LesboOrge e Gang Bang

Il gioco

Tutto cominciò quando avevo 19 anni. Lavoravo come segretaria in una compagnia di assicurazioni. Un collega mi aveva dato un biglietto da visita con un numero di telefono indicato dal nome “Il Gioco”. Io sono sempre stata una donna affamata di sesso, quasi ninfomane. Mi piaceva molto a casa fare esercizi ginnici. Tutta nuda. Mi guardavo allo specchio mentre mi muovevo. Mi eccitava moltissimo. Di solito finivo prendendo alcuni lacci di cuoi, legandoli ai polsi. Mi immaginavo legata, imprigionata da qualcuno che voleva sottomettermi ad ogni sua volontà. Mi toccavo i capezzoli, strizzandoli con le unghie delle dita. Mi tiravo il clitoride che potevo vedere nello specchio, arcuando il corpo per esporlo, pronto a farmi possedere. Immaginavo la voce che mi diceva: “Ok, cominciamo la tortura. Le faremo ogni tortura immaginabile. Poi la possederemo. La terremo come la schiava del sesso per soddisfare ogni più remoto desiderio.” Sentivo la mia figa gocciolare, mi immaginavo legata al soffitto, e vedevo il mio fustigatore avvicinarsi portando fruste e a altri strumenti. La mia figa fremeva fradicia nella attesa. Immaginavo le frusta colpirmi le tette, flagellandomi i capezzoli.

Poi immaginavo i colpi sul sedere e infine tra le labbra della figa e sul clitoride. Le mie dita entravano e uscivano dalla figa, regalandomi una serie di orgasmi che mi lasciavano in terra, distrutta.

Quando capii che quel telefono poteva farmi entrare in un mondo che prometteva più soddisfazioni di quelle che mi procuravo da sola, non esitai un momento a chiamare. Una voce registrata mi rispose “Risponde il Gioco. Se non siete interessati a incontri di tipo sessuale, riappendere, altrimenti premete il numero 1” Io premetti il numero 1 “Bene, se siete maschi premete 1, se siete gay il numero 2, se femmine il numero 3, se siete lesbiche il numero 4” Premetti 4 “Scegliete ora una delle seguenti fantasie erotiche secondo i vostri gusti” “Per incontri romantici il numero 1, per sadomasochismo il numero 2” Scelsi il 3 “Ora se non volete che le fantasie diventino realtà, appendete, altrimenti fate la vostra scelta” “Per costrizione sessuale, il numero 1.” “Per fustigazione, il numero 2 “Per tortura il numero 3” Ero in uno stato di eccitazione assoluta. Con la mano mi toccavo la figa, già fradicia di desiderio. Premetti 3. “Se non volere che le fantasie diventino realtà appendete ora. Oppure fate la vostra scelta sul tipo di esperienza.” “Tortura medioevale, numero 1” “Tortura da terroristi, numero 2” “Tortura da Inquisizione, numero 3” “Tortura da SS e Gestapo, numero 4” “Tortura da Polizia, numero 5” “Tortura su schiavi nell’antica Roma, numero 6” “Tortura su schiavi in Arabia, numero 7” L’elenco continuava, ma la mia mente era già impazzita alle fantasie descritte. Premetti 4 “Prego lasciare nome e numero di telefono” Lasciai il mio recapito. Andai in cucina, tremando per l’eccitazione. Probabilmente qualche buontempone che fa scherzi, pensai tra me. Il telefono squillò, facendomi schizzare il cuore. Risposi “E’ il numero 9991234?” “Si” risposi “Ha chiamato il Gioco?” “Si,…” risposi “Bene ” e mi diede un indirizzo in città. Mi disse di essere la alla 1 di sera. Poi riappese. Io tremavo in un insieme di paura ed eccitazione. Alle 10 e 30 ero già la. Il tempo passava troppo lentamente. Sentii dei passi dietro di me. Sussultando mi voltai. Era una donna in uniforme da SS. “Allora, puttana, cosa fai?” chiese. Prima che potessi rispondere, mi afferrò le mani, stringendole dietro la schiena. Sentii le manette che scattavano ai miei polsi. “Lei e’ una” disse ad una persona dietro me. Mi fecero voltare. Un’altra donna era vestita in un lungo impermeabile nero. Mi fecero entrare nel magazzino a fianco. Era tutto buio. Mi fecero passare in un’altra stanza, sempre buia. Infine si accesero tutte le luci. Quando mi guardai attorno, il cuore pulsò da scoppiare e mi sentii i capezzoli e la figa duri ed eccitati. Sulle pareti e sul soffitto erano fissati una serie di anelli e catene. Una tavola era nel centro della stanza. Altri anelli e catene erano fissati sui lati della tavola. La donna in uniforme era presso un’altro tavolo appoggiato al muro. Sul tavolo c’erano fruste, pinze e altri aggeggi metallici che si poteva immaginare solo cosa servissero. “Bene” cominciò la SS “sei nella resistenza. Bene, ora la resistenza fara quello che diremo noi.” Sorridendo prese in mano un lungo coltello. “Portala qui ” disse indicando la tavola “Non abbiamo tempo da sprecare.

