Ieri ho fatto un sogno

Finalmente riuscimmo ad organizzarci. Noi ed una coppia amica approfittando del pacchetto-viaggio regalatoci, decidemmo una data e un luogo. Fine marzo in un agriturismo nella provincia di Arezzo. Ci incontrammo direttamente lì. Il posto non era precisamente un albergo, sembrava una villa di nobili del ‘700 e le stanze erano di quelle con il soffitto di quattro metri e gli affreschi sui muri. Ci accompagnò nella stanza il proprietario, spiegandoci che la villa quel week-end era piena di ospiti. Per questo motivo, visto che conoscevamo l’altra coppia ci aveva messo in una camera-appartamento con salone comune con divano cucinotto e due camere da letto separate con bagni separati. Ci piaceva fare questa esperienza anche perché ci conosciamo da una vita e più volte siamo anche andati in vacanza insieme. Passammo il pomeriggio in salone e tra una sigaretta e l’altra facevamo quattro chiacchiere mentre le nostre signore sistemavano le valigie nelle rispettive camere. Alle sette ci aspettava una degustazione di vini e di oli come antipasto per una cena nei dintorni. Noi uomini abbandonammo le donne a cambiarsi per la sera e le precedemmo nella sala delle degustazioni. Una piccola saletta con una decina di tavolini tipo ristorante. Mentre il proprietario iniziava i racconti sul suo miglior vino, dava inizio alla degustazione versandoci il primo bicchiere di “Chianti” accompagnato da una fetta di pane toscano con dell’olio versato sopra. Personalmente iniziavo già a dare i numeri per il vino essendo a stomaco vuoto dalla mattina e stanco del viaggio. La sala iniziava a riempirsi di tutti gli ospiti della villa. Principalmente coppiette che avevano lo stesso pacchetto viaggio. Erano tutte coppie che non si conoscevano e noi eravamo l’unico tavolo da quattro. Notai dallo specchio l’arrivo delle nostre signore. Con la coda dell’occhio sbirciai i loro abiti ed seguii o loro passi verso il tavolo. Mia moglie era vestita con un vestito nero con una scollatura evidente coperta solo da uno spolverino lungo che ancora teneva abbottonato. Trasparente al punto giusto per evidenziare la sua quarta di seno. Calze nere, sicuramente autoreggenti, e scarpe nere di velluto tacco 13 e buchino sulle punte. La nostra amica, un vestito colorato, ma decisamente più corta la gonna. Stretto in vita e con una scollatura che ne mostrava le forme del seno tipo push-up. Calze color carne e scarpe col tacco rosse con il fondo dorato. Iniziammo a degustare il vino e arrivato al terzo bicchiere sempre a stomaco vuoto decidemmo di andare a cena. Il ristorante era li vicino e decidemmo di andare a piedi. Un posto di classe con camerieri vestiti di nero servivano ai tavolini con in guanti bianchi. Eravamo dispersi nelle campagne aretine e ci meravigliavamo di quanta gente frequentasse quel ristorante. Ci accorgemmo dopo un servizio impeccabile che era veramente un posto che meritava un piccolo viaggio. Dopo cena facemmo una passeggiata sulla via del ritorno alla villa anche per smaltire le due bottiglie di chianti e una di spumante che avevamo piacevolmente sorseggiato al ristorante. Sicuramente noi uomini avevamo superato le nostre signore nel bere ma, a giudicare dai discorsi e dalle risate che facevano le nostre donne, anche loro avevano dato il contributo nel finire tutto il vino che avevamo ordinato.

