inevitabilemente a parlare di ragazzi e a forza di parlarne male e.. scherzando sul nostro atteggiamento un po’ ambiguo nel ballare insieme durante la serata, con una forte complicità dell’alcol, le ho confessato di aver avuto in passato un esperienza …saffica… con una mia amica.
Lei sul momento ci rimase un po’ male, o almeno interpretai il suo silenzio in quel modo… conoscendola non l’avevo mai sentita restare senza parole, poi inaspettatamente con tono serio mi dice.. “chi è questa…’amica’?” a questo punto fui io a rimanere sorpresa, non dico che non mi aspettassi quella domanda ma .. dal suo tono sembrava quasi arrabbiata… anche se a dirla tutta non ero troppo lucida per cogliere le varie sfumature di quella domanda.
Non senza un po’ di difficoltà, le ho detto chi era l’altra ragazza, le ho spiegato che cmq lei non la conosceva perchè era di una compagnia diversa, spiegandole .. quasi giustificandomi che era stato solo un episodio singolo.. così per provare, che era capitato e.. più parlavo più l’alcol non mi faceva capire che stavo peggiorando la situazione, ero confusa ma consapevole di averla delusa in qualche modo.
.. continuava a tenere le mani sul volante e lo sguardo fisso avanti nel vuoto con un’espressione seria, quasi di rimprovero.
Non sapevo cosa dire e lei non mi parlava, ero emotivamente.. persa credo sia l’espressione giusta… non avrei mai e poi mai immaginato che avrebbe reagito così, non avrei mai creduto che lei.. la mia migliore amica, la ragazza che conoscevo da una vita, forte, decisa, sicura di se, con la risposta sempre pronta e soprattutto disposta a scherzare su tutto mi avrebbe giudicata così..duramente.
E mentre pensavo in modo caotico a queste cose nella mia stupida testa.. un suo movimento mi fece sollevare lo sguardo verso di lei e in un attimo mi ritrovai le sue labbra attaccate alle mie.
Fu un bacio intenso e carico di emozioni contrastanti, io inizialmente presa alla sprovvista non contraccambiai immediatamente e lei accorgendosene si distacco’ da me, in quella frazione di secondo in cui ho incrociato il suo sguardo.. ho visto nei suoi occhi qualcosa che mi ha letteralmente fatto perdere la testa.. ho allungato le mie mani sul suo viso e l’ho riportata vero di me.
Ci siamo baciate intensamente per un tempo che non saprei quantificare, pur essendo una notte estiva quel caldo improvviso che mi scuoteva non era dovuto alla tempratura esterna.
La sensazione che provai in quel momento fu di.. assoluta perdizione, con le nostre lingue che si toccavano, le nostre labbra che si strusciavano e le mani che cominciavano a farsi strada con carezze prima superficiali poi sempre più audaci.
Improvvisamente una macchina di passaggio ci fece sussultare, entrambe ci siamo fermate e l’abbiamo seguita con le sguardo finchè nn si è allontana. Mi volto verso di lei e in un momento di lucidità le dico.. “ma.. sei sicura?” la sua risposta fu decisa e infraintendibile questa volta, mi disse di stare zitta e mi ricominciò a baciare.
Riprese a toccarmi con quelle sue mani stupende facendosi strada sotto il mio giubino di jeans ma restando comunque sopra il vestito, percorrendo il mio fianco destro dalla coscia a salire fino a sfiorarmi il seno di lato per poi passare dietro la spalla e riscendere di nuovo. Mi accarezzava in modo anche deciso ma senza spingersi dove in quel momento avrei tanto voluto che andasse.
Le sue mani esitavano, non riusciva a prendere l’iniziativa e a quel punto le afferrai un polso e le portai la mano sul mio seno, si fermò un istante, come sorpresa, poi schiuse il palmo e me lo afferrò con decisione provocandomi un fremito di piacere che le trasmisi con un lungo sospiro che si infranse sulle sue labbra sempre attaccate alle mie.