Spogliamola e incominciamo” La mia figa era scossa da fremiti, fradicia. I capezzoli mi facevano male tanto erano duri. Le mie fantasie più intime diventavano realtà. “Non pensare di scappare ” mi fece la SS passandomi il coltello sui capezzoli che spingevano contro la stoffa “non puoi uscire.” Mentre l’altre mi teneva da dietro, la SS mi fece entrare il coltello nella scollatura del vestito e strappandolo. Quando arrivò in vita, con il coltello lo aprì, passandomi la lama sui capezzoli enormi “Vedi questa puttana, non mette neanche il reggiseno” Con il coltello continuò a tagliarmi il vestito. Rimasi solo con le mutandine. Infilò il coltello nell’elastico, facendomelo scorrere sulle labbra. Il contatto con la lama fredda mi fece sussultare e gemere di piacere “Ti piace. Sei in calore” disse la SS. Con un colpo secco mi tagliò le mutandine che finirono in terra. Stavo quasi per venire. Mi fecero distendere sul tavolo. Mi legarono i polsi e le caviglie forte, con i muscoli tesi. Le ginocchia vennero legate aperte. “Non male” disse. La SS e mi prese le tette e le stringe con forza. Poi prese il capezzolo e lo tirò con forza “Ti piace così, puttana” mi disse Le sue unghie erano infilare nel capezzolo. Il dolore era misto di eccitazione. “Mmmmm” risposi soffocata, vedendo il mio capezzolo scuro e ingrossato. Il clitoride sporgeva dalle labbra. “Le piace davvero molto” disse la SS all’altra. “Si, sembra proprio, vediamo quanto riusciamo a farla divertire con le nostre torture.” Entrambe andarono al tavolo con gli strumenti. Quella con l’impermeabile si spogliò. Le sue grosse tette ballarono fuori. Rimase sono con una minigonna in pelle nera e stivaloni neri alti. L’altra fece lo stesso rimanendo sono con i pantaloni e stivali. Anche questa aveva tette sode e alte. Prese una frusta di cuoio intrecciato e venne verso di me.

L’altra era seduta e osservava. Quando si chinò per prendere la frusta, la gonna si aprì dietro e vidi che sotto era nuda. Le labbra della sua figa depilata erano ben visibili e bagnate. MI venne vicino e alzò la frusta come per colpirmi. Chiusi gli occhi, aspettando il colpo. Lei rise e lasciò la frusta accarezzarmi le tette. Mi passò dappertutto. La sensazione del cuoio duro e freddo sul mio corpo fu incredibile. Chiudendo gli occhi sentii la frusta passarmi sullo stomaco e accarezzarmi la labbra e frugare dentro la figa. Io la sentivo gocciolare. Subito dopo sentii la frusta colpirmi sulle labbra. Gridai dentro il bavaglio. Aprii gli occhi e vidi lei, con lo sguardo feroce che abbassava la frusta con forza, contro la mia figa. Mi colpì sul clitoride, facendomi saltare e tirare i legami che mi stringevano. Continuò per diversi minuti. Io gridavo e lei mi colpiva ancora più forte. I capezzoli sembravano esplodere, il clitoride rosso e duro. Stavo per venire quando si fermò. Andò al tavolo e mi lasciò. La figa era in fiamme.

