Real Lebian PUTAs - Monterrey, Nuevo Leon, Mexico.
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Lesbo

Una passione difficile da perdere

Mi ero illuso che la nostra lunga vacanza al mare avrebbe “disintossicato” mia moglie, placando la sua passione lesbica per l’amica estetista, ma mi ero sbagliato: ancora una volta, Dany si era insinuata nel nostro ménage con sottile prepotenza per ribadire che Luana era proprietà sua e non del sottoscritto. Non soddisfatta del breve ma sfrenato incontro erotico nella nostra cabina, cui avevo assistito di nascosto godendo come un pazzo, Dany si era praticamente stabilita in casa nostra, un villino tranquillo a breve distanza dalla spiaggia.
Luana me lo aveva comunicato quel pomeriggio stesso, sotto l’ombrellone, dove – fingendo di rientrare da una passeggiata sulla spiaggia – l’avevo trovata a chiacchierare tranquillamente con la sua amica con la quale aveva goduto in cabina fino a pochi minuti prima.
“Sai caro, Dany si ferma da noi qualche giorno a partire da domani, l’ho convinta a chiudere lo studio e prendersi un po’ di vacanze, si sta così bene qui… Tu sei d’accordo, vero?”. Annuii convinto, sotto lo sguardo torbido dell’estetista che mi osservava fumando con le palpebre socchiuse, e quello speranzoso di mia moglie, che temeva una mia reazione negativa. “Bene, sono contento, così ti farà un po’ di compagnia visto che qui non hai amiche!”, aggiunsi con un tono ironico che non fu colto dalle due porcelle, troppo impegnate a lanciarsi sguardi amorosi carichi di sottintesi.
Quella sera, l’ultima che avremmo trascorso da soli (Dany era rientrata in città per fare i bagagli e tornare il giorno dopo), bevvi un po’ più del solito. Mentre Luana, dopo cena, metteva a letto i bambini, rimuginai su quel nostro incredibile triangolo: ad occhi chiusi, rivissi gli amplessi lesbici di mia moglie, di cui ero stato spettatore, eccitandomi sempre di più malgrado mi fossi già soddisfatto nel pomeriggio. Attesi Luana a letto, nudo e visibilmente eccitato: uscita dal bagno in mutandine e maglietta di cotone, mia moglie mi raggiunse, gettando un’occhiata distratta al mio cazzo eretto e mormorando un asettico “Buona notte” prima di spegnere la luce. Furioso, la riaccesi, gettandomi su di lei che, divincolandosi, cercava di sfuggirmi:
“Ma insomma… basta, cosa fai?!? Ho sonno… uffa, lasciami in pace ti ho detto!!!”. La sua resistenza ebbe l’effetto di eccitarmi ancora di più: riuscii a denudarla e presi a strofinare il cazzo gonfio e congestionato sulle sue chiappe sode, palpandole le tette e leccandole il collo. Rassegnata, Luana pensò bene di assecondarmi, senza però rinunciare ai suoi nuovi gusti.
Dopo essersi fatta succhiare le tette, per la verità senza molto entusiasmo da parte sua, spalancò le gambe e mi spinse la testa sulla fica, invitandomi a farla godere con la bocca. Obbediente, presi a leccarla con impegno, pensando che i tempi erano decisamente cambiati: prima che mia moglie si scoprisse bisex, infatti, i nostri rapporti iniziavano sempre con un godurioso pompino!
Malgrado la lingua cominciasse a dolermi, mi accorsi che Luana restava piuttosto fredda, i suoi mugolii suonavano falsi e la fica era asciutta, ben diversa da quella esplorata in cabina dalla lingua esperta di Dany, il cui sbrodolìo ancora risuonava oscenamente alle mie orecchie: sollevando gli occhi, la vidi guardare l’orologio come se non vedesse l’ora che finisse quello strazio! Incazzato nero, smisi di leccarla e mi inginocchiai tra le sue cosce, afferrandola per i fianchi e penetrandola con violenza. “Porco! No, mi fai male!! Piantala, ti prego…”.
Invece di calmarmi, le sue proteste mi eccitarorno ancor di più e presi a pomparla con maggior vigore, notando con soddisfazione che a Luana il cazzo piaceva ancora, eccome!
“Sì, amore, sfondami, pompalo dentro… tutto, lo voglio tuttooo!!”, godeva la troia dimenandosi sotto i miei colpi di cazzo. Il mio orgoglio maschile ebbe però breve durata: mentre la scopavo, mia moglie cominciò a sditalinarsi a due mani, gemendo di piacere e portando ora una mano ora l’altra alla bocca per succhiarsi le dita bagnate di umori vaginali. Masturbandosi a quel modo ebbe un violento orgasmo, godette a più riprese scossa da sussulti di piacere, ad occhi chiusi, pensando certamente a Dany: sconcertato (non l’avevo mai vista godere così), continuai a pomparla mentre lei si rilassava e, paziente, aspettava che venissi a mia volta.
