Una sauna bollente

Il mio ex ragazzo e io eravamo in quello stadio della relazione in cui l’attrazione fisica è alle stelle. Non riuscivamo a staccarci le mani di dosso e facevamo sesso ovunque, ma come coppia eravamo ancora in rodaggio. Francamente mi sembrava che stessimo insieme da troppo poco tempo per poter portare avanti un rapporto a distanza, quindi immaginavo che ci saremmo lasciati, e ne ero devastata. Lui però voleva tentare: sarebbe tornato da me più spesso , ogni tanto sarei andata io da lui, e avremo potuto trovare altri modi per tenere viva la nostra relazione. Iniziammo con il sexting , e dopo un po’ lui suggerì di provare a fare sesso in chat. Io non ero tanto convinta. Non pensavo che avrei esattamente bucato lo schermo, tanto più che quando lui lanciò l’idea indossavo una vecchia felpa grigia col cappuccio. «Toglila», mi disse, e io lo feci, mentre lui si sfilava la T-shirt.
La luce fredda delle nostre stanze era tutto fuorché sexy. Alla fine preferii lasciar perdere e chiusi la videochiamata sentendomi irritata, frustrata, insoddisfatta. La mancanza di contatto fisico stava cominciando davvero a pesarmi. Un paio di giorni dopo, ero molto meglio disposta verso il sesso virtuale: passai il pomeriggio a prepararmi come per un vero appuntamento. Accesi delle candele e indossai lingerie sexy.
Lui non aveva la più pallida idea di cosa avessi in mente: quando, dopo la nostra conversazione iniziale, feci scivolare giù l’accappatoio, sgranò gli occhi e andò immediatamente su di giri. Cominciai a far scivolare le dita lungo il mio collo e mi accarezzai sensualmente i seni davanti a lui mentre descrivevo la prima notte particolarmente hot che avevamo passato insieme.
La prima notte, la ricordo perfettamente, iniziata con un lunghissimo bacio mentre facevamo una sosta in autogrill. Il tragitto per arrivare a casa è stato lungo e le mani nostre non riuscivano a star ferme. Feci scivolare una mano nelle sue parti basse, aveva un cazzo durissimo, non avevo mai visto il suo membro nemmeno in fotografia prima d’ora.. Mi immaginavo un bel pisello, ma non di quelle dimensioni. Slaccia i suoi jeans per accarezzarlo meglio, e per sentire l’odore dei suoi slip. Mi slacciai i miei jeans e per la prima volta mi toccai davanti ad un uomo. Era la prima volta, ma in quel momento sapevo che i suoi occhi erano concentrati su me e la strada, mi sa più su me.. feci scendere la mia mano dentro alle mutandine, erano bagnate e la mia figa non era da meno. Stimolai il clitoride e in breve tempo in auto si sentivano solo i miei mugoli e le mie richieste di cazzo.. sembrava di non arrivare mai a casa sua. Il desiderio era talmente alto che siamo finiti per fare una piccola pausa e cominciare in auto a far l’amore , in un parcheggio all’aperto. Era febbraio, c’era freddo ma i nostri corpi erano caldi. Mi sdrai sul suo cofano e mi aprì le gambe e mi lecco la figa fino a farmi venire. Mi diede un piccolo assaggio. Io avevo 19 anni lui 29. Mai nessuno mi aveva fatto del sesso orale così. Ci rimettemmo in viaggio, 10 min ed eravamo a casa.
Appena chiusa la porta dell’appartamento, cominciammo a toglierci vestiti. Lui fece scivolare le mani sul mio seno e fui piacevolmente sorpresa della sua abilità tecnica. Mi stuzzicava il clitoride e i capezzoli con le dita, e a differenza di altri uomini con i quali ero stata, mi chiedeva cosa mi piacesse. Alla fine, dopo avere indossato un condom, scivolò lentamente dentro di me. Mi misi sopra e raggiunsi l’orgasmo rapidamente. Lui invertì le posizioni e mi strinse a sé mentre veniva. Alla fine ci addormentammo entrambi in un groviglio sudato.
Ero stupita della facilità con cui mi stavo lasciando andare a quel nuovo gioco, e non mi sentivo minimamente insicura. Non mi smontò nemmeno vedere la mia immagine nella finestrella nell’angolo dello schermo. L’illuminazione era perfetta, e devo dire che ero davvero niente male. Mi eccitò moltissimo guardarlo togliersi i vestiti e cominciare a toccarsi. Di solito facendo sesso ci si concentra soprattutto sulle sensazioni fisiche; non sapevo che si potesse provare qualcosa di tanto intenso semplicemente vedendo il piacere di qualcuno che ami. Mentre entrambi ci avvicinavamo all’orgasmo, descrivendo dettagliatamente l’uno all’altro le nostre fantasie sessuali più sfrenate, chiusi gli occhi, così che non potevo più nemmeno vederlo, ma solo sentire il suo respiro ansante, la sua voce mormorare il mio nome in un gemito… e finsi che fossero le sue mani a toccarmi, facendomi godere. È stato molto più sensuale di quanto avrei potuto immaginare. Non era paragonabile al sesso pelle- a-pelle, ma non significava che fosse peggiore. Era diverso. E, come benefit aggiuntivo, c’era il fatto che io sapessi esattamente come darmi piacere. L’esperienza ha superato le aspettative di entrambi, perché per il resto di quell’anno abbiamo trovato il tempo per molte altre sessioni in videochat.

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