Mi guardai. Strisce rosse si incrociavano sullo stomaco e sulle gambe. Ero sull’orlo dell’orgasmo. “Non dovresti essere così delicata” disse l’altra “lasciami mostrarti come si fa” Prese una frusta più grande e pesante e venne verso di me con un pacco. Si fermò e mi prese una tetta. “Mi fanno impazzire queste tette. Hanno la pelle delicata.” commentò “Quando le colpisci ballano. Vediamo come reagiscono” Prese la frusta e la fece passare alla base della tetta. Poi le tirò facendole separare e allungare. Aprì la scatole mostrando degli aghi lunghi e sottili. Spalancai gli occhi per la paura. Voleva mica infilarmeli? Lei mi sorrise. “Non vuoi? ” mi chiese “dovevi pensarci prima. Ormai sei qui.” Prese un ago e tenendo la tetta con una mano con l’altra iniziò a pungermi. Prima piano poi sempre più forte. Poi ripete’ tutto con l’altra. Io mi contorcevo al dolore, la non potevo muovermi. Poi prese un ago più grosso e lo infilò nel capezzolo che non era mai stato toccato. Il dolore partiva dalla punta del capezzolo fino alla base del seno. Io ero invasa dal dolore ma stavo per venire. Sentivo l’orgasmo salire. Lei se ne accorse. Mi prese il clitoride che sporgeva e lo infilò con un ago sottile. Sentivo come se formiche mi mangiassero la figa. Con sorpresa però il clitoride divenne ancora più duro. I succhi colavano in continuo tra la labbra. “Tu hai detto che io ero troppo gentile?” rise la SS “tu hai praticamente accarezzato il clitoride e le tette con quegli aghi. Lasciami appenderla e poi provo io altro.” Mi tolsero la frusta e gli aghi dalle tette ma lasciarono quelli che foravano i capezzoli. Mi slegarono e mi fecero alzare.

Prendendo una catena che scendeva dal soffitto, l’attaccarono ai polsi. La catena si alzò e mi sollevò fino a che i piedi sfiorarono solo il pavimento. “Ancora” fece la SS Mi tirarono ancora più su. Ero a trenta cm da terra. “Bene, falla dondolare” Andarono entrambe al tavolo e presero delle palette coperte di cuoio. Iniziarono a colpirmi sul sedere. “Vediamo quanto alta la mandiamo” sentii I colpi erano fortissimi. Gridavo e piangevo per il dolore. Mi fecero girare e mi colpirono sullo stomaco, sulle tette e poi tra le gambe. Si fermarono “Prendiamo qualcosa da bere ” sugger ‘ la SS. “Non muoverti, torniamo” mi disse e si misero a ridere. “Aspetta, sembra troppo comoda” disse. Prese una manciata di clip dal tavolo e me mise sulla punta dei capezzoli. Le clip avevano le punte dentate e mi sembravano che mi strappassero i capezzoli. Altre mi vennero messe sulle tette e tre sulle labbra della figa. L’ultima me la fisso sul clitoride turgido. Il dolore dei denti era terribile. “Molto bene” disse lei ed uscirono. Io ero appesa, le tette il clitoride e i capezzoli erano in fiamme. Il culo era rosso. Ad ogni respiro le clip si muovevano entrando ancora più . La mia mente immaginava cosa altro avrebbero potuto farmi. Non avrei mai immaginato il dolore che avrei provato quando i miei sogni si fossero avverati. “E’ ancora qui” sentii “Mi sembra che dobbiamo ancora fare qualcosa” disse la SS Prese un rasoio. Mi tolse la clip dalle labbra e dal clitoride. Mi passò della schiuma sulla figa. Mi rasò ogni pelo attorno e sulle labbra, non lasciando indietro nulla. Prese del liquido e me lo passò sulla carne rossa appena rasata. Fu come se mi toccasse con il fuoco. Urlai. “Molto bene. Ora e’ liscia” e mi tolse il bavaglio “Voglio sentirla gemere ed urlare.” “Non devi parlare” mi disse la SS “Se parli ti facciamo davvero male.” Io mi guardai la pelle nuda e liscia. Il clitoride sporgeva, rosso e lungo. Le donne tornarono verso di me con una scatola e due lunghi fili. “Non hai mai giocato al telefono da piccola?” chiese “questo e’ un pò differente.” Misero la