Non mi sorpresi più di tanto quando, mentre stavo per godere, Luana me lo fece tirare fuori (con la scusa che aveva “saltato” la pillola) facendosi sborrare sulla pancia: pur sconvolto dal piacere, non potei fare a meno di pensare amaramente che, in quel modo, intendeva restare fedele alla sua amante.
Dopo essersi lavata, Luana si addormentò soddisfatta, lasciandomi sveglio, al buio, in preda ai più torbidi pensieri. Dove avevo sbagliato? Cosa poteva offrire più di me Dany per aver cambiato così drasticamente e in pochi mesi i gusti sessuali di mia moglie, che in passato avevo definito scherzosamente “una ninfomane travestita da integerrima mammina”? Riandai con la mente ai loro incontri sessuali cui avevo avuto la fortuna di assistere, rendendomi però conto che si era trattato di “sveltine” o di giochi che avevano coinvolto altri maialoni – la muscolosa nuotatrice e l’imberbe nipotino dell’estetista – che non mi avevano fatto capire appieno il rapporto morboso esistente tra Luana e Dany, anche perché vi avevo assistito talmente infoiato che probabilmente molti particolari intimi mi erano sfuggiti.
Decisi perciò che avrei messo le due donne in condizione di godersela in tutta tranquillità, per spiarne minuziosamente gli amplessi. L’occasione si presentò il giorno dopo: Dany ci aveva raggiunto in spiaggia nella tarda mattinata e, con la scusa di aiutarla a sistemarsi nella sua camera, Luana era salita con lei in casa, lasciandomi con i bambini. Attesi qualche minuto, poi – inventando una scusa – affidai i pupi a una coppia di vicini d’ombrellone, i cui figli erano del resto sempre insieme ai nostri a giocare sulla battigia.
Arrivai trafelato al cancello del nostro villino che, constatai con piacere, era stato chiuso dalla mia mogliettina non solo con la sua serratura, ma anche con il lucchetto supplementare che mettevamo la notte, ad ulteriore protezione della casa, e di cui normalmente non portavamo con noi le chiavi quando scendevamo in spiaggia: in tal modo la sporcacciona era convinta di non avere spiacevoli sorprese (leggi marito cornuto che torna all’improvviso e la becca nuda a letto con l’amica), in realtà non poteva sapere che, prevedendolo, avevo portato di nascosto con me una copia della chiave del lucchetto, che riuscii quindi ad aprire senza difficoltà!
Chiusi lentamente il cancello dietro di me, attento a non farlo cigolare (per precauzione lo avevo comunque ben oliato il giorno prima), e attraversai il giardino, accostandomi con cautela alla finestra del soggiorno, spalancata per il gran caldo. Sbirciando dentro, vidi Dany in piedi al centro della stanza, intenta a sfogliare velocemente alcune riviste dandomi le spalle: era completamente nuda, sul corpo liscio e abbronzatissimo spiccava una colorata farfalla tatuata su una spalla, che sembrava stesse per posarsi sul vezzoso codino che le scendeva dalla corta chioma mascolina tinta di rosso.
Sentivo scorrere l’acqua in bagno, dove evidentemente Luana stava facendosi una doccia. Dany si mise un pacco di riviste sotto il braccio e uscì dal soggiorno, girando a destra nel corridoio e quindi in direzione della nostra camera da letto. Piegato in due per non farmi vedere dall’interno, feci il giro della casa e mi piazzai accanto alla finestra della camera, proprio nel momento in cui Dany tirava giù la serranda! Per fortuna la lasciò a metà, ringraziai mentalmente per questo il caldo soffocante giurando di non maledirlo più in futuro e, facendo capolino tra un vaso di fiori e l’angolo basso della finestra, cominciai a guardare dentro la stanza.
Dany era ancora sola, si era seduta a gambe incrociate sul letto matrimoniale (proprio dove dormivo abitualmente!), appoggiandosi alla spalliera: fumava aspirando voluttuosamente una sottile sigaretta, leggeva una rivista aperta sul grembo mentre altre riviste erano gettate qua e là sul letto. In quel momento entrò mia moglie, appena uscita dalla doccia: anche lei era tutta nuda, ancora gocciolante e con i capelli avvolti in un asciugamano annodato dietro la nuca.
“Cosa leggi?” chiese allegramente all’amica, andando a sedersi accanto a lei. Dany alzò la rivista per farle vedere la copertina, era “Eva 3000” e sul letto erano sparse varie “Novella 2000”, “Vip” e altre riviste femminili.
Dalle foto che scorgevo sulle copertine patinate e sulle pagine aperte, non faticavo a capire perché l’estetista ne fosse un’accanita lettrice: tette e culi si sprecavano, attrici e fotomodelle prese col teleobiettivo in topless sotto il sole di spiagge alla moda facevano venire l’acquolina in bocca alla lesbica che se le mangiava con gli occhi!
“Guarda che bella fica la Falchi, c’ha un culo da paura… Si è lasciata con quel pilota, quello delle moto, finalmente! Mmmh, e la Pairetti? Non è più una ragazzina, ma guarda che tocco… altro che rifatta!” Dany sfogliava la rivista commentandola a modo suo, mentre al suo fianco Luana sbirciava interessata limandosi le unghie. Il corpo nudo e palestrato dell’estetista era abbronzato integralmente, sotto la pelle liscia perfettamente depilata guizzavano muscoli da “macho” assai poco femminili: fissavo affascinato le sue tette a pera dai capezzoli piccoli e duri, il suo ventre piatto su cui brillava un piercing, mentre tra le pagine della rivista intravedevo la fessura della vagina rasata.