Al rientro ci aspettava il nostro salone comune, unico punto della villa dove potevamo sederci e fare quattro chiacchiere. Valutammo infatti che la villa non aveva una hall o un salone o un bar dove poter fermarci per stare in compagnia. Arrivati nella camera, decidemmo entrambi di aprire le bottiglie del vino che avevamo acquistato nella degustazione del pomeriggio. Mentre cercavo i bicchieri mia moglie disse di volersi mettere più comoda approfittando del salone che era solo per noi. Tornò dopo un paio di minuti con una camicia da notte di cotone con tutte scimmiette disegnate sopra e chiusa da una serie di bottoni sul davanti. Indossava ancora le scarpe e le calze che con la sottoveste rilevavano chiaramente che erano autoreggenti. Io, tra il brillo e l’ubriaco non capivo se così sarebbe stata più comoda e glielo chiesi. Rispose ad alta voce che era il reggiseno che le dava fastidio e lo aveva prontamente tolto, porgendo alla vista degli amici il suo prorompente seno che sembrava far esplodere i bottoni. Noi maschi ci sedemmo a tavola e le nostre signore si sedettero sul divano, tutti con nostro bicchiere alla mano. Non ricordo di cosa si parlasse, sentivo un caldo pazzesco e continuavo a guardare mia moglie che mai avevo visto così provocante. Continuava a ridere, scherzare e a dare banco su tutti gli argomenti senza rendersi conto che nel frattempo si era accovacciata con le scarpe sul divano mostrando tutta la parte della coscia e del sedere da dove finisce l’autoreggente in su. Gli occhi del mio amico, seduto al tavolino con me, erano fissi su di lei. Mentre la prima bottiglia di vino era già finita ed io ero intento ad aprire la seconda sentivo i discorsi che facevano le due. Parlavano di vacanze, di mare e più si andava avanti nell’argomento e più mia moglie si agitava sul divano mostrandosi ad ogni suo gesto. Mentre versavo il vino mi accorsi che lei stava a cosce divaricate con le scarpe sempre sul divano mentre spiegava all’amica come si era depilata la figa come lei fa per tutta l’estate. Pensavo avesse il perizoma ma evidentemente le dava fastidio anche quello e lo aveva tolto. Rimase così per un paio di minuti e mi accorsi che oramai per le non c’erano più freni. Ero tra l’emozionato e l’ingelosito da questo suo comportamento, non sapevo se eccitarmi o incazzarmi. Aveva esagerato nel bere o stava esaudendo questo mio o suo desiderio? Dal parlare di mare a parlare di sesso fu un passaggio immediato. Ormai ero eccitatissimo e mi era venuto duro come un sasso. Non mi accorgevo neanche che i nostri amici erano rimasti li a guardare, lui con gli occhi fissi sulla mia donna e lei, che ormai aveva tolto le scarpe e si era semidistese sul divano, col bicchiere in mano che sorseggiava. La mia signora continuava a dare spettacolo spiegando le sue posizioni preferite e le sue fantasie e proprio mentre spiegava con un gesto inequivocabile che lei adorava essere presa da dietro a pecora, tirò su la camicia da notte presentando il suo meraviglioso culetto proprio davanti agli occhi del mio amico che continuava a sbarrare gli occhi. In mezzo alle sue cosce racchiudeva una perla completamente depilata e chiaramente fradicia di eccitazione. Mi sono alzato di scatto e mentre mi dirigevo verso di lei sbottonai i pantaloni, arrivai a sfiorarle la schiena con il mio cazzo e la penetrai. Si rese conto immediatamente che oramai la stavo scopando davanti ai nostri amici. Si spostò in avanti per tirarlo fuori dalla sua figa. Io abbassai lo sguardo verso il mio cazzo che era uscito dal suo buco pulsante e completamente bagnato. Subito lo riprese avidamente dentro e disse che era proprio cosi che lei adorava essere scopata. La presi sui fianchi e iniziai a trombarla senza dire neanche una parola. Anche lei ansimava e basta. Prima di venire si girò e si mise a pancia in su sempre sul divano. Mi inginocchiai e la penetrai di nuovo mentre le sbottonavo i bottoni della camicia. Lasciai che il suo seno dondolasse ad ogni mio colpo lento e profondo fino a farla venire mentre le sorreggevo le caviglie con le mani. Mentre godeva stringeva forte il suo seno che ormai non poteva più nascondere ai nostri amici. Anche io ero pronto a goderle dentro ma mi assicurai di bagnarle anche tutto l’esterno della fica depilata mentre emettevo il mio seme e lei si allargava le labbra. Dopo quei secondi con il fiatone e, l’eccitazione che non ti fanno neanche muovere e dove non sai neanche chi sei e cosa stai facendo, mi ripresi e rinfoderai il pisello nei pantaloni. Lei si alzò coprendosi con una mano i seni e con l’altra la figa e ridendo corse nel nostro bagno. Dal bagno sentivamo che continuava a canticchiare. Tornò dopo cinque minuti questa volta col pigiama e le ciabatte, prese il suo bicchiere che era rimasto per terra e disse “dicevamo?”.

La serata continuò come niente fosse, parlammo di tutt’altro, andammo a letto verso le tre. La scopai di nuovo, la inculai, fino alle cinque. Sentivamo i gemiti dei nostri amici che stavano facendo lo stesso.

La mattina dopo colazione e di nuovo partenza di li a poco. Eravamo contenti di quella esperienza, ci accordammo per le future vacanze al mare…..magari in Sardegna, si pensava. Eravamo sereni, consapevoli di aver fatto un passo voluto da tutti ma sempre soffocato da mille pregiudizi. Passai dal proprietario a comprare una trentina di quelle bottiglie, quel “Chianti” che aveva fatto il primo passo. Non vi dico se da lì abbiamo continuato…. Sappiate solo che l’ultima delle trenta bottiglie l’abbiamo portata con noi in sardegna quell’estate!

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