Conoscere i nuovi vicini

Dopo quasi un anno di lavoro finalmente sabato scorso sono venuti ad abitare i nuovi vicini. Papà, mamma e una figlia. Lei: Anna, alta, formosa, bionda di 39 anni. Lui: Pippo, migherlino, alto non più di 160 centimetri, di 48 anni. La figlia: Cristina, diciottenne, biondina, occhi azzurri, alta e ben fatta. Per come ondeggia, quando cammina, mi dà l’impressione di una che cerca di eccitare chi la guarda. Una bella ragazza che si propone agli sguardi avidi dei maschi.
Ed è stato proprio la sera di quel sabato che ho avuto con loro il primo contatto.
Ero a letto con Sergio in una delle solite scopate serali che sono preludio ad un sonno profondo. La posizione era a smorza candela. Ero agli sgoccioli poiché l’orgasmo stava arrivando velocemente.
Appena rilassati dopo avere scaricato io la mia brodaglia sul suo pube e lui si era svuotati, per la seconda volta, i coglioni dentro la mia femminilità che sentiamo suonare alla porta.
Noto che erano le dieci appena passate.
Biascicando e mugugnando su chi osava disturbare le scopate di liberi cittadini prendo dall’armadio la prima vestaglia che mi capita e la indosso. Mi rendo conto che è quella trasparente quando ormai la porta è aperta e mi trovo di fronte la nuova vicina che vedendomi sbarra gli occhi.
Ormai non posso tornare indietro, quindi senza scompormi e con la mia, quando mi ci metto, faccia di bronzo dico: desideri qualcosa?
Scusami se ti disturbo a quest’ora ma sono rimasta al buio. La colpa è del fatto che ho acceso contemporaneamente lavabiancheria, ferro da stiro e lavastoviglie. Hai per caso la chiave dell’armadio dei contatori? Purtroppo ti sto disturbando perché a noi non l’hanno data.
Entra che te la prendo! Le dico con un sorriso. La faccio accomodare nel divanetto del soggiorno e, incurante sia dell’abbigliamento sia del fatto che mi sento le cosce tutte bagnate dallo sperma che cola dalla figa, mi dirigo in cucina a penderla.
Gliela porgo e lei prendendola mi ringrazia dicendo: te la riporto subito.
Vado a fare un velocissimo bidet. Ho appena il tempo di asciugarmi e di rimettere la stessa vestaglia che Anna risuona.
È tornata la luce? Le dico. Mi risponde: no! Oltre al contatore è saltato pure il salvavita ed io ho cercato di rimetterlo ma non ci sono riuscita. Al buio non riesco a vedere nulla.
Aspetta che entro e ci provo io, le dico.
Al momento non penso a come sono vestita, forse sarebbe meglio dire svestita. Prendo una lampadina tascabile e la seguo. Vedendo la centralina mi accorgo che aveva sollevata solamente una levetta mentre ce ne erano quattro. Per cui dopo averle alzate tutte la luce finalmente torna.
Anna, anche per ringraziarmi, mi invita a bere un drink. Incosciamente accetto. In quel momento non pensavo al mio abbigliamento. Sarebbe stato meglio rifiutare, ma ormai cosa potevo fare? Ritornare indietro? Impossibile, si sarebbe potuta offendere.
Mi conduce in cucina. Seduto al tavolo c’è il marito: Pippo. Appena mi vede strabuzza gli occhi e si alza per salutarmi. Vicino alla moglie è più basso di almeno dieci centimetri. Vedo che mi fissa cercando di non darlo a vedere. Dovrei sentirmi a disagio ma non lo sono. Anzi sorbendo il drink parlo con disinvoltura anche se di cose superflue. Però noto che Pippo a tratti mi mangia con gli occhi e si lecca le labbra.
Entrambi mi accompagnano alla porta e dopo avermi, per l’ennesima volta, ringraziata mi dicono che sarebbe loro desiderio conoscerci meglio.
Il martedì successivo verso le 15,30 bussano alla porta. È Anna che mi invita a casa sua a prendere il caffé. Accetto di buon grado perché lo desideravo ed ero sul punto di prepararlo. Mi chiede di Sergio e rispondo che sarebbe ritornato fra qualche ora dal lavoro ed aggiungo: aspetta che mi vesto in modo più presentabile.
