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Orge e Gang Bang

Cosi’ fan tutte

Così fan tutte.

O lo sei o non lo sei, fedele. Non esistono mezze misure non si è fedele a metà.
Un pensiero, uno sguardo, sfiorarsi le mani è già tradimento. Dice: “Ci siamo solo baciati, non l’ho tradito”. Il bacio è tradimento alla pari del rapporto completo. Ci sono donne che si concedono, ma non si fanno baciare in bocca, perché ritengono quell’atto più intimo della penetrazione. Alcune pensano che il bacio si da a chi si ama per davvero e non al primo incontrato. La madre con i baci dimostra al figlio il bene che gli vuole. Con un bacio inizia una storia d’amore e sempre baciandosi, ci si dice addio.
Non credo alla fedeltà, penso che prima o poi, tutti noi possiamo incappare in un tradimento.
È il più debole nella coppia a essere fedele. Quello che ha paura delle conseguenze. Teme di perdere casa, sicurezza economica, figli etc. Per questi motivi con grande spirito di sacrificio, sta lontano dalle tentazioni. Questo è il mio parere sulla fedeltà e come tale è opinabile.
Tutti abbiamo tradito almeno una volta nella vita anche solo con il pensiero. Tutti tranne Carmen la bella proprietaria del bar che frequentavo.
Che femmina Carmen. Me lo faceva venire duro solo a guardarla. Alta 170 cm, mora, capelli neri mossi che gli arrivavano sulle spalle. Occhi neri, labbra carnose, seno generoso, fianchi stretti e culo da sballo. Un gran pezzo di fica.
Carmen, era avulsa ai complimenti, anche se gli dicevi che il caffè era ottimo, lei diventava rossa in viso. Non concedeva niente a noi clienti, parlava poco e questo contrastava con il lavoro che faceva. Chi sta in commercio, deve essere affabile avere il sorriso sempre pronto anche quando non gli va, fa parte del gioco. A Carmen questo non interessava, preferiva rendersi antipatica piuttosto che venir meno ai suoi principi di donna senza fronzoli per la testa. Benito (il marito), andava fiero della propria moglie e quando facevamo una partita a carte con altri amici, non faceva altro che tessere le lodi della sua consorte.
A Benito, non davano fastidio gli apprezzamenti che facevamo sulla moglie anzi, era contento e nell’intimità gli riferiva tutto. Carmen diceva che eravamo dei porci. Ci raccontava che non era stato facile ottenere certe cose che all’inizio del loro rapporto, la moglie non voleva saperne di pompini, leccate di fica, e penetrazione anale, ma dopo si era convinta e ora poteva considerarsi un’esperta. Gli stava mettendo anche una pulce nell’orecchio dicendogli che gli sarebbe piaciuto vederla con un altro. Lei rispondeva che era pazzo e maniaco e che se mai perdesse la testa, l’avrebbe fatto con uno di noi tre, ma Benito non ci diceva chi tenendoci sulla corda. Ognuno di noi, s’illudeva che poteva essere lui il prescelto e cercava di farsi bello agli occhi dell’avvenente barista. Ma Carmen era emetica non lasciava intuire niente. Così passavamo le giornate al bar, ammirandola e rodendoci il fegato. Un lunedì, giorno di chiusura del bar, ci andai lo stesso perché sapevo che l’avrei trovata là intenta a fare le pulizie. La serranda era mezza abbassata ci passai sotto ed entrai. Stava spolverando. Indossava un camice celeste alquanto corto e molto sbottonato gli si vedevano le cosce e il seno prosperoso. Non appena mi vide, arrossì e mi guardò come per dire: “Che ci fai qui?”. Erano le sette di mattina. Gli chiesi se mi preparava un caffè. Rispose che era impossibile doveva accendere la macchina e ci voleva un casino di tempo per farla riscaldare non valeva la pena. Mi guardò dispiaciuta e poi, disse che se volevo davvero il caffè, me l’avrebbe preparato con la moka che aveva nel retrobottega. Ma dovevo abbassare la serranda temeva che altri potessero entrare sentendo l’odore di caffè. La abbassai. Stare solo con lei mi metteva addosso una smania, ero emozionato. Andò nel retrobottega io, mi sedetti vicino a un tavolino. Iniziai a fantasticare su Carmen. Immaginavo che uscisse nuda e che mi dicesse: “Prendimi, sei tu il mio preferito”.
Il cazzo cominciò a indurirsi. Mentre facevo questi pensieri, sento un trambusto e un grido. Mi alzo e vado di corsa nel retrobottega. È appoggiata a un mobile e si tiene la mano destra l’indice gli sanguina. Da quello che ho capito, si è tagliata nell’aprire il barattolo del caffè. Piange le lacrime gii rigano il viso. Mi avvicino, le prendo la mano e mi porto l’indice alla bocca e lo succhio.
