Due amiche che non si vedevano da tanto

Non vedevo Monica da quasi 12 anni. Era una mia compagna di Liceo e l’ultima volta che l’avevo incontrata mi ero appena laureata e stavo facendo i preparativi per sposarmi. Sono al centro commerciale per fare spese. Davanti a me una donna appariscente con un largo cappotto e i capelli biondo oro. Si gira verso di me e posso vederla meglio. Ci sediamo al bar e davanti ad una cioccolata calda ricordiamo i tempi andati e ci raccontiamo le nostre vicissitudini. Rimembriamo quando in primavera marinando la scuola, Monica coglieva l’occasione per farsi una scopata con il suo fidanzatino, nel villino che i genitori di questo avevano vicino al mare. Io andavo a pomiciare con il mio boy friend sulla spiaggia o in qualche vicoletto non molto frequentato. Apprendo che pure lei è divorziata e dopo diverse esperienze di convivenza al momento è single. Ha il cappotto aperto e posso ammirare il suo rigoglioso seno. Mi sento accaldata. Tolgo il giubbotto. È chiaro che ora la mia terza, senza reggiseno, è in bella mostra però non trasborda come la sua dal top che indosso. D’improvviso muove il viso ed in un attimo le sue labbra sono sulle mie. Ricambio il suo bacio a bocca aperta e la mia lingua può gustare il sapore della sua saliva. È solamente un attimo. Subito ci ricomponiamo. Ci scambiamo i bigliettini con indirizzi e numero di telefono e ci ripromettiamo di sentirci in serata per concordare quando incontrarci. Usciamo a braccetto dal bar e prima di separarci ci scambiamo un caldo bacio sulle labbra incuranti che qualche conoscente possa vederci. Due giorni dopo mi sto preparando per andare da Monica. Ha voluto che andassi io da lei. Mi ha detto che dopo le effusioni mi avrebbe fatto conoscere una sua amica. L’appuntamento è per le 15,30. Sono nuda davanti allo specchio indecisa su cosa indossare. Ormai sono avvezza a questi appuntamenti. Quindi avendo coscienza di andare a fare certe cose decido di ridurre al minimo la biancheria intima e mettere abiti adeguati. Niente slip e reggiseno. Solamente autoreggenti velate e colorate su uno sfondo grigio scuro. Top scollato, trattenuto da due sottile bretelline sotto un tailleur con gonna al ginocchio e spacco centrale, giacca stretta in vita e che mette bene in risalto il seno. Mi accoglie sull’uscio. Indossa una vestaglia di seta verde mare con dei disegni orientaleggianti che mi ricordano: stelle, luna, sole ma non è un kimono. Ho la sensazione che sotto non abbia nulla. Appena uscita dall’ascensore la trovo che mi aspetta al piano. Vedendomi mi stringe a sé con forza e mi bacia sulla bocca. Percepisco la sua lingua che forza le mie labbra e non oppongo nessuna resistenza. Mi conduce dentro circuendo il braccio attorno ai miei fianchi. Siamo in un ampio soggiorno. Mi levo il cappotto che lei adagia su una sedia. Osserva il mio abbigliamento e si lecca le labbra. Si avvicina e, senza indugi, mi mette le mani sulle chiappe. Per tutta risposta faccio scivolare la gonna. Risultato: dall’ombelico in giù sono tutta nuda velata solamente dalle autoreggenti e dal mio cortissimo pelo sul pube. La sua mano istintivamente si posa proprio lì ed inizia a carezzarlo. Lei mi osserva e continuando, con una mano, a carezzarmi la fica con l’altra lentamente alza il top scoprendomi le tette. In un attimo cadono a terra sia il mio top che la sua vestaglia. Sotto, come avevo immaginato, pure lei è completamente nuda, neppure le calze. Il suo pube completamente glabro e lo spacco della fica ora sono sotto la mia interessata osservazione come del resto il prosperoso e ben eretto seno. Sicuramente è una quarta abbondante, penso. Sulle mammelle ben sode spiccano i capezzoli turgidi e duri che non posso fare a meno dal succhiare. Lecco e succhio le sue tette mentre lei, dopo avermi carezzato il pube con il