Sempre più eccitato, spostai lo sguardo su mia moglie e sulle morbide curve del suo corpo, decisamente più femminile: le sottili strisce bianche lasciate dal tanga risaltavano sulla pelle liscia e abbronzata, il seno pesante picchiettato di minuscole efelidi si alzava e si abbassava col respiro, contrariamente a quella di Dany la sua fica era molto villosa ma ben rasata lungo i bordi a formare così un cespuglio perfettamente triangolare. Solo qualche smagliatura sui fianchi e sulle cosce ricordava che Luana era madre di due figli e ormai sulla soglia degli “anta”.
Visibilmente eccitata, anche Dany lanciava occhiate golose a mia moglie: aveva cominciato a carezzarle le cosce, spingendosi sempre più in su fino a sfiorarle la fica. Luana fingeva indifferenza alle carezze dell’amica, ma il suo strofinarsi le cosce allungando e ripiegando nervosamente le gambe ne tradivano la crescente eccitazione. Finalmente, Dany gettò ai suoi piedi la rivista, voltandosi con decisione verso mia moglie:
“Vieni qui, pisellina, che ti faccio tante coccole!”. Le due donne si baciarono appassionatamente, intrecciando le loro lingue: Dany attirava a sè Luana passandole un braccio intorno alle spalle, mentre con l’altra mano le carezzava il seno, titillandole i capezzoli.
“Che belle tette che hai, amore, sono fantastiche,vero?”, diceva Dany soppesando le splendide bocce di mia moglie.
“Ti piacciono, micetta? Lo sai che sono naturali, senza silicone, mica come quelle dei tuoi giornaletti!!”, rispose un po’ acida Luana, spingendo il favoloso petto in fuori come a sottolineare le sue parole. Leccandosi le labbra, Dany fissava avidamente quel ben di dio, palpandolo a piene mani. A un tratto, si distese agilmente di traverso, poggiando la testa sul grembo di mia moglie:
“Giochiamo a mamma e bimba, dài!” disse con voce roca, mentre Luana la guardava dall’alto divertita. “Cì, cì, bimba vole pappa, bimba vole pappa!!”. Allibito, guardavo Dany scalciare e battere i pugni sul letto come una bambina capricciosa, supplicando mia moglie con la vocina in falsetto: con fare materno, Luana le sollevò la testa offrendole le tette da ciucciare. La lesbica non si fece certo pregare: si attaccò a un capezzolo succhiandolo con avidità, mentre titillava l’altro con dita esperte.
Arrapatissimo, presi a masturbarmi di fronte a quell’incredibile spettacolo, oscena parodia di un allattamento: mi ritornarono alla mente le immagini di Luana che allattava i nostri bambini, immagini tenere e pure cui si sovrapponevano quelle che scorrevano davanti ai miei occhi, di ben altro tenore. Dany poppava rumorosamente, godendosi entrambi i capezzoli di mia moglie diventati erti e turgidi come non li avevo mai visti: con gli occhi socchiusi, Luana si masturbava gemendo dolcemente, mentre con l’altra mano masturbava l’amica che apriva e chiudeva ritmicamente le cosce dando il ritmo al ditalino.
La scena durò a lungo, finché le due affiatate sporcaccione godettero contemporaneamente, sussultando e gemendo di piacere. Venni anch’io, sborrando con gran gusto: mentre mi ripulivo alla meglio pensavo che le due fossero soddisfatte e mi preparavo ad andarmene, ma quello che vidi tornando a sbirciare mi inchiodò ancora lì.
Dany e mia moglie rotolavano avvinghiate sul letto, slinguandosi a più non posso e strofinando le passere una sull’altra, mentre le riviste spiegazzate si appiccicavano alla loro pelle luccicante di sudore.
A un certo punto, mentre Dany le era sopra, Luana le chiese di leccarle la fica: la lesbica le si inginocchiò accanto e cominciò a leccarla tutta, pertendo dalle tettone ansimanti e scendendo lentamente verso il triangolo riccioluto in mezzo alle gambe.
Mia moglie mugolava come una cagna in calore, dimenandosi e inarcando la schiena mentre si masturbava, incapace di resistere a quel raffinato supplizio.
Finalmente la bocca di Dany si incollò alla sua fica e l’estetista prese a leccarla come lei voleva, strappandole lunghi gemiti di puro godimento:
“Oooohhh, sììì!!! Mmmhh che bello, che gusto mi dai!! Sei fantastica amore, che lingua che hai! E’ più lunga e più dura del cazzo!!”.
Venni ancora, godendo come un pazzo.
Mentre attraversavo il giardino per tornare in spiaggia, sentivo le grida di piacere di Luana che godeva sotto i colpi di lingua dell’amica: quel giorno capii perché avevo perso mia moglie

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