«E’tutta colpa mia» Farfuglio senza smettere di ciucciarle il dito. Siamo a stretto contatto i nostri corpi si sfiorano Carmen trema tutta e singhiozza.
«Non sopporto la vista del sangue mi sento mancare». Nel dire queste parole, sbianca e si accascia su se stessa. La sorreggo e la adagio sul pavimento dolcemente. Ha gli occhi chiusi. Mi chiedo se è il caso di chiamare suo marito, ma come giustifico la mia presenza a quell’ora nel bar? Sono inginocchiato accanto a lei. La guardo il viso è bellissima sembra che dorma. Poi il mio sguardo perlustra l’intero corpo. Il camice, si è aperto vedo le meravigliose cosce e le mutandine di cotone bianche che spiccano sulla pelle ambrata. Poco convinto le do dei buffetti sulle guance per farla riprendere, ma spero che ciò non accada subito, voglio che rimanga così, ho un gran desiderio di vederla nuda. Con mano tremante gli sbottono il camice e lo apro. Non porta il reggiseno. Le tette sono ampie e grosse i capezzoli infossati, le aureole larghe e scure. È uno schianto. Non mi accontento voglio di più. Gli sfilo le mutandine. Il triangolo di pelo, nero, folto, e riccio. È più bella di quanto la immaginassi.
Mi chino con la testa sul suo petto e con l’orecchio ascolto il cuore. Il battito è regolare forse un tantino accelerato. Ha un buon profumo sa di freschezza. Passo la mano leggermente sui seni. I capezzoli si ergono come due funghetti. So che non è bello quello che sto facendo ma quando mi sarebbe capitata un’occasione per vederla nuda? Voglio sfruttare al massimo questo momento prima che riprenda conoscenza. Gli prendo un capezzolo tra le labbra e lo succhio dolcemente. Faccio la stessa cosa con l’altro sono molto eccitato. La tensione è alta mi sembra di essere un ladro che sta rubando in una chiesa. Metto la mano in mezzo alle cosce di Carmen. Con stupore mi accorgo che è bagnata. Tiro fuori il cazzo. Passo la cappella tra le labbra una volta, due, tre le dischiude, apre la bocca, glielo ficco dentro. Lo ciuccia come se avesse in bocca un biberon. Non ho più dubbi, lo svenimento di Carmen è una messinscena sta fingendo… che troia. Come comportarmi? Far finta di niente e trombarla? Oppure dirgli che ho capito tutto e che non aspettavo altro da tempo? Non so proprio ho paura di rompere l’incantesimo. Come ciuccia bene la maiala. Per evitare di sborrare prematuramente, glielo sfilo e al posto del cazzo nella bocca ci ficco la lingua. Risponde al mio bacio le nostre lingue si cercano giocano tra di loro. Ha una bocca calda, umida, ospitale. Mentre la bacio, gli accarezzo i seni. Ha sempre gli occhi chiusi continua a recitare la sua parte con maestria. Bacio, lecco, mordo tutto il corpo arrivo alla fica. Non appena gli stuzzico il clitoride, inarca la schiena sollevandola dal pavimento. Gli lecco la micia e nel contempo, gli ficco due dita dentro che faccio entrare e uscire velocemente. Sento che geme, frigna la porcona. Non mi sembra vero che me la sto chiavando. Quando lo racconterò ai miei amici, non mi crederanno è tutto così in reale. Mi distendo su di lei voglio farla mia. Accompagno il cazzo nella sua vagina, scivola dentro che è un piacere. Inizio a stantuffarla da prima lentamente poi, sempre più velocemente. Mentre la chiavo, gli bacio, bocca, collo, seni. Sono infoiato come un mandrillo forse di più.
«Non venirmi dentro non prendo niente» mi ha parlato la zoccola.
«Dove vuoi che sborri?» Non risponde con la mano si accarezza il seno e il ventre. È lì che vuole lo sperma.
«Mi hai fatto penare per mesi, ma alla fine, ci sono riuscito, ti sto scopando» apre finalmente i suoi meravigliosi occhi neri.
«Promettimi che non lo dirai a nessuno» Mi dice con un filo di voce. Annuisco con il capo, ma so che non manterrò la promessa è una chiavata da raccontare.
«Ohhh… Franco sto per venire ahhh» Anch’io sono prossimo all’orgasmo.
«Insieme Carmen dai insieme…»
«Sì eccomi ci sono vengo godooo…» Mi sfilo e fiotto sul suo corpo lei, si dimena e con la mano spalma lo sperma sui seni.
«E’stato meraviglioso non pensavo fosse così bello farlo con un altro»
«Così fan tutte tu non potevi esimerti sei come tutte le altre. Benvenuta nel mondo delle mignotte»
«Non sarò mai una troia questa è la mia prima e ultima volta. Non tradirò più Benito» E’convinta di quello che dice. Ci ricomponiamo.
«Ora va e mi raccomando quello che è successo tienilo per te» Alzo la serranda.
«Ci vediamo domani per il solito caffè e lunedì prossimo tornerò a trovarti»
«E’inutile non succederà più!»
«Lo vedremo» La saluto e vado via convinto di scoparla ancora.

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