pelo curato, mi stuzzica le piccole labbra e il clitoride. Pure le mie mani cercano la sua fica e la trovano ben calda ed accogliente. Prese dal furore erotico ci masturbiamo e trastulliamo con vigore. Ci dilatiamo a vicenda il canale femmineo fino ad infilare dentro l’intera mano. Ho le cosce tutte bagnate dai miei umori mentre le mani grondano dall’umore di Monica. Al culmine veniamo contemporaneamente gridando senza pudore per il piacere che ci procura l’orgasmo. Alcune gocce di umore sul pavimento sono la dimostrazione di quanto intenso è stato il nostro godimento. In bagno ci laviamo, vicendevolmente le patate, e questo segna l’inizio di una nuova schermaglia. Non ho più nemmeno le calze. Le ho levate quando sono andata in bagno. Siamo accovacciate sul letto e toccandoci raccontiamo un poco delle nostre vicende passate. Il racconto dura poco in quanto l’eccitazione ci indirizza su altri giochi più tangibili. Posizionatami con la coscia destra sul letto alzo la sinistra e cosi Monica, mettendo pure le sue cosce a forbice, si posiziona in modo di strofinate la sua fica alla mia. Eccezionale la sensazione. Siamo entrambe bagnate e non tardiamo a percepire i clitoridi eretti e veniamo ansimando. Poi Monica mi fa mettere a pecorina e inizia a scandagliarmi il culo e la fica. Le sue dita che penetrano nel mio ano mi danno una gradevolissima sensazione che mi percuote tutte le membra. Con le mani, anche se in posizione poco idonea, cerco il corpo di lei. Le sue dita scorrono lungo tutta la fenditura che dal culo va all’estremo della fica. È un andare su e giù che mi fa impazzire di piacere. Mentre le dita di una mano continuano in tal modo con quelle dell’altra ha l’accortezza di violare i miei due buchi. Sarò tutta dilatata perché dentro la fica percepisco nuovamente tutta la sua mano. Più delicatamente mi tratta il buco del culo ma perché mi infila dentro solamente quattro dita. Le violente scosse del mio corpo le fanno capire che il suo lavoro è da me molto apprezzato. Inizio a gemere mentre tutto il mio corpo continua a vibrare con sempre maggiore violenza. Ora le sue mani sono: una dentro la mia fica che, oltre ad essere un lago di umori, si schiude sempre più alle sue scorrerie; l’altra, dopo essere stata inzuppata dei miei succhi, pressa nell’ano facendosi strada lentamente fino a quando mi entrano dentro il buco del culo tutte le dita. Il leggero disagio procurato dall’introduzione è nulla in confronto alla goduria che mi invade. Ora mi sento leggera, molto leggera. Mi libro leggerissima, oscenamente nuda, ballando nell’aria come una farfalla. Mi sembra di essere tutta aperta. Ho la sensazione di mostrare all’universo intero il mio canale di donna e il culo completamente dilatati, paurosamente spalancati tanto che si può vedere facilmente quello che ho dentro. Improvvisamente mi pervade una calda vampata che parte dal centro della mia femminilità e mi riscalda tutte le membra. La vampata si localizza nei punti vitali del mio corpo che impazziti per il desiderio iniziano a tremolare con gran godimento. Senza rendermene conto incomincio a gridare la mia gioia. Tremo, grido e vengo. Vengo, tremo e grido. Non so quanto dura ma è fantasticamente bello. Ora ho la sensazione di avere completamente riempita la fica da un grossissimo cazzo ma anche il culo è pienamente stipato. È immaginazione? Non mi interessa! L’importante è godere! Ed io sto godendo molto, anzi moltissimo! Inizio a sussultare. Vibro tutta e nel momento stesso che dentro di me iniziano a zampillare, sia davanti che dietro, fresche stille di rugiada ho un fenomenale orgasmo che mi fa capire la bellezza di essere donna. Sono venuta pure dal culo che è molto elastico. Mi ha infilata dentro tutta la mano è ho provato un fortissimo godimento.

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