scatola a terra e vidi i fili, nudi agli estremi. “Una dimostrazione” disse la SS. Girò la manovella piano e poi più forte. L’altra con in mano i due fili, li fece toccare sprigionando una scintilla. Io tremavo dalla paura. “Se giro piano, ti solletica, più forte, pizzica, più forte ancora ed e’ come un tizzone ardente.” Annuì all’altra donna. L’altra mise un filo tra le labbra depilate e l’altro filo alla base del clitoride. Sorride all’altra che girò la manovella. Sentii un solletico sul clitoride. Poi aumentò la velocità. Il solletico cambiò in dolore che si estendeva dal clitoride all’intera figa. Girò ancora più forte. Ora era fuoco che passava dentro me. Come un ago rovente che forava il clitoride. “Ahhh” gridai. Tolse i fili, ma solo per spostarli tra la punta e la base del clitoride. “Ah No, Ah!” gridavo e mi scuotevo, provocando dolore alle tette forate dalle clip. Mi sposto i fili tra la punta del clitoride e l’altro dentro la figa, profondo. Le labbra si muovevano, i fianchi si agitavano e stavo per venire. Mentre arrivavano le onde dell’orgasmo, si fermarono. “Non venire fino a quando non voglio” ordinò. “Dammi due cazzi. Ha voglia di farsi riempire questa puttana. La puniremo per aver gridato” ordino la SS Ritornò dal tavolo con due grossi vibratori neri. In fondo avevano ciascuno un morsetto. La SS collegò un cavo ad ognuno e passò uno dei due all’altra, dietro di me. Appoggiò la testa del vibratore tra le mie labbra e spinse dentro con forza fino a che sono la base era fuori. Mi sentivo piena. L’altra spinse la punta contro il culo. Con dolore spinse ancora fino a quando entrò allargandomi con dolore il culo. Si misero davanti a me, soddisfatte del lavoro. Girò la manovella. Una scarica mi attraversò dentro dalla figa al culo. “Ora e’ a posto. Guarda come e’ rigida. Vuoi venire, cara?” mi fece la SS Mi sfilarono i due vibratori e rimisero tutto sul tavolo. “Mettiamola sul tavolo” sugger ‘ l’altra. Mi slegarono e dopo avermi distesa, mi legarono come prima. Io ansimavo per le torture e l’orgasmo che volevo avere. Mi tolsero le clip dalle tette. Al loro posto misero due pinze a coccodrillo legate tra loro con una catena. La catena venne legata ad un’altra che scendeva dal soffitto. La catena dal soffitto fu tirata in su, sollevandomi per i capezzoli. La catena fu fissata in modo che mi tirasse i capezzoli fino a quasi strapparli mentre il corpo era tirato dai legami al tavolo. “Cena a luce di candele?” chiese la SS all’altra. “Come sei romantica” rispose l’altra Presero due grosse candele dal tavolo. Le accesero e si misero ai miei fianchi. Mi guardarono sorridendo e inclinando le candele. La cera bollente gocciolò sulle tette con gocce infuocate. “Oh” facevo ad ogni goccia. Passarono dai capezzoli, alle tette, le catene e le pinze coperte di cera. Mi coprirono la figa con cerca bollente. Passarono le candele insieme sulle labbra e sul clitoride lasciando una scia bollente di cera. La sensazione sulla pelle depilata esaltava il calore, facendomi gridare alle sensazioni. “Ah mi fa male!” gridai “Cosa!? ” gridò la SS “Non rispetti le regole?. Bene sarai punita.” Smisero di coprirmi di cera. “Guarda che maiala, questa. Dammi qualcosa per pulirla” ordinò la SS L’altra prese una spazzola dura e iniziò a grattarmi la cera da ogni parte senza cura. “Ah Oh Ah ” gridavo mentre le setole dure mi graffiavano la pelle. Non risparmiarono i capezzoli tirati e la figa con graffi. Finirono di pulirmi. Tutto il corpo era infuocato e dolorante. “Penso che sia pronta” disse la SS “Ok” rispose l’altra Mi fecero scendere e mi distesero su un cavallo da ginnastica imbottito. Mi legarono mani e piedi alle gambe del cavallo. Mi legarono in modo da essere distesa sopra, le tetta