Lascia perdere mi risponde. Non è il caso che ti crei problemi con noi. Ma ho addosso solamente questa corta vestaglia e sono senza mutandine! Dico senza convinzione. Pure io sono senza mutande mi dice lei. Nel dire si solleva la gonna mostrandomi le lunghe e tornite cosce con alla sommità il ventre completamente glabro.
Mi sovviene un prurito nella femminilità e, quasi senza riflettere, dico. Allora … possiamo andare.
Siamo sedute di fronte in due poltroncine nel soggiorno e stiamo sorbendo il caffé. Anna avvicinandosi a me dice: forse ti sei meravigliata che io abbia sposato un uomo che possa sembrare inadeguato a me. Veramente, le dico, non me lo sono chiesto. Sicuramente avrai avuti i tuoi motivi e poi l’amore non si misura con i centimetri.
Lei sorride e ammiccando dice: a me pare che anche in amore i centimetri sono importanti! Vedendo il mio sbalordimento continua: quanto prima potrai vedere che Pippo i centimetri che gli mancano in altezza li ha tutti inglobati in quel posto, del resto ho potuto vedere che pure il tuo Sergio è ben fornito! Come l’hai visto? Le chiedo curiosa. Voi fate la doccia con la finestra aperta … per cui vi conosciamo bene. In che senso? Dico. Nel senso che i vostri corpi non hanno più segreti per noi e poi tu l’altra sera hai fatto salire la mosca al naso a Pippo mentre ti facevi la doccia con la finestra spalancata e le luci accese. Il nostro bagno è leggermente più alto del vostro per cui, pur non volendolo, riusciamo a vedere quello che fate. Sorridendo aggiunge: ti ringrazio per avermi costretta a calmargli i bollenti spiriti che tu gli avevi fatto salire.
Allora a bruciapelo le chiedo: ma il tuo lui come ce l’ha? La sibillina risposta è: trenta centimetri in lunghezza e sette di diametro.
Minchia! … Mi sfugge in modo incontrollato. Lei sorride e avvicinandosi mi sussurra: lo vuoi vedere? Ormai sono partita. Leccandomi le labbra annuisco. Chiama Pippo che immediatamente si presenta.
Anna, senza indugi, dice: dai mostra a Milly il tuo capitale. Non se lo fa ripetere. Tira giù i pantaloni e mostra quello che ha.
Mamma mia! Esclamo. Mai avevo visto un cazzo di tale dimensioni. I trenta centimetri che diceva Anna ci sono tutti come tutti ci sono, secondo me per difetto, i sette centimetri di diametro. Sicuramente la natura gli aveva risarcito nel cazzo quello che gli aveva tolto in altezza. Questo voleva dire Anna parlando di centimetri inglobati in quel posto.
L’osservo attentamente e noto che lo scroto è ben grosso, somiglia a quello del giapponese. È quanto una grossa mela delizia. Il cazzo sembra quello di un cavallo. Gli arriva quasi al ginocchio ed è ancora appena eccitato.
Non resisto e glielo prendo nelle mani. Lui sospira nel mentre Anna mi dice: fai quello che vuoi! Certo! Rispondo. Fatta scivolare a terra la vestaglia strofino le tette su quel maestoso cazzo che al contatto con la mia calda carne inizia a ergersi imperiosamente.
Lo prendo in mano soppesando coglioni e pene. Godo nel sentirmelo ingrossare fra le dita. Le mie cosce ormai sono tutte umide ed il prurito che aumenta nella vagina mi dice chiaramente quello che desidero.
Decisamente lo porto alla bocca. Inizio a lavorarlo di lingua senza pomparlo. Lecco i due grossi coglioni che, lo ripeto ancora, sono veramente davvero imponenti. Mentre lecco vogliosamente quel ben di dio inizio a smanettargli l’uccello. Gioco di mano ma anche con la lingua. Con questa risalgo tutta l’asta leccandogliela fino ad arrivare alla immensa cappella. É violacea e molto pronunciata. Il filetto rotto mi permettere di scappucciare il cazzo fino alla base del pube. Mi impossesso del glande e ruoto la lingua più volte sulla cappella mentre inizio a menarlo. Lo infilo in bocca e comincio a pomparlo alternando slinguate alla cappella e ai coglioni. Continuo a leccarlo in tal modo, per un bel poco. Inizia a gemere ma mi prega di continuare. Io sono un lago. Le cosce sono tutte bagnate. Il mio umore cola lungo le gambe e lo sento arrivare fino ai piedi. Lui inizia ad ansimare ancora di più. L’asta orami è un tronco per quanto è dura. Continuo a pomparlo e slinguarlo non tralasciando di dare delle lunghe leccate alle palle.
