Giochini di coppia

Mia moglie era stata già tante volte provata con vari oggetti abbondanti giochini, bottiglietta, banana cetriolo, ecc., solo per il piacere di infilarle qualcosa di più dopo le mie penetrazioni abituali: lei piccolina, esile, depilata, bionda, delicata come una bambina. Rifiutava all’inizio e poi accettava per provare, ma una volta eccitata si apriva tutta e si dilatava a dismisura, bagnatissima, mentre io le garantivo che avrei preteso prima o poi, viste le mie tendenze cuckold, di farlo con un amico, in due dentro di lei, veri e duri e forse lei, se li sognava dentro col pensiero proprio mentre diceva che li avrebbe rifiutati. Poi un giorno che la ritenevo pronta mentre la infilavo a metà pomeriggio le dissi che era già stato invitato un amico fidato per la pizza con noi perché dopo sarebbe salito in quella camera d’albergo e che l’avevo portata a Pistoia proprio per questo. Le proteste furono molte e di varia natura ma lei ormai sapeva di essere tanto mia che non poteva rifiutarmi nulla. Unica concessione: le avrei imposto tutto io in un modo dolce, graduale e accettabile che lei non doveva conoscere prima. Io e solo io, mi sarei ritenuto unico colpevole di tutti i suoi peccati di quella notte. Al momento opportuno l’avrei mandata in camera da sola per preparare la stanza in una penombra quasi buia, per non vederla arrossire di vergogna e l’avrei voluta trovare nuda sotto il lenzuolo, tutta coperta, testa compresa. Alle ore 20 la feci vestire senza intimo: solo un leggero vestitino nero e tacchi un po’ alti. Tre sole cose. Niente calze; niente slip; niente reggiseno. Era carinissima. Non provocante. Come sempre. Praticamente segreta. Solo io e lei sapevamo com’era sotto. Volevo che si sentisse pronta e diversa dal solito. Solo per mantenere nella sua mente eccitata il pensiero del misterioso amico che avrebbe visto poco dopo e che avrebbe dovuto accettare pur senza conoscerlo prima. La mente è un organo sessuale importante. La pizza fu piacevole, con presentazione e conoscenza amichevole, senza nessun accenno al sesso. L’amico aveva i baffi. Nessuno di noi la toccava: uno strano normalissimo approccio. Ognuno appariva elegante e raffinato. Modi cordiali, gentili, piacevoli. Caffè nel bar dell’albergo, come turisti qualsiasi. Poi parlando, le misi in mano la chiave e le chiesi di salire per prima. Dopo 5 minuti entrammo noi. Buio, silenzio assoluto. Ci siamo spogliati, veloci e poi subito sotto a quel lenzuolo. Zitti. Uno per parte. L’abbiamo accarezzata tutta dolcemente, a lungo, dovunque, escluse le parti intime, con quattro mani e mentre stava rigida l’abbiamo sentita vibrare tremolante. Poi le ho aperto la sua figa con le dita ed era bagnatissima. Colava fino al lenzuolo, sul buchetto, fra le natiche. Allora le ho chiesto di prendere coraggio e di concederci solo le sue mani: una per ciascuno di noi. Maneggiava timidamente il mio e teneva fermo l’altro; dopo un po’ ho sentito che iniziava a palpare e muovere anche quello. Il primo passo era stato facilmente superato. Tremava ancora ma ne teneva uno per mano senza rifiutarli e ora li maneggiava bene. Era pronta. L’ho baciata a lungo senza mai toglierle le mani da quei due contatti caldi poi girata lentamente a pecorina col culo per me, l’ho infilata gradualmente nel buchino anale scivoloso e bagnato di fichetta colata. Lei è rimasta con l’altro in mano all’altezza del viso che lui le accarezzava per invitarla a prendere la decisione fatale. Superò diversi minuti di gioco, rifiutando palesemente molti inviti. Ma io la sentivo già sculettare eccitata. Poi finalmente, ad un certo punto capii che aveva aperto la bocca. Lui cominciava a godere e lei non lo rifiutava più. Era fatta. Lei succhia molto bene quando è infilata. Si sente coinvolta e offre il meglio della sua bocca. Da quel momento in poi potevamo farle di tutto. Ovviamente con le buone maniere. Sapeva che non avrei mai permesso cattiverie. Scelsi di provarla con la doppia penetrazione. Dopo tante manovre di piacere me la misi sopra a gambe aperte e dopo averla infilata tutta davanti, la invitai a spiaccicarsi con le tettine su di me baciandola e sussurrandole di inarcare bene la schiena per alzare un pochino il culetto ed offrirlo alla cappella dell’altro. L’avevo voluta davanti per seguire sul suo viso le sensazioni che provava. La tenevo abbracciata e la sentivo vibrare tutta mentre timidamente si porgeva a quei tentativi di penetrazione. Finalmente si era rilassata e l’amico riuscì a farglielo passare da quel buchino socchiuso. Lei ebbe un sussulto e fece una smorfietta. Poi vidi il suo viso disteso dal piacere e cominciò a respirare sempre più profondamente con tanta sensualità. Io sotto al mio cazzo duro che scorreva dentro la sua vagina sentivo passare l’altro che scorreva nel suo canale anale. L’altro evidentemente sentiva la presenza del mio. Lei li sentiva tutti e due mentre la forzavano e la riempivano. Era bagnata e dilatata e mi colava il suo liquido umore sulle palle, lo sentivo tutto. E soprattutto sentivo lei eccitatissima, riempita, spaventata per l’effetto nuovo e strano che provava. Non riusciva a rifiutare quel piacere diverso che prima aveva accettato solo per compiacermi e che dopo non sapeva più respingere perché ne era totalmente coinvolta. Si offriva apertamente senza più alcuna vergogna, porgendosi bene sia dietro che davanti, decisamente convinta di continuare a lungo in quello stato di benessere. Sculettava assecondando i nostri movimenti tutta piena di gioia. Tutta piena di tutto. In seguito non è mai stata una donna che lo chiede di proposito, è modesta, ma ha sempre dichiarato che la doppia penetrazione le piace moltissimo: non la rifiuterebbe mai. Adesso che sono passati un paio d’anni, mia moglie è ancora più legata a me e riproviamo ogni tanto a fare incontri di sesso spinto. Preferiamo le coppie giuste e lei sempre riceve i complimenti per come si comporta: dicono che è brava, carina, e soprattutto ben addestrata. Insomma la perfetta moglie troia di un marito cornuto e felice di esserlo.

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