penzoloni da una parte, le gambe dall’altra. La mia figa era aperta ed esposta al massimo. Era proprio quella il punto centrale della tortura, ora. Loro vedevano il mio clitoride mezzo rigido. Una di loro lo prese e lo massaggiò. Iniziai a bagnarmi di nuovo fino a gocciolare. Lei prese i succhi che uscivano per massaggiarmi le labbra. Il clitoride era di nuovo turgido. “Bene, abbiamo bisogno che sia duro per quello che arriva” commentò lei. Sentivo i rumori attorno a me ma non potevo vedere nulla. Mi vennero di fronte. Si erano spogliate del poco che avevano indosso. Erano nude e stavano di fronte a me, con i clitoridi e i capezzoli turgidi. Vedevo i succhi uscire dalle loro fighe. Entrambe erano senza peli sulle fighe. Ora capivo che le donne della Gestapo erano tutte depilate. Una mi prese le clip ai capezzoli e li tirò creandomi ancora dolore. Con l’altra mano si toccava, infilandosi due dita dentro e massaggiandosi il clitoride. L’altra fece lo stesso con me. “Ah” gemetti. Sentii qualcosa entrare nella figa. Sentii gocce di cera cadere sulle labbra della mia figa e capii che una candela accesa era infilata dentro. Loro ora si toccavano a vicenda. Mi tolsero la candela. Poi presero una frusta di cuoio sottile come un filo. Mi frustarono sulle labbra della figa e poi sul clitoride. “Ahhh” gridavo mentre il filo di cuoio entrava profondamente con violenza dentro me. L’altra contemporaneamente mi tirava e strizzava i capezzoli. L’orgasmo stava arrivando, facendomi contorcere ai colpi di frusta. “Ahh” ogni colpo mi faceva spruzzare i succhi attorno. Il primo orgasmo arrivò con una violenza mai provata. Io afferrai le gambe di metallo mentre gridavo. Loro aumentarono il ritmo, frustandomi ancora di più. Altre cinque orgasmi si succedettero. Anche loro due gemevano, toccandosi. Mi lasciai andare, un rivolo di succhi usciva da me e cadeva in terra. Capii che anche loro avevano avuto un orgasmo, e i loro succhi scivolavano lungo le gambe. Loro mi fissavano “Pensi che questo sia un orgasmo?” Mi sollevarono la testa e la SS disse “Questo e’ solo un gioco. Ora cominciamo davvero la tortura.” “Prendi gli anelli, e’ ora di marchiarti come una delle nostre schiave” disse all’altra. Andò al tavolo e portò una scatola che conteneva degli anelli d’oro grandi e fini. Erano 5 cm di diametro. Erano aperti. “Ora ti togliamo quei chiodi che ti stanno staccando i capezzoli. Ma prima voglio essere sicura che i buchi siano abbastanza grossi per i tuoi nuovi gioielli.” Mi prese i chiodi che erano infilati nei miei capezzoli e li mosse per allargare i buchi in cui si muovevano. Io gemevo per il dolore. Infine tirò fuori i chiodi e appena uscirono, l’altra infilò al loro posto un anello. Infine chiuse i fermagli. Mi spiegò “Ora sono bloccati. Non sono d’oro, ma in acciaio. Non puoi tagliarli e non puoi aprirli. Solo io ho una speciale chiave. Il solo modo per te di toglierli e’ tagliarti i capezzoli.” “Ora sei marchiata come una delle nostra schiave puttane. Tu ora sei per servire noi SS.” Mi slegarono dal cavallo e mi misero in piedi. Per farmi stare su, presero gli anelli e tirarono verso l’alto. Io dovevo seguirli per non provocarmi dolore. “Tienila su mentre la infilo” disse la SS La SS andò al tavolo e prese i due vibratori che erano già stati usati. Ora i morsetti alla base vennero collegati con una scatola con tre bottoni. “Prendi questo ” mi disse porgendomi un vibratore “mettilo in bocca. Dopo averlo bagnato bene, infilatelo. Da ora dovrai leccare tutto quello che ti viene infilato, prima e dopo. Ora bagnalo e infilalo nella figa.” Io lo presi e lo leccai. Lei mi tirò gli anelli ordinando di infilarlo in bocca. Poi lo infilai lentamente dentro fino in fondo. Solo il filo usciva. Mi