La mano di Anna ora mi sta lavorando la figa. Il mio clitoride è estasiato dal contatto piacevole con le dita dell’amica, la bocca è piena della dura carne (forse sarebbe più corretto dire muscolo) che succhio con avidità.
Sento che sto per venire e d allora aumento il ritmo della sega tirando la pelle al massimo in modo da godermi quell’enorme cazzo che mi palpita nelle mani.
Muggendo come una vacca vengo inondandomi ancora di più le cosce e le mani dell’amica. Lui che sembrava sul punto di venire si ritrae e prendendomi per le braccia dice: Mi sei piaciuta ma ora sarò io a condurre il gioco. Mi fa sdraiare sul letto e mi divarica le cosce. Mette le mani sulla figa palpitante che al contatto riprende ad aprirsi spudoratamente. Mi trastulla un poco la femminilità che totalmente aperta mostra la clitoride turgida e le piccole labbra oscenamente aperte. Ora sento che lui si insinua tra le mie cosce e dirige la sua asta nella mia passera aperta. Sento il glande che percorre tutto il mio spacco facendo una leggerissima pressione. Ho i brividi al pensiero di quello che avrò la fortuna di provare. Sollevo le gambe sulle sue spalle in modo da permettergli di trapanarmi al meglio. Lui dice: brava! … Lo vuoi alla turca? … Te lo farò arrivare fino in gola! Percepisco il cazzo che inizia a penetrare dentro la vagina divaricata. Strofina nelle parete interne e nella clitoride tesa come non mai. Ce l’ho tutta piena e lui inizia un dentro fuori che mi fa estasiare e mi manda nel mondo dell’estasi. Lo sento che pressa sul collo dell’utero ma non è ancora tutto dentro. Esce quasi completamente e poi con un colpo secco lo infila nuovamente tutto nella mia caverna vogliosa e bollente. Ora ce l’ho veramente tutto dentro poiché percepisco i coglioni che ritmicamente ballonzolano sul mio culo. Sono tutta sudata e gemo senza ritegno. L’incito a continuare e spasimo per il piacere che mi dà. Mi fa godere tanto il sentire il cazzo che strofinando sulla clitoride mi procura brividi di estremo godimento. Vengo continuamente. Il mio corpo è agitato per gli spasmi del piacere. Lui, da ottimo stallone, continua a trafiggermi con il suo palo che sembra un tronco d’albero quanto è duro. Gemo e grido e sono al culmine del piacere quando vedo Sergio che accanto ad Anna mi osserva e sorride. Pure loro sono nudi ma a me ora interessa solamente quel meraviglioso cazzo che dentro la figa mi manda in estasi. Muovo pure io il ventre come a volerne di più. Lui continua imperterrito ad andare dentro fuori, … dentro fuori, mentre la vagina è allagata dai miei succhi che vengono prodotti abbondantemente. Ora anche lui inizia ad ansimare. Aumenta il suo movimento ed in proporzione aumenta la mia goduria. L’ennesima mia venuta coincide con l’uscita del cazzo dalla mia figa. Il getto dei miei succhi lo sento uscire fuori di me. È un attimo perché quasi subito il suo cazzo inizia ad eruttare una quantità industriale di sperma che mi colpisce ovunque. Vengo inondata dal pube fino alla bocca. Il bianco e vischioso seme si adagia sul mio corpo creandomi brividi di immenso piacere. Sembra non voglia finirla più di quanto gliene esce. Quando la pioggia inizia a calare ho il suo spacchio in bocca, nel viso, nelle mammelle, insomma su tutto il corpo. Dopo avere scaricato su di me fino all’ultima goccia si alza ed esce dalla stanza.
Una buona quantità di quel dolce nettare caldo lo ingoio saporitamente mentre con le mani raccolgo quello sulle tette e me lo porto nella bocca avida.
