Due per Silvia

Mi chiamo Stefano e sono insieme a Silvia da quattro anni (abbiamo entrambi 25 anni). Lei in principio non voleva farlo ma, ultimamente credo che piaccia più a lei che a me. Senza lasciarmi perdere in inutili discorsi, vi dico che Silvia ha incontrato per caso un suo vecchio compagno di scuola, un certo Marco. Ai tempi del liceo lei sbavava letteralmente dietro a questo (devo ammettere) bel ragazzo. Lui invece a quei tempi se ne fregava o meglio, se ne era fregato fino alla classica uscita per la pizza di fine anno. In quell’occasione entrambi ubriachi, finirono per fare sesso selvaggio sui sedili posteriori di una macchina (credo quella dei genitori di lui). Fatto sta che i due maiali, troppo fuori o troppo eccitati, si spinsero così oltre che dovettero andare al pronto soccorso per prendere la pillola del giorno dopo, visto che, la farmacia di turno non voleva dargliela. Da quella volta non era più successo nulla tra loro (o almeno questo è quello che so).

Ora veniamo a noi. Silvia e Marco si sono incontrati un mese e mezzo fa ad un concerto (al quale io mancavo in quanto odio la band in questione).

I due nell’atmosfera allegra della serata si sono lasciati un po’ andare e quando lei si è fatta riportare a casa da lui (anziché dalla amica con la quale era venuta) è rimasta un po’ con Marco a parlare dei tempi andati, fino al fatidico bacio.

Nulla di più di un bacio… ma come lo immagino io: lei che appassionatamente gli ficca la lingua fino in gola, i due corpi caldi uniti, lei con la sua candida manina sul cazzo, e Marco che le palpa culo e tette…

Beh proprio innocente non me lo immagino. Voi direte che dovrebbe farmi imbestialire, ed infatti sento tutt’ora dentro di me questo fastidio (in fondo lui si è baciato la mia donna!), tuttavia provo anche una forte eccitazione.

Quando lei due giorni dopo me lo ha raccontato scoppiando in lacrime, dicendo che non sapeva cosa le fosse successo, io lì per lì mi inviperii, ma pian piano, dentro di me, nel groviglio di angoscia e rabbia si intrufolò un tenue stimolo sessuale. Così mentre lei mi raccontava di avermi tradito, io stavo per avere un’erezione.

Finii per perdonarla, ovviamente, e quella stessa sera facemmo sesso, con io che mi immedesimavo nel suo amico: Marco, mentre scopavo.

Per una settimana ad ogni nostro appuntamento amoroso io le chiedevo di raccontarmi di lui, e così finii con il convincerla a dire il suo nome mentre facevamo l’amore.

I due: Silvia e Marco, nel giorno fatale del bacio, si erano anche dati un appuntamento (sarebbe dovuta essere una semplice uscita tra vecchi amici) ma lei ora, a mente lucida non voleva più andarci. La convinsi io ad uscirci e devo ammettere che, tutto arrapato, quella sera io mi feci una sega pensando a Silvia che veniva sbattuta dal cazzo duro del suo amico. Scoprii invece che lei ci era cascata sì di nuovo, e più pesantemente dell’ultima volta, ma non era andata oltre al pompino.

Il giorno dopo lei me lo raccontò (naturalmente dapprima non voleva dirmi niente, poi via via si aprì) ed io arrapatissimo (nuovamente con il mio sesso inturgidito) la perdonai e la baciai cercando di fiutare se ancora sul suo viso si sentisse l’odore dello sperma che probabilmente, cremoso e caldo, Marco le aveva spruzzato addosso allupato più di me.

La storia non finì, ma da cosa nasce cosa e un mese fa, eravamo tutti e tre nudi sul mio letto, e questa è la descrizione di quella indimenticabile nottata:

Rotto il ghiaccio iniziale (dal principio eravamo tutti un po’ imbarazzati) Marco ed io eravamo supini sul letto, mentre Silvia ci smanettava avidamente con le sue piccole mani. Era proprio bello vedere le sue dita fini e chiare avvinghiate a due cazzi duri e rossi.

Iniziò a succhiare il cazzo di Marco mentre continuava a smanettare il mio e mi guardava con faccia innocente, mentre le sue guance si gonfiavano dell’uccellazzo del suo amante. Dopo poco si mise a smorza su Marco, dando la schiena al suo volto. Così messa, lei guardava me e mentre impossessata da un fremito di piacere sbatteva le sue natiche sul bacino di Marco, si protese verso di me e con la bocca impastata dal sapore del cazzo dell’altro mi baciò. Io fremetti, potevo sentire con disgusto il sapore del pene di Marco che fino a poco tempo prima era stato nella bocca della mia ragazza.

Lei si mise a pecorina e mentre Marco se la scopava e godeva ansimando, la mia Silvia mi faceva un pompino mugugnando per la soddisfazione di avere due uccelloni tutti per lei, ma credo soprattutto con l’estremo piacere che gli dava il cazzo del suo amico piantato dentro.

Succhiava, succhiava con impegno, finchè non le sborrai in bocca. Caldo pastoso e filamentoso uscì dandomi un estremo sollievo, sgorgando a schizzi. Bianco, puro e candido come il latte che esce dal seno materno, corposo e viscido come la colla. Lei non si spostò e non ingoiò, così quando non riuscì più a trattenerlo in bocca, ebbe una sorta di conato e il mio sperma venne “tossito” fuori dalla sua bocca e colò giù lungo il mio ciddone e sul suo mento.

Disse a Marco di prenderla dal davanti e così lui fece, lo baciò mentre il mio sperma ancora le sbrodolava dalle labbra. Lei se ne stava a gambe larghe mentre lui se la chiavava, immerso nelle sue bollenti cosce come un pascià. Vedevo la faccia di Silvia fare capolino dietro la spalla di Marco che grugniva come un porco, mentre si scopava ingordo la mia ragazza. Vedevo i piedi di lei fremere a mezzaria, così iniziai a leccargliene uno, poi mi spostai e andai a baciarle la bocca imbrattata dal mio seme.

Avevo la sua lingua in gola al gusto del mio stesso liquido seminale, quando Silvia smise di slinguare ed inizio a strillare che stava per venire. Lo ribadì e lo ribadì ancora, con i suoi occhi sbarrati e la faccia gonfia e rossa. Io la fissavo, tenendomi tra le mani il cazzo moscio e flaccido: ormai impotente di darle altro piacere. Le vene sulle sue tempie le pulsavano, mentre stringeva tra le sue esili dita le lenzuola sudate. Continuava a ripetere che stava per avere un orgasmo con voce roca, implorando Marco di non smettere, mentre lui grufolava e se la sventolava come un eroe del sesso: era molto più bravo di me a scopare la mia ragazza.

Capii che era venuta quando accennò un sorriso con le lacrime che uscivano dai suoi occhi rigandole il viso di mascara.

Lei ancora respirava con affanno, quando Marco tutto sudato, le venne dentro ed io, lo vedevo appagare i suoi sensi stantuffando sempre più potentemente dentro di lei.

Continuò a spruzzagli nella figa bagnata, e continuò a martellare lento e inesorabile anche dopo aver finito lo sperma, per circa cinque minuti buoni, ed ad ogni colpo si lasciava scappare un gemito soffocato, godendosi la mia Silvia fino in fondo.

Se l’era proprio sbattuta bene! Ed io non lo interruppi durante questi ultimi minuti in cui si faceva i suoi comodi con la mia ragazza e svuotava in lei le sue palle.

Ovviamente da allora altre volte l’abbiamo fatto e proprio in questo momento che scrivo, lei è di là con lui…

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