diede l’altro. Ripetei lo stesso. Aprii le gambe e lo infilai su per il culo fino in fondo. Mi sentivo piena e eccitata. Il fatto di essere in balia di queste due puttane mi faceva sentire eccitata. “Sui ginocchi. Sei qui per servirci, schiava” mi ordinò. Mi misi in ginocchio di fronte a lei. La SS da dietro schiacciò un bottone facendomi passare una scarica tra la figa e il culo. “Apri le gambe. Gli schiavi devono sempre avere le gambe aperte. Sempre. Ricordati. Appartieni a noi. Ora succhia. Lecca le nostre fighe. Se sento che non ci metti l’anima, schiaccio uno di questi bottoni. Così ti sveglio” Mi chino avanti e lecco la pelle liscia della figa. Sento una scarica e infilo la lingua tra le labbra scivolose. Tocco il clitoride turgido tra le labbra gonfie e lisce. Le succhio il clitoride, ma qualcosa di metallo tocca la mia lingua. “Non hai mai leccato un clitoride con l’anello. Devi sapere che tutte le SS hanno un anello al clitoride. Ora succhia e usa le dita dentro. Forza!” Riprendo a leccare il clitoride. Apro le grosse labbra e infilo le dita nella fregna bollente. Infilando le dita fino in fondo, trovo altri due anelli nelle labbra interne. Le ficco le dita fino a dove posso. Le succhio il clitoride con forza, muovendo le dita dentro e fuori con forza. Sento un’altra scossa su per la figa. Stringo il clitoride con i denti e muovo le tre dita dentro di lei violentemente. Sento che i muscoli si contraggono mentre lei grida di piacere. Mi preme la testa contro la figa gocciolante. Altri due orgasmi arrivano alle mie continue stimolazioni. Mi spinge lo stivale contro la mia figa. “Non troppo male, ma dovrai fare meglio la prossima volta.” Ora tocca all’altra. Mi da una forte scossa “Chinati e leccumi, schiava. Forza!” mi ordina Anche lei ha gli anelli al clitoride e alle labbra. Mi immagino anch’io con gli anelli e questo mi eccita. Le infilo tre dita di colpo fino in fondo, facendola gridare. Appena le lecco il clitoride, scopandola con le dita, sento i primi spasmi. Cambiando il ritmo la faccio eccitare ancor di più. Mi stringe la testa contro di lei. Io aumento i colpi delle dita e della lingua. Un fiume di succhi esce quando arriva il primo, forte orgasmo. Io le infilo le dita gocciolanti in altri profondi colpi facendole arrivare un’altra serie di orgasmi. Quando ha finito mi spinge via. “Non male, ma devi migliorare ancora molto. Apri le gambe!” Mi infila la punta dello stivale nella figa. Lo spinge dentro fino a che incontra il vibratore, tutto dentro. Lo spinge ancora più dentro. “Alzati. Ora che tu venga scopata. Doppiamente scopata. Tirati fuori quelle cose dentro e leccale.” Io tiro i fili per fare uscire i due pali dentro di me. E’ coperto di succhi. Esito. Un ordine mi fa infilare in bocca quel coso. Lo pulisco dai miei succhi con attenzione e glielo do. Faccio lo stesso con l’altro. Loro vanno al tavolo e prendono altri due grossi falli, di colore naturale ma molto più lunghi. Sono molto grossi. Ognuno ha tre cinghie attaccate. Le donne si infilano quei cazzi enormi ridendo. Metà di quei falli entrano nelle loro fighe fradice. Fissano una cinghia che passa fino a dietro, assicurando che non si muova. Quando hanno finito sembra che abbiano un cazzo che cresca dalle loro fighe. Non ho mai visto niente così. Le figure di quelle donne con corpi prosperose con due cazzi enormi e grosse tette mi eccitano. Mi tocco con una mano, stimolando il clitoride. L’altra mano va alle tette. “Ci ti ha detto di toccarti, puttana? Via le mani e apri le gambe.” Mi legano ai polsi due catene che pendono dal soffitto. Le catene si alzano facendomi alzare. “Adesso ti scopiamo. Questi cosi mentre ti scoperanno davanti e dietro ci scopano anche noi. Hanno un dito che