Non ricordo di aver più respirato nei minuti successivi, era come se non ci fosse più nient’altro a parte noi due. Rumori, luci, macchine di passaggio.. era tutto sparito, in quel momento nemmeno mi rendevo conto di dove fossi e del tempo che passava.
Quelle mani mi fecero perdere il senso della realtà a tal punto che mi fu impossibile dire o fare qualunque cosa.
La sua mano ora era pìu audace.. si era isinuata nella scollatura del vestito fin sopra al reggiseno.. per abbassarlo, ora il mio seno destro era quasi al vento, se non fosse stato per quel poco di vestito che ancora mi copriva. Sentivo l’intensità dei suoi baci alleviarsi, forse per concentrarsi su quello che stava facendo e sentendo. Si distaccò dalla mia bocca e comincio’ a scendere sul mio collo verso cio’ che aveva appena scoperto, non scese oltre si fermò sul collo ma sentivo che mi stava guardando e la cosa mi piaceva. Dalla sua esitazione intuivo che non si sarebbe spinta oltre senza una conferma, quando stava per risalire presi l’iniziativa, la allontanai da me rimettendola con le spalle sul suo sedile e immediatamente portai le braccia dietro la schiena e mi sfilai il giubino, capì da come mi guardava che anche lei voleva andare oltre, mi tolsi il reggiseno ma non il vestito. Non feci in tempo a finire che la vidi infilarsi tra i due sedili per andare a sedersi dietro da dove mi ha guardata, non c’è stato bisogno di dire niente.
In un attimo ero dietro anche io, finendo sopra di lei, seduta sulle sue gambe, era uno di quei momenti imbarazzanti di stallo in cui nessuna delle due prendeva l’iniziativa, i nostri sguardi erano bassi, almeno il mio lo era ma pur nn vedendola negli occhi capivo che anche lei non mi stava guardando direttamente.
Guardavo le sue mani sui miei fianchi che mi tenevano mentre le mie erano appoggiate sui suoi avambracci, come a sorreggerle. Lei cominciò un lento movimento.. come se mi massaggiasse o sarebbe meglio dire accarezzasse i fianchi scivolando sul vestito su e giu e ogni movimento era sempre più lungo finchè con l’ultimo movimento verso l’alto le mie mani l’aiutarono, incitandola a continuare a salire.
Entrambe avevamo lo sguardo basso sulle nostre mani che salendo ci fecero inevitabilmete guardare in viso a vicenda, a questo punto le sue mani erano circa al mio seno, lei fece un accenno e io capii che voleva toccarlo ma la feci proseguire fino alle spalle dove con un semplice movimento feci scivolare le spalline del vestito dalle mie spalle rimanendo seminuda davanti a lei, sfilai i gomiti dalle spalline e abbasai fin che potei il vestito, notai che ora lo sguardo non era più sui miei occhi, non era la prima volta che mi vedeva così. Scese con le mani dalle spalle scivolando lentamente, furono brividi indescrivibili, arrivò ai seni e me li toccò entrambi con le mani ben aperte da sotto, soppesandoli in modo leggero ma avvolgendoli saldamente, sentivo i suoi polpastrelli premere dolcemente e in modo alternato come a sentirne la consistenza.
Io posso solo dire che quel bellissimo tocco produsse in me un livello di eccitazione enorme. Facevo dei lunghi sopiri di piacere che non facevano altro che aumentarlo in quanto ogni respiro si tramutava in una stretta delle sue mani sul mio seno. Non potevo resistere molto in quel modo (non che volessi resistere) ma sentivo il cuore che batteva forte, più forte del solito, anche a causa dell’alcool forse. Mi abbandonai completamente alle sue mani, chiusi gli occhi, e portai le mie mani sul suo viso accarezzandole prima le guence poi la fronte e le labbra, sentivo i suoi baci sulle mie dita poi tirandosi su con la schiena si staccò dal sedile fino ad arrivare con la sua bocca ai miei seni scoperti.