Ho il rammarico di non avere potuto ingoiare tutta quella grazia che copiosamente sgorgava dal suo cazzo. Ma già penso di rifarmi la prossima volta ed allora in un raptus di conservazione mi spalmo su tutto il corpo il vischioso liquido che odora meravigliosamente di maschio. Alla fine ho bevuto molto ma ho pure tutto il corpo spalmato di bianco latte.
Sto muovendomi per alzarmi che entrano Anna e Sergio. Sono nudi e vedo che Anna ha l’espressione molto soddisfatta.
Accompagnandoci alla porta Anna mi dice: mi sono fatta una inculata che mi ha fatto godere da pazza. A te come è andata? Meravigliosamente bene! Rispondo. Il tuo stallone mi ha fatto godere moltissimo. A presto dico … pregustando il piacere della doppia penetrazione con Pippo e Sergio.
Come se lei mi avesse letto il pensiero dice: bada che questa volta te l’ho lasciato tutto per te ma pure io mi voglio godere contemporaneamente i nostri due maschioni!
Il bacio che le scocco in bocca ha il sapore di un ringraziamento ma anche di piena soddisfazione.
Oramai siamo in simbiosi. Non passa giorno senza che ci incontriamo. Purtroppo lavoriamo tutti e quattro ed il tempo per trastullarci si riduce di molto.
Con Anna stabiliamo di recarci venerdì sera nella nostra villetta sul mare prendendo spunto dal fatto che Cristina il pomeriggio del venerdì andrà a trascorrere il fine settimana dalla nonna materna.
Siamo in auto ed al pensiero di quello che mi accadrà mi fa venire i brividi ed increspare la pelle.
Data la giornata calda io ed Anna decidiamo di vestirci leggere. Lei indossa un vestitino di cotone colore panna. La generosa scollatura mette in risalto l’abbondante seno che, privo della costrizione del reggiseno, a tratti fa una capatina fuori dal tessuto mostrandosi in tutto il suo splendore. Il corto vestito poi lascia scoperte le sode cosce che fanno venire bei pensieri al solo osservarle. La leggerezza del tessuto, poi, evidenzia che per intimo ha un minuscolo perizoma.
Io opto per una gonna di poliestere a fantasia a vita bassa. Mi arriva appena sopra le ginocchia. L’aderenza del tessuto fascia le natiche e le cosce evidenziando la rotondità del culo. Poiché, pure io, ho per intimo un inesistente perizoma lo spettacolo che offro è veramente eccitante. Completo con un top, pure a fantasia, chiuso sul davanti da tre bottoni perlati, che mette in risalto, oltre all’incavo dell’ombellico, le tette libere dai vincoli dell’intimo.
L’auto sportiva con due sportelli sembra favorire i nostri pruriti. Nel salire a bordo necessariamente siamo costrette a scoprirci le gambe e questo spettacolo eccita i nostri maschietti.
Il vestito di Anna sale vertiginosamente tanto che si vede, senza alcuna alchimia, il velato e trasparente perizoma. Pure io, per non essere da meno, faccio in modo che la gonna mi salga fino all’inguine; cosi facendo mostro, al pari di Anna, cosce e le labbra della figa in quanto la striscia del perizoma si è insinuata nel solco della fenditura.
Sergio guida e non può vedere lo spettacolo. Pippo invece se lo gode tutto e si lecca le labbra manifestando il suo consenso anche con delle toccatine alle mie cosce.
Io ed Anna ci tocchiamo spudoratamente e quando un suo dito penetra dentro la mia vagina inizio a mugolare di piacere.
Non mi risparmio e vado alla ricerca della sua prugna. La trovo tutta bagnata ed inizio a titillarle la clitoride. Pippo ci osserva e se la ride. Poi rivolgendosi a Sergio dice: sai che le nostre due donne si stanno sollazzando? Sergio inizia a ridere e guardando dallo specchietto vede che ci baciamo sulla bocca. Purtroppo per lui non può vedere che ci stiamo sgrillettando con sagacia e godimento.
Appena a casa decidiamo di dare libero sfogo alla eccitazione che si legge nei nostri volti.
Emetto un grido di gioia osservando il cazzo di Pippo pronto per … l’uso. Pure Sergio ce l’ha ben teso e a tiro. Il prurito nella figa e nel culo mi danno la misura del desiderio di avere riempite le mie due cavità. Lo dico ad Anna che annuisce e dopo avere parlottato con i due uomini dice: prima Milly e poi io.