spinge contro il clitoride. Ma vedi non e’ il tuo piacere importante ma solo il nostro.” Mi spinge la cappella contro le labbra. Da dietro dento la chiappe aperte e sento la punta contro il buco del culo. “Sei pronta” chiede la SS all’altra. “Si. Pronta. Scopiamola. Le facciamo vedere cosa vuole dire essere sotto il controllo della SS” Insieme spingono. Mentre una spinge l’altra lo infila, riempiendomi insieme. Iniziano a muoversi allo stesso ritmo. I fianchi spingono dentro e fuori. Le mani raggiungono gli anelli alle tette, tirandoli mentre io sono tirata per le braccia, alla loro volontà. Il cazzo davanti preme contro il clitoride. Lo stimolo e’ enorme. Sento arrivare l’orgasmo. La SS raggiunge l’altra, baciandosi con la lingua di fronte a me, mentre mi scopano. Da davanti mi tira verso di lei, infilandomi ancor più. Sento le sue tette e i capezzoli duri contro i miei anelli. Da dietro una mano arriva al clitoride, strizzandolo. Tutte e tre veniamo in un profondo urlo. Almeno cinque orgasmi mi scuotono e altrettanti sono per loro due. Io rimango appesa per i polsi, distrutta, incapace di reggermi. Ho avuto l’esperienza sessuale più soddisfacente della mia vita. Sono stata abusata come avevo sempre sognato. Come loro due si ritirano e mi slegano, cado in terra, scopata, soddisfatta. Quando mi riprendo mi ordinano di alzarmi, mettere le mani dietro la testa e aprire le gambe. Una di loro arriva da me con una cinghia di cuoio sottile in ogni mano. Me le fanno passare sotto lo stomaco e uscire tra le gambe. Legano le cinghie ad una catena dal soffitto e mi sollevano. Una inserisce un vibratore nel mio culo dilatato dalle cinghie. Poi aprono le labbra della figa e fanno passare le cinghie in modo che entrino premendo il clitoride e le labbra. “Quando andrai a casa, lavati gli anelli con questa soluzione. Girali nei capezzoli tutte le mattine fino a che i buchi guariranno. Quando saranno guariti potrai tirarli e gireranno dentro facendoti godere in continuazione. Domani ti metterai il reggiseno. Ora ti infileremo un braccialetto alla caviglia che non potrai toglierti che ti marchia come nostra schiava. Se vuoi continuare il Gioco, puoi chiamare il numero di telefono. Non potrai selezionare lo stesso Gioco fino a quando non hai passato tutti gli altri prima. Quando la voce ti richiama, identificati come “La novizia nera” Hai capito? Altre domande?” “Ora fuori ” mi ordinarono. Io mi rivestii con i miei vestiti mezzi tagliati, senza mutandine e uscii fuori, ritornando a casa. A casa mi spogliai guardandomi allo specchio e ammirando gli anelli nei capezzoli. Mi lavai e facendo la doccia, ad ogni tocco sui capezzoli, gli anelli mi provocavano un orgasmo. Andai a dormire, sognando uomini che mi scopavano in tutti i modi. Al mattino mi vestii come mi era stato detto e andai in ufficio. Incontrai la collega che mi aveva dato il biglietto. Sorridendo mi fece entrare nell’ufficio. “Ho visto l’anello alla caviglia. Spero che ti sia piaciuto.” Io arrossii e con la voce strozzata risposi di si. “Bene ” disse lei “alzati la gonna. Voglio esplorare.” “Ma… ” lei mi mostrò il suo braccialetto dorato alla caviglia. “Quelli che hanno il segno nero non possono ordinare a noi cosa fare” Io sollevai la minigonna e lei mi abbassò le mutandine osservando la mia figa fradicia “Bene” commentò ” e apri la camicetta” Io mi tolsi la camicetta ed il reggiseno. Lei guardò i miei anelli e gentilmente li toccò. Io gemetti al tocco. “Molto bene. Sono perfetti per te. Bene, vestiti. Non ho tempo di giocare con te. Forse più tardi.” “Ah, e non dimenticare. Chiama prima di sera. Ti consiglio di provare la Inquisizione stasera.” Io sorrisi, uscendo.

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