Il contatto delle sue labbra con il mio capezzolo sinistro mi eccitò a dismisura sentivo la sua lingua inumidirlo e le sue labbra stringerlo dolcemente mentre la sua mano continuava a stringere il mio seno. Mi abbandonai sul retro dello schienale del sedile davanti rimando completamente in balia delle sue attenzioni, mi baciò a lungo portando la mia eccitazione a livelli imbarazzanti, volevo ricambiare le sue attenzioni ma al mio tentativo di portare le mia mano sul suo seno mi ammonì scostandola velocemente, rimasi un po’ interdetta, non riuscivo a capire perchè non volesse farsi toccare da me. In fondo sapevo com’era avendola gia vista nuda e non aveva mai dato segni di imbarazzo. Proprio mentre stavo per riprovarci e dirle qualcosa lei portò la sua mano sinistra sotto di me, toccandomi prorpio lì sopra le mutandine. Quel contatto mi fece sentire chiaramente quanto fossi “eccitata” e non so bene per quale motivo, mi irrigidì cercando di chiudere le gambe ma non vi riuscì in quanto la posizione dei nostri corpi mi impediva quel movimento, lei si accorse del mio tentativo e premette con le dita un po’ più forte.
Ormai avevo perso definitivamente il controllo del mio corpo e della mia testa, cominciai a muovermi su di lei cercando di premere su quelle dita che mi stavano dando piacere. Si fece strada spostando le mutandine e continuò a toccarmi liberamente senza quella barriera di cotone.
Mi spingevo e mi sfregavo su quelle dita fantastiche sentendo chiaramente di avrle ormai bagnate completamente. Cominciavo a non sentire più le gambe e avevo notato che anche lei aveva qualche difficoltà in quella posizione, probabilmente il pensiero di spostarci colse contemporaneamente tutte e due. Io mi sedetti alla sua sinistra e mentre mi appoggiavo allo schienale ebbi un barlume di lucidità guardandomi intorno all’esterno della macchina, fortunatamente non c’era nessuno ed era abbastanza buio perchè non si vedesse niente neanche dentro ma cmq istintivamente mi venne da coprirmi il seno con il braccio. Non feci nemmeno in tempo a rigirami verso di lei che aveva gia portato la sua mano in mezzo alle mie gambe continuando a toccarmi con le sue dita poi portò la sua bocca sulla mia e ci baciammo. Sarebbe meglio dire che lei mi baciava perchè il mio respiro era talmente affannato che dovevo restare a bocca spalancata cercando di trattenere la voce che voleva uscire mentre lei continuava a stimolarmi. Più il mio respiro accelerava e più lei si muoveva veloce, o forse era il contrario ma non ha importanza la cosa sconvolgente era la perfezione con cui mi sapeva toccare, non solo il modo ma anche i tempi e il ritmo.. era tutto fantastico. Improvvisamente sento mancarmi come il respiro e mi lascio scappare un’esclamazione di apprezzamento, era entrata dentro di me e da quel momento cominciò a penetrarmi ritmicamente, in maniera sempre crescente sempre più veloce e in profondità finchè..
finchè non raggiunsi uno degli orgasmi più belli che io ricordi. Quando tornai in me pochi secondi dopo eravamo abbracciate e io la stavo stringendo a me come per impedirle di scappare.
Quando ci siamo, anzi mi sono ricomposta siamo tornate davanti e la sua prima frase è stata.. senza guardarmi “allora.. com’è stato?”
io sincera al cento per cento le ho risposto che era sto bellissimo e che anche io avrei voluto farle provare quell’esperienza magnifica.
Lei di riposta mi dice “ma.. meglio con me o …” riferendosi chiaramente a quella mia amica..
Io capendo finalmente sono scoppiata a piangere e l’ho abbracciata
Poi lei mi disse “cmq non dovevi farlo senza di me” … “porcella”
quell’ultima parola, da come la disse e come la pronunciò capì che era tutto a posto.

Quella sera ci spingemmo ben oltre la normale (seppur stretta) amicizia che ci ha sempre legate ma se dovessi tornare indietro sapendo quello che so ora, rifarei tutto esattamente come allora e se potessi ritornare a quella prima volta.. scambierei mille volte lei con quella mia amica ormai dimenticata.

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