Pippo si sdraia ed io mi metto sopra indirizzando la grossa asta nel mio buco palpitante. Sono tutta bagnata e percepisco il cazzo che penetrandomi dentro strofina nelle pareti rugose della vagina. Vado in sollucchero per il piacere che mi trasmette tale strofinio sulla clitoride. Percepisco la figa che si dilata alla pressione del membro ed inizio ad emettere i bianchi umori della mia femminilità agitata.
Due mani mi fanno arcuare la schiena. Capisco che l’altro cazzo è pronto per la penetrazione anale ed inizio a tremare. Tremo per la voglia di sentirmi completamente riempita. Muovo il ventre per godermi il cazzo che mi sembra arrivi in gola e di già quello di Sergio si sta facendo strada nel secondo canale. L’entrata è dura poiché il cazzone di Pippo mi riempie tutta e quindi Sergio fa fatica a fare penetrare il suo. Riesce ad infilarmi solamente il glande. Allora lo sfila, riempie di gel il mio ano e pure il suo pene e riprende l’inculata. Ora, anche se lentamente, il cazzo riesce a farsi strada. Mi brucia il culo ma il piacere è sublime e supera di gran lunga il fastidio. Sento una spinta più forte e finalmente il cazzo mi si ficca tutto dentro il culo. I coglioni di Pippo li sento nel solco tra figa e culo dove ora battono pure quelli di Sergio. I due uomini muovendosi mi trasmettono ondate di estremo godimento. Sento le mie grida e stranamente mi sembrano tiepidi lamenti. Ansimo, gemo e grido mentre mi sembra di essere leggerissima e volare tra le nuvole. Volo veramente ma non nelle nuvole ma tra i coglioni dei due maschi che scientemente mi stanno dando il massimo del piacere. Pure loro si stanno godendo la delizia che le mie due cavità vogliose e capiente trasmettono. Il massimo dell’orgasmo lo raggiungo quando Anna mi mette la sua figa nella bocca ed allora non capisco più nulla. Il mio corpo è diventato tutto un fremito. Vedere i miei capezzoli cosi irti e scuri che sembra vogliano scoppiare mi fa capire che più di dove sono arrivata non posso andare. Il mio rilassamento totale avviene appena percepisco le violente contrazioni dei due cazzi che sembra vogliano spaccarmi figa e culo.
Il grido che emetto è pure di dolore ma ha il sopravvento la gioia del godimento e del piacere immenso provato.
Vengo emettendo i miei dolci liquidi di donna mentre loro due in contemporanea mi riempiono vagina e culo con i ricchi succhi prodotti dai rispettivi coglioni.
Supina sul letto mi ritrovo tutta sudata, stravolta, la pelle completamente arrossata, i buchi dolenti ma consapevole di avere goduto come mai. Mi sento donna sazia di sesso. È bello sentirsi sazi ed avere la coscienza di avere ricevuto tutto quello che una donna possa desiderare.
Dopo avere abbondantemente pisciato percepisco un bruciore nella vagina. Mi divarico la cosce e con l’aiuto di uno specchio mi scruto dentro la figa. È arrossata come mai. Mi tocco il culo e l’ano mi brucia. Per fortuna ho delle lavande vaginali e mi faccio una irrigazione nella vagina. Poi decido di riservare al culo lo stesso trattamento. Le due irrigazioni migliorano i bruciori e decisamente noto che le cose vanno meglio. Per essere più sicura infilo nella figa un assorbente interno. Quando lo tiro fuori non noto tracce sospette e mi rincuoro. Mi risciacquo con acqua fredda sia figa che culo. Completamente nuda mi siedo nel terrazzino prendendomi la leggera brezza marina.
Sento le grida di Anna che sta godendo del mio stesso trattamento ma non ho curiosità di vedere quello che stanno combinando. Anzi, lo so bene quello che stanno facendo! Ma a me ormai non interessa più. Mi auguro che si sazino presto cosi possiamo andare al ristorante. Dopo la gran scopata ora l’unico desiderio è quello a farmi una bella mangiata. Rifletto e sorrido al pensiero che il sesso sfrenato mi ha fatto venire una fame da lupa.

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